Natale Palli

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Il maggiore Gabriele D'Annunzio e il capitano pilota Natale Palli.

Natale Palli (Casale Monferrato, 24 luglio 1895Monte Pourri, 20 o 22 marzo 1919) è stato un militare italiano, aviatore pluridecorato durante la prima guerra mondiale, partecipò con Gabriele D'Annunzio al volo su Vienna[1].

Gabriele d'Annunzio e Natale Palli sullo S.V.A.10.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Arruolatosi giovanissimo,volontario, nell'Arma di Cavalleria, fu nominato ufficiale; divenne poi uno dei primi piloti della nascente Aviazione italiana. Prese il brevetto di pilota nel 1915 sull'aeroporto di Cameri (NO), fu inviato al fronte, dove si distinse per il suo coraggio, partecipando alle imprese di guerra nella squadriglia di Francesco Baracca.

Il 20 marzo del 1919, durante il raid Padova-Parigi-Roma per un guasto al velivolo fu costretto ad atterrare sul Monte Pourri[2], nei pressi di Sainte-Foy, dove morì assiderato[3].

Trasportato a Casale Monferrato, il 27 marzo 1919, gli furono tributate solenni onoranze funebri alla presenza di un'immensa folla, di Gabriele D'annunzio, dei piloti della “Serenissima” con la sola eccezione di Antonio Locatelli che si trovava in Argentina.[4]

« Popolo di Casale, il suo feretro per noi non è oggi nel mezzo della città dolorosa, ma è nel centro dell'antica cittadella fedele. Intorno a lui oggi si ricementa la cittadella dei Gonzaga con i suoi bei baluardi, con le sue cortine e le sue fosse e con nelle fosse il sangue di tutti i suoi asceti, il sangue di Francia, di Spagna, di Lamagna, il sangue di Savoia e di Monferrato.[…] Questo fanciullo bianco, dai capelli ondeggianti e dagli occhi di zaffiro, era l'ideal tipo latino del combattente, era l'esemplare perfetto della nuova giovinezza italiana in armi. Irreprensibile è l'epiteto che per lui ricorre sempre sotto la penna e nella bocca dei suoi capi. Roma lo dava ai suoi eroi raggianti. Era senza colpa, era senza macchia, senza ombra. Era tutto come la gemma del suo sguardo, era tutto tagliato in quel cristallo perspicace. Si pensa che egli sia il primo nato d'una generazione di uomini aerea, d'una gente che abbia abbandonata la terra per insaziabile amore dell'ala e viva di coraggio nelle correnti dell'aria intrepida. Era un Icaro e non poteva cadere; era un Icaro senza precipizio. Nel suo nome icario non si noma l'abisso del mare, ma il vertice dell'etere. S'è egli addormentato nella neve e sopra la più candida delle nuvole? Chi l'ha veduto così dormente? Chi ha osato a smuovere il suo sonno? Era la notte dell'Equinozio. Dormiva col guanciale dell'elmo poggiato sopra il braccio ricurvo. La sua attitudine era pura come il fiorire del fiore e come quei teschi che i costruttori d'eternità incidevano nelle pareti sotterranee dei loro sepolcri. Chi può chiudere tra quattro assi la freschezza della primavera? Chi può seppellire la forza della primavera nascente? Ora dico che egli non è qui, che non è tra i baluardi e le cortine della sua cittadella, come sognava. […] Salutiamo in piedi la giovinezza d'Italia perenne. O compagno, o capitano, o eroe, svegliati e alzati! Ti gettiamo il tuo grido, il nostro grido di battaglia: Allalà! »
(Orazione funebre tenuta da Gabriele D'Annunzio il 27 marzo 1919,[5])

Alle coordinate45°33′09.53″N 6°54′05.71″E / 45.552647°N 6.901586°E45.552647; 6.901586, tra le frazioni di La Raie e La Gurraz, sulla strada D 902 che va da Bourg-Saint-Maurice verso Tignes/Val d'Isère si trova un cippo funebre che reca un'iscrizione commemorativa.[2]

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia
— 10 novembre 1918
Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Intrepido, audace, sicuro pilota d'aeroplano, guidò oltre i mari ed oltre i monti, in terra nemica, il suo velivolo, sfidando ogni pericolo, superando ogni ostacolo. Nelle più rischiose imprese, forte della sua fede, forte del suo coraggio, fu magnifico esempio di valore, di prodezza e di perizia. Ogni missione di guerra, anche la più ardimentosa e difficile, egli condusse a termine, nonostante le avverse condizioni atmosferiche e gli attacchi nemici. Fornì preziose notizie che furono sempre elementi completi e sicuri per le decisioni dei nostri comandi.»
— Cielo della Dalmazia e dell'Istria, del Tirolo e della Carniola, settembre - ottobre 1918
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al valor militare
Medaglia di bronzo al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia di bronzo al valor militare
Croce al merito di guerra - nastrino per uniforme ordinaria Croce al merito di guerra
Croix de guerre belge - nastrino per uniforme ordinaria Croix de guerre belge

Note[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Roberto Gentilli, Paolo Varriale; I Reparti dell'aviazione italiana nella Grande Guerra. Roma, Aeronautica militare, Ufficio storico. 1999
  • Renzo Rossotti; Le strade di Torino. Newton Compton Editori, 1995.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]