Nazionale di calcio dell'Ungheria

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Ungheria Ungheria
Stemma
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Sport Football pictogram.svg Calcio
Federazione Magyar Labdarúgó Szövetség (MLSZ)
Confederazione UEFA
Codice FIFA HUN
Soprannome Magyarok (Magiari)
Selezionatore Ungheria Pál Dárdai (ad interim[1])
Record presenze József Bozsik (101)
Capocannoniere Ferenc Puskás (84)
Stadio Puskás Ferenc Stadion
Ranking FIFA 34
Esordio internazionale
Austria Austria 5 - 0 Ungheria Ungheria
Vienna[2], Austria-Ungheria; 12 ottobre 1902
Migliore vittoria
Impero russo Impero russo 0 - 12 Ungheria Ungheria
Mosca[3], Impero russo; 14 luglio 1912
Ungheria Ungheria 13 - 1 Francia Francia
Budapest, Ungheria; 12 giugno 1926
Albania Albania 0 - 12 Ungheria Ungheria
Tirana[4], Albania; 24 settembre 1950
Peggiore sconfitta
Ungheria Ungheria 0 - 7 Inghilterra Inghilterra
Budapest, Ungheria; 10 giugno 1908
Germania Germania 7 - 0 Ungheria Ungheria
Colonia, Germania; 6 aprile 1941
Paesi Bassi Paesi Bassi 8 - 1 Ungheria Ungheria
Amsterdam, Paesi Bassi; 11 ottobre 2013
Campionato del mondo
Partecipazioni 9 (esordio: 1934)
Miglior risultato Secondo posto nel 1938 e 1954
Campionato d'Europa
Partecipazioni 2 (esordio: 1964)
Miglior risultato Terzo posto nel 1964

La Nazionale di calcio ungherese (ungherese: Magyar labdarúgó-válogatott) è la squadra di calcio che rappresenta l'Ungheria nelle varie competizioni ufficiali o amichevoli riservate a squadre nazionali ed è posta sotto l'egida della Federazione calcistica ungherese.

È stata, sino agli anni settanta del XX secolo, una delle rappresentative più valide e temute. Conta nove partecipazioni ai campionati mondiali (finalista nel 1938 e nel 1954, ultima partecipazione nel 1986) e due a quelli europei. Tra gli altri trofei conta anche una Coppa Internazionale (edizione 1948-1953).

Tra i calciatori più famosi che vi hanno giocato ci sono Ferenc Puskás e Flórián Albert (Pallone d'oro 1967). Proprio Ferenc Puskás, nel 2005, è stato il giocatore scelto dalla Federazione nazionale come Golden Player, ovvero il miglior calciatore del primo mezzo secolo di vita dell'UEFA, oltre che l'unico ungherese inserito dal grande Pelé nei FIFA 100, lista dei migliori cento calciatori della storia stilata per commissione della FIFA stessa per celebrarne il centenario (2004).

Gioca tradizionalmente in maglia rossa, pantaloncini bianchi e calzettoni verdi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Primi anni e sviluppo (1875-1918)[modifica | modifica wikitesto]

La prima partita

Il primo incontro tra la Nazionale ungheria e quella austriaca doveva in origine essere una sfida riservata a rappresentative solo di Vienna e di Budapest, le due più importanti città dell'Impero, ma poiché furono impiegati i migliori calciatori tesserati dalle due Federazioni, la MLSZ e la ÖFB più tardi dichiararono la partita ufficiale[5].

12 ottobre 1902 - WAC-Platz, Vienna

Austria Austria - Ungheria Ungheria

5 - 0

Austria: Nauss; Wachuda, Eipeldauer; Hüttl, Blässy, Mössner; Wiesner, Huber, Schrammel, Studnicka, Taurer. Allenatore: Commissione Tecnica Federale.

Ungheria: Bádonyi; Berán, Gabrovitz; Koltai, Pozsonyi, Bayer; Buda, Steiner, Pokorny, Hajós, Oláh. Allenatore: Gillemot.

Arbitro: Shires (Inghilterra Inghilterra)

Marcatori: 5' Taurer, 10' Huber, ?' Studnicka, ?' Studnicka, ?' Studnicka.

Spettatori: 500  

Il gioco del calcio approda in Ungheria a partire già dagli anni Settanta del XIX secolo, importato dagli inglesi. Le prime fonti attestate sul nuovo football risalgono al 1879, quando Lajos Molnár pubblica un libro in cui sono esposte delle metodologie di lavoro atletiche ad esso attinenti. Più tardi, nel 1890, il giornale Sport-Világ cura un opuscolo in cui illustra il regolamento di questo sport grazie a Mihály Bély e Manó Szaffka.

In virtù dell'Ausgleich l'Ungheria ha diritto ad avere una Federazione calcistica separata da quella austriaca, e così il 19 gennaio 1901 nasce la Magyar Labdarúgó Szövetség (MLSZ) con presidente Géza Jász. Nello stesso anno prende il via il primo campionato di calcio, che viene vinto dal Budapesti Torna Club, mentre i migliori calciatori sono selezionati per tre incontri amichevoli contro gli Inglesi del Richmond AFC (sconfitta 0-4) e Surrey Wanderers (sconfitte 1-5 e 1-6). Il 12 ottobre 1902 viene invece giocata la prima partita della Nazionale ungherese che, guidata dal giornalista Ferenc Gillemot in qualità di primo Commissario tecnico e dal poliedrico atleta Alfréd Hajós in campo, viene sconfitta dall'Austria con risultato finale di 0-5.

Come dimostrano i continui cambi di allenatore (quattro in sei anni), la rappresentativa magiara faticò all'inizio ad emergere e formare un gruppo consolidato. Frigyes Minder fu il primo selezionatore che riuscì a sollevare la squadra.

Il 26 maggio 1910 a Budapest venne programmatala seconda partita della Nazionale di calcio italiana, guidata da Umberto Meazza. Al termine dell'incontro i Magiari vinsero con il risultato di 6-1, con reti di Imre Schlosser (a segno due volte), Weisz, Karoly, Dobo, Korody e dell'italiano Rizzi.

Il nucleo principale della compagine era costituito da giovani, anche minorenni, come Schlosser-Lakatos autore di una doppietta contro gli Azzurri, più volte gólkirály e più longevo calciatore in nazionale maggiore (dal 1906 al 1927), appartenente al FTC, società che tra il 1908 e il 1913 conquistò cinque campionati di fila.

Successivamente la selezione ungherese cominciò ad imporsi contro nazionali già affermate. Furono quelli, infatti, gli anni della nascita della cosiddetta Scuola danubiana, che faceva capo ad Austria (nota anteguerra come Wunderteam, "Squadra delle meraviglie"), Boemia e alla stessa Ungheria, i tre principali Paesi dell'Impero austro-ungarico attraversati proprio dal fiume Danubio. Nel 1912 partecipò ai giochi olimpici, ma il Regno Unito vinse per 7-0 estromettendo i Magiari dal resto del torneo.

Periodo interbellico (1919-1943)[modifica | modifica wikitesto]

Anni Venti[modifica | modifica wikitesto]

Il Fogl-Gát degli anni Venti

Nel 1919 Budapest è in concorso per ospitare i Giochi olimpici del 1920 ma il CIO assegna l'organizzazione dell'evento ad Anversa e decide di escluderne i Paesi che avevano scatenato la guerra, compresa l'Ungheria. Senza la possibilità di giocare sfide importanti, si succedono nel 1920 József Harsády e Lajos Tibor in qualità di Commissari tecnici, ma con risultati molto scarsi (nessuna vittoria nell'anno solare). Il 7 ottobre 1920 contro l'Austria Tibor schiera per la prima volta i fratelli Károly e József Fogl dell'Újpest, che restano titolari della Nazionale per molte partite nell'arco del decennio costituendo il celebre Fogl-Gát (o "Diga-Fogl").

Il "Grande ammutinamento del 1924"

 

Nel 1924 l’Ungheria prende parte al torneo calcistico dei Giochi olimpici di Parigi. Nel primo turno i Magiari battono facilmente la Polonia per 5-0, mentre nella sfida successiva vengono sconfitti a sorpresa dall’Egitto 3-0 nonostante le presenze, tra gli altri, di György Orth, Zoltán Opata, Béla Guttmann e Ferenc Hirzer facessero risaltare un grosso divario tecnico. I motivi della sconfitta (accolta come una disfatta dai tifosi ungheresi) sono probabilmente da imputare ad un ammutinamento degli stessi calciatori nei confronti dei dirigenti federali, noto come "Grande ammutinamento del 1924". A partire dalla fine degli anni Venti viene convocato tra le file magiare un folto numero di calciatori rumeni (tra cui ci sono Albert Ströck, Elemér Berkessy, István Avar, Mihai Tänzer, Iuliu Barátky e Iuliu Bodola) in virtù di origini ungheresi.

Anni Trenta[modifica | modifica wikitesto]

Vilmos Kohut

Nel 1930 Mihály Pataki, da poco ritiratosi, riceve l'incarico di Commissario tecnico dopo il biennio di János Földessy. L'11 maggio la squadra di Pataki si scontra a Budapest contro l'Italia di Vittorio Pozzo nella sfida decisiva per l'assegnazione della prima Coppa Internazionale. L'Ungheria viene sconfitta 0-5 dagli atleti italiani appositamente recatisi sui luoghi della Grande Guerra prima dell'incontro guidati dal loro Ct che vi aveva combattuto. Dopo tale sconfitta Pataki non viene confermato e torna per la quarta volta Frigyes Minder. Nel frattempo la MLSZ non iscrive la Nazionale al primo Campionato mondiale da giocarsi in Uruguay, al pari di molte altre federazioni europee.

Nell'autunno del 1930 Lajos Máriássy viene scelto come nuovo allenatore dei Magiari. Durante il suo secondo incarico viene giocata la seconda Coppa Internazionale che si conclude nel 1932 con la vittoria dell'Austria (che proprio in questi anni si guadagna il soprannome di Wunderteam, cioè "Squadra meravigliosa", a seguito di 14 risultati utili consecutivi) e il terzo posto dell'Ungheria. Poco dopo il termine del torneo Ödön Nádas succede a Máriássy.

Fase di Ungheria-Svizzera (1938)

Durante la gestione di Nádas l'Ungheria riesce per la prima volta a partecipare ad un Mondiale di calcio, quello del 1934, passando per le neo introdotte qualificazioni. I Magiari riescono infatti a vincere il girone eliminatorio insieme all'Austria. L'Ungheria esordisce quindi in un Campionato del mondo contro l'Egitto vincendo 4-2 negli ottavi di finale, ma viene poi estromessa dopo la sconfitta con la tradizionale rivale austriaca nel turno successivo.

Nel 1934 l'allenatore Nádas viene sostituito dal poliziotto Károly Dietz. Questi costruisce una squadra di abili ed estrosi palleggiatori intorno a György Sárosi, centravanti e all'occorrenza mezzala e centromediano sistemista, che in questo periodo si impone come miglior calciatore del mondo al pari dell'italiano Meazza e dell'austriaco Sindelar. Dietz esordisce come Commissario tecnico il 14 ottobre battendo 3-1 il Wuderteam in Coppa Internazionale, torneo in cui alla fine del 1935 i Magiari arrivano secondi a pari punti proprio con l'Austria.

