Naegleria fowleri

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Naegleria fowleri
Naegleria fowleri
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Protista
Phylum Percolozoa
Classe Heterolobosea
Ordine Schizopyrenida
Famiglia Vahlkampfiidae
Genere Naegleria
Specie N. fowleri
Nomenclatura binomiale
Naegleria fowleri
Carter, 1970

Naegleria fowleri è un protista, in una delle sue fasi esteriormente affine a un’ameba, che vive in acqua dolce a temperature variabili, incistandosi sotto i 10 ºC e sviluppandosi al meglio in acque tiepide fino a 42 ºC. Come tutti gli appartenenti al phylum Percolozoa ha alcune affinità esteriori con i flagellati, alternando alle fasi ameboidi fasi flagellate. Si tratta di un organismo a vita libera che occasionalmente può parassitare i vertebrati, principalmente mammiferi.

Nell’uomo un'infezione da N. fowleri può causare una malattia estremamente grave – in altissima percentuale letale: la meningoencefalite amebica primaria (PAM o PAME), che colpisce il sistema nervoso centrale. La malattia ha un andamento rapido, che se non diagnosticata e curata celermente conduce alla morte nell'arco di una settimana.

Ciclo biologico[modifica | modifica sorgente]

Naegleria fowleri osservata in microscopia a fluorescenza dopo una colorazione con anticorpi specifici marcati (immunofluorescenza diretta).

Ha un ciclo di vita molto semplice: vive generalmente come forma amebica di 20 μm circa in fanghiglie acquose: quando le condizioni ambientali diventano inospitali, esempio abbassamento della temperatura, si trasforma in una cisti mononucleata che può sopravvivere a lungo in attesa di condizioni migliori. Nell’acqua libera, se le caratteristiche ambientali lo richiedono (salinità e disponibilità di nutrienti) la forma amebica si trasforma in una forma biflagellata un po’ più piccola, mononucleata e molto attiva negli spostamenti alla ricerca di habitat migliori.

Patogenesi[modifica | modifica sorgente]

In alcuni casi può diventare altamente patogena per l’uomo, causando la meningoencefalite amebica primaria (PAM). Quando l’uomo utilizza raccolte d’acqua in cui siano presenti le forme biflagellate, se l'acqua giunge accidentalmente all'interno delle cavità nasali, queste forme, seguendo un gradiente di temperatura a loro favorevole, possono penetrare attraverso la mucosa olfattiva, risalire lungo le fibre del nervo olfattivo in cavità cranica attraverso la lamina cribrosa dell'Osso etmoide, fino ad arrivare al cervello attraverso i bulbi olfattivi.

Qui, in condizioni ottimali di temperatura e di nutrienti, i parassiti si moltiplicano molto attivamente e rapidamente, distruggendo, nutrendosene dopo digestione enzimatica, il tessuto nervoso cerebrale. Le lesioni necrotico-emorragiche di questa malattia la rendono letale in una misura superiore al 90% dei casi. L’infezione umana viene contratta nuotando in fiumi o laghi, soprattutto quando la temperatura dell'acqua è relativamente elevata, e attraverso pratiche di lavaggio delle cavità nasali con acque infette a scopo igienico o rituale.

Anche il nuoto in piscina costituisce un fattore di rischio, nel caso in cui le acque e i filtri della stessa non vengano puliti con accuratezza e regolarità. Fondamentale è, altresì, una adeguata clorazione dell'acqua (una concentrazione di cloro di 0,5 mg/l è, in genere, un presidio profilattico sufficiente).

Patologia, diagnosi e controllo[modifica | modifica sorgente]

Avvertenza
Le informazioni qui riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. Questa voce ha solo scopo illustrativo e non sostituisce il parere di un medico: leggi le avvertenze.

La meningoencefalite amebica primaria è caratterizzata da febbre, alterazione del sensorio, nausea, vomito, cefalea, e segni neurologici focali. Il quadro può evolvere rapidamente a coma e morte. La diagnosi si basa sull'isolamento dell'ameba dal liquido cefalorachidiano o spesso da materiale autoptico. Non esiste un protocollo terapeutico standard, sebbene alcuni farmaci sembrano avere buon effetto come l’amfotericina B, un antifungo attivo su Naegleria fowleri. Tuttavia i pazienti sopravvissuti sono in tutto meno di una decina. È da segnalare comunque che l'infezione da Naegleria fowleri sembra essere un evento relativamente raro. In Italia è stato finora segnalato un unico caso[1].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Cogo PE, Scagli M, Gatti S, Rossetti F, Alaggio R, Laverda AM, Zhou L, Xiao L, Visvesvara GS. Fatal Naegleria fowleri meningoencephalitis, Italy. Emerg Infect Dis. 2004 Oct;10(10):1835-7. PubMed PMID: 15504272

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