Nazionale di pallanuoto maschile dell'Italia

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Italia Italia
Stemma
Uniformi di gara
WaterPoloSwimsuits front Italia.PNG  WaterPoloSwimsuits back Italia1.PNG
Sport Water polo pictogram.svg Pallanuoto
Federazione FIN
Confederazione LEN, FINA
Soprannome Settebello
Selezionatore Italia Alessandro Campagna
Record presenze Carlo Silipo (482)
Esordio internazionale
Spagna Spagna 2 - 1 Italia Italia
Anversa, Belgio, 22 agosto 1920
Migliore vittoria
Italia Italia 23 - 0 Bielorussia Bielorussia
Imperia, Italia, 9 aprile 2006
Olimpiadi
Partecipazioni 19 (esordio: 1920)
Miglior risultato Oro Oro: 1948, 1960, 1992
Mondiali
Partecipazioni 14 (esordio: 1973)
Miglior risultato Oro Oro: 1978, 1994, 2011
Europei
Partecipazioni 28 (esordio: 1927)
Miglior risultato Oro Oro: 1947, 1993, 1995
Coppa del Mondo
Partecipazioni 11 (esordio: 1979)
Miglior risultato Oro Oro: 1993
World League
Partecipazioni 5 (esordio: 2003)
Miglior risultato Argento Argento: 2003, 2011

La Nazionale di pallanuoto maschile dell'Italia è la squadra di pallanuoto che rappresenta l'Italia nelle competizioni internazionali; è posta sotto la giurisdizione della Federazione Italiana Nuoto. Ha vinto quattro dei cinque titoli internazionali più importanti: Olimpiadi (1948, 1960, 1992), Mondiali (1978, 1994, 2011), Europei (1947, 1993, 1995) e Coppa del Mondo (1993).

È conosciuta con il celebre soprannome di Settebello, utilizzato per la prima volta nel 1948 alle Olimpiadi di Londra dal radiocronista Nicolò Carosio. All'epoca Settebello era il soprannome della squadra napoletana della Rari Nantes Napoli, poiché i giocatori di questa passavano il tempo durante le lunghe trasferte giocando a scopa. Alle Olimpiadi di Londra, durante un'intervista, Ermenegildo Arena, Pasquale Buonocore ed Emilio Bulgarelli, giocatori della Rari Nantes Napoli, dissero a Nicolò Carosio «Noi siamo quelli del Settebello, alla radio ci chiami così», e così da allora quello rimase il soprannome della nazionale di pallanuoto azzurra.[1][2][3]

Storia[modifica | modifica sorgente]

La nazionale azzurra fa il suo esordio internazionale alle disastrose Olimpiadi di Anversa nel 1920. La rappresentativa azzurra convocata per la trasferta in Belgio, infatti, non è sicuramente all'altezza delle altre squadre del torneo. La prima partita, valida per gli ottavi di finale, viene disputata contro la Spagna. Al termine dei tempi regolamentari la partita è ancora sul risultato di 1-1. Nei tempi supplementari, però, i giocatori dell'Italia non vollero scendere in campo a causa dell'acqua ghiacciata, la cui temperatura era di 15 °C. In acqua entrarono solamente Amilcare Beretta, Mario Boero e Ercole Boero, mentre il resto della squadra entrò solamente nel secondo tempo supplementare. La partita terminò con un ulteriore goal da parte degli spagnoli. Persa la prima partita, l'Italia prende parte al torneo per la medaglia di bronzo, dove viene travolta dalla Grecia per 5-1 e concludendo così l'avventura olimpica.[4]

1950: il CT Mario Majoni prepara la rappresentativa azzurra per gli Europei di Vienna

Quattro anni dopo, nel 1924, alle Olimpiadi di Parigi l'Italia viene nuovamente travolta. Nella capitale francese incassa sette goal dalla Nazionale svedese, venendo nuovamente eliminata agli ottavi. Fallimentare anche la prima esperienza agli Europei, nel 1927, dove la Nazionale azzurra si piazza al 12º posto. Dopo questa ennesima delusione, però, la Nazionale inizia un periodo di crescita, ottenendo prima il 9º posto agli Europei di Magdeburgo del 1934, e poi il 5º posto a quelli di Londra del 1938.

