Nazionale di pallacanestro dell'Italia
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| Uniformi di gara
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| Sport | |||
| Federazione | Federazione Italiana Pallacanestro | ||
| Confederazione | FIBA (dal 1932) | ||
| Zona FIBA | FIBA Europe | ||
| Soprannome | Italbasket | ||
| Allenatore | Simone Pianigiani | ||
| Record presenze | Pierluigi Marzorati (278) | ||
| Capocannoniere | Antonello Riva (3785) | ||
| Ranking FIBA | 21º | ||
| Olimpiadi | |||
| Partecipazioni | 12 | ||
| Medaglie | |||
| Mondiali | |||
| Partecipazioni | 8 | ||
| Medaglie | 0 | ||
| FIBA EuroBasket | |||
| Partecipazioni | 31 | ||
| Medaglie | |||
La Nazionale di pallacanestro italiana è la selezione dei migliori giocatori di nazionalità italiana, viene gestita dalla FIP e partecipa ai tornei internazionali di pallacanestro per nazioni gestiti dalla FIBA. Ha vinto due volte l'Eurobasket nel 1983 e nel 1999, e per due volte è arrivata seconda al torneo olimpico nel 1980 e nel 2004. Tra le nazionali tuttora esistenti è quella che ha vinto più medaglie ai campionati europei, dieci. Attualmente l'allenatore è Simone Pianigiani.
Indice |
Storia [modifica]
Gli esordi (1926-39) [modifica]
La prima partita della nazionale italiana si giocò il 4 aprile del 1926 a Milano, in canottiera bianca, e terminò con una vittoria sulla Francia per 23-17.
Nel 1936 a Berlino avvenne la prima partecipazione ai Giochi olimpici estivi a cui parteciparono ventuno squadre; l'Italia si piazzò settima. Nel 1937 alla seconda edizione degli europei arrivò un secondo posto dietro la Lituania, che si impose in finale di un solo punto. L'argento sarà replicato agli europei del 1946.
Il difficile dopoguerra (1946-69) [modifica]
In seguito alla fine della Seconda guerra mondiale gli Azzurri attraversano un periodo difficile, fallendo l'accesso a due olimpiadi e tre mondiali consecutivi e stentando in Europa: ciò si rifletté anche a livello tecnico con l'avvicendarsi di numerosi capoallenatori in pochi anni. Da notare come l'Italia manca per la prima volta ad un Europeo, nel 1949, a causa del lutto per la tragedia di Superga.
Nel 1957 Nello Paratore diventa CT, rimanendo in carica per 11 anni, con risultati mediocri ma comunque migliori del periodo precedente. L'Italbasket ottiene anche la prima grande prestazione olimpica: nel 1960, ai Giochi della XVII Olimpiade di Roma, in cui il basket ebbe un gran successo di pubblico, l'Italia si piazzò quarta dietro Stati Uniti, URSS e Brasile. Curiosamente le costosissime spese organizzative delle olimpiadi romane provocarono la decisione di non far partecipare l'Italbasket all'Europeo del 1961.
Il decennio di Giancarlo Primo (1969-79) [modifica]
Nel 1969 prese la guida della nazionale Giancarlo Primo che, improntando il gioco sulla difesa, fece della nazionale italiana una solida realtà europea e internazionale. Ottenne sempre buoni piazzamenti e vinse due bronzi agli europei, ottenendo anche due quarti posti mondiali, risultato allora ineguagliato per gli Azzurri. Tra i giocatori di spicco di quella nazionale si citano il giovane Meneghin, Marzorati, Villalta, Bariviera, Bisson, Zanatta, Iellini
I successi degli anni di Gamba (1979-85) [modifica]
Nel 1979 a sostituire Primo arriva Sandro Gamba che guidò l'Italia alla conquista delle medaglie più preziose, come il primo metallo olimpico, l'argento ai Giochi della XXII Olimpiade nel 1980. Gli azzurri vincono anche tre medaglie agli europei, tra cui spicca lo storico oro di Nantes del 1983, oltre al bronzo di Stoccarda '85 nel 1985. I pilastri dell'Italia sono i soliti Meneghin, Marzorati e Villalta, oltre a Riva e Brunamonti. Sono gli anni del grande basket azzurro, che si impone come una delle migliori realtà continentali e mondiali
La crisi: Bianchini e il Gamba-bis (1985-92) [modifica]
Ai prestigiosi traguardi del sestennato di Gamba seguì un periodo di crisi (senza Olimpiadi), prima sotto il CT Valerio Bianchini (subentrato nel 1985), e poi con altri sei anni di Gamba (solo un argento agli europei Roma '91), a cui fu chiamato a mettere fine Ettore Messina, che subentrò nel 1992. Nello stesso anno Enrico Vinci lascia, dopo 16 anni, il posto di presidente della Federazione Italiana Pallacanestro: il suo posto viene preso da Giovanni Petrucci.
