Natacha Rambova

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Natacha Rambova

Natacha Rambova, alla nascita Winifred Kimball Shaughnessy (Salt Lake City, 19 gennaio 1897Pasadena, 5 giugno 1966), è stata una danzatrice, scenografa, costumista, designer, sceneggiatrice e collezionista di antichità statunitense, ricordata soprattutto per essere stata la seconda moglie di Rodolfo Valentino. Come danzatrice ballò con Theodore Kosloff, Clifton Webb e lo stesso Rodolfo Valentino per il quale curò l'immagine. Ha disegnato con successo scene e costumi di molti balletti e di alcuni film e ha scritto sceneggiature (quasi sempre firmandosi con lo stesso pseudonimo). È stata attrice, spiritista e ha svolto importanti ricerche come egittologa.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Natacha Rambova con Rodolfo Valentino

Natacha Rambova, una pro-pro nipote di Heber C. Kimball, leader della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni nacque, con il nome di Winifred Shaughnessy da Winifred Kimball e dal suo secondo marito, Michael Shaughnessy. In seguito, adottata dal quarto marito della madre, l'industriale di cosmetici Richard Hudnut, prese il nome di Winifred Hudnut.

Fuga in Russia[modifica | modifica wikitesto]

Mandata a studiare in Inghilterra, scappò dalla scuola, finendo in Russia, dove assunse lo pseudonimo di Natacha Rambova e, finalmente, poté dedicarsi alla danza, suo grande amore. In tournée con il Balletto Imperiale Russo, venne sorpresa dalla rivoluzione proprio mentre si trovava negli Stati Uniti. Dovette quindi fermarsi giocoforza in patria, cominciando a interessarsi alla scenografia e ai costumi[1]. I suoi primi lavori furono (spesso neppure accreditata) per i film di DeMille, in team con Mitchell Leisen, uno scenografo che, più tardi, diventerà un apprezzato regista hollywoodiano.

Designer, scenografa, costumista[modifica | modifica wikitesto]

Dopo una travagliata storia d'amore con il danzatore Theodore Kosloff, la Rambova lavorò come art director per l'attrice Alla Nazimova, nativa di Jalta, che ne riconobbe il talento. Nazimova era all'epoca una delle più potenti dive di Hollywood: le menti più intelligenti e innovative dell'industria cinematografica la frequentavano e la omaggiavano. Rambova, la "più brillante e indipendente delle protette che frequentavano o lambivano il suo circolo lesbico"[2], contribuisce in maniera determinante alla cifra stilistica dei suoi film.

Per La signora delle camelie (1921), considerato il suo miglior lavoro, s'ispirò all'espressionismo tedesco di Hans Poelzig e Emil-Jaques Ruhlmann[3]. Le scenografie e i costumi creati per Salomè e basati su disegni di Aubrey Beardsley sono tuttora considerati innovativi.

Rodolfo Valentino[modifica | modifica wikitesto]

Fu proprio sul set di La signora delle camelie che la Rambova conobbe Rodolfo Valentino. I due si sposarono il 14 marzo 1922 a Mexicali. Il matrimonio con il divo nacque nel modo peggiore poiché l'attore fu arrestato per bigamia dopo appena qualche giorno: la legge americana del tempo permetteva, infatti, di risposarsi solo dopo un anno dalla separazione e il suo divorzio da Jean Acker non era ancora effettivo.

Rambova prende subito nelle sue mani la carriera del marito, entrando in rotta di collisione con la Paramount. Vuole che la casa di produzione investa al meglio per valorizzare il più possibile Valentino. Reputa scialbi e poco interessanti i film che gli vengono proposti e lo induce a "ricattare" la compagnia. O accetteranno le sue condizioni, o Valentino non lavorerà più. Lasky, il tycoon della Famous Lasky, non cede, forte di un contratto capestro che lega l'attore e gli impedisce di lavorare per altri. Natacha insiste e Valentino lascia gli schermi e la Paramount. Per vivere, torna alla sua vecchia professione di ballerino, in coppia, questa volta, con la moglie. Ormai il suo nome è entrato nel Pantheon delle star, anzi, è lui la STAR per eccellenza. L'anno in cui resta lontano dagli schermi, invece che far cadere il suo nome nel dimenticatoio, contribuisce a farne leggenda: gli spettacoli dove lui e Rambova si esibiscono - sponsorizzati dalla Mineraleva, ditta di cosmetici del patrigno di Natacha - sono assaliti da folle di fan plaudenti che vogliono vedere il loro idolo dal vivo. Alla fine, Lasky cede e accetta Rambova come supervisore dei film del marito.[4]

Il matrimonio terminò perché la United Artists (subentrata alla Paramount, nella produzione dei film di Valentino) vietò a Natacha di intromettersi negli affari del marito, di cui fino ad allora era stata unica manager.

Gli ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la separazione da Rodolfo Valentino, Natacha Rambova lasciò lo spettacolo e si dedicò al collezionismo e all'egittologia, di cui divenne un'esperta studiosa. Si trasferì a vivere in Europa. Nel 1934, sposò il conte Alvaro de Urzaiz, un aristocratico spagnolo di fede franchista con il quale rischiò di finire fucilata durante la guerra civile spagnola.[5]

A causa di una grave forma di sclerodermia si è spenta il 5 giugno 1966 a Pasadena all'età di 69 anni,

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Natacha Rambova e Theodore Kosloff nei costumi aztechi disegnati da Rambova per L'ultima dei Montezuma (1917)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Loredana Leconte, Fascino Latino in "A sud della passione", ed. Charta, dicembre 1995 pag. 85 ISBN 88-8158-048-9
  2. ^ Paola Cristalli, Valentino - Lo schermo della passione, Transeuropa Cinegrafie (Cineteca del Comune di Bologna), 1997 Pag. 26 ISBN 88-7828-110-7
  3. ^ Leider, Emily. "Dark Lover: The Life and Death of Rudolph Valentino" page 135
  4. ^ L'episodio è raccontato con profusione di particolari nel film biografico Valentino di Ken Russell dove Valentino è interpretato da Rudolf Nureyev e Natacha Rambova da Michelle Phillips
  5. ^ Kenneth Anger, Hollywood Babilonia, SugarCo, Milano 1960 e Adelphi, Milano 1987 (ISBN 8845902226)

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