Natal'ja Sergeevna Šeremetevskaja

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Natal'ja Sergeevna Šeremetevskaja

Natal'ja Sergeevna Šeremetevskaja, contessa Brasova (conosciuta anche come Natalia Šeremetevskaja-Romanovskaya; in russo: Княгиня Наталья Брасова o Наталья Сергеевна Шереметевская?) (Mosca, 27 giugno 1880Parigi, 26 gennaio 1952), fu una nobildonna russa. Nata borghese, Natalia divenne parte della famiglia imperiale dei Romanov.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Natalia era la più giovane delle tre figlie di un avvocato moscovita, Sergei Sheremetevsky, e della moglie Julia. Nel 1902 sposò Sergei Mamontov, nato nel 1877 (nipote di Savva Ivanovič Mamontov), suonatore di piano come accompagnatore alla prove per l'Opera Mamontov ed in seguito al Teatro Bol'šoj. La coppia ebbe una figlia, Natalia "Tata" (nata il 2 giugno 1903). Trovando che Sergei fosse socialmente «scialbo», divorziò da lui nel 1905 e sposò il suo amante, il rittmeister (capitano) Vladimir Wulffert in russo: Вульферт?, un ufficiale dell'esercito che serviva nel reggimento dei corazzieri sotto il granduca Mikhail Aleksandrovič Romanov (18781918), fratello dello zar Nicola II.

Natalia aveva ventisette anni quando incontrò il granduca Mikhail Romanov, nel 1907, e si dice che tra i due scoppiò l'amore a prima vista. Divennero presto degli amanti inseparabili ed il Granduca scrisse al fratello Zar per chiedergli l'autorizzazione a sposarla. Quest'ultimo però negò la concessione, non solo perché era divorziata, ma anche perché ella non era di sangue reale.

Secondo la legge russa, Mikhail, erede presunto al trono nel caso in cui il gravemente malato zarevič Alessio morisse, avrebbe perso tutti i diritti successori nel caso in cui si fosse sposato senza il consenso dello Zar. Per un po' di tempo il granduca Mikhail e Natalia vissero assieme. Lei diede alla luce un figlio il 24 luglio 1910, e lo chiamò Giorgio, in onore del granduca Giorgio, fratello di Mikhail.

Mikhail alla fine ignorò il decreto del fratello e sposò segretamente Natalia a Vienna il 29 ottobre 1912[1] in una chiesa ortodossa serba; l'importanza della sede del matrimonio fu che questo non poté essere trascurato né dallo zar Nicola né dalla Chiesa ortodossa russa. Per questa azione lei e Mikhail vennero esclusi dalla successione imperiale da Nicola e vennero esiliati in Inghilterra. A Natalia non venne nemmeno riconosciuto il titolo di granduchessa, ma Nicola II, in seguito, nominò Natalia contessa Brasova ed il figlio conte Brasov, e legittimò il figlio Giorgio, benché questo non potesse comunque avanzare pretese al trono di Russia.

Allo scoppio della Prima guerra mondiale, Mikhail Aleksandrovič richiese a Nicola il permesso di ritornare in patria ed essere reintegrato nell'esercito, accompagnato dalla moglie e dai bambini. Egli ritornò a casa nella carica di generale russo, conducendo la Divisione Selvaggi in russo: Дикая Дивизия?, formata da Ceceni e Daghestani. Si ritiene che questa relativamente bassa posizione all'interno dell'esercito sia stata una forma di punizione dello Zar per il matrimonio del fratello. Mikhail in ogni caso guadagnò il più alto onore militare, la Croce di San Giorgio. Egli, a differenza di Nicola II, era un leader militare piuttosto popolare.

Nel marzo 1917, dopo l'abdicazione di Nicola in suo favore, il granduca Mikhail rifiutò di succedere al fratello sul trono degli zar finché questo non venisse ratificato dalla volontà popolare. Il Granduca e la sua famiglia vennero inizialmente messi agli arresti domiciliari a Gatčina, ed in seguito confinati nella remota città di Perm'; egli riuscì però a far uscire clandestinamente dal Paese il figlio e la figliastra per raggiungere la famiglia dell'Imperatrice Madre in Danimarca. In seguito Natalia obbedì agli ordini del marito e fuggì a Londra con un passaporto danese, camuffata da infermiera della Croce Rossa. Nel luglio 1918, suo marito venne assassinato a Perm, in Russia.

Natal'ja Sergeevna Šeremetevskaja morì di cancro all'ospedale di carità Laennec di Parigi il 26 gennaio 1952 in condizioni di povertà[2], e venne sepolta nel cimitero di Passy nella capitale francese assieme all'unico figlio maschio Giorgio Romanov, conte Brasov, che morì all'età di vent'anni in un incidente automobilistico il 22 luglio 1931. Come la madre, la figlia Tata (1903 – 1969) si sposò tre volte. Nel 1921, a diciotto anni, sposò, contrariamente alla volontà materna, il futuro conduttore della BBC Val Gielgud, ma divorziarono nel 1923. In seguito sposò il compositore e critico musicale Cecil Gray, con il quale ebbe una figlia, Pauline (nata nel 1929), ma divorziò anche da quest'uomo. Il suo terzo ed ultimo matrimonio fu quello contratto con Michael Majolier, dal quale nacque una seconda figlia, Alexandra.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Genealogy.eu
  2. ^ a b Museo dei Romanov, Perm' - Michele e Natasha: la morte della speranza

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Michael and Natasha, The Life and Love of the Last Tsar of Russia, Rosemary & Donald Crawford, Widenfeld & Nicholson, London. 1997
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