Mystromys albicaudatus

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Ratto dalla coda bianca africano
Immagine di Mystromys albicaudatus mancante
Stato di conservazione
Status iucn3.1 EN it.svg
In pericolo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Superordine Euarchontoglires
Ordine Rodentia
Famiglia Nesomyidae
Sottofamiglia Mystromyinae
Genere Mystromys
Wagner, 1841
Specie M.albicaudatus
Nomenclatura binomiale
Mystromys albicaudatus
Smith, 1834
Sinonimi

M.albipes, M.antiquus, M.fumosus, M.hauslichtneri, M.lanuginose

Il ratto dalla coda bianca africano (Mystromys albicaudatus Smith, 1834) è un roditore della famiglia dei Nesomyidae, unica specie del genere Mystromys (Wagner, 1841) e della sottofamiglia dei Mystromyinae, diffuso nell'Africa meridionale.[1][2]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Roditore di piccole dimensioni, con la lunghezza della testa e del corpo tra 105 e 184 mm, la lunghezza della coda tra 50 e 97 mm, la lunghezza del piede tra 24 e 32 mm, la lunghezza delle orecchie tra 20 e 29 mm e un peso fino a 130 g.[3]

Il cranio presenta una scatola cranica accorciata. La bolla timpanica è moderatamente rigonfia. I piatti zigomatici hanno i margini anteriori diritti. Il foro intra-orbitale è di forma ovale. Il palato si estende leggermente oltre il terzo molare mentre i fori palatali raggiungono la base del primo. Il processo coronoide della mandibola è molto lungo. I denti masticatori hanno una caratteristica struttura delle cuspidi a zig-zag. Gli incisivi sono privi di solchi, sebbene sia presente una coppia di leggere creste longitudinali.
Sono caratterizzati dalla seguente formula dentaria:

3 0 0 1 1 0 0 3
3 0 0 1 1 0 0 3
Totale: 16
1.Incisivi; 2.Canini; 3.Premolari; 4.Molari;

Il corpo è tozzo con la testa e gli occhi grandi. La pelliccia è molto soffice e lanosa. Le parti superiori variano dal grigio chiaro al grigio-giallastro, talvolta cosparse di peli con la punta nerastra. Una banda longitudinale scura si estende tra gli occhi attraverso le orecchie fino a sfumare sulla testa. I lati del muso, il naso e gli arti sono più chiari del dorso. Le parti inferiori e le zampe sono bianchi. Le zampe anteriori hanno 4 dita. I piedi ne hanno 5, tutte fornite di artigli affilati. La pianta dei piedi è priva di peli. Le orecchie sono grandi. La coda è più corta della testa e del corpo, uniformemente bianca e ricoperta finemente di piccoli peli. Le femmine hanno 2 paia di mammelle inguinali.

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Comportamento[modifica | modifica wikitesto]

È una specie terricola e notturna, particolarmente attiva durante le piogge. Non è particolarmente sociale. Vive in fenditure nel terreno o costruisce sistemi di cunicoli con 2 entrate distanti tra loro 1,5-2 metri.

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

Si nutre di insetti, semi e parti vegetali.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

Si riproduce durante tutto l'anno. Le femmine danno alla luce 2-5 piccoli una o due volte l'anno dopo una gestazione di 37 giorni. Lo svezzamento avviene dopo 38 giorni. L'aspettativa di vita in cattività è di circa 6 anni.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Questa specie è diffusa nel Lesotho e nelle province sudafricane del Capo Orientale, Free State, Gauteng, KwaZulu-Natal, Mpumalanga, Capo Settentrionale, Nordovest e del Capo Occidentale.

Vive in arbusteti e prati dove è presente terreno argilloso con una buona copertura erbosa.

Stato di conservazione[modifica | modifica wikitesto]

La IUCN Red List, considerato che il suo areale si è ridotto del 51-80% negli ultimi 40 anni e oltre la metà è minacciata dall'agricoltura nei prossimi 10 anni, classifica M.albicaudatus come specie in pericolo (EN).[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) Coetzee, N. & Monadjem, A. 2008, Mystromys albicaudatus in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.2, IUCN, 2014.
  2. ^ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Mystromys albicaudatus in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.
  3. ^ Skinner & Chimimba, 2005

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ronald M. Novak, Walker's Mammals of the World, 6th edition, Johns Hopkins University Press, 1999. ISBN 9780801857898
  • J.D.Skinner & Christian T.Chimimba, the Mammals of the Southern African Sub-region, 3rd Edition, Cambridge University Press, 2005, ISBN 9780521844185.

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