Nehalennia

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Altare di Nehalennia presso Domburg, Zelanda, Paesi Bassi

Nehalennia è una divinità dalle origini oscure, da attribuire al pantheon germanico oppure a quello celtico, e pare venisse adorata inizialmente solo presso gli attuali Paesi Bassi e le coste germaniche del Mare del Nord.

Culto[modifica | modifica sorgente]

Conosciuta come protettrice delle strade, custode dei viandanti e dei viaggiatori dei mari del nord, era spesso invocata dal popolo per assicurarsi una felice sorte ultramondana, in quanto patrona anche di tutti coloro i quali si avventuravano sui sentieri dello spirito. Il suo nome significa "Signora della nave", ma anche "Timoniera, Guida" e numerosi altari o steli votive vennero realizzati con le donazioni di quei marinai o capitani che ne avevano invocato la protezione durante le tempeste. Sotto l'Impero Romano il culto di Nehalennia ebbe una vera e propria fioritura, e nelle province della Gallia Belgica e della Germania Inferiore vennero edificati numerosi santuari e cippi votivi sempre a seguito di un viaggio per mare: col tempo venne, così, ad essere assimilata alla Ecate greco/romana.

Iconografia[modifica | modifica sorgente]

Per quanto riguarda le sue raffigurazioni, esse erano legate proprio al viaggio simbolico dell'anima che, attraverso le acque, giungeva ad Avalon, cioè l'Altro Mondo o Tìr Na Nòg irlandese, la Terra delle Mele, della Conoscenza, dei Morti e dei Saggi: l’acqua, infatti, era il limite, sia spaziale che temporale, tra questo mondo e l’altro, quando i confini tra i mondi divengono sottili e le anime ritornano nelle case in cui hanno abitato in vita. Le sue statue erano poste solitamente sotto un baldacchino a forma di conchiglia in compagnia di un cane, con una piccola nave in mano ed un cesto di mele ai piedi, raramente con in mano uno scettro; ma appare assai spesso mentre impugna un timone o in piedi sulla prua di una nave.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]