R. K. Narayan

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Rasipuram Krishnaswami Ayyar Narayanaswami (in hindi: ராசிபுரம் கிருஷ்ணசுவாமி அய்யர் நாராயணசுவாமி; Chennai, 10 ottobre 1906Chennai, 13 maggio 2001) è stato uno scrittore indiano.

È tra i più conosciuti e i più letti scrittori indiani in lingua inglese. Fu varie volte candidato al premio Nobel premio Nobel per la letteratura e vinse il massimo riconoscimento letterario indiano, ovvero il National Prize della Sahitya Akademi, con The Guide (1958).

L'opera e il successo in Occidente[modifica | modifica wikitesto]

Autore di quattordici romanzi e svariate raccolte di racconti e altri scritti, tutti in inglese, fu scoperto da Graham Greene che, entusiasta del suo primo romanzo Swami and friends (1935), s'adoperò per trovargli un editore in Occidente. Greene gli rimase amico per una vita e ne decretò il successo nel mondo anglosassone, ove Narayan fu per lungo tempo, prima del caso Salman Rushdie, forse il più noto narratore di origini indiane. Paragonato a Faulkner, ma anche definito un "Čechov indiano", ammirato tra gli altri da W.S. Maugham e John Updike, Narayan privilegia uno stile assai semplice e una scrittura realistica e molto scorrevole, che risulta di grande godibilità anche in traduzione. Notevole è la sua capacità di evidenziare l'umorismo delle situazioni, in una società provinciale in cui si agitano bottegai e avvocaticchi, ex mendicanti e affaristi, una piccola avida borghesia che vive frenetica accanto al vecchio statico mondo dei contadini e dei santoni. I suoi romanzi sono ambientati nella cittadina immaginaria di Malgudi, soprattutto nelle strade e negli ambienti popolari, un microcosmo dell'India Meridionale che riflette ancora i valori e le usanze del mondo rurale e arcaico indiano, ma insieme anche l'incontro/scontro con la modernizzazione che avanza inesorabile. Sennonché la cifra narrativa di Narayan è quella dell'ironia, della distaccata ma acuta osservazione dei mutamenti in atto, piuttosto che quella della denuncia sociale o politica. Notevole è anche il continuo riferimento dei suoi personaggi e ambienti al patrimonio letterario e religioso dell'India (i libri sacri, le tradizioni e i riti indù), particolarmente amato e studiato dall'Autore, il che fa di Narayan il cantore di un mondo che, pur non chiudendosi al Moderno, resta sempre profondamente orgoglioso della propria identità e del proprio patrimonio culturale.

Traduzioni italiane[modifica | modifica wikitesto]

  • La grande frode, Adelphi, Milano 1972 (tr. it. di The guide, ed. originale Frassinelli, Torino 1959)
  • Il Ramayana, Guanda, Milano 1991 (nell'originale è una riduzione in inglese del capolavoro della letteratura classica)
  • Il mondo di Nagaraj, Giunti, Firenze 1992
  • Il Mahabharata, Guanda, Milano 1992 (nell'originale è una riduzione in inglese del capolavoro della letteratura classica)
  • Raju della ferrovia, Zanzibar, Milano 1994 (tr. it. di The guide)
  • Una tigre per Malgudi, Guanda, Milano 1997
  • Dei e demoni dell'India, Guanda, Milano 1997
  • Swami e i suoi amici, Giunti, Firenze 1997
  • Il pittore di insegne, Giunti, Firenze 1998
  • La stanza di Savitri, Zanzibar, Milano 1998
  • Un elefante per Malgudi, Giunti, Firenze 1999
  • Il chiacchierone, Guanda, Milano 1999
  • Il mago della finanza, Il Sole 24Ore Libri 2000
  • Il nostro amico Sampath, Marcos y Marcos, Milano 2000
  • Aspettando il Mahatma, Guanda, Milano 2001
  • Il laureato, Marcos y Marcos, Milano 2002
  • L'insegnante di inglese, Guanda, Milano 2006
  • L'Angolo del Martire

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 111543455 LCCN: n79141285