Nazionale di calcio dell'Argentina

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Argentina Argentina
Stemma
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Sport Football pictogram.svg Calcio
Federazione Asociación del Fútbol Argentino
Codice FIFA ARG
Soprannome Albiceleste
(La biancoazzurra), Selección
Selezionatore Argentina Gerardo Martino
Record presenze Javier Zanetti (145)
Capocannoniere Gabriel Batistuta (56)
Ranking FIFA
Esordio internazionale
Uruguay Uruguay 0 - 6 Argentina Argentina
Montevideo, Uruguay; 20 luglio 1902
Migliore vittoria
Argentina Argentina 12 - 0 Ecuador Ecuador
Montevideo, Uruguay; 22 gennaio 1942
Peggiore sconfitta
Cecoslovacchia Cecoslovacchia 6 - 1 Argentina Argentina
Helsingborg, Svezia; 15 giugno 1958
Uruguay Uruguay 5 - 0 Argentina Argentina
Guayaquil, Ecuador, 6 dicembre 1959
Argentina Argentina 0 - 5 Colombia Colombia
Buenos Aires, Argentina; 5 settembre 1993
Bolivia Bolivia 6 - 1 Argentina Argentina
La Paz, Bolivia; 1º aprile 2009
Campionato del mondo
Partecipazioni 16 (esordio: 1930)
Miglior risultato Vincitori, 1978, 1986

Secondo posto nel 1930, 1990, 2014

Copa América
Partecipazioni 39 (esordio: 1916)
Miglior risultato Vincitori, 1921, 1925, 1927, 1929, 1937, 1941, 1945, 1946, 1947, 1955, 1957, 1959, 1991, 1993
Confederations Cup
Partecipazioni 3 (esordio: 1992)
Miglior risultato Vincitori, 1992

La Nazionale di calcio argentina (sp. Selección nacional de fútbol de Argentina) è la squadra di calcio che rappresenta l'Argentina ed è posta sotto l'egida della Asociación del Fútbol Argentino.

Nel suo palmarès annovera 14 Coppe America e 2 Coppe del mondo (vinte nel 1978 e nel 1986). Inoltre, l'Argentina è stata finalista ai Mondiali 1930 (sconfitta dall'Uruguay), ai Mondiali 1990 e a quelli del 2014, dove è stata sconfitta in entrambe le circostanze dalla Germania, ed ha ottenuto la medaglia d'argento ai Giochi olimpici del 1928. Ha vinto anche la prima edizione della Confederations Cup nel 1992. A livello giovanile la nazionale argentina ha vinto 6 volte il mondiale under 20 e rappresenta un record con 7 finali e 4 vittorie nel campionato sudamericano. Ha vinto inoltre due olimpiadi consecutive (2004 e 2008) con la nazionale olimpica.

L'albiceleste occupa il 2º posto nel Ranking FIFA, aggiornato al 17 luglio 2014.[1] Attualmente le divise sono fornite dall'Adidas.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Dalla nascita ai Giochi Olimpici del 1928[modifica | modifica sorgente]

La prima partita ufficiale della Nazionale argentina fu Uruguay-Argentina, giocata il 20 luglio 1902 a Montevideo[2]. La prima ed unica partecipazione dell'Argentina ai Giochi olimpici risale al 1928[3]; il commissario tecnico José Lago Millán convocò 22 giocatori, alcuni dei quali avrebbero partecipato al campionato del mondo 1930. Il primo incontro fu disputato con la Nazionale degli Stati Uniti, il 30 maggio ad Amsterdam: i sudamericani vinsero agevolmente, con il risultato di 11-2.[4] Ottenuto l'accesso ai quarti di finale, il 2 giugno la Nazionale superò il Belgio per 6 reti a 3, con la tripletta di Domingo Tarasconi.[4] Ancora Tarasconi si rese decisivo il 6 giugno contro l'Egitto, sconfitto con 6 gol e triplette dello stesso Tarasconi e di Bernabé Ferreyra.[4]

La finale vide contrapporsi due squadre del Sud America, Uruguay e Argentina; la prima gara, giocata il 10 giugno terminò con un pareggio per 1-1, con gol di Petrone e Ferreyra, e si dovette dunque disputare lo spareggio, che si tenne il 13 giugno: questa volta, ebbe la meglio l'Uruguay, grazie alle reti di Figueroa e Scarone[4]. Dato che l'Argentina perse la finale fu premiata con la medaglia d'argento.

