Nasr ibn Sayyar

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Nasr ibn Sayyar al-Laythi al-Kinani (... – ...) è stato l'ultimo governatore della regione del Khorasan sotto la dinastia califfale degli Omayyadi.

A tale carica fu nominato nell’anno 738.

Sembra che tutta la sua carriera politica e militare si sia svolta nel Khorasan e nell’Est islamico.
Nel 705 partecipò a una campagna militare nell’alta regione dell’Oxus, sotto il comando del fratello dell’allora governatore del Khorasan, Qutayba ibn Muslim, e ricevette un villaggio come ricompensa.
Nel 724 condusse una campagna militare nel Ferghana (attuale Uzbekistan), sotto Muslim b. Sa‘d al-Kilabi e servì come governatore di Balkh (presso l’attuale città afghana di Mazar-e Sherif) per alcuni anni.

Dopo la morte del governatore Asad b. ‘Abd Allah al-Qasri, al califfo Hisham ibn 'Abd al-Malik fu consigliato di nominare Nasr b. Sayyar successore di Asad. Di 74 anni, con fama di persona “astemia, intelligente ed esperta” e forte inoltre dell’appoggio di alcuni dei più importanti gruppi tribali mudariti nel Khorasan, Nasr iniziò quello che è considerato l’ultimo periodo omayyade in Khorasan.

Nasr poteva contare sul supporto dell’antica muqatila (corpo militare di conquista) araba stanziata in Khorasan, ma presto fu coinvolto in scontri con i sostenitori yemeniti del precedente governatore del Khorasan, Asad al-Qasri. Nel 744 infatti ci fu una ribellione armata di alcuni gruppi della città di Marw (nel frattempo divenuta capitale della provincia del Khorasan al posto di Balkh), guidati da Juday ibn Ali al-Kirmani, capo degli Azd, che esigeva vendetta in nome dei Muhallabiti che gli Omayyadi avevano cacciato.

Molto più pericolosa fu la ribellione guidata nel 734 dal al-Harith ibn Surayj, un murgita che rimproverava alla dinastia omayyade un pericoloso allontanamento dai veri principi islamici. Nel 740 Nasr marciò contro la regione turca dello Shash e su Samarcanda, divenuta la base di Ibn Surayj, ma lo scontro fu evitato grazie all’accordo fra Nasr e il sovrano dello Shash che consegnò Ibn Surayj.

Durante il suo governatorato Nasr cercò di riparare alle lamentele degli arabi del Khorasan e alle tensioni tribali tramite riforme fiscali nella regione di Marw, dove i proprietari terrieri locali, i dehkan, avevano usato la loro influenza sociale per discriminare i coloni musulmani. Con le nuove riforme fiscali, musulmani e non musulmani dovevano pagare il kharaj, ossia la tassa sulla terra, mentre i non musulmani (in gran parte probabilmente zoroastriani) dovevano pagare in più la jizya.

La posizione di Nasr divenne difficile quando il califfato omayyade fu travolto dalle lotte civili alla morte del califfo Hisham nel 743. Molti cercarono di farsi nominare governatori del Khorasan dai successori di Hisham, ma Nasr fu riconfermato sia da Yazid III sia dall’ultimo omayyade, Marwan b. Muhammad.

Con l’Iraq infiammato dalla propaganda kharigita e dalla rivolta alide di Abd Allah ibn Mu'awiya (746), le comunicazioni di Nasr con il centro del califfato furono tagliate e con essa la speranza di ricevere truppe di rinforzo che aiutassero i suoi sostenitori mudariti a combattere gli Azd, contrari al governo omayyade e poi, dal 747, a combattere il leader della da'wa abbaside, Abu Muslim.

Nel 748 Nasr fu costretto a evacuare Marw e a scappare a Nīshāpūr. Tuttavia la sconfitta di suo figlio Tamim a Tus lo costrinse ad abbandonare anche Nīshāpūr e a scappare verso ovest.
Intanto nuove truppe furono finalmente mandate dall’Iraq ma furono sconfitte a Rayy dal luogotenente di Abu Muslim, Qahtaba ibn Shabib. Mentre si ritirava, Nasr si ammalò e morì a Sawa, nel nord-est della Persia, il 9 dicembre 748, equivalente al 12 Rabi' I 131 dell’Egira, mentre l’avanzata abbaside diventava sempre più irresistibile.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Lemma «Nasr b. Sayyar», in: Encyclopédie de l’Islam (C. Edmund Bosworth), E.J. Brill - G.-P. Maisonneuve & Larose, Leiden-New York-Parigi, 1960-2005 (vol. VII, 1993).
  • Tabari, Ta’rīkh al-rusul wa l-mulūk (Storia dei profeti e dei re), Muhammad Abu l-Fadl Ibrahim (ed.), Il Cairo, Dar al-ma‘ārif. 1966-1977.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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