Nursultan Äbişulı Nazarbaev
| Nursultan Äbişulı Nazarbaev | |
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Nursultan Nazarbaev nel 2007 |
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| Presidente del Kazakistan | |
| In carica | |
| Inizio mandato | 1991 |
| Predecessore | Carica creata |
Nursultan Äbişulı Nazarbaev (in kazako Нұрсұлтан Әбішұлы Назарбаев; Čemolgan, 6 luglio 1940) è un politico kazako.
Ha svolto il ruolo di governante della nazione sin dalla dissoluzione dell'Unione Sovietica e Presidente del Kazakistan sin dall'indipendenza della nazione nel 1991. È stato il direttore generale del Consiglio dei ministri della Repubblica Socialista Sovietica del Kazakistan dal 1984 fino al 1989, sotto il governo di Dinmuchamed Kunaev, il Primo Segretario del Partito Comunista Kazako. Ha servito come Primo Segretario del Partito Comunista Kazako dal 1989 al 1991. [1]
Per lungo tempo ha professato il suo ateismo, ma in seguito ha cercato di mettere in evidenza la sua "eredità culturale musulmana" sin dalla fine degli anni novanta quando cominciò a combattere impetuosamente contro il terrorismo islamico nel Kazakistan. [2]
Indice |
[modifica] Zheltoqsan
Nursultan Nazarbaev criticò pesantemente Askar Kunaev, capo della Accademia delle Scienze, nel corso della sedicesima sessione del Partito Comunista del Kazakistan nel gennaio 1986, per non avere intrapreso la riforma del suo dipartimento. Dinmukhamed Kunaev, l'allora capo di Nazarbaev e fratello di Askar, in collera per essersi sentito tradito, fuggì a Mosca e chiese la rinuncia di Nazarbayev, mentre allo stesso modo i sostenitori di Nazarbaev auspicavano le dimissioni di Kunaev e la promozione per Nazarbaev. L'allora presidente del comitato centrale dell'URSS, Michail Gorbačëv ignorò la posizione di entrambi, licenziando Kunaev e sostituendolo con Gennadij Kolbin, un russo, provocando una reazione che portò ad una rivolta durata tre giorni, nota come lo Zheltoqsan. Nel settembre 1989, Nazarbaev prese il posto di Kolbin, che nonostante la sua carriera e le sue conoscenze aveva poca autorità nel Kazakistan. [1]
I cittadini kazaki elessero Nursultan Nazarbaev alla presidenza del Kazakistan il 1 dicembre del 1991[1]. Nell'aprile del 1995 un referendum estese il suo mandato fino al 2000. Venne rieletto nel gennaio del 1999 e di nuovo nel dicembre 2005. La sua ultima rielezione è stata condannata dalla OSCE come particolarmente carente nel rispetto degli standard internazionali di democrazia.
[modifica] Elezioni del 2005
Il 4 dicembre del 2005, si tennero nuove elezioni presidenziali nel Kazakistan che con naturale facilità il presidente Nursultan Nazarbaev vinse con la schiacciante maggioranza del 91,15% (su un totale di 6.871.571 partecipanti al voto) come risulta dalla commissione elettorale centrale del Kazakistan, una stima criticata sia dall'OSCE che da altre organizzazioni indipendenti di osservatori elettorali internazionali. Il presidente Nazarbaev ha ricevuto un'ulteriore investitura per un mandato di altri sette anni l'11 gennaio del 2006.
[modifica] Critiche all'Iran
In un discorso trasmesso il 15 dicembre del 2006, in occasione del 15mo anniversario dell'indipendenza del Kazakistan, il presidente Nursultan Nazarbaev ha criticato le azioni intraprese dal governo iraniano, sostenendo che l'Iran è diventato il centro di una crescente insicurezza nell'Asia Centrale, per il suo coinvolgimento nelle varie internazionali del terrorismo, del fondamentalismo religioso, la diffusione di ogni tipo di arma di distruzione di massa, l'immigrazione illegale, il traffico d'armi e di droga. Il ministro degli Esteri Kazako ha corretto questa dichiarazione il 19 dicembre, sostenendo che le sue osservazioni "non erano esattamente quello che voleva intendere", e che i suoi commenti erano degli "errori". [3]
[modifica] Discorso presidenziale alla nazione del 2007
Nursultan Nazarbaev ha concesso il suo discorso presidenziale annuale alla nazione il 28 febbraio del 2007. Ha auspicato l'ingresso nello World Trade Organization, l'istituzione di una unione doganale eurasiatica, ed ha discusso la cooperazione con stati esteri nella "guerra al terrorismo e nella lotta contro le epidemie ed i disastri ambientali." [4]
[modifica] Elezioni del 2011
Nell'aprile 2011 si svolgono le elezioni presidenziali in Kazakistan, e Nazarbaev ha solo tre oppositori, di cui uno ha addirittura dichiarato di votare per lui, sicuro vincitore. Infatti, col record di affluenza, e il 95,5% dei voti, Nazarbaev rivince le elezioni, giudicate dall'OSCE ancora una volta ben poco democratiche, per via dell'autocensura dei media e di manifeste irregolarità[5].