Dagli anni trenta ai settanta[modifica | modifica sorgente]

L'Argentina campione sudamericana nel 1957

Fino alla fine degli anni settanta la Nazionale argentina non ottenne particolari risultati ai Mondiali, a parte il secondo posto nella prima edizione del 1930. Il motivo di questi scarsi risultati (a tre edizioni, nel 1938, 1950 e 1954 rinunciò per scelta e nel 1970 non si qualificò, eliminata nel girone con Perù e Bolivia) risiedeva nel fatto che la maggior parte dei giocatori argentini giocavano in campionati esteri e non in Primera División e, per una regola dell'AFA, solo i giocatori che giocavano nel campionato nazionale potevano essere convocati. Spesso gli argentini uscirono al primo turno. In seguito la nazionale argentina si è ripresa, ed attualmente è quarta per numero di partecipazioni, di partite e di finali disputate nelle fasi finali dei mondiali, dietro il Brasile, la Germania e l'Italia.

Questi risultati altanenanti ci furono fino ai Mondiali di Germania Ovest 1974, dove l'Argentina uscì al secondo turno (surclassata dall'Olanda con un 4-0) dopo aver eliminato l'Italia nel girone iniziale. Da allora la Nazionale biancoceleste si è sempre qualificata alla fase finale del Campionato del mondo.

L'era Menotti[modifica | modifica sorgente]

Daniel Passarella alza la Coppa del Mondo FIFA al termine della finale vinta dall'Argentina il 25 giugno 1978.

Quattro anni dopo l'Argentina vinse il suo primo titolo nell'edizione giocata in casa nel 1978, battendo il 25 giugno 1978 in finale l'Olanda. Il mondiale del 1978 fu caratterizzato dalla forte tensione provocata dalla situazione in Argentina dopo l'assunzione del potere da parte di un regime militare nel 1976 e dal grande fervore nazionalistico dell'ambiente e del pubblico di casa. Durante il torneo l'Argentina venne fortemente sostenuta dall'ambiente e dal pubblico e, nonostante molte difficoltà e la sconfitta con l'Italia nel turno eliminatorio, riuscì a raggiungere la finale dopo la rocambolesca vittoria per 6-0 contro il Perù nella partita decisiva del secondo turno di gare.

La finale, giocata tra l'entusiasmo e l'estremo patriottismo del pubblico argentino, fu caratterizzata dal gioco molto falloso e a tratti violento e dalle proteste olandesi per l'arbitraggio ritenuto favorevole ai padroni di casa e per l'atteggiamento ostile dell'organizzazione. La finale venne vinta dagli argentini per 3-1 dopo una drammatica e caotica partita decisa nei tempi supplementari. La coppa venne consegnata, in un'atmosfera di grande nazionalismo, al capitano Daniel Passarella, personalmente dal capo del regime militare, generale Jorge Videla.

Curiosamente, la nazionale argentina dei vittoriosi Mondiali del 1978 aveva dato i numeri ai giocatori della sua rosa in ordine alfabetico, così che l'attaccante Almirón aveva il numero 1, il centrocampista Ardiles un insolito numero 2 e i portieri Baley, Fillol e Lavolpe rispettivamente il 3, il 5 e il 13.

Al campionato del mondo 1982 in Spagna l’Albiceleste si presenta come campione in carica. Superato con qualche difficoltà il proprio girone come seconda (perde infatti la gara inaugurale contro il Belgio vice-campione d'Europa per 1-0), viene battuta nella seconda fase a gironi dall'Italia per 2-1 e dal Brasile per 3-1 e quindi estromessa dalla competizione.