Nell'aprile del 1936 prende il via la sfortunata quarta edizione della Coppa internazionale, che si conclude anzitempo (nel 1938) a causa dell'Anschluss e del conseguente scioglimento della squadra austriaca mentre l'Ungheria è al primo posto. Nel frattempo, nell'estate dello stesso anno, la squadra dei dilettanti allenata da Zoltán Opata viene estromessa già al primo turno del torneo olimpico riportando una sconfitta per 3-0 con la Polonia.

Finale Mondiale del 1938
Francobollo ungherese per il Mondiale 1938

Nel 1937 l'Ungheria ben figura in alcune partite, tra cui una vittoria per 8-3 contro la Cecoslovacchia con Sárosi che segna 7 gol (record nazionale) al celebre portiere František Plánička, che riconsegnano ai Magiari un rispettoso prestigio europeo, tanto da essere considerati testa di serie alle qualificazioni al Mondiale del 1938. Si qualifica alla competizione vincendo 11-1 contro la Grecia nella gara unica dei play-off. I Magiari esordiscono battendo le Indie Orientali Olandesi, poi superano la Svizzera nei quarti di finale e la Svezia in semifinale. In finale trovano l'Italia campione del mondo in carica guidata da Giuseppe Meazza, considerato insieme a Sárosi (e all'austriaco Matthias Sindelar) il più grande calciatore dell'epoca. Nell'incontro, giocato a Colombes, gli uomini decisivi sono però Gino Colaussi e Silvio Piola che segnano una doppietta a testa. La partita finisce 4-2 (segnano per gli ungheresi Sárosi e Pál Titkos).

Polonia-Ungheria 4-2 (27/08/1939), ultima partita prima della Campagna di Polonia

Dopo la finale mondiale l'Ungheria non riesce a vincere per altre sette partite, causando il licenziamento del Commissario tecnico Károly Dietz e la sua sostituzione con Dénes Ginzery nel 1939. L'esordio del nuovo allenatore coincide con l'ultima partita della Polonia prima dell'invasione nazista nonché con la prima vittoria polacca contro i Magiari. Nel 1941 József Fábián succede brevemente a Ginzery, che ritorna subito dopo. Nel 1942 torna Fábián per sole due partire (tra cui una sconfitta 7-0 con la Germania), dopodiché la Nazionale viene affidata a Kálmán Vághy che la guida fino al 1943, anno in cui cessano le attività sportive a causa della Seconda guerra mondiale.

Secondo Dopoguerra (1945-1948)[modifica | modifica wikitesto]

Ferenc Puskás in un francobollo del 2008

Liberata Budapest, nonostante l'instabilità politica del Paese nella primavera del 1945 riprende l'attività calcistica ungherese. Il Campionato è diviso in due gironi e non è presente, tra le altre squadre, il Nagyvárad campione in carica poiché rientrato nella Divizia A rumena. L'incarico di allenatore della Nazionale viene assegnato a Tibor Gallowich, già giornalista e portiere, mentre Sándor Bíró viene scelto come primo capitano del Dopoguerra. La prima partita ufficiale della nuova gestione viene giocata il 19 agosto 1945 contro l'Austria (2-0 per l'Ungheria). Nella ripetizione dell'incontro del giorno successivo Gallowich fa esordire il giovane attaccante Ferenc Puskás, che segna il suo primo gol dopo dodici minuti (vittoria 5-2).

Il 4 maggio 1947, sempre contro l'Austria, si gioca un'amichevole celebrativa per i cinquant'anni del calcio ungherese. Alfréd Hajós dà il calcio d'inizio e la partita viene vinta dagli Ungheresi (di nuovo 5-2), ma crollo della tribuna B dell'Üllői úti stadion causa circa duecento feriti. L'accaduto spinge il Governo a costruire un nuovo stadio moderno e sicuro per ospitare le partite della Nazionale, che viene poi chiamato Népstadion ("Stadio del popolo"). Sempre nel 1947 l'Ungheria partecipa per la prima volta alla Coppa dei Balcani per nazioni vincendo tutti e quattro gli incontri ed aggiudicandosi il trofeo. Il centravanti magiaro Ferenc Deák (giocatore con la più alta media gol in Nazionale di sempre) è capocannoniere della rassegna con 5 gol.

Nel 1948 l'Ungheria prende parte sia alla Coppa dei Balcani, in cui esordiscono il centrocampista László Kubala (prima di espatriare clandestinamente) e la mezzala Sándor Kocsis, sia alla Coppa internazionale, ma il primo torneo viene abbandonato proprio con i Magiari in testa alla classifica. Non partecipa invece ai Giochi Olimpici di Londra 1948.

L'Aranycsapat (1949-1956)[modifica | modifica wikitesto]

Il "centravanti arretrato"[6]

  Estromesso Ferenc Deák dal giro dei convocati, Gusztáv Sebes inizialmente inserisce Péter Palotás come suo sostituto ma nutre anche una forte ammirazione per Nándor Hidegkuti del Vörös Lobogó. Riporta infatti l'allenatore nelle sue memorie: «[...] Più volte l'avevo anche provato nella Nazionale, ma senza ottenere i risultati che speravo. Hidegkuti giocava magnificamente nella sua squadra di club come ala destra, era lui che dirigeva il gioco. In Nazionale, invece, ogni sua prestazione era nervosa, imprecisa. Che fosse un grande giocatore non potevo avere dubbi». In un'amichevole pre-olimpica del 1951 contro la Finlandia Sebes, non potendo essere presente in panchina, consegna al suo vice Gyula Mándi una busta chiusa contenente la formazione. Hidegkuti apprende di essere schierato titolare solo all'apertura della busta e, avendo dormito sereno la notte precedente in quanto convinto di non dover giocare, scende in campo in tutta tranquillità realizzando una doppietta, diventando da quel momento un giocatore chiave per la squadra.

Scheramento tipo dell'Aranycsapat

Dal punto di vista tattico Hidegkuti, pur partendo da centravanti, tende ad arretrare a centrocampo sia per difendere che per prendere la palla, costringendo il suo marcatore a lasciare un "buco" in difesa nel quale si inseriscono le mezze ali Kocsis e Puskás. Tale scambio di posizioni, ideato da Márton Bukovi al Vörös Lobogó e riproposto da Sebes, comporta il superamento del tradizionale sistema WM con il modulo MM.

Nel 1949, dopo una breve parentesi democratica, l'Ungheria diventa Repubblica Popolare ed entra a far parte del blocco filo-sovietico. La Nazionale viene così affidata a scopo propagandistico all'ex meccanico, sindacalista e centromediano dell'MTK, nonché Vice Ministro dello Sport e presidente del Comitato Olimpico in carica, Gusztáv Sebes. Sebes, allenatore molto scrupoloso, viene affiancato in un primo momento da Béla Mandik e Gábor Kompóti-Kléber e poi promosso a Commissario unico dopo poche partite, e prendendo come modelli l'Italia di Vittorio Pozzo e il Wunderteam austriaco di Hugo Meisl, idea una nuova tattica di gioco che egli stesso definisce "calcio socialista", in cui tutti i calciatori condividono stesse responsabilità sia in fase offensiva che in quella difensiva e sono capaci di giocare in ogni posizione, che viene considerata alla base del calcio totale.

Sfruttando i propri incarichi istituzionali, Sebes convoglia i migliori atleti in un numero ridotto di squadre per farli abituare a giocare insieme. In Nazionale pertanto al blocco di giocatori della Honvéd Budapest, la più effervescente realtà del campionato, si mescola quello proveniente dall'MTK Budapest e dai club minori. La disposizione su cui punta in un primo momento è il sistema, in cui il ruolo di centravanti è ricoperto sempre dal prolifico Ferenc Deák, ma dopo il suo abbandono nel 1949 per motivi politici (ostilità verso il regime), viene inizialmente sostituito da Péter Palotás. I risultati tuttavia non soddisfano il Commissario tecnico, che decide così di adattare in quel ruolo l'ala destra Nándor Hidegkuti, che si trasforma in "centravanti arretrato".

Nel 1950 la MLSZ è costretta a rinunciare all'iscrizione al Mondiale per motivi economici, ma la squadra ottiene nelle amichevoli risultati eccellenti. Il 4 giugno 1950 i Magiari battono 5-2 la Polonia, inaugurando una striscia di 32 gare senza sconfitte che si sarebbe interrotta solo nel 1954, mentre nella partita successiva, il 24 settembre 1950, battono l'Albania 12-0 stabilendo la loro miglior vittoria della storia.

Olimpiadi 1952[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1952 la Nazionale olimpica ungherese esordisce in occasione del torneo calcistico dei Giochi di Helsinki. Non essendo il Campionato nazionale professionistico, Sebes può convocare i migliori calciatori a sua disposizione (diversamente da quanto accade nei Paesi occidentali) e, molto agevolmente[7], vince il titolo per la prima volta nella storia del calcio magiaro. La squadra segna 20 gol in 5 partite subendone solo 2, e si mettono in evidenza quali migliori calciatori della competizione il capitano Ferenc Puskás, detto "Il Colonnello" per il suo grado nell'esercito, mezzala della Honvéd trasformata in attaccante e considerato il miglior calciatore ungherese di tutti i tempi[8][9], e il suo partner offensivo Sándor Kocsis, soprannominato "Testina d'oro" per la sua abilità aerea (nonostante 1,77 metri di altezza) nonché capocannoniere della rassegna con 6 gol. Il cammino vede arrendersi ai Magiari Romania, Italia, Turchia, Svezia e Jugoslavia, con quest'ultima sconfitta in finale per 2-0 con gol di Puskás e dell'ala Zoltán Czibor. In occasione della premiazione vengono consegnati ai campioni le medaglie d'oro e dei fiori, portati da Armi Kuusela, prima Miss Universo.

L'anno successivo gli Ungheresi prevalgono anche in campo mitteleuropeo trionfando nella Coppa Internazionale 1948-1953 in virtù di 27 gol fatti e 17 subiti in sole 8 partite e soprattutto di due punti di vantaggio su Cecoslovacchia e Austria. Puskás è capocannoniere del torneo con 10 reti.

Inghilterra-Ungheria 3-6[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Inghilterra-Ungheria 3-6.

La straordinaria portata dell'evento olimpico vale a Sebes un invito da Stanley Rous, presidente della FA, a giocare un amichevole al Wembley Stadium contro i "maestri" inglesi in occasione dei novant'anni dell'Federazione. L'attesissimo match viene stabilito per il 25 novembre 1953. Nonostante il pronto avvertimento del segretario generale del Partito Comunista Mátyás Rákosi («E se dovessimo perdere? Faccia bene attenzione!»), Sebes accetta l'invito di propria iniziativa e parte per Wembley, dove si dedica ad uno studio capillare del rimbalzo del pallone sul terreno di gioco. Tornando in Ungheria il Commissario Tecnico chiama tre volte alla settimana i suoi migliori calciatori ad allenarsi su un campo rimodellato e ampliato sullo stile di quello londinese con i pesanti palloni inglesi e poi con loro parte per la trasferta. L'Inghilterra, da sempre imbattuta in casa da squadre non britanniche (Home record), quel giorno fa registrare un netto crollo con risultato finale di 3-6 per gli Ungheresi. Secondo alcune fonti, per la tale intensità di gioco la palla non sarebbe uscita fuori dal campo per tutto il primo tempo, mentre Hidegkuti, il "centravanti arretrato", segna tre gol davanti a 100.000 spettatori. I Magiari vanno incontro alla partita che ne consacra il prestigio non solo continentale ma anche mondiale, e così il team di Sebes viene soprannominato "Aranycsapat", cioè "Squadra d'oro".

