Nanni di Bartolo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Madonna col Bambino del Museo Stibbert (1420-1423)
Nanni di Bartolo e Donatello, Abramo e Isacco, 1421, Museo dell'Opera del Duomo (Firenze)

Nanni di Bartolo, detto anche il Rosso (Firenze, ... – ...), è stato uno scultore italiano, per la precisione fiorentino, la cui attività è documentata tra il 1419 e il 1451.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Alla cattedrale di Firenze[modifica | modifica wikitesto]

Sulla sua biografia le notizie sono molto scarse, nulle per quanto riguarda la sua giovinezza e la sua formazione artistica. Iscrizione successive lo ricordano come fiorentino. Il primo documento che lo riguarda risale al 1419 e consiste in una commissione da parte dell'Opera del Duomo di Firenze per una statua, alla quale seguirono altre opere per il cantiere della cattedrale almeno fino al 1422. Tra il 1420 e il 1421 lavorò a una statua per il Campanile di Giotto, opera già lasciata incompiuta dallo scultore Bernardo Ciuffagni. Di nuovo lavorò per il campanile collaborando con Donatello alla realizzazione dell'Abramo e Isacco e in seguito scolpendo da solo il Profeta Abdia. Suo è anche il San Giovanni Battista apocrifamente firmato "Donatello".

Il suo stile, sebbene dimostri uno studio delle novità rinascimentali, tradisce ancora inflessioni e cadenze ritmiche di ispirazione tardogotica, più vicino alle opere della gioventù di Lorenzo Ghiberti.

Nel Museo di San Francesco si trova un bassorilievo in marmo a lui attribuito che rappresenta San Francesco e la Madonna col Bambino. Alla sua produzione sono riferiti anche una Madonna mutila in collezione privata e una serie di stucchi fatti a partire da una medesima matrice, in cui Maria solletica il collo del figlio addormentato. Queste opere, per la precoce datazione attribuita agli anni venti del quattrocento, vengono indicate tra le prime terrecotte rinascimentali assieme a quelle di Lorenzo Ghiberti e di Donatello.

Venezia e Veneto[modifica | modifica wikitesto]

Il Giudizio di Salomone, Palazzo Ducale, Venezia

Un documento dell'Opera fiorentina lo ricorda fuggito da Firenze per debiti l'11 febbraio 1424 e il 14 maggio dello stesso anno lo si ritrova infatti a Venezia, dove lavorò ad opere non esattamente definite per la decorazione della Basilica di San Marco o forse del Palazzo Ducale, presso il quale gli viene attribuito il Giudizio di Salomone sullo spigolo nord-occidentale esterno. Fino al 1435 restò in Veneto.

Per la chiesa di San Fermo Maggiore a Verona eseguì certamente il Monumento Brenzoni, firmato ed eseguito intorno al 1426 con la decorazione pittorica di Pisanello. Abbastanza certe sono anche le attribuzioni di alcune parti decorative del portale della chiesa di San Nicola a Tolentino, databili tra il 1432 e il 1435, come la lunetta raffigurante la Madonna col Bambino e due Santi laterali. L'opera ha infatti evidenti attinenze con una Madonna col Bambino in terracotta policroma nella chiesa di Ognissanti di Firenze, riferibile agli anni venti.

Nel 1437 mise in opera la tomba del beato Pacifico (m. nel 1432) in Santa Maria dei Frari a Venezia.

Ultima fase[modifica | modifica wikitesto]

Non si hanno notizie certe circa un suo eventuale rientro a Firenze, anche se il documento più tardo che lo menzioni, risalente al 1451, allude ad un marmo abbozzato prima di partire una seconda volta dalla città toscana.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]