Nabigha al-Dhubyani

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca
Se hai problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.

al-Nābigha al-Dhubyanī (arabo: النابغة الذبياني‎) - il cui vero nome era Ziyād ibn Muʿāwiya - (c. 535 - c. 604), è stato poeta arabo vissuto nell'ultima parte della Jāhiliyya.

La sua tribù, i Banu Dhubyan, risiedeva nelle relative vicinanze di Mecca, ma Nābigha stesso passò la maggior parte del suo tempo nelle corti di al-Hīra e dei Ghassanidi. Rimase alla corte lakhmide di al-Hīra sotto Mundhir III, e sotto il suo successore al-Nuʿmān III. Fu comunque costretto a rifugiarsi nella corte ghassanide di al-Jābiya, a causa di alcuni versi che aveva scritto sulla regina, ma vi ritornò nuovamente nel 600. Quando al-Nuʿmān III morì circa cinque anni dopo, tornò presso la sua tribù.
La data della sua morte è incerta. ma sembra che non abbia conosciuto l'Islam. Le sue poesie consistono per la maggior parte di elegie e satire e riguardano la lotta di al-Hīra e dei Ghassanidi, dei Banu Abs e dei Banū Dhubyān.

Le sue poesie sono state pubblicate da Wilhelm Ahlwardt in Diwans of the six ancient Arabic Poets (Londra, 1870), e separatamente da Hartwig Derenbourg (Parigi, 1869, nuova edizione rispetto a quella proposta nel 1868 dalla rivista orientalistica Journal Asiatique).

[modifica] Bibliografia

Oltre quella citata nel lemma, si veda anche:

  • Ṭāhā Husayn, Fī shiʿr al-jāhilī, Il Cairo, 1926.
  • Edmund von Grunebaum, "Pre-Islamic Poetry", in: Muslim World, XXXII (1942), pp. 147-153.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali
Namespace

Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti
Altre lingue