Nazionale di pallavolo maschile dell'Italia

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Italia Italia
Stemma
Uniformi di gara
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Sport Volleyball (indoor) pictogram.svg Pallavolo
Federazione FIPAV
Confederazione CEV
Codice CIO ITA
Selezionatore Italia Mauro Berruto
Ranking FIVB (12 agosto 2012)
Giochi olimpici
Partecipazioni 10 (esordio: 1976)
Miglior risultato Secondo posto nel 1996, 2004
Campionato mondiale
Partecipazioni 14 (esordio: 1949)
Miglior risultato Campione nel 1990, 1994, 1998
Campionato europeo
Partecipazioni 26 (esordio: 1948)
Miglior risultato Campione nel 1989, 1993, 1995, 1999, 2003, 2005
World League
Partecipazioni 24 (esordio: 1990)
Miglior risultato Campione nel 1990, 1991, 1992, 1994, 1995, 1997, 1999, 2000
Coppa del Mondo
Partecipazioni 6 (esordio: 1981)
Miglior risultato Campione nel 1995
Grand Champions Cup
Partecipazioni 3 (esordio: 1993)
Miglior risultato Campione nel 1993

La nazionale di pallavolo maschile dell'Italia è una squadra europea composta dai migliori giocatori di pallavolo dell'Italia ed è posta sotto l'egida della Federazione Italiana Pallavolo.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Primi anni[modifica | modifica sorgente]

La nazionale italiana conquistò la sua prima medaglia internazionale (un bronzo) nel 1948, in occasione dei campionati europei; tuttavia l'Italia era nettamente inferiore alle fortissime nazionali dei paesi dell'est e per questo motivo nel corso dei trent'anni successivi, le affermazioni della squadra avvennero solo in tornei in cui le nazionali più forti non prendevano parte: è il caso dell'oro ai Giochi del Mediterraneo nel 1959 e dell'argento nel 1963. Nel 1970 l'Italia vinse le Universiadi e cinque anni dopo giunse seconda nei Giochi del Mediterraneo.

La rivelazione nel 1978[modifica | modifica sorgente]

È in occasione dei campionati mondiali del 1978 che l'Italia si innamora del volley: la squadra di Carmelo Pittera gioca in casa e stupisce tutto il mondo del volley, supera il girone di primo turno con 3 vittorie in 3 partite, le prime due "facili" con Belgio ed Egitto (entrambe 3-0) e poi prima sorpresa con la vittoria 3-1 sulla Cina; nel girone di secondo turno l'Italia debutta con il forte Brasile compiendo un mezzo miracolo e vincendo in cinque set, poi ancora grande vittoria inattesa con la Germania orientale (3-1) e si replica (ma stavolta con un avversario alla portata) con un 3-0 sulla Bulgaria, mentre nell'ultima gara del girone l'Italia viene travolta 3-0 dalla fortissima e favoritissima Unione Sovietica. Nonostante la sconfitta l'Italia accede alla semifinale contro la forte squadra cubana, l'Italia vince 3-1 tra lo stupore di tutti gli appassionati di pallavolo del mondo, in finale però c'è di nuovo l'Unione Sovietica che non lascia scampo agli azzurri sommergendoli con un secco 3-0. Nonostante la sconfitta l'Italia del volley è contenta per aver visto all'opera una squadra competitiva, al punto che la stampa la ribattezzerà "Gabbiano d'argento". Il nome deriva dal documentario realizzato in occasione di quei campionati, da Giulio Berruti, considerato ancora oggi, un vero cult per il mondo della pallavolo. In casa azzurra c'era però la sensazione di aver perso l'unica e irripetibile occasione di vincere un torneo importante.

Nei cinque anni successivi l'Italia torna ad essere una squadra di secondo piano; vince ancora i Giochi del Mediterraneo nel 1983, ma per il resto è poca cosa. Tuttavia i miglioramenti rispetto agli anni precedenti sono notevoli; infatti, in precedenza le grandi squadre erano solite "travolgere" gli azzurri, mentre in questi anni le grandi nazionali si rendono conto delle difficoltà che devono affrontare scontrandosi con la rappresentativa azzurra (pur continuando a vincere).

Nel 1984 l'ennesima favola: al torneo olimpico di Los Angeles 1984 (privato delle nazionali dell'Est Europa, come reazione al boicottaggio degli Stati Uniti alle Olimpiadi di Mosca di quattro anni prima) l'Italia arriva fino alla semifinale, conquistando poi il bronzo. Ma anche stavolta c'è chi pensa di aver perduto l'occasione della vita; poi, fino al 1989 l'Italia continua a lottare per piazzamenti d'onore.

La generazione di fenomeni[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Generazione di fenomeni.

L'arrivo di Velasco e il dominio assoluto[modifica | modifica sorgente]

Nel 1989 arriva sulla panchina azzurra un tecnico destinato ad un luminoso futuro: Julio Velasco. Il tecnico e i suoi leggendari giocatori (Andrea Zorzi, Luca Cantagalli, Andrea Lucchetta, Paolo Tofoli, Lorenzo Bernardi, Andrea Gardini, Pasquale Gravina, Andrea Giani, Samuele Papi ecc.) danno vita ad un ciclo di successi assolutamente eccezionale, e la squadra sarà ribattezzata generazione di fenomeni. Nello stesso anno l'Italia vince a sorpresa il campionato europeo, centrando l'alloro mancante da sempre. Subito dopo arriva la conferma ai vertici mondiali con l'argento in Coppa del mondo, dietro Cuba.

