Nausicaä (personaggio)

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Nausicaä
Nausicaä in una scena del film
Nausicaä in una scena del film
Universo Nausicaä della Valle del vento
Nome orig. ナウシカ (Naushika)
Lingua orig. Giapponese
Autore Hayao Miyazaki
1ª app. in Nausicaä della Valle del vento
Voce orig. Sumi Shimamoto
Voce italiana Paola Del Bosco
Specie Umana
Sesso Femmina
Luogo di nascita Valle del vento
Parenti
« Io ho paura di me stessa... Yupa... Io non voglio, lo sai... ma sento il cuore che mi ribolle d'odio... Io non voglio soffrire, né far soffrire. »
(Nausicaä rivolta a Yupa in una scena di Nausicaä della Valle del vento[1])

Nausicaä (ナウシカ Naushika?) è la protagonista del manga Nausicaä della Valle del vento ideato e scritto dall'animatore e regista giapponese Hayao Miyazaki e pubblicato da febbraio 1982 a marzo 1994, e dell'omonimo adattamento cinematografico del 1984, diretto sempre da Miyazaki. Nella storia è la principessa della Valle del vento ed è destinata a succedere al padre, malato sin dall'inizio.

Animata da coraggio, zelo e rispetto per il prossimo e per la vita, si impegna nel cercare di capire, analizzando e studiando l'habitat che la circonda, lo scopo della "giungla tossica", l'immane agglomerato arboreo, generato dal grande cataclisma bellico noto come i "Sette Giorni di fuoco", che ha invaso tutta la Terra, inquinandola e minando l'esistenza delle numerose forme di vita che la popolano. La sua empatia poi le facilita questo compito, perché le permette di entrare in relazione con molti animali (la maggior parte dei quali incontrati durante i suoi viaggi in Moeve, una sorta di aliante con un motore ausiliario, nella "giungla") che quindi si lasciano guidare da lei.

Grazie a queste sue caratteristiche uniche e innovative, il suo personaggio guadagnò moltissima fama, divenendo addirittura oggetto di molti studi accademici e di scrittori specializzati. Miyazaki si è servito delle sue avventure per analizzare il comportamento dell'uomo visto in un'ottica post-apocalittica.

Creazione e sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Genesi del personaggio e fonti d'ispirazione[modifica | modifica wikitesto]

Nausicaä fu il risultato di un progetto abortito di Hayao Miyazaki. Questi, infatti, volendo inizialmente adattare in anime il fumetto Rowlf di Richard Corben, pubblicato nel 1971 ed incentrato su una principessa protetta dal suo cane — in cui trovò molte similitudini con La bella e la bestia, altra sua grande fonte d'ispirazione — decise di creare un personaggio che incarnasse i temi "della devozione e dell'altruismo"[2]. Tuttavia, ritenne la principessa del fumetto troppo "blanda" e immaginò così una ragazza "dal carattere forte, traboccante di sensibilità e bloccata da un padre incompetente"[3]. Costei, chiamata Yala (ヤラ Yara?), segna il punto di partenza per la nascita di Nausicaä: doveva essere infatti una principessa molto giovane «costretta a sopportare il peso schiacciante del suo destino» e alla quale suo padre, un re malato, lascia in eredità il fardello del suo regno e dei suoi sudditi, imbrigliando le sue aspirazioni personali[4]. Yala doveva avere poi un cane, come si evince dagli schizzi risalenti alle prime fasi del character design[5], che l'accompagnasse «fin dalla giovane età e che provasse dei sentimenti particolari verso la sua padrona»[6], sostituito nella versione finale dall'animaletto Teto.

Parallelamente, Miyazaki venne ispirato dalla lettura di una traduzione giapponese del dizionario della mitologia greca di Bernard Evslin, in cui compariva il personaggio dell'Odissea Nausicaa. Egli trovò il suo nome "molto fresco e vigoroso"[7] e rimase incantato dal suo fascino e dalla sua storia, in particolare dalla premura che ebbe nell'aiutare il naufrago Ulisse quando lo trovò svenuto sulla spiaggia dell'isola dei Feaci[8]. Nausicaa ricordava a Miyazaki l'eroina di una fiaba giapponese che aveva letto da bambino, Mushi mezuru himegimi (虫めづる姫君? lett. "La principessa che amò gli insetti"), contenuta nella raccolta di miti e leggende nipponiche del periodo Heian Tsutsumi chūnagon monogatari, in cui viene narrata la storia di una ragazza appartenente ad una famiglia aristocratica giapponese che preferiva la compagnia e lo studio degli insetti alle occupazioni tipiche di una donna del suo rango. Su questi due modelli, fusi insieme a formare un unico personaggio e sull'immagine della principessa Yala, Miyazaki basò la figura di Nausicaä[8].

Per la scrittura in kana del nome di Nausicaä e la conseguente pronuncia, Miyazaki si rifece alla traduzione giapponese di Yataka Kobayashi dell'enciclopedia di Bernard Evslin: (ナウシカ? nauʃika), preferendola alle due forme (ノシカ? noʃika) e (ノジカ? noʒika) maggiormente in uso[7].

Sulle affinità di Nausicaä con il vento, l'animatore dichiarò di essere stato ispirato da alcune vecchie traduzioni di opere europee medievali, in cui si affermava che il controllo del vento fosse considerato, al tempo, una stregoneria e dal Ciclo di Earthsea, una serie di romanzi fantasy della scrittrice statunitense Ursula K. Le Guin, dai quali mutuò il termine "maestro del vento" (風使い kaze tsukai?) come alternativa a Master Windkey (風の司 kaze no shi?, lett. "colui che dirige il vento")[7], per riferirsi a persone come Nausicaä, in grado di interpretare quasi istintivamente le intricate correnti atmosferiche e cavalcarle a bordo del proprio Mowen.

Aspetto fisico e caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Illustrazione raffigurante la Nausicaa dell'Odissea, che ha ispirato Miyazaki

Uno dei prototipi per l'aspetto fisico di Nausicaä è identificato da Helen McCarthy con Shuna, protagonista del manga Shuna no tabi, dello stesso regista, pubblicato nel 1983 sulla rivista Animage[9]; Dani Cavallaro ritiene inoltre che anche Lana di Conan il ragazzo del futuro e Clarisse di Lupin III: Il castello di Cagliostro abbiano a loro volta influenzato l'apparenza di Nausicaä[10].

