Mystacina

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Mystacina
MystacinaTuberculataFord.jpg
Mystacina tuberculata
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Superordine Laurasiatheria
Ordine Chiroptera
Sottordine Microchiroptera
Famiglia Mystacinidae
Genere Mystacina
Gray, 1843
Sinonimi

Mystacops

Specie

Vedi testo

Mystacina (Gray, 1843) è l'unico genere di pipistrelli della famiglia Mystacinidae (Dobson, 1875).

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Dimensioni[modifica | modifica sorgente]

Al genere Mystacina appartengono pipistrelli di piccole dimensioni, con lunghezza della testa e del corpo tra 60 e 68 mm, la lunghezza dell'avambraccio tra 40 e 49 mm, la lunghezza della coda tra 10 e 18,6 mm e un peso fino a 35 g.[1]

Caratteristiche ossee e dentarie[modifica | modifica sorgente]

L'omero presenta il trochite articolato con la scapola e il trochine molto grande e largo, alla stessa altezza dell'altro tubercolo. Il secondo dito presenta un metacarpo ben sviluppato e una piccola falange ossea, il terzo dito ha tre falangi ossee e l'estremità cartilaginea. La cinta scapolare è di dimensioni normali, con la settima vertebra cervicale separata dalla prima dorsale. Il bacino è normale ma insolitamente allungato. La fibula è ben sviluppata. Il cranio presenta un rostro allungato, la scatola cranica rotondeggiante e una bolla timpanica ben sviluppata, le ossa pre-mascellari complete della porzione palatale ma separate dal resto dell'osso da due fori laterali. I denti masticatori hanno la caratteristica disposizione delle cuspidi a W, mentre il primo premolare superiore è ben sviluppato.

Sono caratterizzati dalla seguente formula dentaria:

3 2 1 1 1 1 2 3
3 2 1 1 1 1 2 3
Totale: 28
1.Incisivi; 2.Canini; 3.Premolari; 4.Molari;

Aspetto[modifica | modifica sorgente]

La pelliccia è corta, vellutata ed estremamente densa, più di qualsiasi altro pipistrello. Il colore delle parti dorsali varia dal bruno-grigiastro al bruno-nerastro, mentre le parti ventrali sono più chiare. Il muso è corto ed appuntito, cosparso di setole spatolate e con le narici tubulari con l'apertura verso l'alto. Gli occhi sono piccoli. Le orecchie sono lunghe, strette e ben separate tra loro. Il trago è lungo, stretto ed affusolato. Le ali sono corte, spesse e carnose. Lungo i fianchi sono presenti delle tasche cutanee nelle quali l'animale inserisce le membrane quando non è in volo. Il pollice ha un grosso artiglio affilato fornito di uno sperone supplementare alla base, come anche gli artigli delle dita dei piedi, i quali sono corti, larghi e con la pianta ricoperta di solchi. Le zampe posteriori sono corte e tozze, adattate agli spostamenti sul terreno. La coda è lunga e perfora l'uropatagio sulla superficie dorsale a circa metà della sua lunghezza, come nei membri della famiglia degli Emballonuridi.

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

Il genere è endemico della Nuova Zelanda, dove le sue due specie sono le uniche forme native di mammiferi insieme a Chalinolobus tuberculatus.

Biologia[modifica | modifica sorgente]

Comportamento[modifica | modifica sorgente]

I membri di questo genere hanno sviluppato un'elevata capacità di spostarsi al suolo e di arrampicarsi anche su superfici relativamente lisce. Possono scavare buche nel terreno dove rifugiarsi.

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

La dieta è sorprendentemente varia e comprende artropodi volanti e non volanti, frutta, polline e nettare.

Tassonomia[modifica | modifica sorgente]

La sua posizione tassonomica, avvalorata da ricerche genetiche e molecolari, riveste una notevole importanza, in quanto i parenti più vicini sono i membri della famiglia dei Nottilionidi, endemica del Continente americano. I progenitori si irradiarono nell'Oceano pacifico partendo probabilmente dalle coste dell'America meridionale e raggiunsero la Nuova Zelanda, attraverso le altre isole polinesiane. [2]

Il genere comprende 2 specie. [3]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Novak, 1999, op. cit.
  2. ^ Flannery, 1995, op. cit.
  3. ^ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Mystacina in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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