Il 1990 è il primo di una serie di anni d'oro per l'Italia. La FIVB fa partire la World League, nella cui prima edizione l'Italia vince il girone eliminatorio, batte la fortissima Unione Sovietica al quinto set in semifinale e sconfigge l'Olanda in finale con un secco 3-0. Nello stesso anno vince i Goodwill Games, ma la prima grande impresa degli azzurri avviene ai Mondiali 1990. L'Italia arriva seconda nel proprio girone (vincendo con Camerun e Bulgaria e venendo sconfitta da Cuba a qualificazione raggiunta), elimina la Cecoslovacchia negli ottavi (3-0), l'Argentina nei quarti (3-0) e il Brasile Paese ospitante in semifinale (3-2). Gli azzurri vincono la finale contro Cuba per 3-1, con l'ultimo punto di Lorenzo Bernardi dopo 9 match ball. Avendo vinto il mondiale, l'Italia viene invitata all'FIVB World Super Four '90, dove supera agevolmente il Giappone ma viene sconfitta in finale dall'Unione Sovietica al tie break.

Nel 1991 il ciclo azzurro continua: ancora oro alla World League '91 e ai Giochi del Mediterraneo, mentre all'europeo l'Italia cede in finale all'Unione Sovietica. Lo squadrone azzurro non prende parte alla coppa del mondo.

Nel 1992 gli azzurri vincono la World League '92 per la terza volta in tre edizioni, battendo 3-1 Cuba in finale, ma perdono clamorosamente l'occasione di vincere il titolo olimpico venendo sconfitti nei quarti di finale dall'Olanda.

Nel 1993 l'Italia vince la Grand Champions Cup e gli Europei, battendo in entrambi i casi l'Olanda in finale (prendendosi così la rivincita per la sconfitta alle Olimpiadi) e dando inizio a una vera e propria rivalità sportiva tra le due nazionali, che si spartiranno i principali trofei negli anni futuri. Gli azzurri perdono invece la semifinale della World League '93 contro i padroni di casa del Brasile, futuro campione, e devono accontentarsi del bronzo.

Nel 1994 l'Italia non lascia nulla alle altre squadre. La nazionale debutta in estate arrivando seconda (dopo la Russia, anche se solo per differenza di set) nel girone eliminatorio della World League '94. Si qualifica per il girone dei quarti di finale del torneo (giocato a Milano), in cui arriva terza alle spalle di Brasile e Bulgaria. In semifinale batte nettamente i bulgari per 3-0 e in finale regola Cuba con il medesimo punteggio, conquistando il quarto oro in cinque edizioni. In ottobre gli azzurri vanno in Grecia per il mondiale '94 con l'obiettivo di difendere il titolo mondiale conquistato 4 anni prima in Brasile. Gli azzurri vincono il girone di primo turno (nonostante la sconfitta al quinto set contro il Giappone nell'ultima gara), sconfiggono la Grecia (3-0) padrona di casa agli ottavi e poi la Russia (3-1) nei quarti. In semifinale è Cuba a cedere allo strapotere azzurro con un netto 3-1. In finale l'Italia affronta ancora i rivali dell'Olanda, che stavolta vengono regolati con un netto 3-1; l'Italia vince l'ultimo set addirittura 15-1. Essendo arrivata sul podio al mondiale, l'Italia viene invitata a giocare il World Super Four '94, dove supera i tre avversari del girone senza problemi: Stati Uniti (3-0), Olanda (3-1) e Giappone (3-1). In semifinale regola ancora gli Stati Uniti (3-1) e in finale sconfigge per l'ennesima volta l'Olanda (3-1).

Nel 1995 si ripetono appieno i successi del trionfale anno precedente. La squadra azzurra vince i tre tornei a cui prende parte: la Coppa del mondo, gli Europei (entrambi sull'Olanda) e la World League (sul Brasile). Con queste vittorie l'Italia trionfa in tutti i principali tornei del mondo, eccetto i giochi olimpici, e per le Olimpiadi di Atlanta '96 l'Italia è considerata da molti la favorita.

Il 1996 è l'anno della delusione più grande della storia della pallavolo italiana: al torneo olimpico di Atlanta la nazionale sbaraglia tutti gli avversari vincendo tutte le 5 partite del girone di primo turno senza mai perdere nemmeno un set. Nei quarti perde il primo set con l'Argentina, ma si rifà vincendo gli altri tre. In semifinale gli azzurri dominano e vincono 3-1 con la fortissima Jugoslavia, accedendo da grandissimi favoriti alla finale. In finale, l'Olanda (già affrontata e sconfitta 3-0 nel girone eliminatorio) si prende la più pesante delle rivincite battendo 3-2 l'Italia, vendicando così in un colpo solo tutte le sconfitte patite nei 6 anni precedenti. Nello stesso anno l'Italia perde anche la finale di World League '96, ancora con gli Oranje e ancora al quinto set. Al termine di questo ciclo sfortunato, Velasco decide di lasciare la panchina azzurra e viene sostituito da Bebeto.

