Nazionale di rugby a 15 degli Stati Uniti d'America

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Stati Uniti Stati Uniti
Stemma
Uniformi di gara
USA Rugby Logo.gif
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Prima
tenuta
USA Rugby Logo.gif
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Tenuta
alternativa
Sport Rugby union pictogram.svg Rugby a 15
Federazione USA Rugby
Soprannome The Eagles
Selezionatore Stati Uniti Mike Tolkin
Record presenze Mike MacDonald (67)
Record mete Vaea Anitoni (26)
Record punti Mike Hercus (465)
Ranking IRB 18ª (25 marzo 2013)
Esordio internazionale
Australia Australia 12-8 Stati Uniti Stati Uniti
6 settembre 1912
Migliore vittoria
Stati Uniti Stati Uniti 91-0 Barbados Barbados
1º luglio 2006
Peggiore sconfitta
Inghilterra Inghilterra 106-8 Stati Uniti Stati Uniti
21 agosto 1999
Coppa del Mondo
Partecipazioni 6 (esordio: 1987)
Miglior risultato fase a gironi
Stadio nazionale
-
(- posti)

La nazionale di rugby a 15 statunitense è la selezione maschile di rugby a 15 rappresentativa degli Stati Uniti d'America. Conosciuta in patria con l'appellativo di The Eagles ("le aquile"), insieme al Canada è una delle nazionali maggiormente competitive del Nord America. Vanta la partecipazione a diverse Coppe del Mondo, ma viene maggiormente ricordata per le due medaglie d'oro vinte ai Giochi Olimpici del 1920 e nella successiva edizione del 1924.

Gli Stati Uniti hanno partecipato stabilmente alla Churchill Cup e dal 2013 disputano l'IRB Pacific Nations Cup.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Primi anni: 1872-1912[modifica | modifica sorgente]

Le partite di rugby cominciarono a diffondersi negli Stati Uniti attorno la metà del diciannovesimo secolo. Le prime partite ufficiali cominciarono a essere disputate, principalmente grazie agli immigrati provenienti dalla Gran Bretagna, nel 1872, quando nella San Francisco Bay Area cominciarono a fiorire le prime squadre rugbistiche composte in gran parte da immigrati britannici.[1] Il 2 dicembre 1882 la prima rappresentativa californiana di rugby giocò contro un avversario esterno, il Phoenix Rugby Club di San Francisco, perdendo 7-4. Seguirono altre partite che videro la California imbattuta fino al 1885.

Nonostante una certa diffusione del rugby in ambito sportivo universitario, verso la fine degli anni 1890 la concorrenza con il football americano, andatosi via via mutuando con regole proprie differenti rispetto a quelle adottate dal rugby, fu forte e il football guadagnò la popolarità. A causa della violenza e della serie di infortuni causati dal football americano, il pubblico cominciò però a preoccuparsi e il presidente Theodore Roosevelt minacciò di dichiarare questo sport fuorilegge.[1] Ciò contribuì a rilanciare nuovamente il rugby e all'inizio del 1906 le scuole superiori e le università della California abbandonarono il football americano in favore del rugby.

Nel 1910 una squadra universitaria che raccoglieva giocatori provenienti dalla California, Stanford e dall'Università del Nevada, si recò in tour in Australia e Nuova Zelanda per affrontare alcune squadre locali. La prima partita ufficiale della nazionale statunitense risale al 16 novembre 1912, quando gli Stati Uniti ospitarono l'Australia recatasi in tour oltreoceano. Gli australiani vinsero 12-8,[2] l'anno seguente gli USA ospitarono la Nuova Zelanda perdendo con un più netto 51-3.

Gli ori alle Olimpiadi del 1920 e del 1924[modifica | modifica sorgente]

La nazionale statunitense che nell'ottobre 1920 affrontò la Francia in un test match
La squadra che vinse la medaglia d'oro ai Giochi Olimpici del 1924
La partita contro la Francia durante i Giochi Olimpici del 1924

Il Comitato Olimpico degli Stati Uniti decise, dato che la California era l'unico stato in cui si giocava il rugby all'interno degli USA, di concedere l'approvazione ma di non erogare alcun contributo finanziario per la partecipazione ai Giochi Olimpici del 1920. La nazionale statunitense era composta da giocatori che provenivano principalmente da squadre della California, con 6 giocatori provenienti dall'Università della California a Berkeley.[3] Dopo l'eliminazione dal torneo della Cecoslovacchia e della Romania, la Francia e gli Stati Uniti furono le uniche due squadre a contendersi la competizione e gli statunitensi prevalsero clamorosamente vincendo 8-0.

