My Family

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My Family
Titolo originale My Family
Lingua originale inglese, spagnolo
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 1995
Durata 126 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Gregory Nava
Soggetto Gregory Nava, Anna Thomas
Sceneggiatura Gregory Nava, Anna Thomas
Produttore Anna Thomas
Produttore esecutivo Francis Ford Coppola, Guy East, Tom Luddy, Sergio Molina, Lindsay Law
Casa di produzione New Line Cinema
Fotografia Edward Lachman, Jason Poteet
Montaggio Nancy Richardson
Musiche Mark McKenzie, Pepe Ávila
Interpreti e personaggi

My Family è un film del 1995 diretto da Gregory Nava, scritto dallo stesso regista con Anna Thomas. Nel cast troviamo, tra gli altri, attori del calibro di Jimmy Smits, Edward James Olmos, Esai Morales e Jennifer Lopez, alla sua seconda apparizione sul grande schermo.

Il film racconta la storia di una famiglia emigrata dal Messico per stabilirsi a Los Angeles. La parte finale è stata ispirata dal film del 1959 Apur Sansar di Satyajit Ray.

La pellicola è stata girata sia in California sia in Mexico. Le location californiane includono: Agoura Hills e Los Angeles, California, mentre quelle messicane sono: Ocumicho, Patamba, e Pátzcuaro, tutte nella regione di Michoacán.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La storia è narrata dal figlio maggiore Paco (Edward James Olmos). La narrazione comincia con il padre di famiglia, José Sanchez (Jacob Vargas), che intraprende un viaggio a piedi che dal Messico lo porta a Los Angeles. Egli viaggia per incontrare un uomo misterioso, chiamato El Californio. Questo è nato A Los Angeles, quando la città era ancora parte del Messico. I due diventano subito grandi amici e comiciano insieme la coltivazione del granoturco. Successivamente, El Californio muore chiedendo che fosse scritta sulla sua lapide la frase: "Quando nacqui, questo era Messico, e dove giaccio è ancora Messico". José incontra e sposa l'amore della sua vita, María (Jennifer Lopez), una cittadina americana. In seguito Maria viene deportata illegalmente in Messico dal governo federale degli Stati Uniti. Ritorna due anni dopo, con un nuovo figlio: Chucho. Passano trent'anni e arriva il 1950, la figlia maggiore Irene (Maria Canals Barrera) sta per sposarsi. Chucho (Esai Morales) e il narratore Paco (interpretato ora da Benito Martinez) sono ovviamente cresciuti. Si sono inoltre aggiunti alla famiglia Toni (Constance Marie), Guillermo detto Memo (interpretato da Greg Albert da bambino, e da Enrique Castillo da adulto), e Jimmy (Jonathan Hernandez e Jimmy Smits come adulto).

Dopo il matrimonio accade un fatto che segnerà la vita di Chucho: una sera, mentre balla con la sua ragazza, si avvicina il suo rivale Butch Mejia (Michael DeLorenzo) che comincia a stuzzicarlo. Ne nasce una lite con un coltello, dove Chucho uccide involontariamente Butch. Dopo questo episodio, Chucho fugge e diventa un ricercato. Una sera, mentre Jimmy sta giocando a palla con i suoi amici, Chucho viene ucciso in uno scontro a fuoco con la polizia davanti agli occhi del fratello. Gli altri membri della famiglia vengono a conoscenza della morte di Chucho dopo aver sentito gli spari corrono in direzione del rumore, e sulla strada trovano il corpo esanime di Chucho.

Passano altr vent'anni e arrivano gli anni settanta. Jimmy (interpretato ora da Jimmy Smits) trascorre un periodo in prigione per poi tornare a casa. Ci viene narrata la storia che ha portato Jimmy a seguire le orme del fratello morto, e ad essere quindi un fuggitivo. Un giorno, Toni visita la casa del signor Sanchez e sconvolge i suoi genitori dicendo di non essere più una suora e di aver sposato un prete chiamato David Ronconi (Scott Bakula). Quando Jimmy torna a casa ritrova il figlio, Carlitos, la cui madre era morta di parto. Proprio a causa della morte della moglie, Jimmy aveva perso la testa e aveva svaligiato un negozio, finendo in prigione. Inizialmente non vuole avere niente a che fare con suo figlio, ma appena lo rivede l'amore paterno si riaccende.

Background[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato prodotto dalla New Line Cinema, in associazione con altre case di produzione: American Playhouse, Francis Ford Coppola's American Zoetrope, Majestic Films International, e Newcomb Productions.

Gragory Nava ha dichiarato che questo film ha dei tratti autobiografici, dichiarando di aver preso molte caratteristiche da alcune famiglie conosciute a Los Angeles durante la lavorazione.

Recensioni[modifica | modifica wikitesto]

Il critico cinematografico del Chicago Sun-Times, Roger Ebert scrisse "La storia è raccontata con immagini di straordinaria bellezza e grande energia; è raro sentire così tante risate da una platea che è portata ogni tanto a piangere. Dovrebbero essere fatti molti film come questo perché molti autori hanno l'ambizione di aprire le braccia per abbracciare la vita".[1] "

D'altro canto, Caryn James, nella parte di critica cinematografica del The New York Times scrisse che il film è "selvaggiamente irregolare" e "offre una narrazione trita di Edward James Olmos" non fu felice nemmeno della regia, infatti scrisse "Nava sembra così innamorato della trama della vita americano - messiacana che scivola sopra a qualsiasi senso del personaggio"[2] Yet, she was very complementary of Jimmy Smits' performance.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Nella colonna sonora originale del film c'è una sezione di musica latina che comprende un merengue e un mambo.

La canzone "Angel Baby" di Rosie and the Originals è inclusa, cantata da Jeanette Jurado, la cantante degli Exposé. Nel film Jurado ha interpretato un cameo come Rosie Hamlin che canta questa stessa canzone.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

# Title
1. "Main Title Theme from My Family (Mark Mc Kenzie & Pepe Avila)
2. "Rosa De Castilla" (Los Folkloristas)
3. "Angel Baby" (Jeanette Jurado)
4. "Que Rico El Mambo" (Perez Prado)
5. "One Summer Night" (All-4-One)
6. "Celoso" (Maná)
7. "Down On The Riverbed" (Los Lobos)
8. "Tu', Solo Tu'" (Pedro Infante)
9. "I'm Your Puppet" (James & Bobby Purify)
10. "Guavaberry" (Juan Luis Guerra)
11. "Konex, Konex" (Los Folkloristas)
12. "Senorita" (Juan Luis Guerra)
13. "Zappa Mambo" (Banda Machos)
14. "Flor De Canela" (Gerado Tamez and Mark Mc Kenzie)

Premi[modifica | modifica wikitesto]

Vinti

Nomination

  • Casting Society of America: Artios Award; Best Casting for Feature Film, Best Casting for Drama Feature Film, Jane Jenkins, Janet Hirshenson, and Roger Mussenden; 1995.
  • Donostia-San Sebastián International Film Festival: Golden Seashell; Gregory Nava; 1995.
  • Academy Awards: Oscar; Best Make-Up, Best Makeup, Ken Diaz and Mark Sanchez; 1996.
  • Independent Spirit Awards: Independent Spirit Award; Best Male Lead, Jimmy Smits; Best Supporting Female, Jennifer Lopez; 1996.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ebert, Roger. Chicago Sun-Times, film review, May 3, 1995.
  2. ^ James, Caryn. The New York Times, film review, May 3, 1995.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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