Arriva Bebeto[modifica | modifica sorgente]

Nel 1997 l'Italia si rimette in piedi, il nuovo commissario tecnico Paulo Roberto de Freitas (chiamato da tutti Bebeto de Freitas o semplicemente Bebeto) cerca di colmare il vuoto lasciato dal suo immenso predecessore chiamando in nazionale nuovi elementi e dando fiducia ad alcuni giovani già scoperti da Velasco. Alla World league '97 l'Italia sconfigge Cuba nella finale e conquista il suo sesto titolo in otto edizioni (prendendosi anche la rivincita con gli olandesi nel girone finale), poi all'europeo gioca un ottimo girone e si qualifica per la semifinale, ma ancora una volta gli olandesi si mettono tra gli azzurri e il successo e stavolta sono loro a spuntarla con un secco 3-0, nella finale di consolazione l'Italia sconfiggerà la Francia e conquisterà il bronzo, continuando quella tradizione che la vuole sempre sul podio nel torneo continentale dal 1989 in poi.

Nel 1998, per la prima volta da anni gli azzurri non partono come favoriti del torneo mondiale (i favori del pronostico infatti vanno agli olandesi, campioni olimpici ed europei). L'Italia per via di un deludente quarto posto (prima volta nella storia che gli azzurri non salgono sul podio in questa competizione) nella World League '98 giocata a Milano viene degradata a livello di outsider; ma al mondiale '98 di novembre gli azzurri si riconfermano un po' a sorpresa ai vertici del volley planetario conquistando il terzo titolo mondiale consecutivo (primi nella storia a farlo), eliminando in semifinale una nuova potenza emergente della pallavolo mondiale: il Brasile, che negli anni a venire infliggerà numerose sconfitte agli azzurri. In finale facile vittoria (3-0) con la Jugoslavia.

Nonostante tutto alla fine dell'anno il commissario tecnico Bebeto lascia la panchina azzurra.

L'era Anastasi, successi e delusioni[modifica | modifica sorgente]

Nel 1999 l'Italia viene guidata da Andrea Anastasi, l'arrivo del nuovo commissario tecnico sembra continuare i successi dei suoi due predecessori, infatti in estate la nazionale italiana conquista la World League '99 (3-1 su Cuba), in settembre si ripete all'europeo (sulla Russia), ma in dicembre arriva solo terza nella Coppa del mondo superata da Russia e Cuba, tuttavia questo è sufficiente per garantirsi l'accesso alle attesissime Olimpiadi di Sydney 2000. L'europeo del 1999 segna il tramonto (che perdura tuttora) della generazione d'oro olandese, infatti la nazionale che per anni è stata la più grande rivale degli azzurri perde molti dei suoi grandi campioni e non riesce ad essere competitiva in nessun torneo dal 1999 in poi.

Il 2000 è l'anno delle Olimpiadi di Sydney e Anastasi si concentra appieno su questo progetto, nel frattempo vincendo la World League 2000 a Rotterdam (dove la nazionale di casa naufraga sempre più, infatti uscirà dalle migliori del mondo in breve) dove in finale batte ancora la Russia (3-1). Al torneo olimpico 2000 l'Italia, trascinata da un eccezionale Andrea Sartoretti (alla fine del torneo secondo nella classifica dei top-scorer), vince il girone del primo turno imbattuta, sconfiggendo in sequenza Corea del Sud (3-0), la temutissima Jugoslavia (3-2 in una partita tiratissima), Argentina (3-0), Russia (3-1) e USA (3-1); ai quarti poi batte l'Australia (3-1) e riaffronta gli slavi in semifinale, dove gli azzurri incappano nella partita storta che tanto temevano ed escono con un passivo forse troppo pesante: 3-0. Nella finale per il terzo posto l'Italia sconfigge 3-0 senza problemi l'Argentina e conquista un bronzo pieno di amarezza.

Nel 2001 l'Italia arriva in finale nella World League 2001, ma viene sconfitta abbastanza nettamente dal Brasile, in estate vince i Giochi del Mediterraneo sotto la guida temporanea del coreano Kim Ho Chul, in settembre la nazionale di Andrea Anastasi vola a Ostrava, per gli europei del 2001.

Agli europei l'Italia fornisce un buon gioco (complice anche il rientro in nazionale di alcuni assi, tra cui sicuramente spicca l'ottimo Lorenzo Bernardi) e nel girone eliminatorio supera Ungheria (3-0), Germania (3-1) e Polonia (3-0), poi cede nettamente ancora con la Serbia e Montenegro (3-0) e affronta l'ultima gara con la consapevolezza che basta vincere due set con la Francia per accedere alle semifinali, l'Italia perde 3-2 ma si qualifica ugualmente; nella semifinale vince 3-0 senza problemi contro i deboli padroni di casa (già appagati per aver raggiunto la semifinale) e in finale incontra di nuovo la Serbia e Montenegro, uscendo sconfitta con un secco 3-0.