Inizialmente Miyazaki aveva pensato di far indossare al suo personaggio dei pantaloni corti e dei mocassini bassi, esponendo le gambe nude, «per rendere in modo efficace i movimenti vigorosi di un personaggio dinamico», ma dovette abbandonare l'idea perché non era compatibile con l'ecosistema aggressivo in cui viveva[11]. In ogni caso, nella sua mente, Nausicaä rimase uno dei suoi personaggi femminili più provocanti[12], caratteristica che si trova in alcuni bozzetti realizzati tra il 1980 e il 1982[13]. In seguito cambiò idea per non doversi trovare in imbarazzo nel caso di illustrazioni di scene di nudo e per il sopraggiunto «desiderio di raffigurare una storia più spirituale», mantenendola comunque una figura giovane e attraente[12].

Nel disegnare le illustrazioni di Nausicaä per le pagine della rivista Animage, in cui la ragazza appariva in primo piano e sorridente, si rese conto che essa «non era fatta per avere una tale impostazione» e che «quello non corrispondeva al [suo vero] carattere», così, quando gli veniva chiesto di disegnarla in quel modo per poster e copertine, gli riusciva molto difficile[14]. Miyazaki voleva evitare di rappresentare Nausicaä come un'eroina dai tipici tratti scontati e sprezzanti, e preferì quindi immaginarla come una persona "grave, calma e posata"[15]; un tipo il cui atteggiamento "sobrio e riservato" è compensato dalla sua "femminilità unica"[16]. Inoltre, annoiato dalla moda di raffigurare "eroi" come persone comuni solo per permettere al pubblico di identificarvisi più facilmente, volle creare una protagonista atipica[12], descritta da Susan J. Napier come troppo perfetta per essere vera[17]. Influenzato dalle teorie del marxismo e del materialismo storico, Miyazaki affermò in un'intervista alla rivista Yom, pubblicata in occasione della fine della serie nel 1994, che era stato riluttante a fare di Nausicaä una principessa, perché in questo modo la rendeva appartenente ad un'élite. Tuttavia, nel corso della stesura di Nausicaä della Valle del vento, le convinzioni del regista si modificarono e ritenne che non importava in quale contesto sociale la ragazza fosse nata, ma che gli unici aspetti che la determinassero realmente fossero le sue azioni e la sua personalità[18].

Nel corso di un'intervista rilasciata a Young Magazine, l'autore aggiunse che il personaggio doveva per forza essere femminile perché Nausicaä «non è un'eroina che sconfigge i suoi avversari, ma li capisce e li accetta. È un qualcuno che vive in un'altra dimensione»; un eroe maschile, invece, avrebbe portato con sé troppi pregiudizi e avrebbe necessitato dell'introduzione di un antieroe malvagio che non si adattava al tema della storia[9].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Manga[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Nausicaä della Valle del vento (manga).
Nausicaä, così come appare sulla copertina del primo volume dell'edizione italiana Panini Comics del manga

Nausicaä è la principessa della Valle del vento, una piccola nazione della Periferia alleata del regno di Tolmekia. Quando Tolmekia scende in guerra contro l'impero Dorok, Nausicaä prende il posto del padre malato a guida del contingente armato inviato dalla Valle, servendo sotto il comando della principessa di Tolmekia Kushana. In seguito all'attacco del principe di Pejitei Asbel alle truppe alleate, Nausicaä viene separata dal resto del gruppo e si imbatte in un'avanguardia Dorok, da cui apprende di un piano per distruggere l'esercito tolmekiano usando un branco di Ohmu inferociti, provocati dai lamenti di un loro cucciolo torturato. Nausicaä, pur senza riuscire ad evitare l'attacco delle creature all'accampamento tolmekiano, salva la vita al cucciolo e lo fa ricongiungere alla sua famiglia, macchiandosi con il sangue blu dell'Ohmu nel processo. La visione della ragazza vestita di blu e sollevata dai tentacoli degli Ohmu, fa sì che Nausicaä venga identificata dai presenti con la figura di un'antica profezia che porterà l'umanità verso la salvezza.

Risvegliate queste credenze a lungo sopite tra il popolo Dorok, Nausicaä diventa una minaccia per il fratello minore dell'imperatore Mirarupa, che, con le sue facoltà psichiche, tenta sovente di infiltrarsi nella mente della ragazza per corromperla. Intanto Nausicaä si introduce in territorio Dorok e viene coinvolta a malincuore nella battaglia di Sapata. Allontanatasi dal conflitto, la principessa cerca invano di fermare i Dorok dall'utilizzare in guerra un'arma tossica che ha come ripercussione quella di favorire l'espansione del Mare della putrefazione su buona parte del territorio Dorok. Infine Nausicaä cerca di ostacolare l'imperatore Namulis dal risvegliare un gigantesco robot biomeccanico conosciuto come dei guerrieri, ma viene scambiata dalla creatura per la madre e ottiene il suo controllo, battezzandolo Ohma.

Con esso Nausicaä si dirige alla città santa di Shuwa e penetra nella cripta, dove si trova il maestro della cripta, un'entità senziente eredità della civiltà precedente ai sette giorni di fuoco, la catastrofe che ha fatto tramontare la civiltà industriale e ha gettato il mondo in un lungo periodo di crepuscolo. Da esso la ragazza scopre la verità sul mondo e sul Mare della putrefazione e, ricorrendo ancora una volta a Ohma, distrugge la macchina, rifiutando il futuro scritto per lei e per i suoi contemporanei da altri. Nel finale, Miyazaki afferma che Nausicaä rimase a vivere nelle terre dei Dorok, non tornando nella Valle se non dopo molti anni, mentre in un'altra versione dei fatti, la principessa si ritirò a vivere nella giungla con gli uomini della foresta.

Film[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Nausicaä della Valle del vento.

Il film rispecchia grosso modo i primi due volumi dei sette in cui è raccolto il manga di Nausicaä della Valle del vento. Per questioni di spazio e per esigenze narrative diverse, quindi, le trame dei due medium (e con esse la storia di Nausicaä) si differenziano sostanzialmente.

