Cultura del Gaudo

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Ceramica cerimoniale della Cultura del Gaudo
Esempio di sepoltura del Gaudo: un accesso con anticamera, da cui si diramano due camere funerarie, contenenti ceramica cerimoniale e scheletri umani in posizione fetale.

La cultura del Gaudo è una cultura eneolitica sviluppatasi nel sud Italia tra la fine del IV e la prima metà del III millennio a.C.. Prende il nome dalla necropoli di Spina-Gaudo situata nei pressi della foce del fiume Sele, in provincia di Salerno. Si trova a circa 1-2 km di distanza dal noto sito di Paestum.

Sito eponimo[modifica | modifica wikitesto]

La necropoli del Gaudo, è un sito archeologico della piana di Paestum, frutto di una scoperta casuale avvenuta nel 1944, durante la costruzione di una pista d'atterraggio da parte degli alleati anglo-americani, presenti in zona dopo l'Operazione Avalanche.

Le tracce più antiche di insediamenti umani nella zona pestana risalgono al paleolitico; le più recenti sono quelle che si riferiscono alla cosiddetta cultura del Gaudo.

Posta a circa un chilometro da Paestum la necropoli venuta alla luce si estende per un'area di circa 2000 m², in cui sono state rinvenute 34 tombe.

Sepolture[modifica | modifica wikitesto]

Ricostruzione di un'inumazione al Museo archeologico di Paestum

Le tombe a "forno" erano scavate nella roccia con un pozzetto d'accesso che conduceva a una o due camere sepolcrali a sepoltura multipla.

Il rito funebre era svolto da più persone; una volta conclusosi, la cella sepolcrale era chiusa da un grande masso.

Le sepolture erano utilizzate per successive deposizioni; in questo caso, i resti del defunto più recente venivano spostati in fondo alla cella, insieme a quelli che lo avevano preceduto. Nelle tombe sono stati ritrovati numerosi askoi, caratteristici vasi a saliera.

Lo studio della disposizione delle ossa e degli arredi funebri ha fatto ritenere agli studiosi che queste genti si raggruppassero in clan familiari di indole guerriera.

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