Nachi (incrociatore)

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Nachi
Il Nachi nel novembre 1928 subito dopo un "piena potenza" durante le prove in mare
Il Nachi nel novembre 1928 subito dopo un "piena potenza" durante le prove in mare
Descrizione generale
Naval Ensign of Japan.svg
Tipo incrociatore pesante
Classe Classe Myōkō
Proprietà Naval Ensign of Japan.svg Dai-Nippon Teikoku Kaigun
Varata 1929
Caratteristiche generali
Dislocamento 10.160 t
Lunghezza 204 m
Larghezza 17 m
Pescaggio 5,8 m
Velocità 35,5 nodi  (65,7 km/h)
Autonomia 8.000 n.mi. a 14 nodi (15.000 km a 26 km/h)
Equipaggio 773
Armamento
Armamento artiglieria:
  • 10 cannoni da 203mm
  • 8 cannoni da 5"/40 (127mm) Dual Purpose (antiaereo ed antinave)
  • fino a 52 mitragliere antiaeree da 25mm

siluri:

  • 8 siluri da 610mm in impianti quadrupli
Mezzi aerei disponibili su CombinedFleet

dati tratti da [1]

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Il Nachi fu un incrociatore pesante costruito sul finire degli anni venti per la Marina imperiale giapponese[1]. Dislocava circa 13.000 tonnellate, ed era dotato di 10 cannoni da 203mm, una discreta corazzatura e 8 siluri da 610mm (24") in impianti quadrupli[1].

Servizio[modifica | modifica wikitesto]

La nave partecipò, senza impegnare combattimento, alla battaglia dello stretto di Surigao, durante la battaglia del Golfo di Leyte. Essa faceva parte della retroguardia della Forza Meridionale, la "Forza per il Secondo Colpo", comandata dal viceammiraglio Kiyohide Shima, che si era avvicinata allo Stretto di Surigao a circa 40 miglia a est dell'unità di Nishimura, già pesantemente danneggiata dagli statunitensi. Anch'essa venne attaccata dalle motosiluranti. Una di queste colpì l'incrociatore leggero Abukuma con un siluro; danneggiata, la nave dovette abbandonare la formazione. I due incrociatori pesanti di Shima (il Nachi e l'Ashigara) e gli otto cacciatorpediniere di scorta incontrarono le residue forze di Nishimura. Vedendo ciò che credeva essere i relitti delle due corazzate di Nishimura (in realtà si trattava delle due metà della Fusō), Shima ordinò la ritirata. La sua nave ammiraglia, l'incrociatore Nachi, si scontrò con la Mogami, allagando la sala di comando di quest'ultima mentre l'Ashigara ne uscì indenne.[2].

Il 28 ottobre 1944 viene ricoverata nella base navale (ex-USA) di Cavite in bacino per riparazioni alla prora[3]; il 2 novembre le riparazioni sono completate e il 5 novembre salpa senza il viceammiraglio Shima per sfuggire ad un'ondata di 60 aerei proveniente dalla Task Force 38, ma alle 12:50 viene colpita da varie bombe e siluri ed immobilizzata, ed il cacciatorpediniere Asagumo tenta il soccorso; una ulteriore ondata alle 14:00 fa a pezzi il Nachi e danneggia il cacciatorpediniere, del quale poi l'altro cacciatorpediniere Ushio tenta il traino, mentre Shima assiste dalla riva[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Myoko-class Heavy Cruiser. URL consultato l'8 marzo 2012.
  2. ^ Bob Hackett, Sander Kingsepp, HIJMS Ashigara: Tabular Record of Movement in Stories and Battle Histories of the IJN's Cruiser Force. URL consultato il 9 marzo 2012.
  3. ^ a b Bob Hackett, Sander Kingsepp, HIJMS Nachi: Tabular Record of Movement in Stories and Battle Histories of the IJN's Cruiser Force. URL consultato il 9 marzo 2012.

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