Logo originale del film

La tranquillità della Valle del vento viene scossa quando una nave volante si schianta nel piccolo regno, con a bordo un gigantesco soldato invincibile in stato di ibernazione. Subito dopo la Valle viene attaccata dalle truppe del regno di Tolmechia, guidate dalla principessa Kushana, che intende usare il soldato per conquistare le nazioni confinanti e distruggere la giungla tossica. Nausicaä cerca inutilmente di avvertire Kushana che scagliarsi contro la foresta avrebbe solo fatto infuriare gli Ohmu, giganteschi insetti che abitano la giungla, e infine accetta di seguire l'esercito tolmechiano come ostaggio. Durante il tragitto, l'esercito aereo è attaccato dal principe di Pejitei Asbel, che fa precipitare Nausicaä nella giungla tossica, dove scopre che la foresta esiste solo per purificare la terra dall'inquinamento prodotto dall'uomo.

Lasciata la giungla insieme al ragazzo, Nausicaä viene a conoscienza del piano degli abitanti di Pejitei di usare un cucciolo di Ohmu come esca per provocare gli insetti ed aizzarli contro l'esercito tolmechiano, coinvolgendo in questo modo anche la Valle. Nausicaä fa in tempo a salvare il cucciolo di Ohmu, macchiandosi nel processo con il sangue blu della creatura, quindi, nel tentativo estremo di salvare la sua gente, decide di lasciarsi investire dall'orda di Ohmu. Gli animali riportano però in vita la ragazza grazie ai loro poteri e la innalzano sui loro tentacoli. L'immagine della principessa con l'abito azzurro, camminare sul campo dorato dei tentacoli, fa sì che gli abitatni della Valle la riconoscano come la figura che porterà il mondo alla pace descritta da un'antica profezia.

Personalità[modifica | modifica wikitesto]

Fotografia di Susan Napier, bionda signora di mezza età.
La critica statunitense Susan J. Napier, ha definito Nausicaä come il perfetto anello di congiunzione tra qualità femminili (meraviglia, compassione, simpatia) e maschili (conoscenze tecniche e potenza fisica)[19].

In un capitolo di Men and Masculinities in Contemporary Japan: Dislocating the Salaryman Doxa, un libro in cui si analizza "la mascolinità femminile nella narrativa"[N 1], James E. Roberson e Suzuki Nobue scrivono che Miyazaki ha dipinto il perfetto ritratto di «un'eroina giovane e forte, anche se ha molto della tradizione shōjo»[20]. Per confermare questa tesi poi riportano il parere di Ogita, un drammaturgo che, componendo alcune opere per la compagnia teatrale Takarazuka Revue, paragona il suo lavoro a quello di Hayao in quanto anche lui ritiene importantissimo il fatto che la protagonista del mangaka sia pura e asessuale, affinché metta più in risalto i temi della purezza e della forza[20]. Di fatto nel manga, dopo il loro primo incontro, il venerabile dorok del Clan Mani descrive Nausicaä come una «notevole giovane» dotata di «un'alchimia [...] di profonda dolcezza e coraggio».

Susan J. Napier, professoressa di lingua e letteratura asiatiche della Tufts University del Massachusetts, diplomata ad Harvard e autrice di diversi trattati sugli anime, vede la personalità di Nausicaä «unica, unione perfetta di qualità femminili (meraviglia, compassione, simpatia) e maschili (conoscenze tecniche e potenza fisica)»[19]. Essa entra in scena come «un androgino nascosto» ma subito dopo rivela «un carattere affascinante e lirico della shōjo», sostenuto ampiamente dal recitar tipico della seiyuu. Un chiaro esempio è quando, dopo aver trovato il guscio dell'ômu, si sdraia a osservare le spore tossiche che cadono come fiocchi di neve[21]. Questo suo modo di vedere il paesaggio desolato e inquietante della Terra post-apocalittica che gli sta attorno lascia allo spettatore un'impressione ancora più forte, poiché tutto viene filtrato attraverso i suoi occhi, deformandosi sotto una luce diversa. La studiosa la descrive come «competente, dotata di poteri speciali e, potenzialmente, una figura messianica»[17]. Inoltre, sempre a parere di Napier, la sua abilità nel controllare il vento e il suo camminare su un campo creato dai tentacoli dei tarli nella scena finale sono col tempo diventati elementi ricorrenti nel lavoro di Miyazaki: dando alle sue eroine la capacità di volare, egli vuol simboleggiare la loro capacità di superare i limiti del reale[22].

Infine Raphaël Colson, saggista francese di fantascienza, appassionato al lavoro di Miyazaki e Gaël Reign, studioso della lingua e della cultura giapponese e autore di Hayao Miyazaki: Cartographie d’un univers crede che Nausicaä sia una giovane «cresciuta più velocemente della sua età» a causa delle sue numerose responsabilità, che l'hanno portata ad agire con maturità, diplomazia, attenzione e risoluzione. La pensa come «la principessa di un regno feudale idealizzato [...] amata e rispettata dai suoi sudditi, [...] e ammirata e temuta dai suoi nemici»[23].

Empatia e comunicazione[modifica | modifica wikitesto]

Motoori Norinaga, la cui visione della Terra è affine a quella di Nausicaä.

Lucy Wright ha notato che la visione che Nausicaä ha della natura è simile a quella dello scrittore shintoista Motoori Norinaga («Il cielo, la terra e tutto le cose in essa sono degne di interesse se osservate con attenzione») e perciò diventa una vera e propria eccezione alla regola manga. Infatti mentre la maggior parte dei personaggi dei fumetti nipponici ignorano o attaccano la foresta, ella è in grado di scovarne la sincerità (真心 magokoro?) e di rispettare ogni forma di vita che la popola. È una sorta di «dea della purificazione» che riscatta i peccati degli altri e li perdona[24]: Per esempio nel fumetto ad un vecchio monaco che sostiene che «la morte di questo mondo è inevitabile», a causa della follia umana, gli risponde: «Il nostro Dio dei Venti mi insegna che la vita è prima di tutto in me! Io amo la vita! La luce, il cielo, le persone, gli insetti, li amo più di ogni altra cosa!»[25] Colson e Regner considerano questo suo aspetto «un ovvio rifiuto al manicheismo» e una chiara consapevolezza della sofferenza del suo popolo; una sofferenza in cui tuttavia si possono trovare speranza e momenti di gioia che permettono di «promuovere una convivenza fraterna» tra gli uomini e il Mare della Decomposizione, resa ancora più forte dopo la scoperta della vera identità della Giungla Tossica. Di fatto questo atto fa comprendere come gli umani formino un ecosistema comune con gli insetti, contraddicendo i pregiudizi dei loro antichi avi («Gli insetti e gli uomini non possono vivere nello stesso mondo»[26])[27].

