Myotis auriculus

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Progetto:Forme di vita/Come leggere il tassoboxCome leggere il tassobox
Myotis auriculus
Myotis auriculus.jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Tetrapoda
Classe Mammalia
Sottoclasse Theria
Infraclasse Eutheria
Superordine Laurasiatheria
Ordine Chiroptera
Sottordine Microchiroptera
Famiglia Vespertilionidae
Sottofamiglia Myotinae
Genere Myotis
Specie M.auriculus
Nomenclatura binomiale
Myotis auriculus
Baker & Stains, 1955
Areale

██ M.a.auriculus

██ M.a.apache

Myotis auriculus (Baker & Stains, 1955) è un pipistrello della famiglia dei Vespertilionidi diffuso nell'America settentrionale e centrale.[1][2]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Dimensioni[modifica | modifica wikitesto]

Pipistrello di piccole dimensioni, con la lunghezza della testa e del corpo tra 46 e 54 mm, la lunghezza dell'avambraccio tra 36 e 40 mm, la lunghezza della coda tra 39 e 49 mm, la lunghezza del piede tra 8 e 11 mm, la lunghezza delle orecchie tra 18 e 21 mm, e un peso fino a 6 g.[3]

Aspetto[modifica | modifica wikitesto]

La pelliccia è lunga e leggermente lanosa. Le parti dorsali sono fulvo-ocracee, con la base dei peli scura, mentre le parti ventrali sono giallo-brunastre. Il muso è rosato. Le orecchie sono molto lunghe, con la punta arrotondata e brunastre. Il trago è appuntito e lungo circa la metà del padiglione auricolare. Le membrane alari sono marroni e attaccate posteriormente alla base delle dita dei piedi, i quali sono piccoli. La coda è lunga ed inclusa completamente nell'ampio uropatagio. Il cranio è relativamente grande. Il cariotipo è 2n=44 FNa=52.

Ecolocazione[modifica | modifica wikitesto]

Emette ultrasuoni di breve durata e bassa intensità con massima energia a 60 kHz.

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Comportamento[modifica | modifica wikitesto]

I rifugi diurni non sono noti, mentre di notte è stato osservato in edifici, miniere e grotte. L'attività predatoria inizia solitamente 1-2 ore dopo il tramonto, più tardi rispetto alle altre specie di Myotis. Sono presenti migrazioni stagionali sebbene non siano note le località di svernamento. Può raggiungere la velocità di 13 km/h.

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

Si nutre principalmente di falene raccolte sui tronchi degli alberi o sui muri delle costruzioni.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

Le femmine danno alla luce un piccolo all'anno. Nello stato dell'Arizona le nascite avvengono a fine giugno o in luglio. L'aspettativa di vita è di circa 3 anni.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Questa specie è diffusa dall'Arizona e Nuovo Messico attraverso il Messico orientale ed occidentale. È stato catturato anche in una località del Guatemala meridionale.

Vive nelle boscaglie desertiche, foreste secche e pinete fino a 2.200 metri di altitudine.

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Sono state riconosciute 2 sottospecie:

Stato di conservazione[modifica | modifica wikitesto]

La IUCN Red List, considerato il vasto areale, la popolazione presumibilmente numerosa, la presenza in diverse aree protette e la tolleranza alle modifiche ambientali, classifica M.auriculus come specie a rischio minimo (LC).[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) Arroyo-Cabrales, J., Miller, B., Reid, F., Cuarón, A.D. & de Grammont, P.C. 2008, Myotis auriculus in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.2, IUCN, 2014.
  2. ^ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Myotis auriculus in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.
  3. ^ Reid, 2009, op. cit.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Barbour, R. W. and Davis, W. H. 1969. Bats of America. The University of Kentucky Press, Lexington, Kentucky.
  • Richard M.Warner, Myotis auriculus in Mammalian Species, nº 191, 1982.
  • Wilson, D. E. and Ruff, S. 1999. The Smithsonian Book of North American Mammals. Smithsonian Institution Press, Washington, DC, USA.
  • Fiona A. Reid, A field guide to the Mammals of Central America and Southeast Mexico, Oxford University Press, 2009. ISBN 9780195343236

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]