La Francia invitò la nazionale statunitense in tour e questa vinse tre dei quattro incontri disputati. Tra il 1920 e il 1924, tuttavia, negli Stati Uniti ancora una volta il rugby sparì virtualmente a causa dell'elevata popolarità del football americano.

Ai Giochi Olimpici del 1924 gli Stati Uniti si trovarono a difendere il titolo contro la Francia. Ancora una volta il Comitato Olimpico degli Stati Uniti garantì il permesso ma non concesse alcun fondo finanziario. Ciò nonostante, sette giocatori della nazionale vittoriosa del 1920 si rimisero in gioco, raccolsero 20.000 dollari e trovarono 15 nuovi giocatori inclusi alcuni giocatori di football americano che non avevano mai giocato una partita di rugby. La nuova selezione statunitense ancora una volta si basò fortemente su giocatori provenienti dal Nord California, con 9 ex studenti di Stanford, 5 da Santa Clara e 3 dall'Università della California a Berkeley.[3] Per prepararsi all'evento la nazionale si recò a giocare alcune partite in Inghilterra venendo sconfitta quattro volte. A questa edizione dei Giochi Olimpici, oltre a Francia e Stati Uniti, partecipò anche la Romania: le partite, giocate a Parigi, videro i francesi e gli statunitensi sconfiggere i rumeni rispettivamente 59-3 e 37-0; l'ultima decisiva partita vide gli Stati Uniti battere nuovamente la Francia vincendo 17-3.

Dopo l'edizione del 1924 il rugby venne eliminato dagli sport olimpici e questo fu un ulteriore motivo che bloccò la crescita di questo sport negli Stati Uniti.

Seconda metà del XX secolo[modifica | modifica sorgente]

Agli inizi degli anni 1960 il rugby statunitense conobbe un periodo di rinascimento, culminato con la nascita nel 1975 della federazione di rugby degli Stati Uniti costituita da quattro organizzazioni territoriali allo scopo di governare questo sport a livello nazionale. L'anno seguente gli Stati Uniti ospitarono l'Australia e la Francia, perdendo rispettivamente 24-12 e 33-14.

Nel 1977 la nazionale statunitense si recò in tour in Inghilterra per giocare contro alcune squadre locali e contro un XV dell'Inghilterra che vinse 37-11. In precedenza gli statunitensi si recarono in Canada perdendo 17-6, la prima di una serie di sfide contro i canadesi che si protrassero fino agli anni 1980.

Negli anni 1980 si ebbe l'ulteriore crescita del movimento rugbistico statunitense. Nel 1981 gli Stati Uniti ospitarono un tour del Sudafrica e vennero sconfitti 38-7 dai sudafricani. Il 1983 fu l'anno del tour statunitense in Australia, con i Wallabies che si imposero nettamente vincendo 49-3. Nel 1985 gli Stati Uniti si recarono in Giappone vincendo 16-15 una partita equilibrata contro la nazionale giapponese, che l'anno successivo ricambiò la visita e pareggiò 9-9.

Nel 1987, dopo che la federazione di rugby degli Stati Uniti entrò a far parte dell'IRB,[4] la nazionale fu invitata alla prima edizione della Coppa del Mondo. Gli statunitensi vennero sorteggiati nello stesso girone di Australia, Inghilterra e Giappone: dopo avere vinto il primo incontro col Giappone 21-18, vennero sconfitti dall'Australia 47-12 e dall'Inghilterra 34-6. Terminata la competizione mondiale, gli Stati Uniti si recarono in tourn in Galles perdendo 46-0 contro la nazionale gallese.

Qualificatasi alla Coppa del Mondo 1991, la nazionale statunitense si trovò a giocare nello stesso girone di Nuova Zelanda, Inghilterra e Italia, finendo ultima con tre sconfitte in altrettanti incontri. Gli Stati Uniti non riuscirono a qualificarsi all'edizione successiva della Coppa del Mondo a causa della doppia sconfitta contro l'Argentina 28-22 in casa e 16-11 in trasferta, che in questo modo si assicurò l'accesso alla competizione. Nel 1996 gli statunitensi ospitarono l'Irlanda e vennero sconfitti 25-18, l'anno successivo si recarono in tour in Galles perdendo 34-14 contro la nazionale gallese.

