Natale (racconti)

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Il tema del Natale ha ispirato i racconti di molti scrittori dando l'avvio ad una vera letteratura natalizia.

Il dono dei Magi di O. Henry[modifica | modifica sorgente]

Tra gli scrittori americani, O. Henry, pseudonimo di William Sydney Porter, nato nel North Carolina nel 1862 e morto a New York nel 1910, scrisse Il dono dei Magi (The Gift of the Magi), un breve racconto nel quale si concentra sul tema del dono:

È la vigilia di Natale, Della e Jim sono giovani e si vogliono bene ma sono senza soldi. Il desiderio di fare un regalo a Jim la spinge a sacrificare la cosa a cui tiene di più, i suoi lunghi e splendidi capelli, che vende a una confezionatrice di parrucche per comprare una catenella per l'orologio d'oro di Jim. Quando Jim torna a casa, rimane di sasso nel vedere che la ragazza si è tagliata i capelli, perché il suo regalo di Natale per lei è un set di pettinini e fermacapelli che Della aveva "adorato per tanto tempo in una vetrina di Broadway" e per compraglielo ha venduto il suo orologio. Saggiamente Jim consiglierà a Della di mettere via i regali di Natale e conservarli un po'. L'autore così termina il racconto: "I re magi, come sapete, erano uomini saggi - meravigliosamente saggi - che portarono doni al Bambino Gesù nella mangiatoia. L'arte di far regali a Natale è nata con loro. Erano saggi, ed i loro doni saranno stati senza dubbio saggi anch'essi... Qui io ho riportato malamente la storia noiosa di due stupidi ragazzi, in un appartamento, che incautamente hanno sacrificato i beni più preziosi che avevano l'uno per l'altra. Ma lasciatemi dire un'ultima cosa ai saggi dei nostri tempi: fra tutti coloro che fanno regali, i più saggi sono stati questi due. Voi tutti che fate e ricevete regali, questi sono i più saggi. Sono i più saggi di sempre. Sono loro i re magi".

Piccole donne di Louisa May Alcott[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Piccole donne.

La scrittrice Louisa May Alcott, nel suo romanzo Piccole donne, racconta, da un Natale all'altro, la vita di una famiglia americana durante la guerra di secessione.

Dopo aver descritto la gioia delle quattro sorelle, Jo, Meg, Beth e Amy, in una mattinata natalizia davanti ai regali, la scrittrice sposta la sua attenzione sulla figura di una povera donna, loro vicina di casa, che ha avuto un bambino. La madre delle ragazze si reca a trovarla e, impietosita dalle condizioni in cui versa la donna e dei suoi sei figli, chiede alle ragazze di cedere la loro colazione come regalo di Natale. La donna le chiamerà angeli e le ragazze si sentiranno felici: "Fu una colazione veramente allegra, sebbene a loro non ne toccasse un solo boccone, e quando se ne andarono, lasciando il conforto dietro di loro, credo che in tutta la città non ci fossero bambine affamate, che avevano ceduto la loro succulenta colazione natalizia per accontentarsi di pane e latte".

Canto di Natale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Canto di Natale.

Scritto nel 1843 da Charles Dickens (1812-1870) è considerato il più importante dei Libri di Natale (Christmas Books), l'ultimo dei quali fu pubblicato nel 1848. Insieme al Canto fanno parte della raccolta Le campane a festa (The Chimes), L'uomo visitato dagli spettri (The Haunted Man), Il grillo sul caminetto (The Cricket on the Hearth) e La lotta per la vita (The Battle for Life). Il Canto di Natale (A Christmas Carol) contiene la storia della conversione dell'avaro Ebezener Scrooge, affarista senza scrupoli della City che disprezza la religione, la famiglia e Dio solo perché non gli fanno guadagnare denaro. Non fa carità, riduce alla fame il suo dipendente al quale non dà neanche un pezzo di carbone per riscaldarsi. Ciò lo porta a trascurare gli amici e la famiglia finendo egli stesso intrappolato dalla solitudine del proprio egoismo. Per salvarlo dalla dannazione che lo attende dopo la morte, il fantasma di Jacob Marley, un tempo suo socio in affari lo ammonisce mostrandogli l'inferno a cui lo ha portato il suo egoismo: per salvarsi Scrooge dovrà ricevere la visita di tre spettri, lo Spirito del Natale del Passato, lo Spirito del Natale del Presente e quello del futuro. Essi lo trascineranno in un viaggio nel tempo e nello spazio in cui Scrooge rivedrà il suo passato, il presente e quello che lo aspetta se non cambierà la sua condotta: una lapide col suo nome sopra. Profondamente turbato, l'avaro riscopre così una nuova vita, riparando i torti commessi e ritrovando la pace per la sua anima. La storia ha molto della sacra rappresentazione medievale, ma adopera già molte delle tecniche narrative dei romanzi futuri di Dickens. Soprattutto, vuole essere una riflessione sulla grande povertà e lo sfruttamento minorile di cui Dickens stesso fece esperienza nella sua infanzia, quando i genitori lo mandarono a lavorare in una fabbrica di lucido per scarpe per ripagare i debiti di gioco del padre.

