Nafazolina

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.
Nafazolina
Naphazoline Structural Formulae.png
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolare C14H14N2
Massa molecolare (u) 210.30 g/mol
Codice ATC R01AA08S01GA01
Indicazioni di sicurezza
Simboli di rischio chimico
tossicità acuta

pericolo

Frasi H 300
Consigli P 264 - 301+310 [1]

La nafazolina è un principio attivo.

Indicazioni[modifica | modifica sorgente]

Indicata nel trattamento degli stati congestizi della congiuntiva caratterizzati da irritazione, bruciore, arrossamento dell'occhio, eccessiva lacrimazione, fotosensibilità.

Indicata nel trattamento sintomatico delle riniti e faringiti acute catarrali, riniti allergiche e vasomotorie, sinusiti acute [2].

Avvertenze[modifica | modifica sorgente]

Modalità di somministrazione: per ridurre l'assorbimento sistemico della nafazolina e conseguentemente il rischio di effetti collaterali sistemici, in particolare nella popolazione pediatrica, si consiglia di chiudere l'occhio trattato per tre minuti oppure occludere il dotto nasolacrimale (preparati oftalmici). In caso di utilizzo contemporaneo di altri preparati oftalmici, lasciar intercorrere almeno 5 minuti fra la somministrazione della nafazolina e quella di altri farmaci [2].

Durata del trattamento: limitare il trattamento topico con nafazolina a 4-5 giorni di terapia. L'uso protratto di preparati decongestionanti nasali, inclusa nafazolina, può alterare la normale funzione della mucosa del naso e dei seni paranasali, inducendo anche assuefazione al farmaco; può inoltre provocare congestione rebound (peggioramento dell'ostruzione nasale), rinite iatrogena e fenomeni di sensibilizzazione. L'uso prolungato di nafazolina può comportare ridotta sensibilità dei recettori adrenergici, recettori su cui agisce il farmaco, fino a tachifilassi (diminuzione fino a scomparsa dell'effetto farmacologico dopo somministrazione ripetute di un farmaco ad intervalli di tempo brevi). La ridotta sensibilità recettoriale e il danno della mucosa nasale sono probabilmente le cause della rinite iatrogena o medicamentosa. Anomalie anatomiche, come la deviazione del setto, o condizioni patologiche, come la poliposi nasale, sembrano facilitare la comparsa di rinite iatrogena in seguito all'uso di decongestionanti nasali. Sembrerebbe inoltre che la presenza di benzalconio cloruro come eccipiente (azione antisettica) possa favorire l'incidenza di congestione rebound: possibile attività anticolinergica in virtù della sua struttura quaternaria [3].

Tossicità neurologica: avvisare il medico se compaiono insonnia, vertigine, sedazione, tremore, extrasistole. Particolarmente a rischio sono i pazienti pediatrici: l'uso di preparati per uso topico contenenti nafazolina aumenta fino a 20 volte il rischio di ospedalizzazione per sintomi a carico del sistema nervoso centrale (depressione del SNC) [2].

Pazienti pediatrici: la nafazolina è controindicata nei pazienti pediatrici di età inferiore a 6 oppure 10 anni a seconda della specialità medicinale e del dosaggio di nafazolina (concentrazioni > 0,025 g% sono controindicate in bambini con età < 10 anni). L'analisi dei dati di letteratura, inclusi i database relativi alle segnalazioni spontanee nei diversi paesi, ha evidenziato una maggiore esposizione per i pazienti pediatrici agli effetti sistemici dei decongestionanti nasali o oftalmici per uso topico. Fra gli effetti avversi è stata segnalata depressione del sistema nervoso centrale, con sonnolenza e torpore evidente, ed effetti a carico dell'apparato cardiocircolatorio. L'utilizzo inoltre delle formulazioni in gocce nasali, facilita l'assorbimento del farmaco per deglutizione aumentando il rischio degli effetti collaterali sistemici [2].

Pazienti anziani: somministrare nafazolina con cautela in particolare se il paziente presenta grave patologia cardiovascolare, diabete, ipertensione non controllata [2].

Diabete, ipertensione, ipertiroidismo, aritmia, tachicardia, feocromocitoma, ipertrofia prostatica: la somministrazione di preparati a base di nafazolina richiede cautela in pazienti che presentano queste patologie. Sebbene la nafazolina sia somministrata per inalazione o per via topica nel sacco congiuntivale, non possono essere esclusi a priori effetti sistemici connessi all'attivazione del sistema simpaticomimetico. L'azione sui recettori alfa adrenergici della muscolatura liscia vasale potrebbe comportare un rialzo dei valori pressori con il rischio di comparsa di bradicardia sinusale riflessa da attivazione vagale. La stimolazione del sistema simpaticomimetico, inoltre, è associato ad un aumento della funzione tiroidea e della glicemia che potrebbe comportare crisi tireotossica negli ipertiroidei e crisi iperglicemica nei pazienti diabetici. La stimolazione recettoriale alfa adrenergica aumenta il tono dello sfintere vescicale che, in pazienti con ipertrofia prostatica, potrebbe indurre blocco della minzione [2].

Glaucoma: la nafazolina non deve essere somministrata in caso di glaucoma ad angolo acuto ad eccezione dei pazienti che sono stati sottoposti a iridectomia [2].

Secchezza oculare: se si presenta secchezza oculare durante il trattamento con nafazolina, interrompere la somministrazione del farmaco [2].

Lenti a contatto: se fra gli eccipienti è presente benzalconio cloruro, è necessario rimuovere le lenti a contatto per instillare il collirio e attendere almeno 15 minuti prima di reinserire le lenti a contatto (il benzalconio cloruro può danneggiare la lente a contatto) [2].

Gravidanza: durante la gravidanza il farmaco va somministrato solo in caso di effettiva necessità e sotto il diretto controllo del medico [2].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sigma Aldrich; rev. del 20.08.2013, riferita al cloridrato
  2. ^ a b c d e f g h i j Pharmamedix: Nafazolina http://www.pharmamedix.com/principiovoce.php?pa=Nafazolina&vo=Avvertenze
  3. ^ Graf P. et al., Arch. Otolaryngol Head Neck Surg., 1999, 125 (10), 1128