Gli Inglesi vengono così invitati per la rivincita, da giocarsi il 23 maggio 1954 al Népstadion di Budapest, poco prima del Mondiale di Svizzera. Nonostante i nove cambi fatti dal coach britannico Walter Winterbottom rispetto alla squadra dell'anno prima i Magiari, schierati invece con la stessa formazione (eccezion fatta per József Tóth al posto di László Budai), confermano la loro lezione di calcio infliggendo agli avversari la peggiore sconfitta della loro storia (7-1). Segnano Mihály Lantos, poi Puskás, Kocsis (due volte), Hidegkuti, Tóth e di nuovo Puskás.

Qualche mese dopo, un apposito comitato presieduto proprio da Sebes costituisce l'UEFA, nuovo organo di controllo del calcio europeo. La confederazione nasce ufficialmente il 15 giugno del 1954 a Basilea e vi aderisce anche la MLSZ, mentre Sebes ne diviene vicepresidente, restando in carica sino al 1960.

Mondiale 1954[modifica | modifica wikitesto]

Gagliardetto del Mondiale

La Nazionale ungherese si qualifica direttamente al Mondiale del 1954 a causa del ritiro della Polonia dai turni preliminari. La spedizione magiara guidata da Sebes si presenta in Svizzera con tutti i suoi campioni, e dunque con il favore del pronostico. Effettivamente, nel primo turno Corea del Sud e Germania Ovest vengono facilmente superate (9-0 e 8-3), ma nel secondo incontro un intervento del tedesco Werner Liebrich costringe Puskás ad abbandonare il campo anzitempo. L'Ungheria si trova così ad affrontare il Brasile e l'Uruguay senza il suo capitano. Sia il quarto di finale con i Brasiliani, passato alla storia come Battaglia di Berna a causa della durezza del gioco e delle risse scatenatesi in campo, sia la semifinale con l'Uruguay campione in carica vengono vinte dai Magiari per 4-2. In finale si ritrovano contro Ungheria e Germania Ovest. Puskás gioca in condizioni non ottimali ma gli Ungheresi riescono a passare lo stesso in vantaggio per 2-0, salvo poi subire la rimonta tedesca che porta il risultato finale sul 2-3. Il punteggio si conserva fino alla fine dell'incontro per l'annullamento di un gol proprio di Puskás per fuorigioco e il titolo di campione del mondo passa ai Tedeschi con risvolti mai del tutto chiariti. Poco dopo la vittoria infatti molti di questi vengono colpiti da una forma di epatite che fa sollevare il sospetto di doping[10].

La finale del Mondiale del 1954 diviene famosa come Miracolo di Berna e segna la fine dell'imbattibilità ungherese dopo oltre quattro anni di risultati utili consecutivi, striscia eguagliata e superata solo da Brasile e Spagna (35 di fila). Nonostante ciò alla fine del torneo Gyula Grosics viene eletto miglior portiere e Sándor Kocsis è capocannoniere con 11 gol facendo registrare il record in un singolo Mondiale fino a quel momento.

La fine della leggenda[modifica | modifica wikitesto]

Monumento alla memoria dell'Aranycsapat a Seghedino

Al ritorno in patria la squadra e il Commissario tecnico sono soggetti all'umiliazione e alle ingiurie dei compatrioti. Sebes viene imputato di aver fatto giocare Puskás nonostante la precaria condizione fisica e di aver invertito le ali spostando Czibor a destra e Mihály Tóth a sinistra. Nelle sue memorie il CT afferma che la scelta di schierare Puskás derivava da un colloquio con Kocsis, in aperta difficoltà per la mancanza di una spalla che lo aiutasse a smarcarsi, mentre l'inversione delle ali era stata una scelta tecnica dovuta alle caratteristiche del terzino avversario Werner Kohlmeyer. Si diffonde inoltre la falsa notizia che Mihály Tóth fosse il marito segreto della figlia di Sebes, diceria peraltro smentita all'arrivo di quest'ultimo alla dogana nazionale dove dimostra al capo del comitato di ricevimento Zoltán Vas che la sua unica figlia ha solo undici anni. Grosics, invece, racconterà anni dopo di intimidazioni dai vertici del regime: «[...] In serata arrivarono le più alte cariche politiche. Rákosi fece un discorso, il secondo posto era un buon risultato, e poi disse: "Nessuno di voi deve preoccuparsi di essere punito per questa partita" [...]. Sapevo che intendeva esattamente l'opposto. Sapevo che qualcosa di brutto sarebbe accaduto. Mi ero scontrato più volte con l'ÁVH, la polizia di Stato. Sentivo di avere paura. Avevo ragione»[11]. Di fatti poco il calciatore dopo viene arrestato con l'accusa di tradimento e spionaggio[12].

Nonostante il saccheggio da parte dei tifosi in piazza Baross a Budapest e le pressioni della moglie preoccupata, Sebes rifiuta le dimissioni e la squadra ricomincia un ciclo di risultati utili che dura altri due anni. Nelle prime sei partite del 1956 l'Ungheria vince una sola volta contro il Libano e Sebes viene esonerato dalla Federazione. Gli succede Márton Bukovi, altro allenatore conosciuto per il suo calcio offensivo nonché suo assistente negli ultimi mesi, che infatti non stravolge il lavoro tattico del suo predecessore. Il 23 settembre 1956 l'Ungheria di Bukovi fa cadere anche l'imbattibilità in casa dell'Unione Sovietica dopo 32 anni. Nell'ottobre dello stesso anno, invece, mentre la Honvéd si trova all'estero per una tournée mondiale, scoppia la celebre rivolta ungherese repressa proprio dai carri armati sovietici. I calciatori più importanti della Honvéd, ovvero Puskás (creduto morto durante la guerriglia urbana), Czibor e Kocsis decidono di non rientrare in Ungheria scegliendo l'esilio.

Periodo post-rivoluzione (1956-1958)[modifica | modifica wikitesto]

Nándor Hidegkuti

Con la rivoluzione finisce il mito dell'Aranycsapat. Alla ripresa delle attività sportive gli unici calciatori della grande squadra del passato ancora disponibili per essere convocati sono Grosics, scagionato dopo 13 mesi per mancanza di evidenza ma comunque allontanato da Budapest, Budai, Hidegkuti, che diventa il nuovo capitano, e József Bozsik, centromediano della Honvéd considerato tra i migliori in attività nonché fermo sostenitore del Partito Socialista e deputato al Parlamento. Márton Bukovi guida invece la Nazionale per altre tre partite e nell'estate del 1957 viene sostituito da una commissione provvisoria composta da Lajos Baróti, Károly Lakat e Károly Sós che riesce ad ottenere la qualificazione al Mondiale del 1958. Dopo aver conquistato il Campionato 1957 con il Vasas Baróti viene scelto come Commissario unico debuttando il 22 dicembre 1957 contro la Germania Est (sconfitta per 1-0). A Lakat viene invece affidata la Selezione olimpica.

Al Mondiale Baróti affianca ad Hidegkuti, confermato al centro dell'attacco, alcuni giovani emergenti tra cui Lajos Tichy, Dezső Bundzsák e Máté Fenyvesi. Gli altri ruoli sono invece integrati con i giocatori del Vasas (Sárosi, Berendi, Kárpáti). Il primo turno si rivela difficoltoso, e alla fine dei tre incontri Ungheria e Galles sono appaiate con tre punti al secondo posto dietro alla Svezia e davanti al Messico. Non esistendo regole per valutare la classifica avulsa viene stabilita una data di spareggio tra le due seconde per determinare chi avrebbe passato il turno. Il 17 giugno 1958 l'Ungheria viene sconfitta 2-1 dal Galles ed eliminata dal torneo. Hidegkuti, che aveva saltato la sfida con il Messico e lo spareggio, decide di ritirarsi dal calcio giocato e la fascia di capitano passa a Grosics.

Anni Sessanta (1959-1969)[modifica | modifica wikitesto]

Baróti resta alla guida della Nazionale anche dopo il Mondiale. Nel 1958 l'Ungheria partecipa alle qualificazioni per il primo Campionato europeo organizzato dall'UEFA, ma viene eliminata dall'Unione Sovietica. Nel frattempo si conclude anche l'edizione 1955-1960 della Coppa Internazionale, che dal 1960 viene definitivamente sostituita dall'Europeo. I Magiari chiudono al secondo posto dietro alla Cecoslovacchia a causa anche del pareggio all'ultima giornata contro l'Italia, mentre Tichy vince il titolo di capocannoniere con sette gol (quarto ungherese diverso nella storia della competizione).

Proprio nel 1960 la Nazionale olimpica partecipa anche ai Giochi di Roma dopo essersi qualificata vincendo il girone con Cecoslovacchia e Austria. I Magiari arrivano imbattuti in semifinale, dove vengono sconfitti dalla Danimarca. Vincono invece la finale per il terzo posto con l'Italia aggiudicandosi la medaglia di bronzo.

Flórián Albert e Kálmán Mészöly

Tra l'ottobre 1960 e l'ottobre 1961 l'Ungheria vince il girone valido per le qualificazioni al Mondiale 1962. Nell'estate dell'anno successivo prende parte alla rassegna in Cile eliminando nella prima fase Inghilterra, Argentina e Bulgaria, salvo poi subire una sconfitta decisiva nei quarti di finale con la Cecoslovacchia. Il giovane attaccante Flórián Albert del Ferencváros (che aveva rilevato il ruolo di Hidegkuti) vince l'onorificenza di miglior marcatore del torneo con altri cinque calciatori (Garrincha, Vavá, Leonel Sánchez, Dražan Jerković e Valentin Ivanov), mentre Grosics e Bozsik lasciano la Nazionale.

Il 1964 vede l'Ungheria impegnata in due competizioni, l'Europeo e l'Olimpiade. I Magiari si qualificano per la prima volta ad un Europeo eliminando il Galles, la Germania Est (allenata proprio da Károly Sós) e la Francia, che a sorpresa aveva a sua volta eliminato l'Inghilterra. Nella fase finale, giocata in Spagna, all'Ungheria si contrappone in semifinale proprio la Nazionale di casa, mancante delle "stelle" del Real Madrid (Gento, Di Stefano, Santamaría e proprio Puskás) per scelta tecnica, che riesce ad imporsi (2-1) solo dopo i tempi supplementari. I Magiari devono accontentarsi così del terzo posto, che viene conquistato (3-1) contro la più modesta Danimarca[13] e anche in questo caso dopo i supplementari grazie al gol di Ferenc Bene e della doppietta su calcio piazzato di Dezső Novák[14].

Alle Olimpiadi invece l'Ungheria, affidata di nuovo a Károly Lakat dopo due anni con Béla Volentik, conquista la seconda medaglia d'oro della sua storia. Eliminate Svezia e Spagna nelle qualificazioni, la squadra di Lakat vince tutti e cinque gli incontri tra primo turno e finale, dove trionfa contro la Cecoslovacchia (2-1). Bene conquista la classifica dei marcatori con dodici reti segnate, di cui sei contro il Marocco e quattro contro la Repubblica Araba Unita.

Anni Settanta-Ottanta e crollo del socialismo (1970-1989)[modifica | modifica wikitesto]

Dagli anni settanta comincia un lungo declino, inframmezzato soltanto da qualche successo delle nazionali giovanili e dal piazzamento al quarto posto all'Europeo 1972, che porta la nazionale ungherese ai margini del calcio europeo e mondiale con pesanti eliminazioni al primo turno ai mondiali del '78, dell'82 e del '86; tale crisi si aggrava maggiormente dopo il Mondiale 1986, infatti da allora l'Ungheria non si è più qualificata alla fase finale di una competizione internazionale.