La coppia Bilardo-Maradona[modifica | modifica sorgente]

La nazionale argentina campione del Mondo nel 1986.

Quattro anni più tardi, ai Mondiali messicani del 1986, la squadra allenata da Carlos Bilardo trionfa, trascinata dal fuoriclasse Diego Armando Maradona. Dopo aver vinto il proprio girone (3-1 alla Corea del Sud, 1-1 contro l'Italia Campione del Mondo uscente e 2-0 sulla Bulgaria), la nazionale argentina supera nell'ordine Uruguay (1-0 agli ottavi), Inghilterra (2-1 ai quarti) e la sorpresa Belgio (2-0 in semifinale) ed infine batte la Germania Ovest nella finalissima per 3-2. Resta indimenticabile, però, la partita Argentina-Inghilterra, in cui prima Maradona segna di mano (la cosiddetta Mano de dios), poi dribbla 6 avversari (portiere compreso) e segna il 2-0, uno dei gol più belli nella storia del calcio, che risultò poi essere successivamente eletto dalla FIFA come il "gol del secolo".

Ai Mondiali del 1990 l'Argentina non gioca bene. Viene infatti sconfitta, come otto anni prima, nella gara inaugurale per 1-0 (stavolta dal Camerun) e si qualifica in extremis per la seconda fase venendo ripescata come una delle migliori terze. Tuttavia, grazie al talento di Diego Armando Maradona, riesce ad eliminare agli ottavi il Brasile battendolo per 1-0, ai quarti la Jugoslavia ai calci di rigore e in semifinale affronta nuovamente l'Italia (le due Nazionali si sfidano per la quinta edizione consecutiva dei Mondiali). Gli argentini hanno la meglio ancora ai calci di rigore e accedono così alla finale, dove l'avversaria è, come nel 1986, la Germania Ovest, che stavolta batte i sudamericani 1-0 in una sorta di rivincita con un rigore alquanto dubbio. È stata questa la prima finale nella storia dei Mondiali in cui la Nazionale sconfitta non ha segnato neppure un gol, e la prima decisa da un rigore.

Il dopo Maradona[modifica | modifica sorgente]

Una formazione argentina nella Coppa delle Nazioni del 1964

A USA 1994 l'Argentina viene eliminata agli ottavi di finale dalla Romania. La partecipazione della squadra al torneo è, però, segnata dalla triste vicenda di Diego Armando Maradona, risultato positivo all'efedrina durante un controllo antidoping e radiato dalla manifestazione dopo aver guidato l'Argentina alla vittoria nelle prime due partite e aver segnato un gol di pregevole fattura nella vittoria per 4-0 contro la Grecia.

Nel campionato del mondo 1998 il cammino argentino fu fermato dall'Olanda nei quarti di finale, mentre in Asia nel 2002 vi fu una deludente eliminazione al primo turno: eliminazione inaspettata, soprattutto per la qualità dei giocatori convocati (diversi dei quali militanti in Italia). Sotto la guida di José Pekerman, nel 2004 l'Argentina è finalista di Copa América battuta dal Brasile solo ai rigori dopo che i tempi supplementari erano finiti con due reti a testa: nella Confederations Cup 2005 è sempre il Brasile ad aggiudicarsi l'ormai classica sfida, valida per la finale, con un netto 4-1.

Da Pekerman al Basile bis[modifica | modifica sorgente]

Qualificatasi con largo anticipo al campionato del mondo 2006 in Germania, inizia il torneo come una delle grandi favorite per la vittoria finale. Dopo aver vinto uno dei gironi più difficili precedendo Olanda, Costa d'Avorio e Serbia e Montenegro, agli ottavi supera il Messico per 2-1 dopo i tempi supplementari, ma ai quarti di finale è eliminata dalla Germania padrona di casa dopo i calci di rigore (1-1 il risultato finale). Pekerman rassegna le dimissioni ed è sostituito da Alfio Basile, già alla guida della Nazionale albiceleste al Mondiale '94.

