Myotis nattereri

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Vespertilio di Natterer
XN Myotis Nattereri 96.jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Ordine Chiroptera
Sottordine Microchiroptera
Famiglia Vespertilionidae
Sottofamiglia Myotinae
Genere Myotis
Specie M. nattereri
Nomenclatura binomiale
Myotis nattereri
Kuhl, 1817
Sinonimi

Myotis escalerae

Il vespertilio di Natterer (Myotis nattereri Kuhl, 1817) è un mammifero chirottero della famiglia dei Vespertilionidi.

Indice

[modifica] Distribuzione

Con due sottospecie (Myotis nattereri nattereri e Myotis nattereri tschuliensis) la specie vive in gran parte dell'Europa (fatta eccezione per Sardegna, Malta e Creta), in Medio Oriente ed Asia Centrale. In Italia la sottospecie nominale è presente su tutto il territorio peninsulare ed in Sicilia.
Predilige le aree boscose nelle immediate vicinanze di corsi d'acqua o zone acquitrinose, spingendosi anche nelle aree antropizzate, dove tuttavia colonizza solo le aree alberate, come giardini pubblici e viali alberati. Lo si trova fino a 2000 m di quota.

[modifica] Descrizione

[modifica] Dimensioni

Misura circa 5 cm di lunghezza, per un peso di 7-8 g. L'apertura alare media è di 26 cm.

[modifica] Aspetto

Un esemplare catturato per delle misurazioni sulla densità effettiva della popolazione.

Il pelo è bruno sul dorso e biancastro sul ventre: fra le due aree è presente una banda piuttosto netta di pelo di colore bruno scuro, che copre anche gli occhi e l'attaccatura del muso, che è nudo e di colore rosato con le estremità nerastre. Il patagio è nero, mentre gli arti sono di colore rossiccio.

[modifica] Biologia

Si tratta di animali dalle abitudini di vita crepuscolari e notturne, che durante il giorno tendono a rifugiarsi nelle cavità degli alberi per riposarsi, mentre durante l'inverno vanno in ibernazione in cavità sotterranee, sia naturali che artificiali, a temperature inferiori ai 10 °C e con elevato tasso di umidità: a differenza di quanto si crede nell'immaginario comune, questi animali raramente riposano appesi a testa in giù, preferendo restare appoggiati su una superficie, spesso all'interno di una crepa o di una spaccatura, dove spesso li si trova anche in posizione supina.
Il volo è piuttosto uniforme, a tratti planante (in questo caso si parla di volo "a Spirito Santo", osservabile nell'esemplare dell'immagine in alto a destra): questa specie, che è solita volare piuttosto bassa (al di sotto dei 5 m), dà prova di capacità di virata notevoli anche in spazi ristretti. Solitamente vola per tutta la durata della notte, senza fermarsi per riposare; quando deve posarsi, a differenza di molti vespertilionidi, che si appigliano alla superficie prima coi pollici e poi coi piedi, questi animali tendono ad appigliarsi ai substrati con l'intero piede, compiendo una brusca giravolta durante il volo.

[modifica] Alimentazione

Si nutre principalmente di piccoli insetti ed aracnidi: a differenza di numerosi congeneri, cattura la maggior parte delle prede (oltre il 70%) sul terreno.

[modifica] Riproduzione

L'accoppiamento avviene durante l'autunno: fra aprile e maggio le femmine formano delle colonie di un centinaio di individui, che si spostano piuttosto di frequente (circa ogni 2-3 giorni). I cuccioli, uno per femmina, nascono fra giugno e luglio, dopo due mesi di gestazione: essi sono pronti ad involarsi già ad un mese circa d'età, tuttavia non si allontanano dalla madre prima dei due mesi di vita, periodo attorno al quale si ha lo svezzamento della prole.

L'aspettativa di vita di questi animali si aggira attorno ai venti anni.

[modifica] Bibliografia

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

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