Messina-Tanjevic (1992-2001) [modifica]
Con Messina come allenatore nel 1997 la nazionale tornò a conquistare una medaglia importante agli europei, arrivando seconda a Barcellona, anche se questo fu l'unico risultato di rilievo del quinquennio del coach etneo, che due anni prima fallì l'accesso ai Giochi Olimpici. Ai mondiali del 1998 la nazionale arrivo sesta, sconfitta ai quarti di finale dagli Stati Uniti.
Dopo Messina arrivò Bogdan Tanjević e agli europei del 1999, dopo 16 anni, arrivò la seconda medaglia d'oro continentale, e il ritorno alle Olimpiadi. Nelle fasi finali gli azzurri battono in successione Russia, Jugoslavia e Spagna. Dopo il nono posto agli europei del 2001 in Turchia Tanjević lasciò, e per sostituirlo viene chiamato Carlo Recalcati.
In questo periodo l'Italbasket poté contare sui talenti di Myers, Fucka e Meneghin (dal 1998), oltre che al valido apporto di giocatori come Basile, Abbio, De Pol, Galanda, Marconato e Chiacig. Oltre che su Bonora e Pittis, ma quest'ultimo fino all'argento del 1997.
L'era Recalcati (2001-09) [modifica]
Agli europei del 2003 l'Italia del neo-coach Charlie Recalcati partì male, ma arrivò alle semifinali, battendo nella fase ad eliminazione diretta prima la Germania e poi la Grecia. Arrivata in semifinale l'Italia fu sconfitta dalla Spagna; vincendo però la finale per il terzo posto contro la Francia, gli Azzurri si qualificarono per i Giochi della XXVIII Olimpiade.
Ad Atene la nazionale disputa un ottimo torneo e solo l'Argentina in finale riesce a fermarla, ma è un argento che vale più di quello di Mosca considerata la presenza del Team USA, allora assente per il boicottaggio. La squadra argento olimpico era composta da Bulleri e Pozzecco in cabina di regìa, Basile e Soragna guardie, Mian, Righetti e Radulovic ali piccole, Galanda ala forte, Marconato e Chiacig centri. Garri e Rombaldoni completavano il gruppo.
Da allora per gli Azzurri sono stati anni avari di soddisfazioni: dopo le olimpiadi greche gli Azzurri hanno collezionato due noni posti agli Europei (2005 e 2007) e ai Mondiali 2006, mancando la qualificazione alle Olimpiadi di Pechino, agli Europei del 2009 e ai Mondiali dell'anno successivo.
Nonostante la sempre maggiore internazionalizzazione (soprattutto in direzione europea) dell'NBA, e conseguentemente l'approdo (non estemporaneo come avvenuto invece nel passato) negli USA di cestisti italiani, simboleggiati dalla storica prima scelta assoluta del Draft 2006 di Andrea Bargnani, la nazionale ha sofferto dello scarso apporto degli atleti NBA in termini di presenze, di una vecchia guardia non sempre all'altezza (Bulleri e Basile, che erano state le punte di diamante ad Atene) e della mancanza di giovani promesse. Quest'ultimo fattore è causato dalla difficoltà per i talenti italiani di giocare ai massimi livelli dei campionati nazionali, data la fortissima concorrenza americana ma anche europea. Non a caso la squadra assoluta dominatrice degli ultimi anni Duemila, Siena, ha sempre avuto pochissimi italiani nel quintetto base.
Lo scontro Lega-FIP (specialmente duro sui tetti per i giocatori stranieri in Lega A) costa caro anche ai vertici federali: Fausto Maifredi (in carica dal 1999) lascia, e la Federazione viene prima commissariata (con a capo Meneghin), e poi decide di dare una svolta incaricando lo stesso Dino Meneghin di essere Presidente.
Dopo la mancata qualificazione all'Europeo del 2009, il CT Recalcati lascia e viene sostituito da Simone Pianigiani, che, per la prima volta, diventa 2 volte allenatore: sia dell'Italbasket sia della Mens Sana Siena, con cui da anni domina la Lega A.
L'arrivo di Pianigiani (2009-) [modifica]
Nell'estate 2010 Pianigiani guida la nazionale alle qualificazione per gli Europei del 2011: la squadra arriva terza con un record di 5 vittorie e 3 sconfitte e sarebbe costretta a giocare il turno di spareggio, ma l'allargamento del torneo da 16 a 24 squadre per volere della FIBA Europe, porta a un ripescaggio degli azzurri. Agli Europei l'Italia, inserita in un ostico girone con Serbia, Germania, Francia, Israele e Lettonia, chiude al penultimo posto nel girone (unica vittoria coi baltici) ed al 13° finale, e resta fuori dalle Olimpiadi di Londra.