Nel 1947 arriva il primo podio, dopo l'interruzione della seconda guerra mondiale, agli Europei di Monaco, quando l'Italia conquista l'oro, dominando il torneo e mantenendo per tutte e cinque le partite del torneo la propria imbattibilità. Nel 1948 il settebello (soprannome che la nazionale azzurra acquista proprio in quest'anno), detentrice del titolo europeo, prende parte alle Olimpiadi di Londra. Dopo aver passato il primo turno travolgendo l'Australia 9-0 e pareggiando con la Jugoslavia 4-4, accede al secondo turno dove vince di misura con l'Ungheria, campioni in carica da due edizioni. Nel girone del terzo turno, valido come semifinale, vince contro Francia (5-2) e Egitto (5-1). Nel girone finale si laurea per la prima volta campione olimpico, seguito da Ungheria e Paesi Bassi.

1954, Torino: vengono premiate le squadre vincitrici. Sul podio Istvan Szivos a rappresentare l'Ungheria, Zdravko-Ćiro Kovačić per la Jugoslavia e Cesare Rubini per l'Italia

Nel 1950 l'Italia campione d'Europa affronta gli Europei di Vienna a girone unico, dove si deve misurare con altre sei forze europee. Pur imponendosi nettamente su Francia e Svizzera, gli azzurri si devono arrendere alla superiorità dell'Olanda, imbattuta nel torneo, della Svezia e della Jugoslavia, dovendosi accontentare del quarto posto. Nel 1952 l'Italia si riscatta alle Olimpiadi di Helsinki dove nel girone finale si guadagna la medaglia di bronzo, non riuscendo comunque ancora a contrastare la potenza di Ungheria e Jugoslavia. Un altro bronzo arriva agli Europei del 1954, giocati in casa a Torino. Il podio è il medesimo delle Olimpiadi: gli imbattibili Ungheresi e gli Jugoslavi si piazzano sui primi due gradini del podio. L'anno successivo gli azzurri fanno il loro esordio ai Giochi del Mediterraneo, vincendo subito l'oro davanti a Francia e Spagna. Nel 1956 un 4º posto alle Olimpiadi e nel 1958 4º posto agli Europei. Il decennio si conclude con l'argento ai Giochi del Mediterraneo del 1959. Nel 1960 il nuovo decennio si apre con uno dei più memorabili trionfi della squadra azzurra. Infatti rimane nella storia della pallanuoto italiana la vittoria dell'oro olimpico alle Olimpiadi di Roma. Davanti al pubblico di casa la Nazionale passa imbattuta sia la prima che la seconda fase del torneo. Nel girone finale si trova contro le più forti squadre del Mondo. Sconfigge la temuta Jugoslavia e l'Unione Sovietica. L'ultima partita la gioca contro l'Ungheria. Questa finisce in pareggio (3-3), ma concede all'Italia la vittoria matematica del titolo. I giocatori al termine della partita si buttano festanti in acqua per lo storico risultato. Successivamente avvengono le premiazioni, dove l'Italia, capitanata da Salvatore Gionta, viene seguita da Unione Sovietica e Ungheria.

1960, Roma: la Nazionale azzurra viene premiata dopo aver vinto il girone finale del torneo olimpico