Un Natale di Truman Capote[modifica | modifica sorgente]

Tra i racconti dedicati al tema di Natale si ricorda "Un Natale" di Truman Capote, abile scrittore statunitense, nato a New Orleans nel 1929 e morto a Los Angeles nel 1984.

Si tratta di un struggente racconto autobiografico in cui l'autore narra di un Natale trascorso con il padre a New Orleans. L'autore, che vive in Alabama insieme agli zii e ai cugini, è particolarmente affezionato a una cugina anziana che si chiama Sook.
Egli era stato affidato alle cure della numerosa famiglia della madre, che aveva lasciato il marito dopo un solo anno di matrimonio, e raramente aveva visto i suoi genitori.
Un giorno, Sook, gli annuncia che il padre vuole che egli vada a trascorrere il Natale con lui. Buddy non vuole partire ma Sook lo convince dicendogli: "È la volontà del Signore. E chissà, Buddy, forse vedrai la neve".

Arrivato a New Orleans con il pullman trova il padre, un uomo alto e di bell'aspetto, che lo prende tra le braccia ridendo e piangendo. Buddy chiede dov'è la neve ma il padre gli dice che a New Orleans non c'è mai stata la neve.

Buddy trascorre la prima notte nella casa del padre e stenta a prendere sonno perché gli manca il bacio della buona notte di Sook e così inizia a chiedersi che cosa gli porterà Babbo Natale.

Trascorrono i giorni e Buddy inizia a conoscere meglio il padre con il quale passa molto tempo. Sarà durante questo Natale che scoprirà che i regali sotto l'albero li ha messi il padre e pensa allora che, se Babbo Natale non esiste, Sook gli aveva mentito.
Quando arriva il giorno della partenza, il padre non vuole lasciarlo andare ma Buddy riuscirà a ritornare da Sook: "Dodici ore dopo, ero a letto a casa mia. La stanza era al buio. Sook sedeva accanto a me dondolando su una sedia a dondolo, con un rumore rasserenante quanto le onde dell'oceano. Avevo cercato di raccontarle tutto ciò che era accaduto e avevo smesso solo quando ero diventato rauco come un cane che ha troppo ululato". Sook lo rasserenerà dicendogli che Babbo Natale esiste:" Ma certo che Babbo Natale esiste. Solo che non c'è nessuno che possa fare da solo tutto quello che deve fare lui. E allora il Signore ha distribuito i suoi compiti tra tutti noi".

Il dono di Ray Bradbury[modifica | modifica sorgente]

Il racconto "Il dono" di Ray Bradbury si svolge nello spazio il 24 dicembre 2052 ed è di genere fantascientifico ma in esso si trova la conferma che nel giorno di Natale i desideri di un padre, una madre e un figlio sono quelli di sempre e che il particolare sentimento di quel giorno non si può cambiare nemmeno tra le stelle.

Il mio Natale nel Galles di Dylan Thomas[modifica | modifica sorgente]

Nel racconto "Il mio Natale nel Galles", di Dylan Thomas, poeta e scrittore inglese nato nel 1914 a Swansea e morto a New York nel 1953, la scenografia è perfetta: neve, freddo, attesa dell'evento, immobilità di una giornata speciale.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

  • Canto di Natale - Trama dettagliata e analisi critica del Canto di Natale

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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