Nayef bin 'Abd al-'Aziz Al Sa'ud

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Nāyef bin ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd
Nāyef bin ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd
Vice Custode delle due Sante Moschee
Principe della Corona dell'Arabia Saudita
Stemma
In carica 27 ottobre 2011 –
16 giugno 2012
Predecessore Sulṭān bin ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd
Successore Salmān bin ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd
Nascita Ṭāʾif, 1933
Morte Ginevra, 16 giugno 2012
Sepoltura Cimitero al-'Adl di La Mecca, 17 giugno 2012
Dinastia Dinastia Saudita
Padre ʿAbd al-ʿAzīz b. Saʿūd
Madre Ḥaṣṣa bt. Aḥmad al-Sudayrī
Figli Principessa Jawhara
Principessa Nūra
Principe Saʿūd
Principe Muḥammad
Religione musulmano
Nāyef bin ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd

Vice Governatore della Provincia di Riyāḍ
Durata mandato 1952 –
1953
Capo di Stato ʿAbd al-ʿAzīz b. Saʿūd

Governatore della Provincia di Riyāḍ
Durata mandato 1953 –
1955
Capo di Stato Abd al-Aziz dell'Arabia Saudita
Sa'ud dell'Arabia Saudita
Predecessore Sulṭān b. ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd
Successore Salmān b. ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd

Vice Ministro dell'Interno e Ministro di Stato per gli Affari Interni
Durata mandato 1970 –
marzo 1975
Capo di Stato Fayṣal b. ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd
Khālid b. ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd
Predecessore Fahd b. ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd
Successore vacante

Ministro dell'Interno
Durata mandato 1975 –
2012
Capo di Stato Khalid dell'Arabia Saudita
Fahd b. ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd
ʿAbd Allāh b. ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd
Predecessore Fahd b. ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd
Successore Aḥmad b. ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd

Secondo Vice Primo Ministro dell'Arabia Saudita
Durata mandato marzo 2009 –
27 ottobre 2011
Capo di Stato Abd Allah dell'Arabia Saudita
Predecessore Sulṭān b. ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd
Successore Muqrin bin Abdul-Aziz Al Saud

Primo Vice Primo Ministro dell'Arabia Saudita
Durata mandato 27 ottobre 2011 –
16 giugno 2012
Capo di Stato ʿAbd Allāh b. ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd
Predecessore Sulṭān b. ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd
Successore Salmān b. ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd

Nāyef bin ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd, (arabo: نايف بن عبد العزيز آل سعود‎) (Ta'if, 1933Ginevra, 16 giugno 2012), è stato un principe e politico saudita, membro della famiglia reale (Āl Saʿūd) ed erede designato al trono. Scritto talora Naif,[1] nel 2012 era l'erede al trono dell'Arabia Saudita, designato da re 'Abd Allāh b. ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd, meglio conosciuto come ʿAbd Allāh o Abdullah (del quale è fratellastro), dopo la morte di suo fratello Sulṭān b. ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd, precedente erede al trono, avvenuta il 21 ottobre 2011. Ha ricoperto la carica di ministro dell'Interno e vice Primo Ministro dell'Arabia Saudita. È morto all'età di 78 anni senza mai ricoprire il ruolo di Re a cui era destinato dopo la morte del principe Sulṭān.

Gioventù[modifica | modifica sorgente]

Nāyef è nato nel 1933 a Ta'if, una città della provincia di La Mecca. Fu educato alla "Scuola dei Principi" e dagli agli anziani leader religiosi chiamati ulema. Inoltre, ha letto molto di politica, diplomazia e sicurezza internazionale.

Vita da politico[modifica | modifica sorgente]

Nel 1953, all'età di vent'anni, Nāyef divenne governatore di Riyāḍ e dal '54 al '70 fu vice ministro dell'Interno. Nel 1970 re Fayṣal lo nominò ministro di Stato per gli affari interni. Nel marzo del '75, in seguito all'assassinio di re Fayṣal, l'allora ministro dell'Interno Fahd divenne Principe ereditario e Nāyef lo rimpiazzò nel ruolo di ministro dell'Interno. Nel dicembre del '94 ordinò centinaia di arresti connessi al terrorismo col supporto del principe Turkī b. Fayṣal, allora capo dei servizi segreti sauditi.

Nell'aprile 2001 ha compiuto un viaggio ufficiale in Iran come inviato saudita e questo è stato un evento senza precedenti. Nel novembre dello stesso anno ha concesso a tutte le donne saudite la carta d'identità. Precedentemente le donne erano registrate con il nome del padre o del marito. In seguito agli attentati dell'11 settembre ha ricevuto diverse critiche da parte degli Stati Uniti per non aver preso sufficienti provvedimenti contro le politiche estremiste.[2] Nel luglio 2003 il senatore americano Charles Schumer ha esercitato pressioni sul principe saudita Bandar bin Sulṭān (figlio di Sulṭān ibn ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd), che allora era ambasciatore saudita a Washington D.C. negli Stati Uniti, per rimuovere Nāyef stesso dalla carica di ministro dell'Interno.[3] Tra il 2003 e il 2006 Nāyef ha portato avanti la campagna contro le operazioni terroristiche di al-Qāʿida.

Nel marzo 2011, durante le rivolte popolari arabe, a 200 persone, che avevano chiesto maggiori informazioni sui loro parenti incarcerati, fu negato l'incontro con Nāyef che avevano auspicato.[4]

Morte e funerale[modifica | modifica sorgente]

La notizia della morte è stata diffusa il 16 giugno 2012 dalla Casa Reale, per mezzo di un comunicato ufficiale dell'agenzia di stampa Spa. Il principe Nāyef si era recato recentemente all'estero per sottoporsi a non meglio precisate terapie mediche. Era più giovane di 9 anni rispetto al sovrano in carica, Re ʿAbd Allāh. Al momento della morte era vicepremier e ministro dell'Interno in carica.

In seguito la corte ha dichiarato che il suo funerale si terrà il 17 giugno 2012. È stato riferito che il corpo del principe ereditario Nāyef è stato portato da Ginevra a Gedda nel prime ore del 17 giugno. Le orazioni funebri si sono tenute nel Masjid al-Haram, nota anche come la Grande Moschea, nella Mecca dopo la preghiera del tramonto, guidata dal re ʿAbd Allāh. Il principe Nāyef fu sepolto nel cimitero di al-ʿAdl a La Mecca dopo le preghiere funebri il 17 giugno 2012. Le principali figure politiche hanno inviato le loro condoglianze al re ʿAbd Allāh, compresi il presidente Barack Obama, François Hollande, il ministro degli esteri britannico William Hague, il re Abd Allah II di Giordania, il presidente turco Abdullah Gul, e altri leader di arabi e degli Stati del Golfo.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ L'esatta traslitterazione è Nāʾif.
  2. ^ Who's who: Senior Saudis in BBC News, 30 ottobre 2007.
  3. ^ Timothy L. O'Brien, Senators Push Saudi Arabia to Improve Antiterrorism Efforts in The New York Times, 1º agosto 2003.
  4. ^ Saudis protest outside Interior Ministry, The News Tribune/AP, 13 marzo 2011. URL consultato il 17 marzo 2011 (archiviato il 17 marzo 2011).