Per il resto degli anni sessanta la squadra sfiora soltanto il podio. Ai Giochi Olimpici si piazza al 4º posto sia nel 1964 che nel 1968, edizioni nelle quali tornano ad imporsi le superpotenze ungheresi e jugoslave, e l'Unione Sovietica che dopo l'argento di Roma nel 1960 continua a collezionare podi. Agli Europei ottiene un 8º posto nel 1962 e un altro 4º posto nel 1966. Le uniche soddisfazioni sono portate dai Giochi del Mediterraneo, dove gli azzurri conquistano l'oro nel 1963 e l'argento nel 1967. Nel 1970 l'Italia ottiene l'ennesimo 4º posto agli Europei, il secondo consecutivo. Davanti agli azzurri, sul podio, sempre Unione Sovietica, Ungheria e Jugoslavia. Nel 1971 vince per la seconda volta consecutiva l'argento ai Giochi del Mediterraneo. Nel 1972, alle Olimpiadi di Monaco di Baviera, ottiene solamente un 6º posto, il terzo peggior risultato ai Giochi Olimpici della nazionale, dopo le disastrose avventure del 1920 e del 1924. Nel 1973 la Fédération Internationale de Natation organizza per la prima volta una rassegna mondiale dedicata agli sport acquatici, i Campionati mondiali di nuoto, all'interno dei quali trova spazio il primo Campionato mondiale di pallanuoto (FINA World Water Polo Championships). L'Italia prende parte a questa prima edizione, che ha come sede Belgrado, e non va oltre il 4º posto. Nel 1974 agli Europei di Vienna ottiene il 5º posto, arrivando dietro a Ungheria, Unione Sovietica, Jugoslavia e Paesi Bassi. Ai Mondiali del 1975 si piazza sul podio vincendo la medaglia di bronzo, approfittando dell'eliminazione della Jugoslavia nella fase preliminare della competizione, e nello stesso anno vince anche l'oro ai Giochi del Mediterraneo. Nel 1976 la Nazionale recupera la deludente prestazioni di quattro anni prima alle Olimpiadi, e questa volta ai Giochi di Montréal vince l'argento. Nel 1977 agli Europei di Jönköping, con Gianni De Magistris capocannoniere della rassegna[5], conquista il terzo posto del podio, riuscendo a mettersi alle spalle nel girone unico l'Unione Sovietica per un solo punto. Nel 1978 gli azzurri conquistano il loro primo, storico, oro iridato ai Mondiali di Berlino Ovest, imponendosi, anche questa volta con un solo punto di scarto, sulle eterne rivali europee. Nel 1979 la FINA inaugura una nuova competizione denominata Coppa del Mondo dove l'Italia è ammessa insieme alle altre sette squadre arrivate ai quarti del Mondiale precedente. Ma la Nazionale azzurra non riesce a bissare il successo e si piazza al 6º posto. Nello stesso anno vince l'argento ai Giochi del Mediterraneo.

1971, San Candido: la Nazionale azzurra e il CT Mario Majoni sulle montagne di San Candido, in provincia di Bolzano

In seguito come risultati di rilievo ci saranno il secondo posto ottenuto ai mondiali del 1986 ed il terzo agli europei del 1987 e del 1989 dopo il quarto a quelli del 1985 (stesso piazzamento anche nell'edizione del 1991).

Negli anni novanta il mito del Settebello raggiunge l'apice quando, allenato da Ratko Rudić, riesce a conquistare il Grande Slam iniziato con l'oro alle Olimpiadi di Barcellona nel 1992. Il cammino dell'Italia passa per tre vittorie (contro Paesi Bassi, Cuba e Grecia) e due pareggi (con Ungheria e Spagna) nel girone preliminare; in semifinale supera la Squadra Unificata per 9-8 e in finale ritrova i padroni di casa della Spagna, che batte 9-8 con gol decisivo al terzo supplementare di Ferdinando Gandolfi.
A questo successo farà seguito un "filotto" di vittorie: l'anno successivo il Settebello conquista la sua unica Coppa del Mondo, pochi mesi dopo arriva l'oro agli europei di Sheffield, nel 1994 l'oro nel mondiale di casa a Roma, e infine un nuovo trionfo continentale a Vienna 1995.

Dopo il bronzo alle Olimpiadi di Atlanta nel 1996 la nazionale ha qualche battuta d'arresto. Agli europei del 1997, a Siviglia, viene eliminata ai quarti dell'Ungheria, poi vincitrice della competizione, e ai mondiali di Perth 1998 non si qualifica per la fase a eliminazione diretta, restando tagliata fuori dalla lotta per il podio. Si riscatta in parte arrivando terza agli europei del 1999 disputatisi a Firenze.

Le Olimpiadi di Sydney segnano il capolinea della carriera di Rudić in azzurro. L'Italia esce ai quarti di finale con l'Ungheria: nel dopo gara si scatena un rissa in acqua a cui seguono pesanti dichiarazioni del tecnico nei confronti dell'arbitraggio[6]. La FINA infligge un anno di squalifica a Rudić, quattro giornate a Roberto Calcaterra, due al fratello Alessandro e una ad Attolico[7].
Viene così promosso il suo secondo Sandro Campagna che l'anno successivo arriva secondo agli europei e quarto ai mondiali.