Nell'estate seguente, nella finale della Copa América 2007, l'Argentina subisce un netto 3-0 dal Brasile, perdendo la seconda finale consecutiva del torneo contro i brasiliani.

La gestione Maradona e gli anni recenti[modifica | modifica sorgente]

L'Argentina schierata prima di una amichevole contro il Portogallo

Dimessosi Basile, nell'ottobre 2008 la AFA nomina come successore una leggenda del calcio argentino e mondiale: Diego Maradona. Con l'ex Pibe de Oro, la Nazionale esordisce battendo il Venezuela in una gara di qualificazione al campionato del mondo 2010: nelle seguenti quattro partite però, rimedia altrettante sconfitte (per mano di Bolivia, Ecuador, Brasile e Paraguay) subendo complessivamente dodici reti. La qualificazione arriva comunque senza passare per gli spareggi: fondamentali le vittorie nelle ultime due giornate contro Perù ed Uruguay, al termine di incontri in cui l'Argentina non esprime un buon gioco. Curiosamente, durante la gestione dell'ex calciatore di Barcellona e Napoli, arrivano quattro vittorie in amichevoli contro selezioni europee (Scozia, Francia, Russia e Germania).

Le convocazioni di Maradona per il Mondiale destano scalpore, soprattutto per le eccellenti esclusioni di Javier Zanetti ed Esteban Cambiasso da poco laureatisi campioni d'Italia e d'Europa con l'Inter: vengono comunque convocati altri due nerazzurri, l'attaccante Diego Milito e il difensore Walter Samuel. L'avventura in terra sudafricana inizia bene, con tre vittorie nella fase a gironi: spicca tra queste il 4-1 inflitto alla Corea del Sud, gara nella quale Gonzalo Higuaín mette a segno una tripletta. Nella fase ad eliminazione diretta, l'Argentina ritrova casualmente le stesse avversarie affrontate quattro anni prima eliminando il Messico negli ottavi: così come nel 2006, è la Germania ad estromettere i sudamericani guadagnando l'accesso in semifinale.

Maradona è quindi esonerato ed il suo posto è preso da Sergio Batista: questi rimane in carica appena dodici mesi, lasciando la panchina dopo la fallimentare prestazione nella Copa América 2011 tra l'altro giocata in casa. A sostituirlo, dal 2 agosto 2011, è Alejandro Sabella.

Mondiale 2014: la prima finale dopo 24 anni[modifica | modifica sorgente]

Il campionato del mondo 2014 in Brasile segna il ritorno in finale dell'Argentina dopo 24 anni. La squadra di Sabella giunge all'atto conclusivo della manifestazione sconfiggendo di misura le avversarie: l'esordiente Bosnia ed Erzegovina, l'Iran e la Nigeria nel girone, la Svizzera ai supplementari negli ottavi, il Belgio nei quarti. In semifinale l'Albiceleste elimina l'Olanda ai tiri di rigore dopo che al 120' il risultato era ancora di 0-0: nella sequenza dal dischetto è decisivo il portiere Sergio Romero, il quale neutralizza i tentativi di Ron Vlaar e Wesley Sneijder. La finale di Rio de Janeiro contro la Germania è la terza sfida in finale contro i tedeschi, dopo quella vinta nel 1986 e quella persa nel 1990: la Germania si aggiudica la vittoria con la rete di Mario Götze al 113' minuto.

Commissari tecnici[modifica | modifica sorgente]

I commissari tecnici dell'Argentina[5]


Maglie[modifica | modifica sorgente]

Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1901–1910
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
1911–presente

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Argentina 1978, Messico 1986
Argentina 1921, Argentina 1925, Perù 1927, Argentina 1929, Argentina 1937, Cile 1941, Cile 1945, Argentina 1946, Ecuador 1947, Cile 1955, Perù 1957, Argentina 1959, Cile 1991, Ecuador 1993
Arabia Saudita 1992
1993
Costa Rica 1960

Tutte le rose[modifica | modifica sorgente]

Mondiali[modifica | modifica sorgente]


Campeonato Sudamericano de Football/Copa América[modifica | modifica sorgente]


Confederations Cup[modifica | modifica sorgente]


Giochi olimpici[modifica | modifica sorgente]


NOTA: Per le informazioni sulle rose successive al 1948 visionare la pagina della Nazionale olimpica.