Un altro episodio importante che conferma una visione shintoista del globo terracqueo della giovane lo si trova successivamente, quando Nausicaä incontra il custode della tomba di Shuwa che fa il finto-egoista perché rifiuta la purificazione della Terra programmata attraverso il sacrificio di tutte le vite del mondo antico: «Possiamo conoscere la bellezza e la crudeltà del mondo senza l'aiuto di una tomba gigante e il suo seguito di servitori perché il nostro Dio vive in una singola foglia e nel più piccolo insetto.»[28][27].

Secondo Patrick Drazen, in Nausicaä è presente la yasashii (優しい? lett. «gentilezza»), quella che è invece carente in Kushana e che gli permette di capire la logica degli insetti e di accettarli invece di combatterli[29]. Essa proviene dalla fiaba "La principessa che amava gli insetti" ma è stata talmente spinta e ingigantita da Miyazaki, che «difficilmente [la ragazza] può essere considerata una eroina tradizionale»[N 2], e che tutte le sue azioni vengono perciò giustificate dal contesto[29].

Vedendo il mondo in quest'ottica, Nausicaä ha sviluppato la capacità di comunicare con differenti entità (umani, animali, piante) e questo è uno degli aspetti fondamentali che rendono il suo carattere unico. Le prime volte che fa uso di questo potere si radicano nella sua infanzia; un esempio è quando da bimba cerca di salvare il cucciolo d'ômu dalla sua gente, creando un collegamento con la corsa degli insetti giganti[N 3]. Il suo ex mentore, Lord Yupa, afferma continuamente che la sua affinità con gli animali[N 4][N 5], così come il suo dono di comprendere la Giungla[N 6] sono qualità rare ed eccezionali. Sempre per Colson e Régner, queste volontà di comprendere e di trovare rimedi per tutto sono la causa di un pesante fardello: Nausicaä è l'unica superstite di una famiglia di undici figli ed è viva solo grazie all'estremo sacrificio dei suoi nonni, che la salvarono assorbendo del veleno dal corpo della madre in cinta[30].

Per assistere a persone o animali, non esita di fatto a mettersi lei stessa in pericolo, come quando per farsi ascoltare dagli anziani dentro il cargo precipitante nella Giungla si toglie la maschera, rischiando di morire per l'aspirazione delle spore tossiche, oppure quando cade in un pozzo per trarre in salvo un gruppo di uomini attaccati da un insetto gigante[31].

Infine l'autore di Travelling sur le cinéma d'animation à l'école, Vincent Marie, reputa Nausicaä «l'araldo perfetto», che ha il compito di trasmettere il messaggio di Hayao sul «rispetto per tutte le forme di vita»: è un potere, o meglio, un volere di comunicare con gli ômus prima usando un'esca e poi telepaticamente[32]. Attraverso questo scambio di informazioni «raggiunge la pienezza interiore [e] l'accesso ad una dimensione nativa, particolarmente armoniosa, quasi fetale [...]»[32].

L'aspetto messianico[modifica | modifica wikitesto]

All'interno del capitolo Nausicaä de la Vallée du Vent: la grande saga mythopoétique de Hayao Miyazaki del saggio mitologico intitolato Mythe et bande dessinée (Miti e fumetti) fatto da alcuni studiosi dell'università Clermont-Ferrand-II di Alvernia, Francia, Nathalie Dufayet aggettiva il manga di Hayao Miyazaki chiamandolo «mitologico» e omerico[33]. Erede dei precetti dello Shintoismo, Nausicaä è dotata di «doni quasi soprannaturali di empatia - e di comunicazione con tutti i tipi di esseri viventi»[33]. Macchiando di sangue il suo abbigliamento e volando sul mœve, incarna la leggenda dell'eretico popolo dorok di "un uomo alato vestito di blu" che salverà l'umanità, che ha molto dell' «eterno ritorno del Messia» della Bibbia. Questa "dimensione mitica" del personaggio è accentuata dal fatto che il titolo dell'opera è il nome della sua protagonista[33]. Tuttavia, dal punto di vista di quest'ultima, «questa immagine è solo un'altra illusione ideologica»; malgrado le sue aspirazioni a «salvare ciò che rimane vivo e umano nel mondo» essa rivela un «messianismo brevetto»[33]. I primi a riconoscere in lei la rivoluzionaria sono stati il clan Mani che ad un certo punto si sacrificano per aiutarla, lasciando un messaggio telepatico al suo popolo: «Le antiche predizioni erano vere... La scelta per guidare la pace nella terra pura e verde è apparsa! Ama gli alberi, parla con gli insetti e invoca il vento, come un uccello ...»[34].

Dei Bodhisattvas così come sono dipinti in Venticinque Bodhisattvas discendono dal Paradiso, da un'illustrazione giapponese del 1300 c.a.

Susan Napier rimarca che Nausicaä, come figura messianica, si discosta molto dalla tradizione per la sua condizione femminile[17]. La sua similitudine con la figura profetica maschile dell' arazzo di re Jill nel film di animazione infatti, secondo l'universitario giapponese Toji Kamata, la fa vedere come un'androgina, forse anche come l'equivalente di un Bodhisattva, discepolo del Buddha che unisce la compassione ad azioni salvifiche[35][36]. Napier inoltre trova un divario tra questo lato mistico della giovane e quello di Tetsuo Shima di Akira: anche se sono entrambi dotati di abilità «soprannaturali», Tetsuo è «chiaramente negativo e solipsistico», devoto a distruggere tutto e cieco nei riguardi dei sopravvissuti del mondo post-apocalittico, invece Nausicaä pensa in modo costruttivo e questo gli permette di comunicare con i tarli e di provare pena per l'uomo[35]. Il suo «sacrificio» per il resto dell'umanità e la sua «resurrezione» alla fine dell'anime sono gli unici suoi segni puramente biblici[35].