[modifica] Onorificenze
[modifica] Onorificenze del Kazakistan
| Gran Maestro dell'Ordine dell'Aquila d'Oro | |
| Medaglia "Astana" | |
| Medaglia commemorativa per i dieci anni dell'indipendenza della Repubblica del Kazakhstan | |
| Medaglia commemorativa per i dieci anni delle Forze Armate della Repubblica del Kazakhstan | |
| Medaglia commemorativa per i cento anni della ferrovia del Kazakhstan | |
| Medaglia commemorativa per i dieci anni della Costituzione della Repubblica del Kazakhstan | |
| Medaglia commemorativa per i dieci anni del Parlamento della Repubblica del Kazakhstan | |
| Medaglia per i 50 anni di suolo vergine | |
| Medaglia per il decimo anniversario di Astana capitale | |
| Medaglia commemorativa per i venti anni dell'indipendenza della Repubblica del Kazakhstan | |
[modifica] Onorificenze straniere
| Gran Collare di Badr (Arabia Saudita) | |
| — 3 marzo 2004 |
| Grande Stella dell'Ordine al Merito della Repubblica Austriaca (Austria) | |
| «Per il contributo eccezionale al rafforzamento delle relazioni amichevoli tra l'Austria e il Kazakistan nel campo economico, politico e culturale» — marzo 2000 |
| Gran Cordone dell'Ordine di Leopoldo (Belgio) | |
| — 5 dicembre 2006 |
| Ordine di Akhmad Kadyrov (Cecenia) | |
| — 4 giugno 2007 |
| Cavaliere dell'Ordine di Mugunghwa (Corea del Sud) | |
| — 13 maggio 2009 |
| Cavaliere di Gran Croce del Grand'Ordine del Re Tomislavo (Croazia) | |
| «Per l'eccezionale contributo alla promozione dell'amicizia e della collaborazione reciproca tra la Repubblica di Croazia e la Repubblica del Kazakistan.» — Zagabria, 24 agosto 2001[6] |
| Gran Cordone dell'Ordine del Nilo (Egitto) | |
| — 17 maggio 2008 |
| Membro dell'Ordine di Zayed (Emirati Arabi Uniti) | |
| — 16 marzo 2009 |
| Collare dell'Ordine della Croce della Terra Mariana (Estonia) | |
| — 18 aprile 2011 |
| Comandante di Gran Croce con Collare dell'Ordine della Rosa Bianca (Finlandia) | |
| — 24 marzo 2009 |
| Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia) | |
| — 11 giugno 2008 |
| Gran Cordone dell'Ordine del Crisantemo (Giappone) | |
| — 19 giugno 2008 |
| Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Salvatore (Grecia) | |
| — 16 luglio 2001 |
| Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana (Italia) | |
| — 4 maggio 1997[7] |
| Gran Collare dell'Ordine di Vytautas il Grande (Lituania) | |
| «Per il personale contributo allo sviluppo delle relazioni bilaterali tra la Lituania e il Kazakistan» — 11 maggio 2000 |
| Comandante di Gran Croce con Collare dell'Ordine delle Tre Stelle (Lettonia) | |
| — 3 ottobre 2008 |
| Cavaliere di Gran Croce della Corona di Quercia (Lussemburgo) | |
| — 27 giugno 2008 |
| Ordine della Bacchetta Preziosa (Mongolia) | |
| — 6 agosto 2008 |
| Ordine del Santo Principe Daniele di Mosca di I Classe (Patriarcato di Russia) | |
| «Per il lavoro svolto per ristabilire la giustizia storica e per il ritorno delle reliquie della Chiesa Ortodossa» — 13 novembre 1996 |
| Ordine della Gloria e dell'Onore (Patriarcato di Russia) | |
| «Per il suo contributo alla cooperazione interreligiosa e alla promozione della pace e dell'amicizia tra le nazioni» — 18 gennaio 2010 |
| Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Bianca (Polonia) | |
| «In riconoscimento dei meriti particolari nello sviluppo della cooperazione tra la Repubblica di Polonia e la Repubblica del Kazakistan» — 24 maggio 2002 |
| Collare dell'Ordine dell'Indipendenza (Qatar) | |
| — 11 marzo 2007 |
| Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Michele e Giorgio (Regno Unito) | |
| «In riconoscimento al disarmo nucleare» — 15 novembre 2000 |
| Collare dell'Ordine della Stella di Romania (Romania) | |
| «In riconoscimento dei contributi speciali per lo sviluppo della comprensione, pace e cooperazione tra la Romania e la Repubblica del Kazakistan» — 11 novembre 1999 |
| Cavaliere dell'Ordine di Sant'Andrea (Russia) | |