Nell'estate del 2012 invece le cose vanno molto meglio: l'Italia si qualifica agli Europei del 2013 in Slovenia vincendo il suo girone senza subire sconfitte.
Campionati Mondiali [modifica]
Nonostante spesso la nazionale italiana contasse su di una formazione competitiva, l'approdo al podio è sempre mancato. Lo sfiorò soltanto in due occasioni (nel 1970 a Spalato, nella ancora tutta unita Jugoslavia, e nel 1978 a Manila, nelle Filippine), perdendo in entrambe le occasioni la finale per il terzo posto.
A ciò si aggiunge la grande delusione patita nel mondiale ateniese del 1998, quando con una squadra composta da Fučka, Myers e Meneghin, si riteneva di poter ambire al podio. La partita che determinò l'eliminazione fu la sconfitta contro gli Stati Uniti. L'anno dopo con la stessa squadra l'Italia si laureò campione d'Europa, per la seconda volta dopo la vittoria all'Europeo del 1983.
Giochi olimpici [modifica]
L'Italia ha vinto due medaglie d'argento, di cui la prima ottenuta alle Olimpiadi di Mosca 1980 (battuti dalla Jugoslavia) e l'altra ottenuta alle Olimpiadi di Atene 2004 (battuti dall'Argentina).
Alle Olimpiadi di Roma 1960, raggiunge il quarto posto perdendo la finale per il bronzo contro il Brasile, stesso risultato nel 1972 a Monaco di Baviera contro Cuba.
Partecipazioni ai tornei internazionali [modifica]
Competizioni principali [modifica]
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Altre competizioni [modifica]
Partite [modifica]
Primo incontro [modifica]
| Milano 4 aprile 1926 |
Italia |
23 – 17 |
| Valera 6, Valli 8, Canevini 9. | Punti | ||
Valera, Valli, Canevini, Brocca, Ortelli, Caccianiga, Fedeli. |
Formazioni | Beaufumé, Delanoy, Lafontaine, Marius. |
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| Muggiani |
Allenatori | ||
Maggior scarto inflitto [modifica]
| Edimburgo 3 maggio 1976 |
Italia |
128 – 49 |
Maggior scarto subito [modifica]
| Saragozza 3 luglio 1992 |
Italia |
62 – 108 referto |
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| Rusconi 16 Fučka 13 Coldebella 10 |
Punti | Petrović 20 Perasović 18 Kukoč 16 |
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Gentile, Riva, Pittis, Vianini, Rusconi, Brunamonti, Coldebella, Niccolai, Fučka, Cantarello |
Formazioni | Gregov, Petrović, Perasović, Rađa, Vranković, Komazec, Alanović, Tabak, Kukoč, Mršić |
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| Sandro Gamba |
Allenatori | ||
Commissari tecnici [modifica]
| Nome | Periodo | Gare | Vittorie |
|---|---|---|---|
| Marco Muggiani | 1926 | 2 | - |
| Decio Scuri-Guido Graziani | 1936 | - | |
| Elliott Van Zandt | 1948 - 1951 | 45 | |
| Giancarlo Marinelli | 1952 | 1 | - |
| Amerigo Penzo | 1952 | 1 | - |
| Giancarlo Marinelli | 1952 | 5 | - |
| Vittorio Tracuzzi | 1952 - 1953 | 28 | - |
| Francesco Ferrero | 1954 | 8 | - |
| Jim McGregor | 1954 - 1956 | 25 | |
| Nello Paratore | 1957 - 1968 | 163 | |
| Giancarlo Primo | 1969 - 1979 | 237 | |
| Sandro Gamba | 1979 - 1985 | 143 | |
| Valerio Bianchini | 1985 - 1987 | 37 | - |
| Sandro Gamba | 1987 - 1992 | 262 | |
| Ettore Messina | 1992 - 1997 | 105 | |
| Bogdan Tanjević | 1997 - 2001 | 96 | |
| Carlo Recalcati | 2001 - 2009 | 229 | |
| Simone Pianigiani | 2009 - in carica | - |
Classifica presenze e punti [modifica]
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Nazionali giovanili [modifica]
La nazionale italiana presenta categorie diverse di nazionali giovanili:
- Nazionale Under 20 (ex Nazionale under 23, ex Nazionale Juniores)
- Nazionale Under 18 (ex Nazionale Cadetti)
- Nazionale Under 16 (ex Nazionale Allievi)
Rosa [modifica]
Convocati per gli Europei 2011.
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Formazioni [modifica]
Voci correlate [modifica]
Altri progetti [modifica]
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