Nel 2002 la Federnuoto affida la guida della nazionale a Paolo De Crescenzo[8] che, nel 2003, dopo un deludente europeo chiuso in nona posizione, coglierà un inaspettato secondo posto ai mondiali di Barcellona.

Dopo l'ottava piazza alle Olimpiadi di Atene De Crescenzo si dimette[9] e al suo posto arriva Pierluigi Formiconi[10], reduce da una lunga serie di successi alla guida della nazionale femminile culminata con l'oro olimpico. Ai successivi mondiali di Montréal 2005 l'Italia esce ai quarti contro la Grecia e si ferma all'ottavo posto. Formiconi viene esonerato e il suo incarico viene affidato a Paolo Malara[11].

Malara debutta nelle qualificazioni agli Europei 2006[12], nei quali l'Italia si piazza al quinto posto, dopo esser stata eliminata nei quarti dalla modesta Romania. Il Settebello arriva quinto anche l'anno successivo ai mondiali di Melbourne, mentre nelle Olimpiadi di Pechino 2008 non va oltre il nono posto, consolandosi con il titolo di capocanonniere conquistato da Alessandro Calcaterra[13].

Nel 2008 la Federnuoto richiama alla guida della nazionale Sandro Campagna[14]. Dopo un quinto posto in World League, gli azzurri chiudono i Mondiali 2009 di Roma, con un disastroso 11º posto, peggior piazzamento dell'Italia ad un campionato mondiale; dopo la sconfitta ai Play-off contro la Serbia Alessandro Calcaterra, dopo 460 presenze, annuncia l'addio alla nazionale[15].

Nel 2010 Campagna rivoluziona la nazionale convocando numerosi giovani[16]. Dopo aver fallito la qualificazione alle finali di World League, a luglio l'Italia si impone nel torneo amichevole otto nazioni e a settembre, agli Europei 2010 di Zagabria, torna sul podio continentale a nove anni di distanza, conquistando l'argento dopo aver perso in finale con i padroni di casa della Croazia, allenati da Ratko Rudić. Nel 2011 il Settebello partecipa alle finali di World League a Firenze, dove coglie il suo secondo argento nella competizione, battuta in finale dalla Serbia per 9-8. Ad un mese di distanza, le due nazionali si incontrano nuovamente nella finale dei campionati del mondo a Shanghai, ma questa volta sono gli azzurri ad avere la meglio e diventano campioni del mondo per la terza volta, superando i serbi per 7-8 dopo i supplementari. Il capitano Stefano Tempesti viene eletto miglior portiere e miglior giocatore del mondiale[17][18].

Il 2012 si apre con gli Europei di Eindhoven: l'Italia, priva di Tempesti, infortunato[19], cede in semifinale alla Serbia e nella finale per il bronzo all'Ungheria, giungendo al quarto posto. A febbraio, battendo la Russia, il Settebello si qualifica in anticipo per le finali della World League[20].
Il 18 aprile la formazione campione del mondo (Aicardi, D.Fiorentini, Gallo, Pérez, Deserti, Presciutti, Felugo, Figlioli, Figari, Giorgetti, Gitto, Pastorino e Tempesti) è stata premiata dal presidente del Consiglio Mario Monti con il prestigioso Collare d'Oro, mentre il CT Campagna è stato insignito della Palma d'Oro[21].
A giugno, nella Super final di World League, l'Italia perde ai rigori in semifinale con la Spagna ma conquista il bronzo sconfiggendo gli Stati Uniti nella finale per il terzo posto[22][23]. L'Italia nelle Olimpiadi di Londra 2012 raggiunge la medaglia d'argento dopo la finale persa per 8-6 contro la Croazia.

Record individuali[modifica | modifica sorgente]

Numero di presenze[modifica | modifica sorgente]

Presenze
1 Carlo Silipo [24] 482
2 Alessandro Calcaterra [25] 460
3 Mario Fiorillo [26] 444
4 Roberto Calcaterra [26] 431
5 Francesco Attolico [27] 421
6 Alberto Angelini [28] 416
7 Alessandro Campagna [26] 408[29]
8 Amedeo Pomilio [26] 407

Altri record[modifica | modifica sorgente]

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

1948, 1960, 1992
1978, 1994, 2011
1947, 1993, 1995
1993
1955, 1963, 1975, 1987, 1991, 1993