Nel 2002 l'Italia è chiamata a difendere il suo titolo mondiale, alla World League 2002 non arriva sul podio e nel torneo mondiale non fa meglio, dopo un primo turno non troppo esaltante con due facili vittorie contro Croazia e Canada e sconfitta al quinto set contro la Polonia, unico avversario degno di nota del girone, uscirà nei quarti di finale contro il Brasile (futuro campione), per la prima volta da quando è iniziato il ciclo di successi conclude l'anno senza nessuna medaglia.

Arriva Gian Paolo Montali[modifica | modifica sorgente]

Nel 2003 sulla panchina azzurra arriva Gian Paolo Montali: in quell'anno l'Italia vince la medaglia di bronzo alla World League 2003 (vinta dal Brasile). A settembre però riesce a vincere l'Europeo, dopo aver dominato un girone non troppo difficile l'Italia compie un mezzo miracolo battendo la quotatissima Russia per 3-0 in semifinale ed in finale supera al quinto set la Francia (già battuta nel girone del primo turno). Lo stesso anno gli azzurri arrivano secondi dietro il Brasile (divenuto nel frattempo leader mondiale) nella coppa del mondo e guadagnano l'accesso alle Olimpiadi di Atene.

La partita tra Italia e Russia agli Europei del 2005, disputata al PalaLottomatica

Il 2004 è l'anno olimpico, l'Italia arriva in finale alla World League 2004, ma dopo un ottimo cammino perde nettamente con il Brasile davanti al pubblico di Roma. Montali vuole riuscire dove i suoi predecessori hanno fallito, vale a dire l'oro olimpico, al torneo di Atene l'Italia inizia il suo cammino con gli USA, vincendo 3-1, poi il favoritissimo Brasile ci sconfigge di misura (3-2 con un tie-break infinito), l'Italia rimedia vincendo in sequenza con Australia e Olanda (3-0 entrambe), poi cede ancora al tie break con la Russia, ma è comunque qualificata come seconda nel girone, e soprattutto ha espresso un ottimo gioco; nei quarti l'Argentina non impensierisce troppo gli azzurri che vincono nettamente 3-1, in semifinale riaffrontiamo la Russia che ci aveva sconfitti nel girone eliminatorio, ma stavolta gli azzurri dominano e vincono nettamente 3-0, in finale si affronta nuovamente il Brasile, l'Italia perde malamente il primo set, vince il secondo e poi gioca bene gli altri due ma cedendo sempre nel finale di set e quindi ancora una volta l'oro sfuma sul traguardo.

Nel 2005 l'Italia gioca malissimo nella World League 2005 (arriva settima, peggior risultato di sempre) ma Gian Paolo Montali riesce a rimettere in piedi la squadra in tempo per l'europeo casalingo. A Roma davanti ai 12.000 spettatori del PalaLottomatica l'Italia batte la Russia al quinto set e vince l'europeo confermando il successo di 2 anni prima. Questo è ad oggi l'ultimo trionfo degli azzurri.

Nel 2006 l'Italia gioca male la World League 2006 (sesto posto) e il mondiale (quinto posto) e non convince praticamente mai.

Il 2007 è un anno di grandissimo ricambio generazionale, della nazionale fortissima degli anni novanta non rimane nessuno, l'addio del capitano Samuele Papi segue quelli di Andrea Sartoretti e Andrea Giani, ultimi rimasti della grande squadra. L'Italia che si presenta al via della World League 2007 è completamente rinnovata, gli unici "senatori" in campo sono Alberto Cisolla (nuovo capitano), Valerio Vermiglio, Alessandro Fei e Luigi Mastrangelo. A 4 gare dalla fine del girone di qualificazione l'Italia è già matematicamente estromessa dalla fase finale della World League 2007 e non riceverà la wild card. All'Europeo 2007 le cose non vanno molto meglio, l'Italia supera la prima fase a fatica, la Finlandia (rivelazione del torneo) all'esordio viene superata solo al quinto set, poi gli azzurri battono 3-1 la debole Croazia e vengono sommersi dalla Bulgaria per 3-0, accedendo comunque alla seconda fase, in questa si vince bene con il Belgio, si cede 3-2 alla Russia (ottenendo già la matematica esclusione) e poi ci si consola battendo 3-2 la quotata Polonia, per la prima volta dal 1989 gli azzurri non salgono sul podio europeo.

Il ritorno di Anastasi[modifica | modifica sorgente]

Andrea Anastasi, campione d'Europa con la Spagna maschile, torna ad essere CT dell'Italia e ricomincia da dove si era interrotto il primo ciclo, quando guidò la sua ultima Italia nell'All Star Game di Trieste del novembre 2002.