Mundialito[modifica | modifica sorgente]


Rosa attuale[modifica | modifica sorgente]

Lista dei convocati per il Mondiale 2014.


N. Pos. Giocatore Data nascita (età) Pres. Gol Squadra
1 P Sergio Romero 22 febbraio 1987 (27 anni) 45 0 Francia Monaco Monaco
21 P Mariano Andújar 30 luglio 1983 (31 anni) 10 0 Italia Napoli Napoli
12 P Agustín Orión 26 luglio 1981 (33 anni) 3 0 Argentina Boca Juniors Boca Juniors
15 D Martín Demichelis 20 dicembre 1980 (33 anni) 37 2 Inghilterra Manchester City Manchester City
4 D Pablo Zabaleta 16 gennaio 1985 (29 anni) 36 0 Inghilterra Manchester City Manchester City
17 D Federico Fernández 21 febbraio 1989 (25 anni) 24 2 Italia Napoli Napoli
16 D Marcos Rojo 20 marzo 1990 (24 anni) 20 0 Portogallo Sporting CP Sporting CP
2 D Ezequiel Garay 10 ottobre 1986 (27 anni) 18 0 Portogallo Benfica Benfica
3 D Hugo Campagnaro 27 giugno 1980 (34 anni) 16 0 Italia Inter Inter
23 D José María Basanta 3 aprile 1984 (30 anni) 8 0 Messico Monterrey Monterrey
14 C Javier Mascherano 8 giugno 1984 (30 anni) 96 2 Spagna Barcellona Barcellona
11 C Maxi Rodríguez 2 gennaio 1981 (33 anni) 53 15 Argentina Newell's O. B. Newell's O. B.
5 C Fernando Gago 10 aprile 1986 (28 anni) 47 0 Argentina Boca Juniors Boca Juniors
7 C Ángel Di María 14 febbraio 1988 (26 anni) 45 9 Spagna Real Madrid Real Madrid
6 C Lucas Biglia 30 gennaio 1986 (28 anni) 17 0 Italia Lazio Lazio
13 C Augusto Fernández 10 aprile 1986 (28 anni) 7 1 Spagna Celta Vigo Celta Vigo
8 C Enzo Pérez 22 febbraio 1986 (28 anni) 6 1 Portogallo Benfica Benfica
19 C Ricardo Álvarez 12 aprile 1988 (26 anni) 8 1 Italia Inter Inter
10 A Lionel Messi Captain sports.svg 24 giugno 1987 (27 anni) 84 37 Spagna Barcellona Barcellona
20 A Sergio Agüero 2 giugno 1988 (26 anni) 50 21 Inghilterra Manchester City Manchester City
9 A Gonzalo Higuaín 10 dicembre 1987 (26 anni) 36 20 Italia Napoli Napoli
22 A Ezequiel Lavezzi 3 maggio 1985 (29 anni) 29 4 Francia Paris SG Paris SG
18 A Rodrigo Palacio 5 febbraio 1982 (32 anni) 27 3 Italia Inter Inter

Record presenze e gol[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Calciatori della Nazionale argentina.

Tabella aggiornata al 13 luglio 2014.

In grassetto i giocatori ancora in attività in Nazionale.