Tra il 1970 e il 1980 si siedono sulla panchina ungherese ben otto allenatori diversi.

Ma negli anni ottanta l'Ungheria torna alla ribalta con campioni come Tibor Nyilasi, András Törőcsik, il difensore, nonché capitano, Imre Garaba e, soprattutto, il trequartista Lajos Détári.

Da ricordare la vittoria ottenuta il 15 giugno 1982 per 10-1 contro El Salvador, in una partita valevole per il passaggio al secondo turno del campionato mondiale del 1982, e il 3-0 rifilato al Brasile in una gara amichevole disputata al Népstadion di Budapest il 16 marzo del 1986.

Tibor Nyilasi, Gábor Pölöskei, László Fazekas (due volte), József Tóth, László Kiss (2 volte) e Lázár Szentes timbrano l'ultima grande vittoria magiara in un Mondiale.

Anni Novanta (1990-1998)[modifica | modifica wikitesto]

Durante gli anni novanta si assistette al completo declino della nazionale magiara. Tra il 1990 e il 1999 si susseguirono sulla panchina della Selezione danubiana ben otto commissari tecnici, con una media di quasi uno ogni biennio e senza ottenere i risultati sperati.

1990-1992[modifica | modifica wikitesto]

Géza Mészöly

La mancata qualificazione a Italia '90 costò il posto all'allenatore Bertalan Bicskei, rimpiazzato dal tornante Kálmán Mészöly (già CT tra il 1980 e il 1983). Il corso del nuovo allenatore lasciò ben sperare all'inizio: la nuova Ungheria del tecnico che aveva appena lasciato il Vasas, infatti, strapazzò per 2-0 gli Stati Uniti all'esordio con reti di Tamás Petres e del difensore Zsolt Limperger. Già però nel secondo test (esordio casalingo degli anni novanta) l'entusiasmo magiaro si dovette arrendere alla Francia di Éric Cantona (autore di una doppietta nel 3-1 finale). Nell'aprile 1990 l'Ungheria subì una nuova sonora sconfitta, stavolta per 3-0 dall'Austria nel "derby del Danubio". Da lì tre belle vittorie con Emirati Arabi, Colombia e Turchia, prima di un 1-0 a favore degli inglesi.

Dopo questa lunga serie di amichevoli, poté finalmente debuttare la nuova Ungheria di Kálmán Mészöly in campo europeo. Il 10 ottobre 1990 iniziarono le qualificazioni per Euro '92, riportando un buon pareggio con la Norvegia, che proprio in quegli anni si stava apprestando a vivere il suo boom calcistico. Nella partita successiva al Népsadion bloccò sull'1-1 l'Italia terza classificata al mondiale nello stesso anno. La prima vittoria arrivò contro Cipro segnando quattro gol e subendone solo due, grazie anche alla doppietta dagli undici metri del bomber József Kiprich.

Il 1991 si aprì molto bene per la Nazionale ungherese: nelle varie amichevoli vittorie con India (allenata dal magiaro József Gelei) e soprattutto il prestigioso 4-2 esterno con la Spagna. Alla ripresa delle qualificazioni agli Europei i Rossi si imposero per 2-0 nel ritorno contro Cipro (a segno Szalma e Kiprich), poi doppia disfatta con Unione Sovietica e Italia, contro cui era tornato titolare dopo un lungo infortunio il trequartista Lajos Détári. Döme (così era soprannominato) infatti era l'uomo di maggiore carisma al pari del capitano Imre Garaba e indubbiamente quello una spanna sopra gli altri per classe e fantasia.

L'Ungheria non riuscì più a vincere per tutta la durata del 1991: seguirono quindi una sconfitta (1-2) contro l'Irlanda (amichevole) e un pareggio (2-2) con l'Unione Sovietica, che estromise definitivamente la squadra di Mészöly dalla lotta per la qualificazione. Quest'ultimo risultato negativo sancì l'esonero dello stesso commissario tecnico, rimpiazzato da Róbert Glázer.

Zoltán Végh

L'impossibilità della formazione danubiana di qualificarsi a Euro '92, in virtù delle cattive prestazioni del biennio 1990/91 (al termine del girone i Magiari si classificarono al penultimo posto) fece sì che Glázer provasse giovani emergenti per dare nuova linfa alla Nazionale. Tra questi il portiere Zoltán Végh, appena ventenne messosi in luce con il Veszprém, il mediano Flórián Urbán, il centrocampista centrale Péter Lipcsei, futura bandiera del Ferencváros, e Béla Illés, mezzapunta classe 1968 vista come il nuovo Détári; tuttavia il calcio del Paese della Puszta dovette fare i conti con l'addio del capitano Garaba, che per più di dieci anni aveva indossato la casacca della Nazionale.

Ad ogni modo, i quattro incontri disputati con in panchina lo stesso Glázer si conclusero con due pareggi (di cui il più scialbo fu l'1-1 contro El Salvador) e due sconfitte, che non bastarono a strappare il sì da parte della Federazione per il prolungamento del contratto.

1992-1994[modifica | modifica wikitesto]

Sollevato dall'incarico l'allenatore, bisognava trovare un sostituto che potesse rinverdire i fasti del passato. La scelta dell'ambiziosa Federcalcio magiara ricadde sul rumeno Emerich Jenei, fresco di secondo posto nel Campionato rumeno con la Steaua Bucarest.

La nuova era Jenei non sarebbe potuta iniziare meglio: vittoria all'esordio per 2-1 sui rivali di sempre, gli austriaci, in amichevole (in gol la stella Détári e Kálmán Kovács). Senza tuttavia il biondo fantasista, andato soggetto all'ennesimo infortunio all'inizio del 1992, i risultati smisero di sorridere. A parte il debutto esterno infatti, avvenuto il 29 aprile 1992 contro la neonata Ucraina (3-1 il finale), si cominciarono a registrare le prime sconfitte.

La prima si consumò solo due settimane dopo il trionfo ucraino, ad opera della solita Inghilterra. Nell'ultima amichevole prima dell'inizio delle gare ufficiali, invece, la formazione di Jenei si dovette arrendere alla doppietta dello svedese Stefan Schwarz.

Il debutto nelle qualificazioni per USA '94 fu molto negativo: 1-2 casalingo a favore dell'Islanda, nazionale non certo all'avanguardia calcistica, sebbene gli Ungheresi siano andati in vantaggio dopo solo due minuti con Kovács. Delusa dal risultato, l'Ungheria si rifece vincendo di nuovo contro l'Ucraina, stavolta in casa, per 2-1.

A settembre, con il ritorno di Détári, il team di Jenei cambiò andazzo, seppur con qualche lacuna: i Magiari non subirono più, infatti, alcuna sconfitta fino alla pausa invernale di novembre. La disfatta islandese fu subito dimenticata grazie ad un rotondo 3-0 in terra lussemburghese contro i padroni di casa, in virtù delle marcature dello stesso Döme (appena passato dal Bologna all'Ancona) e del goleador Kálmán Kovács (due reti per lui).

Nello scialbo 0-0 contro Israele nel match successivo furono invece schierate parecchie riserve, da István Sallói a Béla Illés, che non furono però capaci di dare una svolta favorevole all'incontro. L'amichevole successiva fu invece un vero trionfo a Doha contro il Qatar. Al termine della partita segnatrono il solito Kovács, sempre più nel cuore dei sostenitori magiari, ma soprattutto Kiprich, autore di una tripletta. Due giorni dopo, nel replay della sfida, i Qatarioti riuscirono a frenare gli uomini di Jenei sull'1-1, ma Kovács andò ancora in rete. Il 1992 si concluse però con un inutile 0-0 in Grecia.

Il 1993 fu un anno da dimenticare: il cammino di Jenei si prolungò di tre sole partite.

In marzo la Selezione danubiana fu invitata a partecipare alla Kirin Cup, un torneo amichevole organizzato dalla Nazionale giapponese ogni anno. Nel 1993 i contendenti furono i Nipponici, i Magiari e gli Statunitensi. Il 7 marzo si giocò l'esordio contro i padroni di casa, nei quali brillavano le stelle Masami Ihara e, soprattutto, Kazuyoshi Miura. A Fukuoka bastarono 48 minuti a Kiprich per andare in gol ed archiviare la pratica. Nel secondo incontro invece 0-0 il risultato finale, con gli Ungheresi rimasti in dieci dopo soli 37 minuti per l'espulsione del difensore Emil Lőrincz. I quattro punti conseguiti nelle due sfide, però, consentirono ai Magiari di portare a casa la coppa conquistata.

Tre settimane dopo il trionfo a Oriente, i Rossi dovettero riprendere il cammino per USA '94. Jenei mise in campo la migliore formazione possibile, con Kovács e Kiprich in attacco, József Duró a sinistra, Détári trequartista e Urbán (che era diventato oramai titolare inamovibile) in mediana. Nonostante ciò, nel girone di ritorno i Greci riuscirono ad espugnare il Népstadion di Budapest con una rete su calcio di rigore da parte di Stratos Apostolakis.

L'Ungheria di Emerich Jenei aveva fino a quel momento conquistato solo quattro punti in altrettante partite, troppo pochi per l'M.L.SZ.. La Federazione decretò così la fine dell'avventura del tecnico transilvanico in Nazionale: si trattò del secondo esonero in due anni. Al suo posto fu nominato CT ad interim il più grande campione ungherese di tutti i tempi: Ferenc Puskás.

"El Cañoncito" fece il suo esordio il 15 aprile 1993 al Népstadion in amichevole contro la Svezia, subendo però una sconfitta per 0-2.

Il nuovo allenatore provvisorio (in attesa di uno definitivo) non portò particolari innovazioni, anzi, puntando su quasi gli stessi undici del suo predecessore, i risultati non poterono che peggiorare. Nelle qualificazioni mondiali, allo Stadio Lužniki di Mosca, la nuova Russia nata dalle ceneri dell'URSS si impose con un secco 3-0, guidati da Igor' Šalimov e Igor' Kolyvanov (che segnò il secondo gol).

Il 29 maggio 1993 l'Ungheria di Puskás riuscì a trovare la sua prima vittoria contro l'Irlanda, che giocò tra le mura amiche. I Boys in Green (soprannome dei padroni di casa) subito partirono con il piede sull'acceleratore: al 4' era già 2-0 (Roy Keane e Niall Quinn). Per la reazione degli ospiti si dovette aspettare il secondo tempo, quando il giovane centrocampista István Hamar firmò una doppietta. Il successo maturò solo nel finale dell'incontro, con due marcature a cavallo tra l'85º e l'87º minuto: il primo fu siglato da Tibor Balog, il secondo da Urbán.

In particolare si fece notare lo stesso Hamar, all'epoca appena ventitreenne, che era stato da poco acquistato dalla Honvéd. L'esterno mancino da allora si cominciò a ritagliare sempre più spazio tra i titolari, fino a diventarlo, nel pieno della attività agonistica, sul finire degli anni novanta.