Anche Colson e Regner affermano che Nausicaä «appartiene indiscutibilmente alla famiglia dei messia», ma con caratteristiche molto insolite e fuori dai canoni: la spontaneità con cui aiuta sia i dorok che i tolmechiani e la sua capacità di solcare l'aria come un uccello sul suo "mœve" fanno resuscitare antiche leggende nei momenti di dubbio e di disperazione. Inoltre, alcuni suoi "prodigi", come l'aver scoperto un siero vitale per l'uomo tramite la Giungla Tossica, rafforzano questo suo aspetto biblico e gli permettono di unire popoli diversi «per la sua causa pacifista»[37]. In comparazione con Paul Atreides del romanzo Dune di Frank Herbert, altra figura messianica e fonte d'ispirazione per Miyazaki, ella però non rivendica mai questo status di icona mistica[38]: proprio come Paul «ha presieduto la nascita di una nuova era» ma diversamente da lui, non ha «imposto una nuova organizzazione, uno stile rigido e dogmatico»[37]. Entrambi i saggisti vedono questo ruolo come l'evoluzione massima della protagonista di Shuna no tabi: seppur con lo stesso obiettivo, la libertà per l'umanità, «rientrano in traiettorie diametralmente opposte» poiché Nausicaä ha un carattere universale votato al bene universale mentre Shuna «si inserisce in una prospettiva più intimistica»[39].

Paradossalmente Miyazaki, durante la stesura del manga non voleva dare alla ragazza il ruolo di un leader, ma piuttosto di un rappresentante chiamato a guidare gli altri tramite i suoi commenti. Più che un'eroina nel senso proprio del termine, ella è quel tipo di persona che è chiamata a «far accadere le cose»[18]. Perciò il mangaka è imbarazzato dal fatto che questo lato messianico trasparisca troppo nel film durante la scena della resurrezione e, non essendo riuscito a fare in modo che gli ômus si fermassero prima di proiettare la ragzza ha spiegato in Arte di Laputa, l'artbook di "Laputa - Castello nel cielo" che egli «non era dell'idea di fare di Nausicaä una Giovanna D'Arco [e voleva] rimuovere tutti gli aspetti religiosi. Ma malgrado tutto, questa sequenza è al fine diventata una scena religiosa»[37].

Il lato oscuro[modifica | modifica wikitesto]

La scena dell'anime in cui Nausicaä si vendica ferocemente dei soldati che hanno assassinato suo padre ha suscitato grandi perplessità in Susan Napier, che considera questo atto proprio solo di un classico eroe maschile. Tuttavia nella sequenza successiva ci si accorge che la giovane prova un gran rimorso, mostrandosi così vulnerabile per la prima e unica volta in tutta la sua storia. Questo è voluto da Miyazaki per meglio umanizzare il suo personaggio e renderlo più complesso[35].

Invece per Drazen, anche quando prende la spada per lanciarsi selvaggiamente e furiosamente contro i nemici per vendicarsi dell'uccisione di Jill[N 7] ella conserva ancora un pizzico di yasashii, come San, la protagonista di Princess Mononoke[29].

Ancora, secondo il mangaka, «Nausicaä e Kushana sono molto simili; come due facce della stessa medaglia»[12][N 8]. Infatti Kushana, a causa del duro shock provato in guerra, è «cupa ed istintiva» e si avvicina a certi aspetti caratteriali di eroi come Shuna di Shuna no tabi o Ashitaka di "Princess Mononoke"; il lato oscuro di Nausicaä permette così di rivelarla come sua immagine speculare[16]. Ma quest'ultima, cosciente di avere questi sprazzi di forza selvaggia, cerca di reprimerla in tutti i modi. Per esempio, dopo aver tentato di compiere la strage dei soldati tolmechiani, si abbandona tra le braccia del suo ex mentore Lord Yupa dicendo: «Un odio spaventoso dorme in me, che sfugge al mio controllo...».

Colson e Gaël Regner vedono questa violenza latente come «una falla che si avrà sempre la voglia di tappare» perché terrorizza: «i sentimenti di impulsività possono spingere a commettere terribili errori». Notano però che questa debolezza rende l'eroina «umana e fallace», al contrario del suo status messianico, e che il pacifismo che quest'ultima proclama è in realtà il frutto di una lotta interiore contro il suo lato oscuro[23].

Infine all'interno di una relazione pubblicata sul sito Kanpai!, Gaël aggiunge che questa rabbia sepolta e talvolta incontrollabile rende dubbia anche una fallibilità paradossale che umanizza Nausicaä; anche se «coraggiosa, determinata a priori, amata e impavida» non è «la perfetta eroina facile da creare»[40].

Il percorso iniziatico e il dilemma corneliano[modifica | modifica wikitesto]

Colson e Gaël hanno notato che il percorso di crescita che seguono i personaggi di Miyazaki è più o meno sempre lo stesso: da un «ambiente chiuso», che rappresenta il microcosmo protettivo in cui trascorrono la loro infanzia, intraprendono un viaggio iniziatico costellato di vari ostacoli che simboleggia il passaggio dalla gioventù all'età adulta e che alla fine conduce ad un altro luogo circoscritto, il «giardino segreto»[41].

Nausicaä non fa eccezione a questa regola: non solo infatti è cresce sola all'interno del suo giardino segreto personale (accessibile tramite una porta nascosta in un muro della sua camera) dove ha iniziato a studiare la Giungla Tossica[42], ma anche durante la sua iniziazione entra in molteplici posti protetti e apparentemente inaccessibili, in cui apprende i segreti del mondo prima del cataclisma apocalittico. Il primo "varco", l'unico presente nel film d'animazione, lo oltrepassa quando, insieme a Asbel, viene inghiottita dalle sabbie mobili che la catapultano sotto la foresta, in uno spazio incontaminato e puro, in cui capisce pienamente il ciclo riproduttivo di quest'ultima.

Ma secondo gli autori, il viaggio di iniziazione migliore è quello presente nel manga, in cui la ragazza è accompagnata da Selm e Miralupa nella sua mente[43] e con i quali raggiunge i limiti della Giungla scoprendo «un mondo rinfrescato e libero da ogni contaminazione».[44] «Solo la sete di conoscenza è sufficiente per placare la sua anima tormentata» e per coronare il suo scopo ella mette in pericolo addirittura la sua vita, correndo il rischio di respirare aria pura, che i suoi polmoni, abituati ad un ambiente perennemente inquinato, non avrebbero retto[45]. Tuttavia preferisce tenere nascosta questa scoperta «suggellando così il destino disegnato per il suo popolo» [27] poiché anche se «sarebbe meraviglioso vivere in questo mondo privo di veleni e miasmi» questa natura rigenerata è ancora troppo debole per sopportare la follia distruttrice dell'uomo[N 9]. Occorrono circa mille anni per farla diventare più forte e per far acquisire alla razza umana la saggezza pacifica[N 10].

Una ricostruzione del Moeve in grado di volare a poche centinaia di metri da terra.

