Negawatt

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Il negawatt è un'unità di misura che quantifica la potenza risparmiata in un processo grazie ad una tecnologia o ad un comportamento (corrisponde "in negativo" al watt). Il concetto di negawatt è dovuto ad Amory Lovins, fondatore del Rocky Mountain Institute, il quale immaginò una nuova tipologia di mercato che riducesse lo scarto fra il costo di produzione e quello sostenuto per risparmiare una certa quantità d'energia.

Definizione[modifica | modifica sorgente]

Il negawatt è una unità di misura teorica della potenza e rappresenta l'energia risparmiata nell'unità di tempo. In altre parole, il concetto di negawatt serve a misurare la potenza non usata in un determinato processo.

L'uso del negawatt costituisce una forma di incoraggiamento per motivare i consumatori a risparmiare energia.[1] Amory Lovins considera il concetto di risparmio "un cambiamento del comportamento basato sull'atteggiamento 'fare meno per consumare meno'". Egli opera, altresì, una distinzione tra risparmio ed efficienza, definendo la seconda come "l'applicazione di tecnologie e buone pratiche per eliminare gli sprechi, basandosi sull'atteggiamento 'fare lo stesso o di più con meno'".[2]

I negawatt potranno essere misurati in futuro con l'ausilio di grid systems, contatori intelligenti e altri sistemi di monitoraggio. Tuttavia, per ora, i negawatt non possono essere misurati in maniera precisa, ma solo stimati adoperando la serie storica dei consumi energetici.

Ambiti del negawatt[modifica | modifica sorgente]

I negawatt possono essere "prodotti": migliorando la coibentazione e l'efficienza energetica degli edifici; mediante una regolazione corretta degli impianti di riscaldamento e dei condizionatori d'aria; costruendo case passive; incentivando il car sharing e il car pooling; rilocalizzando le filiere produttive; preferendo i trasporti su rotaia rispetto a quelli su ruota; incoraggiando l'uso dei mezzi di trasporto pubblico.

Critiche[modifica | modifica sorgente]

Alcuni sostengono che la nozione di negawatt possa distogliere la gente dall'obiettivo di ridurre i consumi, focalizzando la loro attenzione sul risparmio piuttosto che sul consumo, che è il problema ecologico principale.

Per esempio, la sostituzione di una caldaia a gas degli anni settanta con un modello recente permette di risparmiare il 15% circa di gas. In questo caso, focalizzandosi sul risparmio d'energia conseguente, si rischierebbe di porre in secondo piano l'impatto ambientale della combustione del restante 85% di gas.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Bartram, Rodgers and Muise, 2010.
  2. ^ Knickerbocker, 2001.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Amory Lovins, The Negawatt Revolution -- Solving the CO2 Problem, Montreal, 1989. (Versione online)
  • (EN) Amory B. Lovins and William D. Browning, Negawatts for Buildings, Urban Land, July 1992. (Versione online)
  • (EN) Lyn Bartram, Johnny Rodgers and Kevin Muise, Chasing the Negawatt: Visualization for Sustainable Living, IEEE Computer Graphics and Applications, May/June 2010.
  • (EN) Arnold P. Fickett, Clark W. Gellings and Amory B. Lovins, Efficient Use of Electricity, Scientific American, vol. 263, 1990, pp. 64-74.
  • (EN) Brad Knickerbocker, Saving energy by the 'negawatt', The Christian Science Monitor, 29 May 2001. (Versione online)
  • (EN) Jim McCarty, Negawatts, Rural Missouri, April 2008. (Versione online)
  • (EN) Paul W. Parfomak and Lester B. Lave, How Many Kilowatts are in a Negawatt? Verifying Ex Post Estimates of Utility Conservation Impacts at the Regional Level, The Energy Journal, vol. 17, issue 4, 1996, pp. 59-88. (Versione online)
  • (EN) MIT Portugal Program, The Negawatts Project: Changing the Paradigm of Family Energy Consumption, 6 August 2010. (Versione online)

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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