Gli Stati Uniti guadagnarono l'accesso alla Coppa del Mondo 1999 grazie alla vittoria 21-16 contro l'Uruguay, dopo avere perso 52-24 contro l'Argentina e 31-14 contro il Canada all'interno del Campionato panamericano di rugby. Questa fu un'altra edizione segnata da tre sconfitte in altrettanti incontri, due sconfitte nette contro l'Irlanda 53-8 e contro l'Australia 55-19, mentre la partita contro la Romania fu più equilibrata e vide prevalere i rumeni solamente 27-25. Gli Stati Uniti ebbero comunque la magra consolazione di essere stata l'unica squadra a riuscire a segnare una meta contro i futuri campioni dell'Australia.

Nuovo millennio[modifica | modifica sorgente]

Mischia durante la partita contro l'Australia alla Coppa del Mondo 2011

Nel 2000 gli Stati Uniti si recarono in tour in Gran Bretagna collezionando due sconfitte contro Scozia e Irlanda. Per accedere alla Coppa del Mondo 2003, dopo essersi posizionati al terzo posto dietro Canada e Uruguay nel girone americano di qualificazione, gli statunitensi furono costretti a disputare un vittorioso spareggio contro la Spagna. Gli USA si trovarono a giocare nello stesso gruppo di Francia, Scozia, Figi e Giappone. Gli Stati Uniti vinsero la loro unica partita sconfiggendo il Giappone 39-26, persero solamente 19-18 contro le Figi mentre più nette furono le sconfitte contro Scozia e Francia (rispettivamente con i punteggi 39-15 e 41-14).

Un incontro tra Stati Uniti e All Blacks

Dal 2003 gli Stati Uniti presero parte alla Churchill Cup, una competizione internazionale istituita per promuovere la crescita del rugby in Nord America e durata fino al 2011. Nel girone di qualificazione per la Coppa del Mondo 2007 il Canada prevalse sugli Stati Uniti, che furono quindi costretti a giocare due vittoriose partite di spareggio contro l'Uruguay prima di accedere alla competizione mondiale. In questa edizione della Coppa del Mondo la nazionale statunitense perse tutte e quattro le partite del proprio girone contro Inghilterra, Tonga, Samoa e Sudafrica. La sconfitta di misura 25-21 contro Samoa consentì agli USA di guadagnare il loro unico punto in classifica grazie al bonus sconfitta.

Nel 2008 gli Stati Uniti ri recarono in tour in Giappone perdendo le due partite giocate contro la nazionale giapponese. Dopo le due partite contro il Canada, quella casalinga vinta 12-5 e quella in trasferta persa 41-18, la nazionale statunitense fu ancora una volta costretta a giocare una spareggio contro l'Uruguay per accedere alla Coppa del Mondo 2011. Stavolta le due partite furono molto più equilibrate, comunque gli USA si imposero vincendo 27-22 in trasferta e 27-26 nella gara casalinga. Gli Stati Uniti si trovarono a giocare nello stesso girone di Australia, Irlanda, Italia e della debuttante Russia. L'unica vittoria fu proprio contro la Russia, dopo una partita combattuta vinta 13-6.

Rosa attuale[modifica | modifica sorgente]

Quella che segue è la rosa dei giocatori convocati per il tour del novembre 2012:[5]

Avanti
TL Derek Asbun
TL Chris Biller
TL Zach Fenoglio
PL Eric Fry
PL Shawn Pittman
PL Anthony Purpura
PL Nicholas Wallace
SL Brian Doyle
SL Graham Harriman
SL Louis Stanfill
FL Inaki Basauri
FL Peter Dahl
FL Scott LaValla
FL John Quill
N8 Todd Clever
Tre Quarti
MM Mike Petri
MM Robbie Shaw
MA Toby L'Estrange
MA Gearoid McDonald
CE Paul Emerick
CE Andrew Suniula
CE Roland Suniula
TQ Cornelius Dirksen
TQ Luke Hume
TQ Takudzwa Ngwenya
TQ Zachary Pangelinan
TQ Andrey Otrokov
ES Chris Chapman
ES Chris Wyles


I tour[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b (EN) Dan Hickey, NCRFU History in pacificcoastrugby.com. URL consultato il 27 marzo 2013.
  2. ^ (EN) Statistics for Men's International Rugby Union - United States in rugbydata.com. URL consultato il 27 marzo 2013.
  3. ^ a b (EN) 1924 Rugby: A Wild Olympic Rematch in California Golden Blogs, 20 giugno 2012. URL consultato il 27 marzo 2013.
  4. ^ Richard Bath, The Complete Book of Rugby, Seven Oaks Ltd., 1997, p. 77, ISBN 1-86200-013-1.
  5. ^ (EN) ye on the Eagles - Men's Fall European Tour in usarugby.org, 1 novembre 2012. URL consultato il 28 marzo 2013.

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