Per Nathalie Dufayet la scena del giardino paradisiaco di Shuwa (nel quale Nausicaä entra trasportata dal guardiano) può essere considerata la tappa cruciale dell' iter in cui ella abbandona il proprio "io" infantile per apprendere «la verità sulla colpevolezza immersa nel cuore dell' essere»: il guardiano del giardino l'avverte che la sua ambizione di salvare il mondo può portare al potere anche una tirannia [N 11], aggiungendo inoltre che questo desiderio è inutile, perché la scomparsa del mondo moderno e dei suoi abitanti è inevitabile, al fine di «dare modo, secondo la legge del ciclo vitale, ad un altro mondo di rigenerarsi». Nonostante questo precetto però, Nausicaä sceglie coraggiosamente di andare contro questa inevitabilità e di lottare per il pianeta in cui vive e che ama[33].

Secondo Raphaël Colson e Gaël Reign in questo luogo la fanciulla è «intrappolata in una benevola utopia». Riesce a liberarsi soltanto con la forza e nuovamente con l'aiuto da Selm, visto che «le preoccupazioni per il suo mondo» sono «un miraggio, o più precisamente un'immagine fantasma»[46].

Nausicaä entra successivamente in un altro luogo nascosto, il cimitero di Shuwa. La capitale secondo i due scrittori «rappresenta l'epitoma di uno spazio chiuso che ospita nel suo cuore un altro spazio chiuso»[47]. Non appena raggiunge con Ôma il santuario, si deve confrontare con il padrone, un supercomputer di epoca precedente ai "Sette Giorni di Fuoco" grazie al quale comincia ad apprendere i segreti della sua civiltà[48]. Questo «dio del mondo antico» gli rivela che verrà riprogrammato come in passato e spargerà per tutta la Terra gli embrioni di spore che conserva capaci di resistere anche all'aria pulita. La giovane però si oppone di nuovo a questo destino [N 12] poiché non vuole che lei e la sua gente diventino le vittime sacrificali della nuova umanità[49]. Seppur il tentativo di seduzione della macchina, che gli promette addirittura un corpo nuovo capace di resistere al forte inquinamento[N 13], ella «respinge qualsiasi sottomissione alla programmazione arbitraria», accentuando ancora di più il caos della "società" in cui vive e il fatto che il computer non è altro che «un potere radicato a lungo ad un sogno evaporato»[50]. A questo punto ordina al Robot Titano di disintegrare tutto, rivelando nuovamente il suo lato messianico[49].

Coppie[modifica | modifica wikitesto]

Per la maggior parte dei critici cinematografici, l'aspetto profetico e il carattere di Nausicaä lasciano poco spazio al lato sentimentale. Se Susan Napier afferma che il rapporto tra la giovane e Asbel è «potenzialmente erotico», invece Kaori Yoshida ritiene che, al contrario, come ha enunciato nel suo lavoro accademico sull'evoluzione delle eroine negli anime, presentato alla Western Washington University nel 2002, ella non è fatta per attirare lo sguardo maschile e la considera piuttosto una «figura materna post-edipica»[51][N 14].

Anche secondo Colson e Gael il destino messianico di Nausicaä non permette di creare rapporti intimi. Preferiscono perciò considerare lei e Asbel come una «coppia di bambini della prima generazione», tipo quella di Susan e Tem in Il popolo del deserto (砂漠の民 Sabaku no Tami?), di Conan e Lana in "Conan il ragazzo del futuro" (未来少年コナン Mirai Shōnen Conan?) e di Pazu e Sheeta nel film laputa - Castello nel cielo (天空の城ラピュタ Tenkū no shiro Rapyuta?), che rappresentano l' «unione tra la forza bruta e la spiritualità di pace»[52] Hanno inoltre notato che nel manga, Asbel all'inizio diventa il «sostegno senza fallo» della ragazza e poi lentamente si avvicina sempre di più ad una giovane dorok incontrata durante il viaggio, Kecha. L'eroina, nel frattempo, incontra un altro personaggio maschile, un giovane uomo di «quelli della foresta» chiamato Selm, che gli offrirà di vivere insieme a lui nei pressi del Mare della Decomposizione[N 15]. Ma se ella da un lato vorrebbe stare con lui [N 16] - dall'altro non può certo abbandonare la sua gente per una vita monotona nella Giungla. Questo dilemma resta tale fino alla fine del manga, aumentando la possibilità di una unione tra di loro[N 17].

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Due cosplay di Nausicaä: una orientale (con in mano Teto) al Nausicaä of the Valley of the Wind - 70th Comiket - Summer 2006 e una occidentale (con il caratteristico fucile e il moeve) al Lucca Comics 2013
Due cosplay di Nausicaä: una orientale (con in mano Teto) al Nausicaä of the Valley of the Wind - 70th Comiket - Summer 2006 e una occidentale (con il caratteristico fucile e il moeve) al Lucca Comics 2013
Due cosplay di Nausicaä: una orientale (con in mano Teto) al Nausicaä of the Valley of the Wind - 70th Comiket - Summer 2006 e una occidentale (con il caratteristico fucile e il moeve) al Lucca Comics 2013

Nel giugno del 1985, Nausicaä, nel corso del festival dell'Anime Grand Prix organizzato da Animage, vinse il premio per "il miglior personaggio femminile dell'anno"[53]. Inoltre, due anni dopo, si posizionò al primo posto della classifica dei "migliori personaggi di tutti i tempi", redatta sempre da Animage, diventando così il primo personaggio femminile in assoluto a rientrare in questa categoria[54]. Ci rimase per molto tempo, fino all'aprile del 1993, quando, dopo essere retrocessa al secondo (a maggio del 1991[55]) ed essere ritornata al primo posto (a dicembre 1992[56]) venne spodestata da altri personaggi ed esclusa così dal podio. Tuttavia ha continuato ad essere presente nella top 20 addirittura fino a maggio 2004, data dopo la quale scomparve del tutto.

Nella lista dei "25 migliori personaggi anime di tutti i tempi" stilata dalla IGN attualmente occupa la nona postazione. [57]

Marc Hairston, all'inizio dell'introduzione di un lavoro su Nausicaä della Valle del vento per il programma di "arti e lettere" della University of Texas at Dallas analizza un tema nella modellazione sul profilo di Nausicaä: Miyazaki gli porge regolarmente un potere che ella non voleva e poi le permette di prendere decisioni difficili. Alla fine del manga inoltre si accorge che il telaio narrativo è il medesimo di quello di Princess Mononoke: la protagonista deve fare una scelta per il futuro del mondo, ma qualunque soluzione ella sceglierà non condurrà ad apparenti esiti positivi[58].