| «Per il suo grande contributo personale per rafforzare l'amicizia e la cooperazione tra i popoli della Russia e del Kazakhistan» — 12 ottobre 1998 |
| Cavaliere di Collare dell'Ordine Piano (Santa Sede) | |
| «Per abilità e talento nel governo e in segno di gratitudine per la calorosa accoglienza ad Astana di Sua Santità» — 11 ottobre 2001 |
| Membro di I Classe dell'Ordine della Doppia Croce Bianca (Slovacchia) | |
| — 21 novembre 2007 |
| Membro dell'Ordine d'Oro della Libertà (Slovenia) | |
| «In riconoscimento ai meriti nel rafforzamento delle relazioni amichevoli tra la Repubblica di Slovenia e della Repubblica del Kazakistan» — 22 maggio 2002 |
| Ordine di Ismoili Samoni (Tagikistan) | |
| «Per il grande contributo per approfondire le tradizionali relazioni fraterne tra i popoli del Tagikistan e Kazakistan,l'amicizia e la cooperazione reciprocamente vantaggiosa, per il suo importante contributo alla pace in Tagikistan, ma anche per i suoi instancabili sforzi per il ravvicinamento dei popoli della Comunità degli Stati Indipendenti» — 6 luglio 2000 |
| Membro di I Classe dell'Ordine della Repubblica Turca (Turchia) | |
| — 22 ottobre 2009 |
| Cavaliere di I Classe dell'Ordine di Yeroslav il Saggio (Ucraina) | |
| «Per il suo grande contributo personale per rafforzare l'amicizia e la cooperazione tra i popoli dell'Ucraina e del Kazakhistan» — 13 ottobre 1997 |
| Ordine della Libertà (Ucraina) | |
| «Per il contributo di rilievo allo sviluppo delle relazioni tra Ucraina e Kazakistan» — 2 luglio 2010 |
| Cavaliere di Gran Croce decorato di Collare dell'Ordine al Merito della Repubblica ungherese (Ungheria) | |
| — 23 novembre 2007 |
| Ordine della Bandiera rossa del Lavoro (URSS) | |
| — 1972 |
| Ordine del Distintivo d'Onore (URSS) | |
| — 1972 |
| Medaglia per lo sviluppo delle terre vergini (URSS) | |
| Medaglia per il giubileo dei 70 anni di servizio nelle Forze Armate dell'URSS (URSS) | |
| Ordine del Servizio Distinto (Uzbekistan) | |
| «Per il suo contributo allo sviluppo delle relazioni amichevoli e di cooperazione reciprocamente vantaggiosa tra l'Uzbekistan e il Kazakistan, un ulteriore approfondimento storico Uzbek-kazako culturale, spirituale e relazioni economiche, rafforzando i legami tradizionali di buon vicinato tra i due popoli» — 31 ottobre 1998 |
[modifica] Note
- ^ a b c Power and Change in Central Asia, pages 59-61 Google books
- ^ Kazakstan - Government Mongabay
- ^ Kazakhstan dismisses alleged anti-Iran comments from president IRNA
- ^ Kazakh leader outlines development priorities in annual address BBC News
- ^ Kazakistan, plebiscito per Nazarbaiev. L’Osce: “Elezioni poco democratiche” , su Il Fatto Quotidiano, 4 aprile 2011.
- ^ (HR) Odluka o odlikovanju Njegove Ekscelencije dr. Nursultana Abishevicha Nazarbayeva. Narodne novine, 24 agosto 2001. URL consultato il 06-11-2010.
- ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Bibliografia
- Steve LeVine, Il petrolio e la gloria, collana Inchieste, traduzione di Enrico Monier, Editrice il Sirente, Fagnano Alto, 2009, XXXII- 512 pp.. ISBN 978-88-87847-15-4
[modifica] Altri progetti
Commons contiene file multimediali su Nursultan Äbişulı Nazarbaev
[modifica] Collegamenti esterni
- Official webpage
- Pro-Nazarbaev video
- Kazakh President demands firing of telecom chief
- Brief introduction to relations between China and Kazakhstan
- Kazakhstan, Armenia sign agreements to develop relations
- Kazakhstan has no need for West's advice - Nazarbayev
- Kazakhstan to export 6-7 mln tonnes of grains of this year harvest
- Pro-Nazarbayev party merges with President's power base
- Kazakhstan: New political party borrows from Western right
- Kazakhstan to be top oil producer by 2011: Nazarbayev
- Kazakh blogger found guilty
- Kazakhstan and the Nazarbayev Kleptocracy - Islamic Human Rights Commission
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