Dopo una World League 2008 deludente, la Nazionale si qualifica per le Olimpiadi di Pechino 2008 all'ultima occasione, grazie al torneo di qualificazione disputato in Giappone dal 31 maggio all'8 giugno 2008. Memorabile la partita d'esordio degli Azzurri contro i padroni di casa: sotto per 2 set a 1, sul 24 a 17 per gli asiatici, un filotto positivo in battuta di Emanuele Birarelli permette alla squadra di vincere inaspettatamente set e poi incontro.
L'avventura nel torneo olimpico di pallavolo maschile segna il ritorno della formazione italiana tra le prime squadre al mondo. Dopo la conquista del secondo posto nel Gruppo A (insieme a Stati Uniti, Bulgaria, Cina, Venezuela e Giappone) il sestetto capitanato da Alberto Cisolla supera al tie-break la tenace formazione polacca del neo-scudettato Michal Winiarski. In semifinale gli Azzurri devono invece arrendersi alla nazionale campione olimpica in carica, il Brasile. Nella finale per il 3º-4º posto a vincere è la Russia, con il risultato di 3 a 0. Seppur dimostrando ancora notevoli difficoltà nell'affrontare le nazionali più forti, grazie a questo risultato la nazionale italiana prolunga la serie positiva ai Giochi olimpici: da Atlanta 1996 infatti, la compagine di pallavolo approda almeno alle semifinali.

Nel 2009 invece la nazionale fa una pessima figura agli Europei in Turchia non andando oltre il 10º posto, difatti vincendo solo due partite (contro Repubblica Ceca e Finlandia) sulle sei totali disputate. Motivo principale della debacle la mancanza di giocatori all'altezza dell'élite europea.

Nel 2010, dopo 3 anni di assenza, l'Italia ritorna a disputare le Final Six di World League arrivando sesta. A fine settembre si disputarono i campionati mondiali in Italia. Nella gara d'esordio l'Italia supera il Giappone con un netto 3-0. Da qui in poi la nazionale inanella una serie di vittorie che le permette di superare le prime due fasi del torneo, arrivando in una sola partita al tie-break, la vittoria 3-2 sull'Iran, approdando in semifinale da imbattuta, cosa che non accadeva dal vittorioso mondiale del 1998. In semifinale incontra il favorito Brasile che infligge agli azzurri la prima, e più amara, sconfitta per 3 set a 1. Nella finale per il 3º posto incontra la Serbia che le infligge la seconda sconfitta del mondiale, sempre per 3-1.

L'avvento di Berruto[modifica | modifica sorgente]

Nel 2011 la nazionale viene affidata a Mauro Berruto, fino ad allora allenatore della Lube Macerata. Il nuovo tecnico deve subito far fronte al ritiro dalla nazionale del capitano Alessandro Fei sostituito, quindi, nel ruolo di opposto titolare, da Michał Łasko. Viene promosso, nel ruolo di capitano, lo schiacciatore Cristian Savani. Berruto, inoltre, effettua un notevole rinnovamento, promuovendo nel sestetto titolare il palleggiatore Dragan Travica e lo schiacciatore Ivan Zaytsev.

Il primo appuntamento ufficiale del nuovo corso è la World League, in cui la nazionale dopo aver vinto agevolmente il proprio girone, ripete il risultato dell'anno precedente arrivando al sesto posto nella Final Eight di Danzica.

Agli europei di settembre, Berruto ritorna a convocare Luigi Mastrangelo. La nazionale inizia bene gli europei, superando agevolmente il proprio girone e sconfiggendo ai quarti la Finlandia. In semifinale ci sono i campioni in carica della Polonia, qui gli azzurri sfoderano una grande prestazione, battendo gli avversari con un secco 3-0. In finale la nazionale incontra la Serbia, già incontrata nella finale 3º/4º posto ai mondiali. In una gara tiratissima la spunta la Serbia per 3-1, di conseguenza gli azzurri devono accontentarsi della medaglia d'argento, prima medaglia del nuovo corso.

Tra la fine di novembre e l'inizio di dicembre, la squadra partecipa alla Coppa del Mondo in Giappone, competizione che fornisce tre pass diretti per i Giochi Olimpici. L'Italia, che vede il rientro di Alessandro Fei nel ruolo di centrale, nonostante le prestigiose vittorie su Brasile e Stati Uniti, non riesce a qualificarsi per soli due set (differenza set con il Brasile). La qualificazione ai Giochi della XXX Olimpiade comunque è solo rimandata: i ragazzi di Mauro Berruto infatti ottengono il pass olimpico nel Preolimpico Europeo, disputatosi a Sofia dall'8 al 13 maggio, a spese della coriacea Germania dopo una partita tirata finita soltanto al quinto set. A Londra 2012 gli azzurri conquistano il bronzo battendo 3-1 la Bulgaria.

Rosa[modifica | modifica sorgente]

Segue la rosa dei giocatori convocati per la Grand Champions Cup 2013.

Nome Ruolo Data di nascita Squadra
1 Thomas Beretta C 18 aprile 1990 Italia Pallavolo Modena
2 Jiří Kovář S 10 aprile 1989 Italia Lube Macerata
4 Luca Vettori S/O 16 aprile 1991 Italia Pallavolo Piacenza
6 Ludovico Dolfo S 16 giugno 1989 Italia PV Città di Castello
7 Salvatore Rossini L 13 luglio 1986 Italia Top Latina
9 Ivan Zaytsev S/O 2 ottobre 1988 Italia Lube Macerata
10 Filippo Lanza S 3 marzo 1991 Italia Trentino Volley
13 Dragan Travica P 28 agosto 1986 Russia VK Belogor'e
14 Matteo Piano C 24 ottobre 1990 Italia PV Città di Castello
15 Emanuele Birarelli Capitano C 8 febbraio 1981 Italia Trentino Volley
16 Michele Baranowicz P 5 agosto 1989 Italia Lube Macerata
18 Giulio Sabbi S/O 10 agosto 1989 Italia Pallavolo Molfetta

Record individuali[modifica | modifica sorgente]

Record presenze[modifica | modifica sorgente]

Tabella aggiornata al 12 agosto 2012. L'asterisco indica giocatori ancora in attività, le statistiche dei quali possono cambiare in futuro.

