Nûr Bânû

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Cecilia Baffo, meglio nota come Nûr Bânû (1525 circa – Istanbul, 7 dicembre 1587), di origini veneziane, era la favorita del sultano Selîm II e madre del sultano Murâd III.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Era figlia naturale di Niccolò Venier e di Violante Baffo. Il padre, esponente di una nota famiglia del patriziato veneziano, era signore dell'isola di Paro; più scarse le notizie attorno alla madre e non è chiaro se appartenesse anch'essa all'aristocrazia come membro dell'omonima casata.

Nel 1537, il noto corsaro Khayr al-Din Barbarossa conquistò l'isola e Cecilia fu imprigionata. Condotta a Costantinopoli, fu introdotta nell'harem di Selîm II e fu scelta come favorita. Si convertì dunque all'islam assumendo il nome di Nûr Bânû e il 4 luglio 1546 diede alla luce il suo unico figlio, l'erede al trono Murâd III.

Nel 1558 Selîm inviò un messo a Venezia perché fosse accertata la nobiltà della consorte: il Senato riferì che Nûr Bânû era figlia del defunto Niccolò Venier e che in città viveva ancora il fratello di lui, Zuan Francesco.

I baili veneziani dell'epoca riferiscono che Nûr Bânû ebbe grande influenza sulla politica del sultano, il quale apprezzava non solo la sua bellezza, ma anche la notevole intelligenza. Gli stessi erano convinti che questa situazione potesse tornare favorevole alla Serenissima, in un momento di non facili rapporti con l'Impero Ottomano. Non è chiaro però perché Nûr Bânû venga citata nei dispacci degli ambasciatori solo a partire dal 1566, quando viveva a Istanbul da oltre vent'anni.

Quando nel 1574 Murâd III salì al trono, la Vâlide Sultân ("sultana madre", come veniva ormai chiamata) mantenne il suo ruolo di primo piano consigliando il figlio nelle decisioni politiche.

Per quanto riguarda i rapporti con l'estero, Nûr Bânû non dimenticò le sue origini e cercò sempre di impedire gli scontri militari con la Serenissima. Dal canto suo, il governo la ricambiò sempre con ricchi doni. Ebbe contatti anche con gli altri Stati italiani; nel 1580, in particolare, Caterina de' Medici le scrisse per intervenire nel rinnovo delle capitolazioni.

Negli ultimi anni l'influenza di Nûr Bânû a corte fu notevolmente minata da gelosie e intrighi. La sua maggiore oppositrice sarebbe stata Safiyye Sultân, favorita di Murâd e madre di Mehmed III, che come la suocera ebbe un ruolo di primo piano nell'indirizzare le scelte di marito e nipote.

Ammalatasi gravemente per un cancro allo stomaco (o forse avvelenata), morì nel 1583 e fu sepolta accanto a Selîm II nella moschea di Santa Sofia. Circa un terzo del suo immenso patrimonio venne lasciato a moschee e fondazioni di beneficenza.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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