La quarta sfida con il grande campione ex attaccante come coach, invece, ebbe tutt'altro responso. Gli islandesi, guidati dal trainer Ásgeir Elíasson, si aggiudicarono i tre punti in casa sconfiggendo Hamar e compagni (orfani di Kovács, Kiprich e Détári e con un undici iniziale rimaneggiato dagli innesti di Ferenc Orosz e András Keresztúri) con un secco 2-0 che allungò ulteriormente la serie negativa dei Magiari in gare ufficiali.

Tre sconfitte e una vittoria: ecco il bilancio del "Cañoncito". I vertici calcistici del Paese danubiano decisero quindi di licenziare l'allenatore ed assumerne un altro. La scelta cadde su un ex CT che aveva già guidato la selezione nazionale nel 1987 subentrando ad Imre Komora: József Verebes.

Anni 1998-1999[modifica | modifica wikitesto]

Gábor Király, 87 presenze in Nazionale (terzo di sempre), con cui ha esordito nel 1998

Dopo aver fallito l'accesso a Francia '98, la Federazione ungherese affida nuovamente la Selezione all'ex tecnico dell'Honvéd Bertalan Bicskei con il compito di ben figurare nel girone per le qualificazioni a Euro 2000. Al termine delle eliminatorie l'Ungheria è però quarta alle spalle di Romania, Portogallo e Slovacchia, riuscendo ad ottenere solo tre vittorie con Azerbaigian (2) e Liechtenstein e segnando solo 14 gol, a differenza dei 25 della Romania prima in classifica. Sotto la conduzione di Bicskei fanno il loro esordio in Nazionale A alcuni ragazzi che diverranno poi pilastri della squadra: il portiere Gábor Király, i difensori Csaba Fehér, György Korsós e János Mátyus e il centrocampista Pál Dárdai. Come capitano invece, accantonato János Banfi, Bicskei sceglie Béla Illés.

Anni Duemila[modifica | modifica wikitesto]

Imre Gellei, CT dell'Ungheria dal 2001 al 2003

Conclusasi la sessione per le qualificazioni ad Euro 2000 (Portogallo-Ungheria 3-0), a discapito del risultato negativo, Bicskei viene confermato nel suo ruolo di CT. La qualificazione al Mondiale di Corea e Giappone del 2002 risulta difficoltosa come quella del biennio precedente, con i Magiari che si classificano quarti (penultimi) nel Gruppo 8. Il girone viene vinto dall'Italia, seguono poi Romania, Georgia, la stessa Ungheria e infine la Lituania, nonostante una buona partenza della squadra di Bicskei (pareggio 2-2 in casa con l'Italia e vittoria 1-6 in Lituania). Tra in nuovi calciatori a mettersi in mostra risalta l'attaccante Attila Tököli, pur segnando solo 2 gol dei 14 totali in gara ufficiale tra il 2000 e il 2001. Alla fine del 2001, in seguito alla doppia sconfitta contro Georgia (3-1) e Romania (2-0), si chiude anzitempo la carriera da CT di Bicskei che lascia il posto ad Imre Gellei. Gellei esordisce contro l'Italia il 6 ottobre 2001 in un match terminato 1-0 per gli Azzurri.

Dal 2002 il nuovo allenatore decide di impostare in maniera diversa l'undici titolare, che infatti perde, tra gli altri, Gábor Halmai, János Mátyus, Vilmos Sebők e il capitano Béla Illés, a cui succede proprio Gábor Király; tra i volti nuovi vi sono invece i tornanti Péter Lipcsei e Gábor Urbán. Tali modifiche non danno risultati nell'immediato, anzi l'Ungheria subisce diverse sconfitte in amichevole, tra cui un 2-5 interno con la Bielorussia. Nell'ottobre 2002 cominciano le qualificazioni ad Euro 2004, che si concludono ancora una volta con i Magiari quarti classificati (e penultimi), ma con dei visibili miglioramenti dal punto di vista dei risultati. L'Ungheria ha infatti il secondo miglior attacco con 15 reti all'attivo (ma la seconda peggior difesa, 9 gol subiti) e 11 punti in graduatoria finale. Tra i calciatori che si mettono in mostra durante la commissione di Gellei si distinguono il centrocampista offensivo Krisztián Lisztes e gli esordienti Imre Szabics e Zoltán Gera, destinato a diventare stabilmente capitano nella gestione successiva. L'ennesima mancata qualificazione ad un torneo ufficiale comporta poi la MLSZ a non riconfermare Gellei e ad assumere come nuovo Commissario Tecnico Lothar Matthäus, che guiderà la nazionale nelle qualificazioni ai mondiali del 2006. La nazionale si trova nel gruppo 8 con Croazia, Svezia, Bulgaria, Islanda e Malta e conclude quarta a 14 punti nel girone ad una lunghezza dalla Bulgaria terza. Lontane sono invece Croazia e Svezia rispettivamente prima e seconda a 24 punti. L'Ungheria, nonostante il non ottimo piazzamento,sfodera discrete prestazioni come un 3-2 a Budapest ai danni della Bulgaria e un pareggio a reti inviolate contro la Croazia. Allenata da Péter Varidhi, la nazionale ungherese non riuscirà però a ripetersi arrivando nel suo girone di qualificazione ad Euro 2008 addirittura penultima a parità di punti con la non irresistibile Moldavia e precedendo solo la modesta Malta con la quale ha anche rimediato una sconfitta. Nelle qualificazioni a Sudafrica 2010 si cominciano a mettere in mostra giocatori come Ádám Szalai, Balázs Dzsudzsák e Tamás Priskin e i risultati non tardano ad arrivare. Infatti l'Ungheria ottiene un buon quarto posto a sole 5 lunghezze dalla Danimarca prima, permettendosi anche il lusso di batterla a Copenaghen per 1-0, 3 lunghezze dal Portogallo secondo e due dalla Svezia terza. L'allenatore di questa selezione è l'olandese Erwin Koeman che però, finite le qualificazioni, rescinde il contratto, quindi la federazione chiama il tecnico ungherese Sándor Egervári.

Anni duemiladieci[modifica | modifica wikitesto]

Nelle qualificazioni ad Euro 2012 la nazionale guidata da Egervári si trova nel gruppo 5 con Paesi Bassi, Svezia, Finlandia, Moldavia e San Marino. La squadra sfodera subito buone prestazioni grazie al talento di giovani come Gergely Rudolf e Vladimir Koman, unito all'esperienza dei "senatori", in primis Dzsudzsak e il capitano Géra. Nonostante ciò,alla prima giornata la nazionale rimedia una sconfitta con la Svezia, ma con prestazioni sempre in crescendo arriveranno tre vittorie consecutive tra cui spicca un 8-0 rifilato alla modesta San Marino. Seguono poi due sconfitte consecutive con l'Olanda e altre tre vittorie, tra le quali un 2-1 alla Svezia, prima del pareggio finale con la Finlandia. A coronamento delle buone prestazioni arriva un terzo posto che però non permette agli ungheresi di staccare il pass per gli europei, ma sembra il preludio di una svolta che vedrà l'Ungheria essere più competitiva, anche se i tempi dell'Anarycsapat non sono altro che un leggendario ricordo.

Le Qualificazioni ai Mondiali in Brasile partono con lo stesso entusiasmo. Infatti, in un girone non dei più semplici con Olanda, Romania, Turchia e le deboli Estonia e Andorra, la nazionale magiara, a parte l'1-4 interno con l'Olanda che si conferma bestia nera degli ungheresi, sforna buonissime prestazioni tra le quali spicca il 3-1 contro la Turchia. Dopo una serie di risultati utili, l'Ungheria perde, intervallate dal 5-1 all'Estonia, due partite. L'ultima è un 8-1 subito dall'Olanda. A questa sconfitta il tecnico Egervári si dimette venendo rimpiazzato per l'ultima partita contro Andorra, vinta 2-0, da Jozsef Csabi. Nonostante ciò, l'Ungheria ottiene un buon terzo posto finale a 17 punti, 1 in più della Turchia e 2 in meno della Romania.

Per le qualificazioni ad Euro 2016, a prendere il posto di Egervári è il tecnico Attila Pintér. Pintér non gode però del supporto di tifosi e media, che lo considerano un ripiego a basso costo sul quale ha deciso di puntare la Federazione piuttosto di scegliere un tecnico straniero, e inoltre non riesce ad imprimere alla squadra un modo di giocare ben preciso, in quanto cambia spesso i convocati. Dopo la sconfitta con la modesta Irlanda del Nord nella prima partita di qualificazioni, Pintér viene esonerato dalla MLSZ[15] e la Nazionale viene affidata fino a dicembre a Pál Dárdai, offertosi volontariamente come commissario tecnico ad interim[16]. In occasione della successiva trasferta in Romania, i calciatori decidono di offrire 1200 biglietti per i tifosi[17].

Stadio[modifica | modifica wikitesto]

Il Szusza Ferenc stadion
L'Üllői úti Stadion nel 1912
La ZTE Aréna

L'impianto che solitamente ospita le partite della Nazionale ungherese è il Puskás Ferenc Stadion, situato nella XIV circoscrizione di Budapest. Costruito nel 1948 con l'ausilio di volontari e soldati, è stato ultimato nel 1953 ed inaugurato con il nome di Népstadion (Stadio del popolo) a scopo propagandistico dal governo socialista. La capienza originaria era di circa 104.000 posti, poi ridotti a 56.000. Dopo il crollo del socialismo, lo stadio ha mantenuto la propria denominazione fino al 2002, quando è stato intitolato al grande Ferenc Puskás. Il primo incontro dei Magiari tenutosi nell'impianto è stato giocato il 15 novembre 1953 (amichevole Ungheria-Svezia 2-2[18]), ha ospitato anche le gare interne del Debreceni VSC per la Champions League 2009-2010 e l'Europa League 2010-2011 ed ogni anno è sede delle finali di Magyar Kupa e Magyar Szuper Kupa. All'allora Népstadion è stata inoltre giocata anche la storica partita vinta 7-1 dagli Ungheresi contro l'Inghilterra. Entro il 2016 lo stadio dovrebbe essere demolito e ricostruito con il nome di Nuovo Puskás Ferenc Stadion.

L'Ungheria ha giocato le prime gare interne al Millenáris Sportpálya[19] di Budapest, che è rimasto stabilmente lo stadio della Nazionale dall'esordio in casa nel 1903 (Ungheria-Cecoslovacchia 2-1) fino al 1911 (Ungheria-Svizzera 9-0), prima di essere trasformato in velodromo. Alle gare ufficiali vanno poi aggiunte le tre amichevoli con squadre inglesi che hanno preceduto il debutto della Nazionale A.

Dopo il 1911 l'Ungheria ha alternato i suoi incontri tra lo Üllői úti Stadion (ribattezzato Albert Flórián Stadion dal 2007) e lo Hungária körúti stadion (chiamato Nándor Hidegkuti Stadion dal 2002), rispettivamente gli impianti storici del Ferencváros e dell'MTK Budapest, cioè le due franchigie più titolate del campionato tra gli anni dieci e quaranta. Tra le partite giocate allo Üllői úti si ricorda una delle tre massime vittorie dei Magiari (13-1 con la Francia[20]). Dal 1939 l'Ungheria ha lasciato lo Hungária körúti[21] continuando ad esibirsi a Ferencváros fino al crollo di una tribuna il 4 maggio 1947 durante un in incontro con l'Austria. Dopo la sfida il governo decise la costruzione del nuovo stadio, appunto il Népstadion. Tra il 1948 e il 1952 (inaugurazione del Népstadion) l'Ungheria ha giocato perlopiù al Megyeri úti stadion (dal 2003 Ferenc Szusza Stadion, progettato da Alfréd Hajós) e solo saltuariamente allo Üllői úti[22].