# Giocatore Presenze
1 Andrea Giani 474
2 Andrea Gardini 418
3 Luigi Mastrangelo* 363
4 Samuele Papi* 361
5 Marco Bracci 347
6 Paolo Tofoli 342
7 Luca Cantagalli 330
= Ferdinando De Giorgi 330
= Andrea Sartoretti 330
10 Andrea Zorzi 325

Lista dei commissari tecnici[modifica | modifica sorgente]

Medagliere[modifica | modifica sorgente]

Manifestazioni Oro Argento Bronzo Tot.
Giochi olimpici 0 2 3 5
Mondiali 3 1 0 4
Europei 6 4 2 12
World League 8 3 3 14
Coppa del Mondo 1 2 1 4
Grand Champions Cup 1 0 2 3
Universiadi 1 1 5 7
Giochi del Mediterraneo 6 2 1 9
Totale 26 15 17 58

Dettaglio[modifica | modifica sorgente]

Anno Luogo Nazione Manifestazione Tecnico Medaglia
1948 Roma Italia Italia Europei Angelo Costa bronzo
1959 Beirut Libano Libano Giochi del Mediterraneo Ivan Trinajstic oro
1963 Napoli Italia Italia argento
1970 Torino Italia Italia Universiadi Odone Federzoni oro
1975 Algeri Algeria Algeria VII Giochi del Mediterraneo Franco Anderlini argento
1978 Roma Italia Italia Mondiali Carmelo Pittera
1983 Rabat Marocco Marocco IX Giochi del Mediterraneo Silvano Prandi oro
Edmonton Canada Canada Universiadi bronzo
1984 Los Angeles Stati Uniti Stati Uniti Olimpiadi bronzo
1989 Stoccolma Svezia Svezia Campionato europeo di pallavolo maschile 1989 Julio Velasco oro
Tokyo Giappone Giappone Coppa del Mondo argento
1990 Tokyo Giappone Giappone World Super Four FIVB
Rio de Janeiro Brasile Brasile Campionato mondiale di pallavolo maschile 1990 oro
Seattle Stati Uniti Stati Uniti Goodwill Games
Osaka Giappone Giappone World League
1991 Milano Italia Italia World League di pallavolo maschile 1991
Atene Grecia Grecia XI Giochi del Mediterraneo
Berlino Germania Germania Campionato europeo di pallavolo maschile 1991 argento
1992 Genova Italia Italia World League di pallavolo maschile 1992 oro
1993 Tokyo Giappone Giappone Grand Champions Cup Fivb
Turku Finlandia Finlandia Campionato europeo di pallavolo maschile 1993
San Paolo Brasile Brasile World League di pallavolo maschile 1993 bronzo
1994 Tokyo Giappone Giappone World Super Four FIVB oro
Atene Grecia Grecia Campionato mondiale di pallavolo maschile 1994
Milano Italia Italia World League di pallavolo maschile 1994
1995 Tokyo Giappone Giappone Coppa del Mondo di pallavolo maschile 1995
Atene Grecia Grecia Campionato europeo di pallavolo maschile 1995
Rio de Janeiro Brasile Brasile World League di pallavolo maschile 1995
1996 Tokyo Giappone Giappone World Super Challenge di pallavolo maschile
Atlanta Stati Uniti Stati Uniti Olimpiadi argento
Rotterdam Paesi Bassi Paesi Bassi World League di pallavolo maschile 1996
1997 Mosca Russia Russia World League di pallavolo maschile 1997 Paulo Roberto de Freitas oro
Eindhoven Paesi Bassi Paesi Bassi Campionato europeo di pallavolo maschile 1997 bronzo
1998 Tokyo Giappone Giappone Campionato mondiale di pallavolo maschile 1998 oro
1999 Tokyo Giappone Giappone Coppa del Mondo di pallavolo maschile 1999 Andrea Anastasi bronzo
Vienna Austria Austria Campionato europeo di pallavolo maschile 1999 oro
Mar del Plata Argentina Argentina World League di pallavolo maschile 1999
2000 Rotterdam Paesi Bassi Paesi Bassi World League di pallavolo maschile 2000
Sydney Australia Australia Olimpiadi bronzo
2001 Ostrava Rep. Ceca Rep. Ceca Campionato europeo di pallavolo maschile 2001 argento
Katowice Polonia Polonia World League di pallavolo maschile 2001
Tunisi Tunisia Tunisia XIV Giochi del Mediterraneo Kim Ho Chul oro
2003 Tokyo Giappone Giappone Coppa del Mondo di pallavolo maschile 2003 Gian Paolo Montali argento
Berlino Germania Germania Campionato europeo di pallavolo maschile 2003 oro
Madrid Spagna Spagna World League di pallavolo maschile 2003 bronzo
2004 Atene Grecia Grecia Olimpiadi argento
Roma Italia Italia World League di pallavolo maschile 2004
2005 Roma Italia Italia Europei oro
Tokyo Giappone Giappone Grand Champions Cup Fivb bronzo
2009 Pescara Italia Italia Giochi del Mediterraneo Lorenzo Bernardi oro
2011 Vienna Austria Austria Campionato europeo di pallavolo maschile Mauro Berruto argento
2012 Londra Regno Unito Regno Unito Olimpiadi bronzo
2013 Mersin Turchia Turchia Giochi del Mediterraneo Andrea Giani oro
Mar del Plata Argentina Argentina World League 2013 Mauro Berruto bronzo
Copenaghen Danimarca Danimarca Campionato europeo 2013 argento
Tokyo Giappone Giappone Grand Champions Cup Fivb bronzo

