Mistra

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Mistra o Mistrà
frazione
Μυστράς
Mistra o Mistrà – Veduta
Localizzazione
Stato Grecia Grecia
Periferia Peloponneso
Unità periferica Laconia
Comune Sparta
Territorio
Coordinate 37°04′N 22°23′E / 37.066667°N 22.383333°E37.066667; 22.383333 (Mistra o Mistrà)Coordinate: 37°04′N 22°23′E / 37.066667°N 22.383333°E37.066667; 22.383333 (Mistra o Mistrà)
Altitudine 15 m s.l.m.
Abitanti 4 608 (2001)
Altre informazioni
Cod. postale 231 00
Prefisso 27310
Fuso orario UTC+2
Targa AK
Cartografia
Mappa di localizzazione: Grecia
Mistra o Mistrà
Sito istituzionale
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO Flag of UNESCO.svg
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Sito archeologico di Mystras
(EN) Archaeological Site of Mystras
Mystras palace.JPG
Tipo Culturali
Criterio (ii) (iii) (iv)
Pericolo Non in pericolo
Riconosciuto dal 1989
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

Mistra o Mistrà (in greco Μυστράς, Μυζηθράς, Mizithras o Myzithras nella cronaca di Morea) è un ex comune della Grecia nella periferia del Peloponneso di 4.608 abitanti secondo i dati del censimento 2001.[1]

È stato soppresso a seguito della riforma amministrativa detta piano Kallikratis in vigore dal gennaio 2011[2] ed è ora compreso nel comune di Sparta.

Era una città fortificata nel Peloponneso meridionale (chiamato nel medioevo Morea), alle pendici del monte Taigeto, vicino all'antica Sparta. Dista circa 8 km dalla moderna città di Sparta.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nel 1249, Mistrà divenne sede del principato latino di Acaia, creato nel 1205 dopo la conquista di Costantinopoli da parte dei crociati nel corso della Quarta crociata. Il principe Guglielmo II di Villehardouin, pronipote dello storico della Quarta crociata, Goffredo di Villehardouin, vi costruì un palazzo.

Nel 1259 Mistrà fu ceduta dai latini insieme ad altre piazzeforti, come riscatto per Guglielmo II, che era stato catturato nella battaglia di Pelagonia. L'imperatore bizantino Michele VIII Paleologo, fece della città la sede del Despotato di Morea. Rimase la capitale del despotato, sotto il controllo dei parenti dell'imperatore, sebbene i veneziani controllassero la costa e le isole. Mistrà e il resto della Morea conobbero una certa prosperità, se comparata alla situazione del resto dell'Impero bizantino nel 1261. Sotto il despota Teodoro, Mistrà divenne la seconda città più importante dell'impero dopo Costantinopoli e il palazzo di Guglielmo II divenne la seconda residenza imperiale.

Mistrà fu anche l'ultimo centro di erudizione bizantina: qui infatti visse il filosofo neoplatonico Giorgio Gemisto Pletone fino alla morte, avvenuta nel 1452. E furono loro ad influenzare proprio da Mistrà il Rinascimento italiano, specialmente dopo che egli aveva accompagnato l'imperatore Giovanni VIII Paleologo a Firenze nel 1439.

L'ultimo imperatore bizantino, Costantino XI Paleologo (che venne ucciso durante la presa di Costantinopoli da parte dei Turchi ottomani nel 1453), era stato in precedenza despota di Mistrà. Demetrio Paleologo, ultimo despota di Morea, si arrese e consegnò la città al sultano ottomano Mehmed II nel 1460. I veneziani conquistarono Mistrà nel 1687 e la tennero fino al 1715. Nuovamente riconquistata dai turchi, rimase nelle loro mani fino al 1832, quando fu abbandonata allorché Ottone I di Grecia decise di ricostruire l'antica città di Sparta. Mistrà si spopolò lentamente e tuttora è abitata da non più di 1.500 persone (4.000 nell'intero territorio comunale). Nel 1989 Mistrà, oggi monumento nazionale greco e mèta di visite turistiche, è stata dichiarata patrimonio dell'umanità dall'Unesco.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Censimento 2001. URL consultato il 2 maggio 2011.
  2. ^ piano Kallikratis. URL consultato il 2 maggio 2011.

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