Nakagin Capsule Tower

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Coordinate: 35°39′56.2″N 139°45′48.2″E / 35.665611°N 139.763389°E35.665611; 139.763389

Nakagin Capsule Tower
Nakagin Capsule Tower 2007-02-26.jpg
La’edificio visto dal basso
Ubicazione
Stato Giappone Giappone
Località Tokyo
Informazioni
Condizioni In uso
Costruzione 1970-1972
Inaugurazione 1972
Uso residenziale e commerciale
Piani 13
Area calpestabile 3,091.23 m²
Realizzazione
Architetto Kishō Kurokawa
 

Il Nakagin Capsule Tower (中銀カプセルタワー Nakagin Kapuseru Tawā?) è un edificio ad uso misto residenziale e commerciale ubicato a Shimbashi, sobborgo di Tokyo in Giappone. Progettato dall'architetto Kishō Kurokawa, l’edificio è un raro esempio del Movimento metabolista, un periodo che divenne emblematico della rinascita culturale del Giappone del dopoguerra[1] e pertanto è stato il primo esempio al mondo di capsula architettonica costruita per un effettivo utilizzo. L'edificio è ancora in uso ma a partire dal 2010 è stato progressivamente abbandonato.[1]

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Nakagin Capsule Tower

Completato nel 1972 su progetto dell’architetto giapponese Kishō Kurokawa, l’edificio è uno dei pochissimi esempi del Movimento metabolista giapponese tipico del secondo dopoguerra. Dopo anni di utilizzo residenziale e commerciale, dagli anni duemila dimostra evidenti segni di decadimento e dal 2010 è iniziato il suo progressivo abbandono anche a causa dell’ingente presenza di amianto. Nell'ottobre 2012 risultavano occupate ancora una trentina delle 140 capsule abitative, mentre altri sono utilizzati come spazi di archiviazione o uffici, o semplicemente abbandonati e lasciati in rovina.[2][3]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Una vista dell’interno del Nakagin Capsule Tower
Un filmato del Nakagin Capsule Tower

L’edificio è composto da una torre di tredici piani interconnessa ad una di undici realizzate da capsule sovrapposte ancorate ad una struttura di cemento armato delle torri. Ciascuna capsula abitativa misura 2,3 metri di larghezza per 3,8 di lunghezza e 2,1 metri di altezza ed è stata realizzata con pannelli d’acciaio rivestiti di materiale isolante ‘’Kenitex’’ e sono tutte rimovibili indipendentemente dalla loro ubicazione. L’elemento più caratteristico è l’oblò che rappresenta l’unica finestra delle singole capsule abitative prefabbricate. All’interno, due delle quattro pareti sono arredate da specifici mobili su misura che includono sportelli, angolo cottura intergrato, frigorifero, televisione, telefono, un registratore audio, radio, una scrivania estraibile e, al di sotto dell’oblò, è ubicato il letto futon, nel più tipico stile giapponese. Inoltre le capsule sono tutte dotate di un vano che ospita i servizi igienici del tutto analoghi a quelli presenti a bordo di aerei e treni.

Ipotesi per il futuro[modifica | modifica wikitesto]

Fermo restando che le singole capsule possono essere rimosse singolarmente dai relativi proprietari, nel 2006 si è stimato che il costo di ristrutturazione e di bonifica sfiori i 6,2 milioni di Yen per ciascuna unità abitativa.[4]

Nell’aprile del 2007 i residenti hanno votato per la sua demolizione che permetterebbe la costruzione di un nuovo edificio, tuttavia il Japan Institute of Architects ha proposto di sfruttare la versatilità di utilizzo della struttura per smontarla e ubicarla altrove ma pare non sia ancora stata trovata una corretta ubicazione.

Ad opporsi alla sua demolizione è stato anche il critico architettonico del New York Times Nicolai Ouroussoff che ha descritto l’edificio come:[1]

« Splendida architettura, come tutti i grandi edifici. È la cristallizzazione di un ideale culturale di grande portata. La sua esistenza si distingue anche per il forte richiamo e per le sue molteplici potenzialità. »

L’edificio nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Nicolai Ouroussoff, Architecture: Future Vision Banished to the Past, The New York Times, July 7, 2009, Accessed July 7, 2009.
  2. ^ https://www.facebook.com/photo.php?fbid=420210094709407&set=a.301442853252799.74003.301418396588578&type=1
  3. ^ Internazionale » L’avanguardia dimenticata
  4. ^ https://www.facebook.com/photo.php?fbid=367111940019223&set=a.301442853252799.74003.301418396588578&type=1
  5. ^ http://www.movie-locations.com/movies/w/Wolverine.html#.VBgH1BbRXnM

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]