Lionel Messi, attuale capitano e secondo miglior marcatore dell'Albiceleste
Record presenze Record reti
Pos. Giocatore Periodo Presenze Reti Pos. Giocatore Periodo Reti Presenze Reti/pr.
1 Javier Zanetti 1994-2011 145 5 1 Gabriel Batistuta 1991-2002 56 78 0,72
2 Roberto Ayala 1994-2007 115 7 2 Lionel Messi 2005-in corso 42 93 0,46
3 Diego Simeone 1988-2002 106 11 3 Hernán Crespo 1995-2007 35 64 0,55
4 Javier Mascherano 2003-oggi 105 3 4 Diego Maradona 1977-1994 34 91 0,37
5 Oscar Ruggeri 1983-1994 97 7 5 Luis Artime 1961-1967 24 25 0,96
6 Lionel Messi 2005-in corso 93 42 6 Leopoldo Luque 1975-1981 22 45 0,49
7 Diego Maradona 1977-1994 91 34 7 Daniel Passarella 1976-1986 22 70 0,31
8 Ariel Ortega 1993-2003 86 17 8 Herminio Masantonio 1935-1942 21 19 1,11
9 Gabriel Batistuta 1991-2002 78 56 9 José Sanfilippo 1957-1962 21 29 0,72
10 Juan Pablo Sorín 1995-2006 76 12 10 Gonzalo Higuaín 2009-in corso 21 43 0,51

Partecipazione ai mondiali[modifica | modifica sorgente]

Anno Luogo Piazzamento V N P Gol
1930 Uruguay Uruguay Secondo Posto 4 0 1 18:9
1934 bandiera Italia Primo turno 0 0 1 2:3
1938 Francia Francia Non partecipante - - - -
1950 Brasile Brasile Non partecipante - - - -
1954 Svizzera Svizzera Non partecipante - - - -
1958 Svezia Svezia Primo turno 1 0 2 5:10
1962 Cile Cile Primo turno 1 1 1 2:3
1966 Inghilterra Inghilterra Quarti di finale 2 1 1 4:2
1970 Messico Messico Non qualificata - - - -
1974 bandiera Germania Ovest Secondo turno 1 2 3 9:12
1978 Argentina Argentina Campione 5 1 1 15:4
1982 Spagna Spagna Secondo turno 2 0 3 8:7
1986 Messico Messico Campione 6 1 0 14:5
1990 Italia Italia Secondo Posto 2 3 2 5:4
1994 Stati Uniti Stati Uniti Ottavi di finale 2 0 2 8:6
1998 Francia Francia Quarti di finale 3 1 1 10:4
2002 Giappone Giappone / Corea del Sud Corea del Sud Primo turno 1 1 1 2:2
2006 Germania Germania Quarti di finale 3 2 0 11:3
2010 Sudafrica Sudafrica Quarti di finale 4 0 1 10:6
2014 Brasile Brasile Secondo Posto 5 1 1 8:4

Statistica[modifica | modifica sorgente]

  • Non partecipante: 3 volte (1938, 1950, 1954)
  • Non qualificata: 1 volta (1970)
  • Primo turno: 4 volte (1934, 1958, 1962, 2002)
  • Ottavi di finale: 2 volte (1974, 1982)
  • Quarti di finale: 4 volte (1966, 1998, 2006, 2010)
  • Semifinali: nessuna
  • Finali: 5 volte (1930, 1978, 1986, 1990, 2014)
  • Secondo posto: 3 volte (1930, 1990, 2014)
  • Primo posto: 2 volte (1978, 1986)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Classifica mondiale della FIFA aggiornata al 19 dicembre 2012, FIFA.com. URL consultato il 20 dicembre 2012.
  2. ^ (DEENESFR) Uruguay - Argentina 0:6, IFFHS. URL consultato il 18 gennaio 2012.
  3. ^ La FIFA considera i Giochi olimpici come ufficiali fino al 1948 e per tanto in quelle edizioni hanno partecipato le Nazionali maggiori. A partire dal 1952, la FIFA considera il torneo olimpico come disputato dalle Nazionali olimpiche. (DEENESFR) FIFA Century Club, FIFA. URL consultato il 27 aprile 2011.
  4. ^ a b c d (EN) K. Sokkermans; M. Jönsson, Games of the IX. Olympiad - Football Tournament, RSSSF. URL consultato il 27 aprile 2011.
  5. ^ (EN) ARGENTINA NATIONAL TEAM ARCHIVE, 2008. URL consultato il 17 luglio 2014.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]