Commissari tecnici[modifica | modifica sorgente]

Periodo
Ercole Boero [30] 1924
Giuseppe Valle [31][32] 1947-1948
Mario Majoni [33] 1950-1956
Andres Zólyomy [34] 1956-1964
Mario Majoni [33] 1964-1972
Gianni Lonzi [35][36] 1973-1982
Federico Dennerlein [37] 1983-1990
Ratko Rudić [38] 1991-2000
Alessandro Campagna [29] 2000-2002
Paolo De Crescenzo [39] 2003-2004
Pierluigi Formiconi [40] 2004-2005
Paolo Malara [41] 2005-2008
Alessandro Campagna [29] 2008-

Partecipazioni[modifica | modifica sorgente]

Olimpiadi

Edizione Piazzamento G V P S
Francia Parigi 1900 Non partecipante - - - -
Stati Uniti St. Louis 1904 Non partecipante - - - -
Regno Unito Londra 1908 Non partecipante - - - -
Svezia Stoccolma 1912 Non partecipante - - - -
Belgio Anversa 1920 Ottavi di finale 2 0 0 2
Francia Parigi 1924 Ottavi di finale 1 0 0 1
Paesi Bassi Amsterdam 1928 Non qualificata - - - -
Stati Uniti Los Angeles 1932 Non qualificata - - - -
Germania Berlino 1936 Non qualificata - - - -
Regno Unito Londra 1948 Oro Oro 7 6 1 0
Finlandia Helsinki 1952 Bronzo Bronzo 8 6 0 2
Australia Melbourne 1956 4º posto 6 3 0 3
Italia Roma 1960 Oro Oro 6 5 1 0
Edizione Piazzamento G V P S
Giappone Tokyo 1964 4º posto 6 3 0 3
Messico Città del Messico 1968 4º posto 9 6 1 2
Germania Monaco 1972 6º posto 8 3 2 3
Canada Montréal 1976 Argento Argento 8 4 3 1
URSS Mosca 1980 8º posto 8 4 1 3
Stati Uniti Los Angeles 1984 7º posto 7 4 2 1
Corea del Sud Seul 1988 7º posto 7 3 2 2
Spagna Barcellona 1992 Oro Oro 7 5 2 0
Stati Uniti Atlanta 1996 Bronzo Bronzo 8 7 0 1
Australia Sydney 2000 5º posto 8 6 1 1
Grecia Atene 2004 8º posto 7 4 0 3
Cina Pechino 2008 9º posto 8 4 0 4
Regno Unito Londra 2012 Argento Argento 8 5 1 2


Mondiali

Edizione Piazzamento G V P S
Jugoslavia Belgrado 1973 4º posto 8 5 0 3
Colombia Cali 1975 Bronzo Bronzo 8 4 2 2
Germania Ovest Berlino Ovest 1978 Oro Oro 8 5 3 0
Ecuador Guayaquil 1982 9º posto 7 5 0 2
Spagna Madrid 1986 Argento Argento 7 5 0 2
Australia Perth 1991 6º posto 7 4 0 3
Italia Roma 1994 Oro Oro 7 7 0 0
Australia Perth 1998 5º posto 8 5 1 2
Edizione Piazzamento G V P S
Giappone Fukuoka 2001 4º posto 8 4 1 3
Spagna Barcellona 2003 Argento Argento 6 5 0 1
Canada Montréal 2005 8º posto 7 2 0 5
Australia Melbourne 2007 5º posto 7 5 0 2
Italia Roma 2009 11º posto 6 2 0 4
Cina Shanghai 2011 Oro Oro 6 6 0 0
Spagna Barcellona 2013 4º posto 7 5 0 2