Alcune partite, infine, sono state giocate dall'Ungheria anche in altri stadi. Si tratta in genere di amichevoli o sfide con avversari modesti. Gli impianti minori che hanno ospitato la Nazionale ungherese si trovano non solo a Budapest ma anche nel resto del Paese, e sono in particolare l'Illovszky Rudolf Stadion, situato a Angyalföld (XIII circoscrizione di Budapest), la ZTE Aréna di Zalaegerszeg, il Sóstói Stadion di Székesfehérvár (utilizzato dal 1974), l'ETO Park di Győr e l'Oláh Gábor utcai stadion di Debrecen.

Veduta del Puskás Ferenc Stadion


Colori e simboli[modifica | modifica wikitesto]

Stemma Kossuth (1902-1940 circa)
Stemma Rákosi (1949-1956)
Stemma Kádár (1957-1989)
Piccolo blasone d'Ungheria (1990-)

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Colori dell'Ungheria nel 2008

Sin dagli esordi l'Ungheria ha sempre giocato le partite in casa con una divisa che ricordava la bandiera nazionale, composta cioè da maglia rossa, pantaloncini bianchi e calzettoni verdi. Da quando la tedesca Adidas è diventata fornitore ufficiale della selezione magiara (1970) sono state poi aggiunte decorazioni e stilizzazioni bianche e, occasionalmente, verdi su maglia e calzettoni e rosse sui pantaloncini.

La prima divisa è cambiata sostanzialmente poco nel corso degli anni, anzi sono mutati solo pochi particolari: nei primi anni Dieci la casacca prevedeva il collo con laccetto, poi scomparso dopo gli anni Trenta; in seguito, durante il periodo d'oro dell'Aranycsapat si preferì adottare il "collo a V", resistito sino agli Ottanta, ripreso brevemente nei Novanta e scomparso definitivamente nei Duemila, mentre il colore, inizialmente scuro, è diventato un rosso più caldo con il passare degli anni.

La seconda divisa invece è stata generalmente sempre bianca (maglia e calzettoni) e rossa (pantaloncini). Caso unico è la variante in uso tra gli anni Dieci e i Cinquanta, che prevedeva una tripla banda orizzontale sul petto rossa, bianca e verde e che, anche in questo caso rimandante alla tricolore ungherese.

Sul cuore è cucito lo stemma nazionale (il "Szent Koronás címer"), a differenza di molte altre squadre che espongono il logo della federazione calcistica. Con il passare degli anni si sono inoltre succeduti anche i diversi stemmi imposti dall'occupazione comunista del Paese (il "Rákosi-címer" e il "Kádár-címer"), in origine posti sotto la punta della "V" del colletto. Pur essendo stati introdotti nel 1938, i numeri hanno fatto la comparsa sul retro delle maglie solo negli anni Cinquanta, come mostrato dai filmati d'epoca e, in particolare, il primo Mondiale in cui sono stati indossati dagli Ungheresi è stato quello del 1954. Dal 2008 i numeri sono accompagnati anche dai nomi dei calciatori.


Evoluzione della divisa[modifica | modifica wikitesto]

Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
1902 - 1912
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
1902 - 1912
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
1912 - 1930
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
1930 - 1945
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
1945 - 1949
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
1949 - 1956
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
1970 - 1973
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
1978 - 1980
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
1982 - 1984
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
1986 - 1989
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
1998 - 2001
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
2001 - 2003
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
2003 - 2005
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
2005 - 2006
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
2006 - 2007
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
2007 - 2008
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
2008 - 2009
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
2009 - 2010
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
2009 - 2010
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
2010 - 2012
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
2010 - 2012
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
2012 - 2014
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
2012 - 2014

Rivalità[modifica | modifica wikitesto]

Pur non essendo una Nazionale molto blasonata, l'Ungheria è comunque protagonista di alcune "sfide storiche" che per motivi storici, culturali ed etnici sono particolarmente sentite dal pubblico e dai calciatori.

Austria[modifica | modifica wikitesto]

Con l'Austria c'è un legame speciale per gli Ungheresi. Infatti le due compagini danubiane si sono contrapposte oltre 130 volte e nel primo Novecento davano vita al "derby" dell'Impero austro-ungarico.

Con il passare del tempo si è assistito a sfide molto appassionanti, dagli anni trenta (in cui sfidavano il Wunderteam, privo di elementi singoli di grande caratura ma caratterizzato da una fitta rete di passaggi e da improvvisi cambi di posizione che disorientavano gli avversari, e l'Ungheria di György Sárosi, Gyula Zsengellér, Pál Titkos e István Avar), sino ad oggi.

Durante gli anni cinquanta l'Aranycsapat si imponeva senza difficoltà su tutti gli avversari e, naturalmente, anche sull'Austria (6-1; 4-3; ancora 4-3; 3-2; 1-0; 4-1; ancora 6-1; 2-0). Una curiosità: il 14 ottobre 1956 è l'ultima partita della leggendaria Aranycsapat. I due gol che liquidano l'Austria sono di Ferenc Puskás e Károly Sándor.

Negli anni settanta e ottanta gli incontri fra queste due compagini ebbero una doppia valenza: infatti si fronteggiavano l'Ungheria filo-Sovietica e l'Austria neutrale tendente all'alleanza con gli Stati Uniti.

I recenti risultati danno ragione ai Magiari, come la vittoria per 2-1 del 16 agosto 2006 (reti di Kuljic per gli austriaci e Zoltán Gera e András Horváth per gli Ungheresi).

Tra le due tifoserie, come già detto, non vi è assolutamente rivalità né avversione.

Cecoslovacchia, Rep. Ceca e Slovacchia[modifica | modifica wikitesto]

All'interno del calcio europeo del primo Novecento vi era l'élite danubiana. Ungheria, Austria e Boemia componevano un triangolo di nazionali all'avanguardia, ma non ancora adatte a sfidare i "maestri" inglesi. Così si organizzavano sfide tra queste tre grandi selezioni dell'Impero austro-ungarico.

Gli Ungheresi e i Boemi diedero vita a diverse sfide che appassionarono i tifosi del tempo. Successivamente, entrambi i Paesi divennero indipendenti dall'Austria e organizzarono più incontri, che sorrisero più ai Magiari che ai neo-Cecoslovacchi. Gli atleti ungheresi si imposero più volte su quelli dell'ex-Boemia, vincendo per ben tre volte nella loro storia con cinque gol di scarto (8-3 nel 1937 e 5-0 nel 1950 e nel 1952, sconfitte più pesanti per la Cecoslovacchia stessa).

Dopo la scissione del 1º gennaio 1993 e la successiva divisione in Repubblica Ceca e Slovacchia, sono state raramente giocate partite tra le compagini ex cecoslovacche e quella ungherese degne di nota.

Romania[modifica | modifica wikitesto]

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

La medaglia olimpica di Helsinki 1952

Tornei Internazionali[modifica | modifica wikitesto]

1948-1953
1941, 1943, 1983, 2007, 2008

Tornei Amichevoli[modifica | modifica wikitesto]

1947
1993
1983, 1986
1967
1980

Partecipazioni ai tornei internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Campionato del mondo
Edizione Risultato
1930 Non partecipante
1934 Quarti di finale
1938 Secondo posto Zilveren medaille.svg
1950 Non partecipante
1954 Secondo posto Zilveren medaille.svg
1958 Primo turno
1962 Quarti di finale
1966 Quarti di finale
1970 Non qualificata
1974 Non qualificata
1978 Primo turno
1982 Primo turno
1986 Primo turno
1990 Non qualificata
1994 Non qualificata
1998 Non qualificata
2002 Non qualificata
2006 Non qualificata
2010 Non qualificata
2014 Non qualificata
Campionato europeo
Edizione Risultato
1960 Non qualificata
1964 Terzo posto Bronze medal europe.svg
1968 Non qualificata
1972 Quarto posto
1976 Non qualificata
1980 Non qualificata
1984 Non qualificata
1988 Non qualificata
1992 Non qualificata
1996 Non qualificata
2000 Non qualificata
2004 Non qualificata
2008 Non qualificata
2012 Non qualificata
Giochi olimpici[23]
Edizione Risultato
1908 Ritirata[24]
1912 Quarti di finale
1920 Non partecipante
1924 Ottavi di finale
1928 Non partecipante
1936 Ottavi di finale
1948 Non partecipante
Confederations Cup
Edizione Risultato
1992 Non invitata
1995 Non invitata
1997 Non qualificata
1999 Non qualificata
2001 Non qualificata
2003 Non qualificata
2005 Non qualificata
2009 Non qualificata
2013 Non qualificata


Legenda: Grassetto: Risultato migliore, Corsivo: Mancate partecipazioni


Statistiche dettagliate sui tornei internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Mondiali[modifica | modifica wikitesto]

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1930 Uruguay Uruguay Non partecipante - - - -
1934 bandiera Italia Quarti di finale 1 0 1 5:4
1938 Francia Francia Secondo posto 3 0 1 15:5
1950 Brasile Brasile Non partecipante - - - -
1954 Svizzera Svizzera Secondo posto 4 0 1 27:10
1958 Svezia Svezia Primo turno 1 1 2 7:5
1962 Cile Cile Quarti di finale 2 1 1 8:3
1966 Inghilterra Inghilterra Quarti di finale 2 0 2 8:7
1970 Messico Messico Non qualificata - - - -
1974 bandiera Germania Ovest Non qualificata - - - -
1978 Argentina Argentina Primo turno 0 0 3 3:8
1982 Spagna Spagna Primo turno 1 1 1 12:6
1986 Messico Messico Primo turno 1 0 2 2:9
1990 Italia Italia Non qualificata - - - -
1994 Stati Uniti Stati Uniti Non qualificata - - - -
1998 Francia Francia Non qualificata - - - -
2002 Corea del Sud Corea del Sud / Giappone Giappone Non qualificata - - - -
2006 Germania Germania Non qualificata - - - -
2010 Sudafrica Sudafrica Non qualificata - - - -
2014 Brasile Brasile Non qualificata - - - -

Europei[modifica | modifica wikitesto]

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1960 Francia Francia Non qualificata - - - -
1964 Spagna Spagna Terzo posto 1 0 1 4:3
1968 Italia Italia Non qualificata - - - -
1972 Belgio Belgio Quarto posto 0 0 2 1:3
1976 Jugoslavia Jugoslavia Non qualificata - - - -
1980 Italia Italia Non qualificata - - - -
1984 Francia Francia Non qualificata - - - -
1988 bandiera Germania Ovest Non qualificata - - - -
1992 Svezia Svezia Non qualificata - - - -
1996 Inghilterra Inghilterra Non qualificata - - - -
2000 Belgio Belgio / Paesi Bassi Paesi Bassi Non qualificata - - - -
2004 Portogallo Portogallo Non qualificata - - - -
2008 Austria Austria / Svizzera Svizzera Non qualificata - - - -
2012 Polonia Polonia / Ucraina Ucraina Non qualificata - - - -

Olimpiadi[modifica | modifica wikitesto]

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1908 Londra Ritirata[24] - - - -
1912 Stoccolma Quarti di finale 0 0 1 0:7
1920 Anversa Non partecipante - - - -
1924 Parigi Ottavi di finale 1 0 1 5:3
1928 Amsterdam Non partecipante - - - -
1936 Berlino Ottavi di finale 0 0 1 0:3
1948 Londra Non partecipante - - - -

Coppa Internazionale[modifica | modifica wikitesto]

Anni Piazzamento V N P Gol
1927–1930 Quarto posto 4 1 3 20:23
1931–1932 Terzo posto 2 4 2 17:15
1933–1935 Terzo posto 3 3 2 17:16
1936–1938 Non terminata[25] 5 0 2 24:15
1948–1953 Campione 5 1 2 27:17
1955–1960 Secondo posto 6 3 1 34:16

Tutte le rose[modifica | modifica wikitesto]

Mondiali[modifica | modifica wikitesto]

Europei[modifica | modifica wikitesto]

Giochi olimpici[modifica | modifica wikitesto]


NOTA: Per le informazioni sulle rose successive al 1948 visionare la pagina della Nazionale olimpica.