Partecipazioni a competizioni ufficiali[modifica | modifica sorgente]

Campionati olimpici[modifica | modifica sorgente]

Anno Luogo Piazzamento Note
1964 Giappone Tokyo non qualificata -
1968 Messico Città del Messico non qualificata -
1972 Germania Monaco non qualificata -
1976 Canada Montréal 8º posto Convocazioni
1980 URSS Mosca 9º posto Convocazioni
1984 Stati Uniti Los Angeles 3º posto Convocazioni
1988 Corea del Sud Seoul 9º posto Convocazioni
1992 Spagna Barcellona 5º posto Convocazioni
1996 Stati Uniti Atlanta 2º posto Convocazioni
2000 Australia Sydney 3º posto Convocazioni
2004 Grecia Atene 2º posto Convocazioni
2008 Cina Pechino 4º posto Convocazioni
2012 Regno Unito Londra 3º posto Convocazioni
2016 Brasile Rio de Janeiro ? -

Campionati mondiali[modifica | modifica sorgente]

Anno Luogo Piazzamento Note
1949 Cecoslovacchia Cecoslovacchia 8º posto Convocazioni
1952 URSS URSS non qualificata -
1956 Francia Francia 14º posto Convocazioni
1960 Brasile Brasile non qualificata -
1962 URSS URSS 14º posto Convocazioni
1966 Cecoslovacchia Cecoslovacchia 16º posto Convocazioni
1970 Bulgaria Bulgaria 15º posto Convocazioni
1974 Messico Messico 19º posto Convocazioni
1978 Italia Italia 2º posto Convocazioni
1982 Argentina Argentina 14º posto Convocazioni
1986 Francia Francia 11º posto Convocazioni
1990 Brasile Brasile 1º posto Convocazioni
1994 Grecia Grecia 1º posto Convocazioni
1998 Giappone Giappone 1º posto Convocazioni
2002 Argentina Argentina 5º posto Convocazioni
2006 Giappone Giappone 5º posto Convocazioni
2010 Italia Italia 4º posto Convocazioni

Campionati europei[modifica | modifica sorgente]

Anno Luogo Piazzamento Note
1948 Italia Italia 3º posto Convocazioni
1950 Bulgaria Bulgaria non qualificata -
1951 Francia Francia 8º posto Convocazioni
1955 Romania Romania 9º posto Convocazioni
1958 Cecoslovacchia Cecoslovacchia 10º posto Convocazioni
1963 Romania Romania 10º posto Convocazioni
1967 Turchia Turchia 8º posto Convocazioni
1971 Italia Italia 8º posto Convocazioni
1975 Jugoslavia Jugoslavia 10º posto Convocazioni
1977 Finlandia Finlandia 8º posto Convocazioni
1979 Francia Francia 5º posto Convocazioni
1981 Bulgaria Bulgaria 7º posto Convocazioni
1983 Germania Est Germania Est 4º posto Convocazioni
1985 Paesi Bassi Paesi Bassi 6º posto Convocazioni
1987 Belgio Belgio 9º posto Convocazioni
1989 Svezia Svezia 1º posto Convocazioni
1991 Germania Germania 2º posto Convocazioni
1993 Finlandia Finlandia 1º posto Convocazioni
1995 Grecia Grecia 1º posto Convocazioni
1997 Paesi Bassi Paesi Bassi 3º posto Convocazioni
1999 Austria Austria 1º posto Convocazioni
2001 Rep. Ceca Rep. Ceca 2º posto Convocazioni
2003 Germania Germania 1º posto Convocazioni
2005 Italia Italia/Serbia e Montenegro Serbia e Montenegro 1º posto Convocazioni
2007 Russia Russia 6º posto Convocazioni
2009 Turchia Turchia 10º posto Convocazioni
2011 Austria Austria/Rep. Ceca Rep. Ceca 2º posto Convocazioni
2013 Danimarca Danimarca/Polonia Polonia 2º posto Convocazioni
2015 Bulgaria Bulgaria/Italia Italia ? -

World League[modifica | modifica sorgente]