Europei

Edizione Piazzamento G V P S
Ungheria Budapest 1926 Non qualificata - - - -
Italia Bologna 1927 12º posto 1 0 0 1
Francia Parigi 1931 Non qualificata - - - -
Germania Magdeburgo 1934 9º posto 4 0 1 3
Regno Unito Londra 1938 5º posto 6 2 1 3
Monaco Montecarlo 1947 Oro Oro 5 3 2 0
Austria Vienna 1950 4º posto 6 3 0 3
Italia Torino 1954 Bronzo Bronzo 8 6 0 2
Ungheria Budapest 1958 4º posto 8 6 0 2
Germania Est Lipsia 1962 8º posto 7 0 2 5
Paesi Bassi Utrecht 1966 4º posto 9 5 2 2
Spagna Barcellona 1970 4º posto 9 5 0 4
Austria Vienna 1974 5º posto 7 2 2 3
Svezia Jönköping 1977 Bronzo Bronzo 7 4 0 3
Jugoslavia Spalato 1981 5º posto 7 1 2 4
Edizione Piazzamento G V P S
Italia Roma 1983 7º posto 7 2 1 4
Bulgaria Sofia 1985 4º posto 7 4 0 3
Francia Strasburgo 1987 Bronzo Bronzo 7 5 1 1
Germania Ovest Bonn 1989 Bronzo Bronzo 10 7 2 1
Grecia Atene 1991 4º posto 10 8 0 2
Regno Unito Sheffield 1993 Oro Oro 12 11 0 1
Austria Vienna 1995 Oro Oro 7 6 1 0
Spagna Siviglia 1997 6º posto 7 3 0 4
Italia Firenze 1999 Bronzo Bronzo 8 5 1 2
Ungheria Budapest 2001 Argento Argento 8 4 0 4
Slovenia Kranj 2003 9º posto 5 2 0 3
Serbia Belgrado 2006 5º posto 10 7 0 3
Spagna Málaga 2008 5º posto 6 4 0 2
Croazia Zagabria 2010 Argento Argento 8 6 0 2
Paesi Bassi Eindhoven 2012 4º posto 8 5 0 3


Coppa del Mondo

Edizione Piazzamento G V P S
Jugoslavia Fiume/Belgrado 1979 6º posto 7 1 2 4
Stati Uniti Long Beach 1981 Non qualificata - - - -
Stati Uniti Malibu 1983 Bronzo Bronzo 7 3 3 1
Germania Ovest Duisburg 1985 5º posto 7 4 0 3
Grecia Salonicco 1987 5º posto 7 4 0 3
Germania Ovest Berlino Ovest 1989 Argento Argento 5 3 0 2
Spagna Barcellona 1991 Non qualificata - - - -
Edizione Piazzamento G V P S
Grecia Atene 1993 Oro Oro 5 5 0 0
Stati Uniti Atlanta 1995 Argento Argento 5 3 0 2
Grecia Atene 1997 5º posto 5 2 1 2
Australia Sydney 1999 Argento Argento 5 3 0 2
Jugoslavia Belgrado 2002 4º posto 5 2 1 2
Ungheria Budapest 2006 5º posto 5 3 0 2
Romania Oradea 2010 Non qualificata - - - -


World League

Edizione Piazzamento G V P S
Grecia Patrasso 2002 Turno di qualificazione 12 9 0 3
Stati Uniti New York 2003 Argento Argento 5 4 0 1
Stati Uniti Long Beach 2004 4º posto 14 10 0 4
Serbia e Montenegro Belgrado 2005 2º Turno di qualificazione 10 5 0 5
Grecia Atene 2006 Turno di qualificazione 6 1 0 5
Germania Berlino 2007 Turno di qualificazione 8 4 0 4
Edizione Piazzamento G V P S
Italia Genova 2008 7º posto 12 3 0 9
Montenegro Podgorica 2009 5º posto 8 3 0 5
Serbia Niš 2010 Turno di qualificazione 6 5 0 1
Italia Firenze 2011 Argento Argento 12 8 0 4
Kazakistan Almaty 2012 Bronzo Bronzo 9 8 0 1
Russia Čeljabinsk 2013 Turno di qualificazione 6 3 0 3


Giochi del Mediterraneo

Edizione Piazzamento G V P S
Egitto Alessandria 1951 esclusa
Spagna Barcellona 1955 Oro Oro
Libano Beirut 1959 Argento Argento
Italia Napoli 1963 Oro Oro
Tunisia Tunisi 1967 Argento Argento
Turchia Smirne 1971 Argento Argento
Algeria Algeri 1975 Oro Oro
Jugoslavia Spalato 1979 Argento Argento
Edizione Piazzamento G V P S
Marocco Casablanca 1983 Bronzo Bronzo
Siria Latakia 1987 Oro Oro
Grecia Atene 1991 Oro Oro
Francia Linguadoca-Rossiglione 1993 Oro Oro
Italia Bari 1997 4º posto
Tunisia Tunisi 2001 Argento Argento
Spagna Almeria 2005 Argento Argento 5 4 0 1
Italia Pescara 2009 Bronzo Bronzo 5 3 1 1
Turchia Mersin 2013 4º posto 5 2 0 3

