Natale in casa Cupiello

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Natale in casa Cupiello
Commedia in tre atti
Natale in casa Cupiello
Autore Eduardo De Filippo
Lingua originale Italiano, napoletano
Genere Teatro
Composto nel 1931 - 1943
Prima assoluta 25 dicembre 1931
Personaggi
  • Luca Cupiello
  • Concetta, sua moglie
  • Tommasino, loro figlio, detto Nennillo
  • Ninuccia, la figlia
  • Nicola, suo marito

Gino suo cugino

  • Pasqualino, fratello di Luca
  • Raffaele, portiere
  • Vittorio Elia
  • Il dottore
  • Carmela
  • Olga Pastorelli
  • Luigi Pastorelli
  • Alberto
  • Armida Romaniello
  • Rita
  • Maria
  • I casigliani
Riduzioni cinematografiche TV: due trasposizioni televisive con regia dello stesso autore del 1962 e 1977. Tra gli interpreti della versione del 1962, oltre lo stesso Eduardo, anche Nina De Padova e Pietro De Vico. Tra gli interpreti della versione del 1977, oltre lo stesso Eduardo, anche Luca De Filippo, Lina Sastri, Pupella Maggio, Gino Maringola.
 

Natale in casa Cupiello è una famosa commedia tragicomica scritta da Eduardo De Filippo nel 1931.

Genesi dell'opera[modifica | modifica wikitesto]

La commedia forse più nota di Eduardo, portata in scena per la prima volta al Teatro Kursaal di Napoli, il 25 dicembre 1931, segna di fatto l'avvio vero e proprio della felice esperienza della Compagnia del "Teatro Umoristico I De Filippo", composta dai tre fratelli e da attori già famosi o giovani alle prime armi che lo diventeranno (Agostino Salvietti, Pietro Carloni, Tina Pica, Dolores Palumbo, Luigi De Martino, Alfredo Crispo, Gennaro Pisano). A giugno Eduardo aveva firmato un contratto con l'impresario teatrale che lo impegnava per soli nove giorni di recite per presentare il suo nuovo atto unico subito dopo la proiezione di un film. Il successo della commedia fu tale che la durata del contratto fu prolungata sino al 21 maggio 1932. Originariamente si trattava di una commedia ad atto unico (quello che, nella versione definitiva, costituisce oggi il secondo atto), ampliato successivamente in due distinte fasi: la prima, nel 1932, vide aggiungersi l'attuale primo atto e la conclusiva, nel 1934[1] (secondo anche quanto dichiarato da Eduardo sul numero 240 della rivista Il Dramma uscito nel 1936) o nel 1937[2] o addirittura nel 1943 (secondo un'ipotesi più probabile ed avallata più tardi dallo stesso autore[3]), che configurò l'opera nella sua versione attuale, composta da tre atti. La complessa genesi della commedia portò Eduardo stesso ad affermare che essa era nata come un "parto trigemino con una gravidanza di quattro anni" [4].

Trama[modifica | modifica wikitesto]

I atto

Durante l'antivigilia di Natale, Luca Cupiello, si prepara alla festività insieme alla moglie Concetta. Il giorno dell'antivigilia il risveglio di Luca è faticoso per il freddo e il pessimo caffè preparatogli dalla moglie. Mentre prepara il presepe al quale si dedica maniacalmente, nonostante le critiche di moglie e figlio che lo ritengono anacronistico, irrompe in casa la figlia Ninuccia, agitata per l'ennesima lite con suo marito Nicolino. Ninuccia vuole scappare con il suo amante Vittorio e confessa alla madre di voler lasciar il marito a cui ha scritto una lettera di addio. La donna, a causa delle forti resistenze della madre, ha un attacco nervoso e, nell'impeto, rompe alcune suppellettili e la struttura del presepe. Nel trambusto perde la lettera che ritroverà Luca e, ignaro di tutto, consegnerà a Nicolino.

II atto

L'azione si svolge nella sala da pranzo di Casa Cupiello, la sera della vigilia di Natale. Tommasino, ignaro della relazione con la sorella, arriva a casa accompagnato da VIttorio, che presenta come suo amico ed insiste perché si trattenga qualche minuto insiema allo zio Pasqualino e alla mamma Concetta, l'unica a conoscenza dei fatti. Rimasti soli, Concetta chiede a Vittorio di lasciare la casa immediatamente e permettere a Ninuccia di salvare il suo matrimonio con Nicolino, faticosamente ricomposto dopo i fatti del giorno prima. In quel momento rincasa Luca che, appena saputo che i suoi familiari si trovano a Milano, insiste perché Vittorio si fermi a cena. L'incontro con Ninuccia e il marito, a cui Luca presenta Vittorio come amico di Tommasino, è dapprima freddo, ma ben presto, approfittando di un momento di solitudine, sfocia in rabbia e i due uomini si affrontano. Mentre Concetta si dispera giungono Luca, Pasqualino e Tommasino vestiti da re magi con i loro regali per lei.

Trasposizioni[modifica | modifica wikitesto]

TV[modifica | modifica wikitesto]

Eduardo De Filippo diresse due trasposizioni dell'opera teatrale per la televisione:

  • Natale in Casa Cupiello, regia di Eduardo De Filippo, RAI, Italia, 15 gennaio 1962, bianco e nero, sonoro, 109 minuti.
  • Natale in Casa Cupiello, regia di Eduardo De Filippo, RAI - Istituto Luce, Italia, 25 dicembre 1977, colore, sonoro, 133 minuti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fiorenza Di Franco, Il teatro di Eduardo, Laterza, Bari, 1975
  2. ^ Donatella Fischer, Il teatro di Eduardo De Filippo. La crisi della famiglia patriarcale, Modern Humanities Research Association, Oxford, 2007, pag. 14
  3. ^ Giulio Trevisani, Storia e vita del teatro, Ceschina, Milano, 1967
  4. ^ Le commedie di Eduardo - Le iniziative di Repubblica - L'Espresso.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Eduardo De Filippo, Teatro (Volume primo) - Cantata dei giorni pari, Mondadori, Milano 2000, pagg. 709-861 (con una Nota storico-teatrale di Paola Quarenghi e una Nota filologico-linguistica di Nicola De Blasi)
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