Anno Luogo Piazzamento Note
1990 Giappone Osaka 1º posto Convocazioni
1991 Italia Milano 1º posto Convocazioni
1992 Italia Genova 1º posto Convocazioni
1993 Brasile San Paolo 3º posto Convocazioni
1994 Italia Milano 1º posto Convocazioni
1995 Brasile Rio de Janeiro 1º posto Convocazioni
1996 Paesi Bassi Rotterdam 2º posto Convocazioni
1997 Russia Mosca 1º posto Convocazioni
1998 Italia Milano 4º posto Convocazioni
1999 Argentina Mar del Plata 1º posto Convocazioni
2000 Paesi Bassi Rotterdam 1º posto Convocazioni
2001 Polonia Katowice 2º posto Convocazioni
2002 Brasile Belo Horizonte 4º posto Convocazioni
2003 Spagna Madrid 3º posto Convocazioni
2004 Italia Roma 2º posto Convocazioni
2005 Serbia e Montenegro Belgrado 7º posto Convocazioni
2006 Russia Mosca 6º posto Convocazioni
2007 Polonia Katowice 9º posto Convocazioni
2008 Brasile Rio de Janeiro 7º posto Convocazioni
2009 Serbia Belgrado 7º posto Convocazioni
2010 Argentina Córdoba 6º posto Convocazioni
2011 Polonia Danzica 6º posto Convocazioni
2012 Bulgaria Sofia 11º posto Convocazioni
2013 Argentina Mar del Plata 3º posto Convocazioni

Coppa del Mondo[modifica | modifica sorgente]

Anno Luogo Piazzamento Note
1965 Polonia Polonia non qualificata -
1969 Germania Est Germania Est non qualificata -
1977 Giappone Giappone non qualificata -
1981 Giappone Giappone 7º posto Convocazioni
1985 Giappone Giappone non qualificata -
1989 Giappone Giappone 2º posto Convocazioni
1991 Giappone Giappone non qualificata -
1995 Giappone Giappone 1º posto Convocazioni
1999 Giappone Giappone 3º posto Convocazioni
2003 Giappone Giappone 2º posto Convocazioni
2007 Giappone Giappone non qualificata -
2011 Giappone Giappone 4º posto Convocazioni

Grand Champions Cup[modifica | modifica sorgente]

Anno Luogo Piazzamento Note
1993 Giappone Giappone 1º posto Convocazioni
1997 Giappone Giappone non qualificata -
2001 Giappone Giappone non qualificata -
2005 Giappone Giappone 3º posto Convocazioni
2009 Giappone Giappone non qualificata -
2013 Giappone Giappone 3º posto Convocazioni

Partecipazioni ad altre competizioni[modifica | modifica sorgente]

Giochi del Mediterraneo[modifica | modifica sorgente]

Anno Luogo Piazzamento Note
1959 Libano Beirut 1º posto Convocazioni
1963 Italia Napoli 2º posto Convocazioni
1967 Tunisia Tunisi non qualificata -
1971 Turchia Izmir non qualificata -
1975 Algeria Algeri 2º posto Convocazioni
1979 Jugoslavia Spalato 4º posto Convocazioni
1983 Marocco Casablanca 1º posto Convocazioni
1987 Rep. Araba Unita Latakia 3º posto Convocazioni
1991 Grecia Atene 1º posto Convocazioni
1993 Francia Linguadoca-Rossiglione non qualificata -
1997 Italia Bari 4º posto Convocazioni
2001 Tunisia Tunisi 1º posto Convocazioni
2005 Spagna Almeria 5º posto Convocazioni
2009 Italia Pescara 1º posto Convocazioni
2013 Turchia Mersin 1º posto Convocazioni

Memorial Hubert Wagner[modifica | modifica sorgente]

Anno Luogo Piazzamento Note
2003 Polonia Olsztyn non qualificata -
2004 Polonia Olsztyn, Iława non qualificata -
2005 Polonia Olsztyn, Iława non qualificata -
2006 Polonia Olsztyn, Ostróda 7º posto Convocazioni
2007 Polonia Olsztyn, Elbląg, Iława non qualificata -
2008 Polonia Olsztyn non qualificata -
2009 Polonia Łódź 2º posto Convocazioni
2010 Polonia Bydgoszcz non qualificata -
2011 Polonia Katowice 1º posto Convocazioni

Partecipazioni a competizioni estinte[modifica | modifica sorgente]

World Top Four[modifica | modifica sorgente]

Anno Luogo Piazzamento Note
1988 Giappone Giappone non qualificata -
1990 Giappone Giappone 2º posto Convocazioni
1992 Giappone Giappone non qualificata -
1994 Giappone Giappone 1º posto Convocazioni

World Super Challenge[modifica | modifica sorgente]

Anno Luogo Piazzamento Note
1996 Giappone Giappone 1º posto Convocazioni

Goodwill Games[modifica | modifica sorgente]

Anno Luogo Piazzamento Note
1986 URSS Mosca non qualificata -
1990 Stati Uniti Seattle 1º posto Convocazioni

Bilancio totale[modifica | modifica sorgente]

Qui di seguito è riportato il bilancio di tutte le gare giocate dalla Nazionale Italiana aggiornato al 27 novembre 2005:[1]

Partite 3 - 0 3 - 1 3 - 2 TOT W 2 - 3 1 - 3 0 - 3 TOT L
1386 450 277 149 876 115 177 209 501

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Bilancio partite nazionale pallavolo maschile dell'Italia (PDF), Federvolley. URL consultato il 15 maggio 2011.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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