Coppa Internazionale[modifica | modifica wikitesto]


Rosa attuale[modifica | modifica wikitesto]

I convocati per la partita valida per le Qualificazioni all'Europeo 2016 contro l'Irlanda del Nord del 7 settembre 2014. Presenze e reti aggiornate al'8 settembre 2014

N. Pos. Giocatore Data di nascita (età) Pres. Gol Club
1 P Ádám Bogdán 27 settembre 1987 (27 anni) 19 0 Inghilterra Bolton Bolton
12 P Péter Gulácsi 6 maggio 1990 (24 anni) 2 0 Austria Salisburgo Salisburgo
22 P Dénes Dibusz 16 novembre 1990 (24 anni) 0 0 Ungheria Ferencvaros Ferencváros
3 D Vilmos Vanczák 20 giugno 1983 (31 anni) 79 4 Svizzera Sion Sion
4 D Ádám Lang 17 gennaio 1993 (21 anni) 3 0 Ungheria Gyori ETO Győri ETO
5 D Zoltán Lipták 10 dicembre 1984 (30 anni) 18 1 Ungheria Gyori ETO Győri ETO
6 D Mihály Korhut 1º dicembre 1988 (26 anni) 3 0 Ungheria Debrecen Debrecen
21 D Zsolt Korcsmár 9 gennaio 1989 (25 anni) 23 0 Germania Greuther Furth Greuther Fürth
23 D Roland Juhász 1º luglio 1983 (31 anni) 81 6 Ungheria Videoton Videoton
2 C Tibor Heffler 17 maggio 1987 (27 anni) 2 4 Ungheria Videoton Videoton
7 C Balázs Dzsudzsák 23 dicembre 1986 (27 anni) 62 15 Russia Dinamo Mosca Dinamo Mosca
8 C József Varga 6 giugno 1988 (26 anni) 29 0 Ungheria Debrecen Debrecen
11 C Dániel Tőzsér 12 maggio 1985 (29 anni) 22 1 Inghilterra Watford Watford
13 C Zsolt Kalmár 9 giugno 1995 (19 anni) 3 0 Germania Lipsia RB Lipsia
14 C Balázs Balogh 11 giugno 1990 (24 anni) 1 0 Ungheria Ujpest Újpest
15 C Ádám Gyurcsó 6 marzo 1991 (23 anni) 12 1 Ungheria Videoton Videoton
18 C István Kovács 27 marzo 1992 (22 anni) 4 0 Ungheria Videoton Videoton
20 C László Zsidai 16 luglio 1986 (28 anni) 3 0 Ungheria Debrecen Debrecen
9 A Gergő Lovrencsics 1º settembre 1988 (26 anni) 5 0 Polonia Lech Poznan Lech Poznań
10 A Gergely Rudolf 9 marzo 1985 (29 anni) 28 10 Ungheria Gyori ETO Győri ETO
16 A Roland Varga 23 gennaio 1990 (24 anni) 3 2 Ungheria Gyori ETO Győri ETO
17 A Nemanja Nikolić 31 dicembre 1987 (26 anni) 5 1 Ungheria Videoton Videoton
19 A Tamás Priskin 27 settembre 1986 (28 anni) 45 15 Ungheria Gyori ETO Győri ETO

Staff Tecnico[modifica | modifica wikitesto]

Attila Pintér

Staff tecnico di Attila Pintér fino al suo esonero (28 settembre 2014)

Ruolo Nome
Commissario Tecnico Ungheria Attila Pintér
Allenatori in seconda Ungheria József Farkas
Ungheria Zoltán Pető
Allenatore dei portieri Ungheria József Andrusch
Team manager Ungheria József Bazsánt
Medico sociale Ungheria Dott. György Szilágyi
Addetto ufficio stampa Ungheria László Pajor-Gyulai
Massaggiatori Ungheria László Eisemann
Ungheria Tamás Halmai

Record individuali[modifica | modifica wikitesto]

Tabelle aggiornate al 10 settembre 2013. Il grassetto indica giocatori ancora in attività.

Record presenze

# Giocatore Periodo Presenze Reti
1 József Bozsik 1947-1962 101 11
2 László Fazekas 1968-1983 92 24
3 Gábor Király 1998- 90 0
4 Gyula Grosics 1947-1962 86 0
5 Ferenc Puskás 1945-1956 85 84
6 Imre Garaba 1980-1991 82 3
7 Sándor Mátrai 1956-1967 81 0
7 Roland Juhász 2004- 81 6
9 Vilmos Vanczák 2004- 79 4
10 Ferenc Sipos 1957-1966 77 1
10 Zoltán Gera 2002- 77 23
12 László Bálint 1972–1982 76 3
12 Ferenc Bene 1962-1979 76 36
12 Máté Fenyvesi 1954–1966 76 8
15 Flórián Albert 1959–1974 75 31

Record reti

# Giocatore Periodo    Reti  Presenze Reti/pr.
1 Ferenc Puskás 1945-1956 84 85 0,99
2 Sándor Kocsis 1948-1956 75 68 1,1
3 Imre Schlosser 1906-1927 59 68 0,87
4 Lajos Tichy 1955-1964 51 72 0,71
5 György Sárosi 1931-1943 42 62 0,68
6 Nándor Hidegkuti 1945-1958 39 69 0,57
7 Ferenc Bene 1962-1979 36 76 0,47
8 Gyula Zsengellér 1936-1947 32 39 0,82
8 Tibor Nyilasi 1975-1985 32 70 0,46
10 Flórián Albert 1959-1974 31 75 0,41
11 Ferenc Deák 1946-1949 29 20 1,45
12 József Kiprich 1984–1995 28 70 0,4
13 Károly Sándor 1949–1964 27 75 0,36
14 József Takács 1923–1933 26 32 0,81
15 Géza Toldi 1929–1940 25 46 0,54


Record debuttante più giovane

# Nome Data debutto Avversario Età
1 József Horváth 1º aprile 1906 Flag of Bohemia.svg Boemia 16 anni e 90 giorni
2 Gyula Bíró 7 ottobre 1906 Flag of Bohemia.svg Boemia 16 anni e 150 giorni
3 György Orth 4 novembre 1917 Flag of the Habsburg Monarchy.svg Austria 16 anni e 188 giorni
4 Károly Zsák 12 luglio 1912 Impero russo Impero russo 16 anni e 317 giorni
5 Imre Schlosser 7 ottobre 1906 Flag of Bohemia.svg Boemia 16 anni e 361 giorni
6 Antal Vágó 5 maggio 1912 Flag of the Habsburg Monarchy.svg Austria 17 anni e 54 giorni
7 Jenő Károly 5 aprile 1903 Flag of Bohemia.svg Boemia 17 anni e 60 giorni
8 József Braun 6 ottobre 1918 Flag of the Habsburg Monarchy.svg Austria 17 anni e 222 giorni
9 Flórián Albert 28 giugno 1959 Svezia Svezia 17 anni e 286 giorni
10 Ferenc Bene 14 ottobre 1962 Jugoslavia Jugoslavia 17 anni e 301 giorni
11 István Tóth 9 maggio 1929 Inghilterra Inghilterra 17 anni e 305 giorni


Record Nome Data Avversario Cifre record
Marcatore più giovane József Horváth 7 ottobre 1906 Flag of Bohemia.svg Boemia 16 anni e 291 giorni
Marcatore più anziano József Bozsik 18 aprile 1962 Uruguay Uruguay 36 anni e 141 giorni
Calciatore più longevo Imre Schlosser 7 ottobre 1906-10 aprile 1927 Flag of Bohemia.svg Boemia-Austria Austria 20 anni e 185 giorni
Calciatore con più gol in una partita György Sárosi 19 settembre 1937 Cecoslovacchia Cecoslovacchia 7 gol

Capitani storici[modifica | modifica wikitesto]

Questo elenco comprende i calciatori che per un determinato periodo hanno vestito stabilmente la fascia di capitano.

ZsengellerGyula.jpg Illés Béla 2011.jpg
Gyula Zsengellér (sinistra) e Béla Illés (destra)

Lista dei Commissari Tecnici[modifica | modifica wikitesto]

La nazionale ungherese è stata guidata da 49 commissari tecnici (tra cui Ferenc Stobbe, che è stato il primo e che è tornato in panchina altre due volte).

Elenco dei CT

Il seguente elenco somma le presenze da singolo CT (in uno o più periodi) o all'interno di una o più commissioni.

Esempio: Il leader della classifica Lajos Baróti ha guidato la nazionale ungherese come commissario unico per 137 volte, più 4 in collaborazione con Károly Lakat e Károly Sós, perciò il suo totale è 141.

György Mezey, ottavo per presenze da CT

Record presenze da CT

# Allenatore Pres.
1 Lajos Baróti 141
2 Gusztáv Sebes 66
3 Kálmán Mészöly 60
4 Bertalan Bicskei 45
5 Károly Dietz 41
6 Gyula Kiss 40
7 Rudolf Illovszky 39
8 György Mezey 35
9 Sándor Egervári 34
10 Frigyes Minder 33

Statistiche partite[modifica | modifica wikitesto]