Nel suo studio Travelling sur le cinéma d'animation à l'école, Vincent Marie ritiene che l'anime «sollecita una riflessione sui "personaggi-tipo" delle leggende». Nausicaä è infatti «in una sola volta principessa, combattente, ambasciatrice, giocosa, bambina, martire [...], permette allo spettatore di identificarsi con lei e durante il suo viaggio di iniziazione rievoca antichi miti»[32].

Sumi Shimamoto, la seiyū che ha doppiato Nausicaä nella versione nipponica del film d'animazione, al Sakura-Con nel 2007.

Patrick Drazen ha accolto con grande plauso il lavoro di doppiaggio originale dell'eroina fatto dalla seiyuu Sumi Shimamoto, ricordando soprattutto la scena in cui ella mette il piede nel lago di acido cercando di non farci entrare il cucciolo di tarlo e lancia un urlo lancinante che descrive come «strappa lacrime per l'ascoltatore e impostato sulla barra alta per le voci dei cartoni animati»[29][N 18]. Invece non fu così lusinghiero ed entusiasta per la versione americana del lungometraggio (elaborato sotto la supervisione di Roger Corman, che decise di re-intitolarlo "Warriors of the Wind"), che criticò fortemente per il fatto che si concentra troppo sull'azione tralasciando le sequenze di dialogo che, anche se all'apparenza noiose, sono essenziali per comprendere la dualità femminile tra Nausicaä e Kushana[29].

Stig Høgset, recensore del magazine T.H.E.M. Anime Reviews, è l'unico ad essere leggermente infastidito dal personaggio della ragazza, che reputa troppo avanzato per lo Studio Ghibli, nei cui film però si trovano spesso tipi del genere: è l'unica in tutta la Valle ad interessarsi della Giungla; doma facilmente gli insetti; risolve i problemi di tutti, anche al di fuori dei suoi confini; chiede perdono al piccolo ômu con enorme profusione di lacrime per la stoltezza dell'umanità e non esita a sacrificare la sua vita per la pace della Terra. Anche se questi fatti non impediscono al critico di assegnare alla pellicola il massimo dei voti, egli si chiede ironicamente perché la giovane non ha camminato anche sulle acque[59].

Al contrario, il sito SciFi-Universe, anche se pensa che l'anime sia ormai «datato», ritiene Nausicaä un «personaggio femminile autentico e potente, [...] intrepido [...] un personaggio di una gentilezza e di una disponibilità a capire le forme di vita straordinarie[...]»[60].

L'AFP ha annunciato l'uscita del film d'animazione descrivendola come una «forte pacifista, ambientalista, utopica e messianica», un'eroina che «riflette le influenze culturali e le preoccupazioni di Miyazaki»[61].

Infine Alessandro Bencivenni, nel capitolo del suo libro Hayao Miyazaki - Il dio dell'anime intitolato appunto Nausicaä, scrive che nella sequenza in cui ella piange di felicità dopo aver percepito il cuore pulsante della foresta, «sembra fare esperienza di uno di quegli aspetti che Lovelock definiva i più suggestivi e inafferrabili dell'ipotesi Gaia: quelli che riguardano il pensiero e l'emozione dell'interrelazione fra Uomo e Terra»[62].

Tra le numerose persone che amano Nausicaä figura anche il fumettista Jean Giraud (conosciuto universalmente sotto lo pseudonimo di Mœbius) che l'ha scoperta negli anni Ottanta guardando una cassetta pirata del Giappone procurata da suo figlio e ne rimase così abbagliato e affascinato che decise di chiamare sua figlia Nausicaa[63][9].

Apparizioni in altri media e merchandising[modifica | modifica wikitesto]

Visto il grande successo ottenuto dall'anime, vennero prodotti molti oggetti di merchandising ispirati al personaggio di Nausicaä. Fra questi spiccano due videogiochi prodotti in Giappone dalla Technopolis Soft: uno arcade, nel 1984, intitolato Kaze no tani no Naushika (風の谷のナウシカ?) e destinato al NEC PC-8801[64] e uno d'avventura, Naushika kiki ippatsu (ナウシカ危機一発? lett. "Nausicaä, la grande fuga") per il NEC PC-6001 e NEC PC-6601[65]. Lo Studio Ghibli pubblicò due artbook dedicati alla serie ed alla sua protagonista: nel giugno 1984 una guida sull'anime, contenente spiegazioni sulla tecnica dell'animazione e immagini dei set cinematografici e dei bozzetti preparatori[66]; e nel 1996 una raccolta di acquerelli legati al manga e realizzati da Miyazaki, che contengono le copertine della rivista Animage dedicate alla serie e numerose illustrazioni sulle origini del personaggio di Nausicaä[67].

In Italia Francesco Nepitello e Marco Maggi svilupparono nel 1995 Nausicaä - Il gioco di ruolo, un gioco di ruolo basato sulla trama del film. Esso è stato pubblicato dalla Nexus Editrice e diffuso tramite un numero della rivista Kaos sotto forma di supplemento al ludo Simulacri[68].

Nel 2004 la Bandai lanciò sul mercato tre modellini raffiguranti la ragazza a cavallo del mœve[69] e del Kai Kui[70] e con il cucciolo di tarlo[71]. Infine la Sun Arrows creò tutta una serie di peluches e astucci[72] con le fattezze di Teto, l'animale da compagnia della giovane che appare anche in Laputa - Castello nel cielo[73][74][75][76].

Il lascito di Nausicaä nelle opere di Miyazaki[modifica | modifica wikitesto]

Molti dei lavori successivi a Nausicaä della Valle del vento di Miyazaki risentono molto dell'influenza di quest'ultima. Fra essi è doveroso citare Princess Mononoke, che presenta molti elementi analoghi. Raphaël Colson e Gaël Régner di fatto vedono la coppia formata da Ashitaka e San come una variante di quella composta da Nausicaä e Asbel. Ashitaka è «guidato dagli stessi valori come Nausicaä» e difende la coesistenza tra l' uomo e la natura[77]; inoltre, egli cerca di portare pace nell'animo del "partner", accecato dalla rabbia e dalla sete di vendetta[78]. Il personaggio di Sen invece "si impone […] come il riflettore dei difetti di Nausicaä" e «la loro incarnazione vivente che la spaventa». Infatti, nel suo desiderio di vendicarsi, la ragazza-lupo non esita a entrare nel campo di Madame Heboshi, che ritiene responsabile della distruzione della foresta e a ucciderla[78].

