Myotis tricolor

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Myotis tricolor
Immagine di Myotis tricolor mancante
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Superordine Laurasiatheria
Ordine Chiroptera
Sottordine Microchiroptera
Famiglia Vespertilionidae
Sottofamiglia Myotinae
Genere Myotis
Specie M.tricolor
Nomenclatura binomiale
Myotis tricolor
Temminck, 1832
Sinonimi

M.loveni

Areale

Distribution of Myotis tricolor.png

Myotis tricolor (Temminck, 1832) è un pipistrello della famiglia dei Vespertilionidi diffuso nell'Africa orientale e meriodionale.[1][2]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Dimensioni[modifica | modifica wikitesto]

Pipistrello di medie dimensioni, con la lunghezza totale tra 96 e 120 mm, la lunghezza dell'avambraccio tra 47 e 53 mm, la lunghezza della coda tra 35 e 56 mm, la lunghezza del piede tra 10 e 13 mm, la lunghezza delle orecchie tra 13 e 19 mm, un'apertura alare fino a 34,2 cm e un peso fino a 16 g.[3]

Aspetto[modifica | modifica wikitesto]

La pelliccia è relativamente lunga, densa e lanosa. Le parti dorsali sono bruno-ramate o arancioni, con la base dei peli grigio chiaro, mentre le parti ventrali sono più chiare, con la base dei peli più scura. Il muso è marrone e privo di peli. Le orecchie sono marroni, moderatamente lunghe, con la punta arrotondata e un incavo a metà del margine esterno. Il trago è lungo più della metà del padiglione auricolare e stretto. Le membrane alari sono marroni scure e attaccate posteriormente alla base delle dita dei piedi, i quali sono piccoli. La coda è lunga e compresa interamente nell'ampio uropatagio, il quale è ricoperto in prossimità del corpo di peli bruno-ramati. Il calcar è lungo e diritto. Le femmine sono leggermente più grandi dei maschi. Il cariotipo è 2n=44 FNa=50.

Ecolocazione[modifica | modifica wikitesto]

Emette ultrasuoni sotto forma di impulsi di breve durata a frequenza modulata iniziale a 86 kHz e finale a 33 kHz. Nel Malawi sono stati registrati impulsi differenti con frequenze più alte iniziali a 56-101 kHz e finali a 43-49 kHz.

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Comportamento[modifica | modifica wikitesto]

Si rifugia in gruppi di una dozzina di individui, mentre in estate si aggregano in colonie fino a 2.000 esemplari in Sudafrica. In inverno i sessi convivono mentre in estate le femmine vivono separate in grande numero all'interno di grotte dove partoriscono ed allattano. I rifugi estivi dei maschi non sono noti, tuttavia è possibile che si rifugino singolarmente.

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

Si nutre di insetti raccolti probabilmente sulla vegetazione.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

Gli accoppiamenti avvengono in autunno, mentre i parti in novembre e dicembre dopo che le femmine hanno trattenuto lo sperma durante l'inverno. Danno alla luce un piccolo alla volta dopo una gestazione di circa 63 giorni. Lo svezzamento avviene dopo 6 settimane e la maggior parte delle femmine diviene sessualmente matura a 4-5 mesi di età.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Questa specie è diffusa in Etiopia centrale, Kenya sud-occidentale, Ruanda, Tanzania centro-orientale, Zambia nord-occidentale, Repubblica Democratica del Congo meridionale e occidentale, Malawi, Mozambico centrale, Zimbabwe, Sudafrica nord-orientale e lungo le coste meridionali. Un esemplare è stato catturato in Liberia.

Vive in diversi tipi di habitat, da quelli montani etiopici tra i 1.590 e 2.600 metri di altitudine, alle foreste pluviali e boschi di Acacia e Commiphora. Si trova anche in foreste costiere, boschi di Miombo, savane aride ed alberate, particolarmente in Sudafrica con precipitazioni annue superiori ai 500 mm.

Stato di conservazione[modifica | modifica wikitesto]

La IUCN Red List, considerato il vasto areale e la popolazione presumibilmente numerosa, classifica M.tricolor come specie a rischio minimo (LC).[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) Jacobs, D. 2008, Myotis tricolor in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.3, IUCN, 2014.
  2. ^ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Myotis tricolor in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.
  3. ^ Happold & Happold, 2013

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Meredith & David C.D.Happold, Mammals of Africa. Volume IV-Hedgehogs, Shrews and Bats, Bloomsbury, 2013. ISBN 9781408122549

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