Aggiornato al 7 settembre 2014

Avversario Giocate Vinte Pari Perse Reti fatte Reti subite Differenza reti
Albania Albania 6 5 1 0 19 0 +19
Algeria Algeria 1 1 0 0 3 1 +2
Andorra Andorra 2 2 0 0 7 0 +7
Antigua e Barbuda Antigua e Barbuda 1 1 0 0 3 0 +3
Argentina Argentina 7 1 1 5 6 15 −9
Armenia Armenia 1 1 0 0 2 0 +2
Australia Australia 2 0 0 2 1 6 −5
Austria Austria 136 66 30 40 297 252 +45
Azerbaigian Azerbaigian 5 5 0 0 15 1 +14
Bielorussia Bielorussia 1 0 0 1 2 5 −3
Belgio Belgio 13 2 3 8 17 28 −9
Bolivia Bolivia 2 2 0 0 9 2 +7
Bosnia ed Erzegovina Bosnia ed Erzegovina 4 2 2 0 6 3 +3
Brasile Brasile 5 3 1 1 11 7 +4
Bulgaria Bulgaria 22 12 5 5 52 24 +28
Canada Canada 2 2 0 0 3 0 +3
Cile Cile 2 0 1 1 1 5 −4
Cina Cina 1 0 0 1 1 2 −1
Colombia Colombia 1 1 0 0 3 1 +2
Croazia Croazia 9 1 5 3 7 14 −7
Cipro Cipro 7 6 0 1 13 5 +8
Rep. Ceca Rep. Ceca[26] 47 23 13 11 106 77 +29
Danimarca Danimarca 16 9 4 3 40 16 +24
Germania Est Germania Est 17 9 4 4 30 17 +13
El Salvador El Salvador 2 1 1 0 11 2 +9
Egitto Egitto 4 2 1 1 9 5 +4
Inghilterra Inghilterra 22 5 2 15 30 56 −26
Estonia Estonia 2 1 0 1 5 1 +4
Finlandia Finlandia 13 9 3 1 42 9 +33
Francia Francia 22 12 2 8 47 31 +16
Georgia Georgia 2 1 0 1 5 4 +1
Germania Germania 33 11 10 12 64 69 −5
Grecia Grecia 17 4 5 8 30 26 +4
Islanda Islanda 10 7 0 3 21 10 +11
India India 1 1 0 0 2 1 +1
Iran Iran 4 4 0 0 11 1 +10
Israele Israele 5 1 2 2 3 5 −2
Italia Italia 34 9 9 16 49 56 −7
Kazakistan Kazakistan 1 1 0 0 3 0 +3
Kuwait Kuwait 1 1 0 0 1 0 +1
Giappone Giappone 2 2 0 0 4 2 +2
Corea del Sud Corea del Sud 2 2 0 0 10 0 +10
Lettonia Lettonia 5 4 0 1 11 6 +5
Libano Libano 1 1 0 0 4 1 +3
Liechtenstein Liechtenstein 3 2 1 0 10 0 +10
Lituania Lituania 4 3 1 0 10 2 +8
Lussemburgo Lussemburgo 10 10 0 0 47 10 +37
Macedonia Macedonia 3 2 1 0 6 0 +6
Malta Malta 12 9 2 1 28 6 +22
Messico Messico 7 1 1 5 6 15 −9
Moldavia Moldavia 7 4 2 1 10 6 +4
Montenegro Montenegro 2 0 1 1 4 5 −1
Paesi Bassi Paesi Bassi 17 5 2 10 29 53 −22
Nuova Zelanda Nuova Zelanda 3 3 0 0 6 2 +4
Irlanda del Nord Irlanda del Nord 5 4 0 1 6 2 +4
Norvegia Norvegia 17 7 5 5 32 19 +13
Perù Perù 2 0 0 2 3 5 −2
Polonia Polonia 32 20 4 8 87 39 +48
Portogallo Portogallo 10 0 3 7 7 23 −16
Qatar Qatar 3 2 1 0 8 2 +6
Irlanda Irlanda 12 5 5 2 25 18 +7
Romania Romania 23 11 6 7 47 31 +16
Russia Russia[27] 27 6 8 13 44 44 0
San Marino San Marino 4 4 0 0 19 0 +19
Arabia Saudita Arabia Saudita 2 0 2 0 2 2 0
Scozia Scozia 8 4 2 2 18 13 +5
Serbia Serbia 32 15 9 8 58 54 +4
Slovacchia Slovacchia 4 0 2 2 1 3 −2
Slovenia Slovenia 4 1 0 3 3 5 −2
Giordania Giordania 1 0 1 0 1 1 0
Spagna Spagna 13 3 5 5 18 21 −3
Svezia Svezia 44 18 10 16 90 76 +14
Svizzera Svizzera 44 30 5 9 127 58 +69
Turchia Turchia 13 7 2 4 32 16 +16
Ucraina Ucraina 2 2 0 0 5 2 +3
Emirati Arabi Uniti Emirati Arabi Uniti 2 2 0 0 6 1 +5
Stati Uniti Stati Uniti 3 1 1 1 2 2 0
Uruguay Uruguay 3 1 2 0 6 4 +2
Galles Galles 10 3 2 5 14 15 −1

Partite consecutive senza sconfitte[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Squadra d'oro.

Ranking Fifa[modifica | modifica wikitesto]

Anno Gen. Febr. Mar. Apr. Mag. Giu. Lug. Ago. Sett. Ott. Nov. Dic.
1992 36. (–)
1993 42. (36) 48. (34) 49. (33) 50. (34) 50. (34)
1994 50. (34) 49. (34) 52. (32) 53. (32) 49. (33) 56. (30) 55 (31.) 55 (31.) 54. (32) 52. (32) 59. (31) 61. (31)
1995 61. (31) 63. (30) 63. (30) 57. (32) 53. (35) 54. (35) 55. (35) 61. (30) 54. (32) 65. (32) 60. (33) 62. (33)
1996 64. (33) 66. (33) 66. (33) 74. (29) 82. (26) 82. (26) 87. (26) 81. (29) 74. (32) 78. (32) 72. (34) 75. (34)
1997 75. (34) 76. (34) 76. (34) 72. (35) 74. (35) 71. (38) 71. (38) 72. (38) 71. (38) 68. (40) 78. (37) 77. (37)
1998 77. (37) 84. (36) 82. (36) 73. (37) 62. (41) 62. () 56. (42) 60. (41) 59. (41) 49. (44) 45. (46) 46. (47)
1999 45. (533)[28] 46. (531) 47. (528) 45. (540) 44. (540) 46. (532) 48. (531) 50. (530) 43. (547) 46. (538) 47. (536) 45. (533)
2000 46. (533) 50. (532) 50. (530) 53. (526) 54. (524) 53. (523) 50. (529) 53. (528) 49. (540) 53. (532) 48. (555) 47. (556)
2001 48. (556) 49. (554) 47. (560) 48. (559) 53. (551) 53. (561) 54. (559) 54. (557) 64. (540) 67. (532) 64. (540) 66. (537)
2002 67. (537) 68. (535) 68. (531) 68. (528) 68. (523) 68. (523) 67. (511) 71. (499) 64. (517) 54. (546) 58. (533) 56. (533)
2003 58. (532) 56. (538) 56. (535) 58. (534) 54. (544) 49. (570) 48. (568) 48. (564) 52. (549) 67. (525) 67. (524) 72. (517)
2004 72. (516) 74. (514) 67. (531) 72. (519) 68. (522) 74. (519) 78. (514) 77. (514) 76. (523) 68. (540) 74. (539) 64. (562)
2005 63. (562) 65. (561) 69. (556) 69. (556) 69. (552) 65. (561) 66. (559) 65. (557) 66. (557) 66. (562) 71. (551) 74. (547)
2006 70. (552) 72. (550) 72. (548) 75. (538) 76. (535) 76. (535) 84. (383)[29] 80. (383) 59. (484) 76. (437) 67. (466) 62. (483)
2007 61. (494) 64. (474) 64. (474) 58. (518) 57. (521) 66. (461) 65. (461) 65. (464) 55. (544) 48. (630) 52. (581) 50. (588)
2008 50. (594) 52. (598) 51. (594) 56. (546) 57. (546) 52. (580) 52. (591) 50. (591) 50. (561) 62. (507) 56. (551) 47. (603)
2009 47. (606) 43. (629) 48. (596) 44. (662) 43. (662) 43. (687) 44. (681) 43. (681) 47. (669) 50. (645) 55. (603) 54. (613)
2010 52. (615) 48. (645) 52. (589) 56. (567) 57. (565) 57. (565) 62. (534) 62. (534) 51. (567) 44. (598) 43. (615) 42. (632)
2011 41. (632) 37. (632) 36. (654) 52. (559) 52. (559) 45. (603) 47. (603) 45. (613) 27. (754) 36. (701) 37. (665) 37. (665)
2012 37. (665) 37. (678) 37. (658) 36. (692) 35. (692) 31. (735) 31. (716) 28. (746) 37. (663) 49. (593) 30. (753) 32. (750)
2013 32. (750) 33. (728) 32. (752) 33. (749) 33. (749) 33. (759) 32. (749) 31. (749) 30. (744) - - -

Piazzamenti importanti[modifica | modifica wikitesto]

Pos. Data
Posizione più alta Green Arrow Up.svg 27 settembre 2011
Posizione più bassa Red Arrow Down.svg 87 luglio 1996
Miglior spostamento Green Arrow Up.svg +21 settembre 2006
Peggior spostamento Red Arrow Down.svg -20 settembre 2014

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ungheria: esonerato Attila Pintér, al suo posto Pál Dárdai
  2. ^ MATCH: 12.10.1912 Austria - Hungary 5:0 - eu-football.info
  3. ^ MATCH: 14.07.1912 Russia - Hungary 0:12 - eu-football.info
  4. ^ MATCH: 24.09.1950 Albania - Hungary 0:12 - eu-football.info
  5. ^ IFFHS
  6. ^ La Grande Ungheria - La "creazione" di Hidegkuti in Storie di Calcio.
  7. ^ 1952: Helsinki in Storie di Calcio.
  8. ^ Addio, grande Puskás in La Gazzetta dello Sport, 17 novembre 2006.
  9. ^ La scuola Danubiana: L’Austria Wunderteam e la Grande Ungheria di Ferenc Puskás in Scatta in avanti, 19 agosto 2012. (archiviato dall'url originale l'8 aprile 2013).
  10. ^ Germania Ovest 1954: fu vero doping? in Storie di Calcio.
  11. ^ Una partita che cambiò per sempre Germania e Ungheria - Il "Miracolo di Berna" in TheHardTakle, 11 ottobre 2012.
  12. ^ Gyula Grosics – The Hungarian Legend Who Stood In The 6 Yard Box At The Age Of 82.
  13. ^ La Storia degli Europei: 2ª edizione 1964 Spagna vincitrice Spagna in Calcio Befan.
  14. ^ All'Ungheria il terzo posto in UEFA.
  15. ^ Pálinkalcio: Pintér terremoto annunciato, la panchina dell’Ungheria scotta
  16. ^ Ungheria: Salta il ct Pinter, ecco Dardai da “volontario” fino a fine anno
  17. ^ CALCIO, UNGHERIA: GIOCATORI PAGANO BIGLIETTO TIFOSI PER ROMANIA
  18. ^ Magyarország - Svédország 2 : 2, 1953.11.15 (képek, adatok) • hivatalos, barátságos válogatott mérkőzés • Magyarfutball.hu
  19. ^ Budapest, XIV. ker., Millenáris (válogatott & nemzetközi kupamérkőzések) • stadionok • Magyarfutball.hu
  20. ^ Magyarország - Franciaország 13 : 1, 1927.06.12 (képek, adatok) • hivatalos, barátságos válogatott mérkőzés • Magyarfutball.hu
  21. ^ Budapest, VIII. ker., MTK Stadion (válogatott & nemzetközi kupamérkőzések) • stadionok • Magyarfutball.hu
  22. ^ Budapest, IV. ker., Megyeri út (válogatott & nemzetközi kupamérkőzések) • stadionok • Magyarfutball.hu
  23. ^ Come da regolamento FIFA vengono considerate le sole edizioni comprese tra il 1908 ed il 1948 in quanto sono le uniche ad essere state disputate dalle Nazionali maggiori. Per maggiori informazioni si invita a visionare questa pagina.
  24. ^ a b Iscritta all'Olimpiade ma ritiratasi per motivi finanziari.
  25. ^ La competizione venne interrotta a causa dell'annessione dell'Austria da parte della Germania nazista il 12 marzo 1938. Al momento dell'interruzione l'Ungheria si trovava al primo posto.
  26. ^ Comprese anche quelle giocate come Boemia e Cecoslovacchia.
  27. ^ Comprese anche quelle giocate come URSS.
  28. ^ Dal gennaio 1999 è cambiata la modalità di calcolo dei punti per la classifica.
  29. ^ Dal luglio 2006 è cambiata la modalità di calcolo dei punti per la classifica.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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