Gli schizzi realizzati da Miyazaki tra il 1980 e il 1982 racchiudono molte idee che poi sono state le basi dei film Nausicaä della Valle del vento, Laputa - Castello nel cielo e Princess Mononoke[79], che a loro volta traggono ispirazioni da altri scritti (come i manga dello stesso Hayao e I viaggi di Gulliver di Jonathan Swift).

Note[modifica | modifica wikitesto]

Annotazioni[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Titolo originale del capitolo: Female masculinity and fantasy spaces
  2. ^ Citazione originale: «Her unorthodox actions would hardly make her traditional heroine material […].»
  3. ^ Quando Nausicaä parte alla volta di Asbel, un tarlo gli dice: «piccolo essere... la nostra specie ti conosce già da molto tempo... perché nel nostro caso, l'individuo è tutto, e tutto è l'individuo... e inviamo i nostri pensieri al di là del tempo e dello spazio ...»(dal primo tomo)
  4. ^ «Quel cavaliere del vento è riuscito a domarlo con dei lampi di luce e uno specchietto. Non ci crederei se non lo vedessi con i miei occhi» (dal film d'animazione del 1984, durante la scena in cui calma l'ômu che inseguiva Yupa - 0:11:36).
  5. ^ «Che strano potere... Anche con questo scoiattolo volpe ancora ribelle all'uomo» (dal primo tomo).
  6. ^ «Ho passato metà della mia vita a cercare di risolvere il mistero del Mare della Decomposizione, senza rendermi conto che la chiave dell'enigma era in questo ragazza, proprio davanti ai miei occhi...» (dal primo tomo).
  7. ^ Scena totalmente assente nel manga; nel quale ne è però presente una simile, che vede Nausicaä combattere e uccidere una Guardia Imperiale tolmechiana per difendere la Valle del Vento dalla contaminazione delle spore lanciate dai Maîtres-Vers, mercenari di Tolmec.
  8. ^ Citazione originale: «Nausicaa and Kushana are very similar-they are two sides of the same coin.»
  9. ^ «Divorerebbero questa terra nascente e fragile ripetendo all'infinito la stessa follia.» (dal sesto tomo)
  10. ^ «In mille anni, o forse più, si cresce e si diventa più forti. E se l'umanità sopravviverà fino ad allora e acquisirà la saggezza... verremo a trovarti.» (dal sesto tomo).
  11. ^ Il primo imperatore dorok aveva il suo stesso carattere e le sue stesse aspirazioni ma quando è uscito dal giardino per «salvare gli uomini» la sua filantropia è diventata una tirannia tramandata dai suoi eredi (dal sesto tomo)
  12. ^ «I nostri corpi potrebbero essere stati trasformati artificialmente, ma la nostra vita ci appartiene per sempre! La vita sopravvive grazie alla forza della vita! Se tale alba deve venire, allora noi l'affronteremo e la vinceremo!»(Dal settimo tomo).
  13. ^ «Abbiamo anche una tecnologia in grado di adattare il corpo a questo mondo inquinato, in modo che tutti possano vivere nel nuovo pianeta purificato.» (dal settimo tomo).
  14. ^ Il periodo «post-edipico» è la fase successiva al noto complesso di Edipo, in cui non v'è più l'attrazione per la figura materna.
  15. ^ «[…] Mi resi conto che lo scopo del mio viaggio era di incontrarmi con te. Vieni a vivere con me.» (dal sesto tomo).
  16. ^ «Grazie, sono così felice, ma ti ritrovi nel cuore del flusso della vita, mentre io sono preoccupata per ogni essere vivente. Amo troppo le persone di questo mondo per lasciarle. (dal sesto tomo, p. 91-92)»
  17. ^ «Un'altra leggenda racconta che ella è partita per unirsi all'uomo della foresta.» (dal settimo tomo, p. 223)
  18. ^ Citazione originale: «It's a scream that tears at the listener and raises the bar for the cartoon voices.»

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

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  2. ^ Recueil d'aquarelles, p. 147
  3. ^ Recueil d'aquarelles, p. 148
  4. ^ Recueil d'aquarelles, pp. 148-149
  5. ^ Recueil d'aquarelles, pp. 178-179
  6. ^ Recueil d'aquarelles, pp. 177-179, 188-192
  7. ^ a b c Recueil d'aquarelles, p. 150
  8. ^ a b (JA) Hayao Miyazaki, 風の谷のナウシカ 1 [Nausicaä della Valle del vento 1], Tokuma Shoten, 25 settembre 1982, pp. 137-138, ISBN 4-19-773581-2.
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  10. ^ (EN) Dani Cavallaro, The Anime Art of Hayao Miyazaki, McFarland, 2006, p. 48, ISBN 0-7864-5129-7.
  11. ^ Recueil d'aquarelles, p. 193
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  13. ^ Recueil d'aquarelles, p. 178
  14. ^ Recueil d'aquarelles, pp. 26, 86
  15. ^ Recueil d'aquarelles, p. 80
  16. ^ a b Recueil d'aquarelles, p. 152
  17. ^ a b c Napier 2005, p. 165
  18. ^ a b (JA) 「風の谷ナウシカ」完結のいま 「インタビュー」「 物語は終わらない」 宮崎駿 [Ora, dopo che Nausicaä della Valle del vento è terminato, intervista: la storia non finirà, Hayao Miyazaki] in Yom, nº 98, 1º giugno 1994, pp. 3-17.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (FR) Raphaël Colson e Gaël Régner, Hayao Miyazaki: Cartographie d'un univers, Les Moutons électriques, 2010, ISBN 978-2-915793-84-0.
  • (FR) Hayao Miyazaki, Nausicaä de la vallée du vent: Recueil d'aquarelles par Hayao Miyazaki, Glénat, 2006, ISBN 978-2-7234-5180-2.
  • (EN) Susan J. Napier, Anime from Akira to Howl's Moving Castle, updated edition, Palgrave Macmillan, 2005, pp. 165-168, ISBN 1-4039-7052-1.

Volumi del manga[modifica | modifica wikitesto]

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