Le rose[modifica | modifica sorgente]

Olimpiadi[modifica | modifica sorgente]

Mondiali[modifica | modifica sorgente]

Europei[modifica | modifica sorgente]

Giochi del Mediterraneo[modifica | modifica sorgente]

Rosa attuale[modifica | modifica sorgente]

Convocati per gli Europei[42] in programma a Budapest.

Nome Ruolo Data di nascita Squadra
1 Stefano Tempesti Capitano P 9 giugno 1979 Italia Pro Recco Pro Recco
2 Francesco Di Fulvio A 15 agosto 1993 Italia Pro Recco Pro Recco
3 Alessandro Velotto D 12 febbraio 1995 Italia Canottieri Napoli Canottieri Napoli
4 Pietro Figlioli A 29 maggio 1984 Italia Pro Recco Pro Recco
5 Alex Giorgetti D 24 dicembre 1987 Italia Pro Recco Pro Recco
6 Andrea Fondelli D 27 febbraio 1994 Italia Pro Recco Pro Recco
7 Massimo Giacoppo D 10 maggio 1983 Italia Pro Recco Pro Recco
8 Valentino Gallo A 17 luglio 1985 Italia Posillipo Posillipo
9 Niccolò Figari D 24 gennaio 1988 Italia Pro Recco Pro Recco
10 Stefano Luongo A 5 gennaio 1990 Italia Acquachiara Acquachiara
11 Matteo Aicardi CB 19 aprile 1986 Italia Pro Recco Pro Recco
12 Fabio Baraldi CB 21 marzo 1990 Italia Canottieri Napoli Canottieri Napoli
13 Marco Del Lungo P 1 marzo 1990 Italia AN Brescia AN Brescia

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Perché il soprannome che identifica la nazionale italiana di pallanuoto è “Settebello”?. URL consultato il 5 febbraio 2012.
  2. ^ Roberto Perrone, Italia Settebellezze in Corriere.it, 31/07/2011. URL consultato il 5 febbraio 2012.
  3. ^ Stefano Arcobelli, Settebello, appunti di storia in Gazzetta.it, 31/07/2010. URL consultato il 5 febbraio 2012.
  4. ^ Viaggio nella storia. Il Settebello alle Olimpiadi - prima parte. URL consultato il 9 febbraio 2012.
  5. ^ (EN) LEN, European Water Polo Championships - Past and presents results, 2010 (versione digitale)
  6. ^ Andrea Galdi, E adesso traballa la panchina di Rudic in Repubblica.it, 30/09/2000. URL consultato il 7 febbraio 2012.
  7. ^ Stangata su Ratko Rudic: un anno di squalifica in Repubblica.it, 30/09/2000. URL consultato il 7 febbraio 2012.
  8. ^ Pallanuoto: Paolo De Crescenzo nuovo CT della Nazionale in Adnkronos.com, 17/12/2002. URL consultato il 7 febbraio 2012.
  9. ^ De Crescenzo lascia la Nazionale in Tuttonapoli.net, 01/10/2004. URL consultato il 7 febbraio 2012.
  10. ^ Pallanuoto, Formiconi nuovo ct del Settebello in Tuttonapoli.net, 29/10/2004. URL consultato il 7 febbraio 2012.
  11. ^ Crisi pallanuoto saltano i due ct Formiconi e Pesci in Repubblica.it, 11/10/2005. URL consultato il 7 febbraio 2012.
  12. ^ Gianni Dulbecco, Qualificazioni Europei Maschili - L'Italia in vasca da domani ad Imperia in Nuoto.it, 06/04/2006. URL consultato il 7 febbraio 2012.
  13. ^ Claudio Gregori, Ungheria, storico tris. L'Italia finisce nona in Gazzetta.it, 24/08/2008. URL consultato l'8 febbraio 2012.
  14. ^ Settebello a Campagna - Barelli presenta il Ct in Federnuoto.it, 17/11/2008. URL consultato il 7 febbraio 2012.
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