Myōkō (incrociatore)

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Myōkō
Il Myōkō in una cartolina dell'epoca
Il Myōkō in una cartolina dell'epoca
Descrizione generale
Naval Ensign of Japan.svg
Tipo incrociatore pesante
Classe Myōkō
Numero unità 4
Impostata 25 ottobre 1924
Varata 16 aprile 1927
Completata 31 luglio 1929
Destino finale autoaffondata 8 luglio 1946
Caratteristiche generali
Dislocamento 13.209 t (13.000 long ton)
14.980 t (14.743 long ton) alle prove
Lunghezza 204 m
Larghezza 17 m
Pescaggio 6,3 m
Propulsione 4 turbine con riduttore
12 caldaie
130.000 CV di potenza all'albero
2.510 t di petrolio
Velocità 33,8 nodi  (65,7 km/h)
Autonomia 8.000 n.mi. a 14 nodi (15.000 km a 26 km/h)
Equipaggio 773
Armamento
Armamento artiglieria:
  • 10 cannoni da 8"/50 (203mm) (5 torrette binate)
  • 8 cannoni da 5"/40 (127mm) Dual Purpose (antiaereo ed antinave)
  • 8 mitragliere antiaeree da 25mm (24 nel maggio 1944, 52 nel luglio 1944)
  • 4 mitragliere antiaeree da 13,2mm

siluri:

  • 16 siluri da 610mm in impianti quadrupli (8 dopo il luglio 1944)
Corazzatura
  • cintura 99 mm
  • ponte 35 mm
  • torrette 25 mm
  • basi delle torrette 76,2 mm
Mezzi aerei 2 catapulte, 3 aerei

Dati riferiti dopo le modifiche del 1940/1941.[1]

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Il Myōkō fu un incrociatore pesante costruito sul finire degli anni venti per la Marina imperiale giapponese[1], insieme agli altri incrociatori della sua classe fu il primo costruito secondo i limiti di dislocamento di 10.000 ton del Trattato di Washington, successivi aggiornamenti portarono il dislocamento a circa 13.000 tonnellate[1]

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

L'armamento all'entrata in servizio consisteva di:

  • 10 cannoni da 8"/50 (203mm) in torrette binate
  • 6 cannoni da 4,7"/45 (119mm) antiaereo
  • 2 mitragliere
  • 12 siluri da 610mm in impianti tripli in postazione fissa

Tra il 1934 e il 1936, come le altre navi della sua classe venne riadatto, rimuovendo i cannoni da 4,7" e sostituendoli con 8 cannoni da 5"/40 (127mm) Dual Purpose (antiaereo ed antinave) in montature binate e aggiunte 4 mitragliere da 13,2mm. Inoltre vennero rimossi i 4 tubi lanciasiluri tripli fissi per sostituirli con due tubi lanciasiluri quadrupli in montature rotanti e installata una seconda catapulta.[1]

Tra il 1940 e il 1941 venne ulteriormente migliorato l'armamento antiaereo, portati a 16 i tubi lanciasiluri ed effettuate modifiche al ponte. Per mantenere la stabilità furono aggiunte delle controcarene. In conseguenza delle modifiche le prestazioni calarono a quelle indicate nella tabella a lato. L'armamento antiaereo venne successivamente aumentato a 25 mitragliere da 25 mm nel maggio 1944 e 52 nel luglio 1944. I tubi lanciasiluri furono dimezzati nel luglio 1944 e portati a 8.[1]

Le caratteristiche, prima delle modifiche del 1940-1941, erano: dislocamento di 10.160 t (10.000 long ton)
13.371 t (13.160 long ton) alle prove, pescaggio 5,9 m, velocità 35,5 nodi (65,7 km/h).[1]

Servizio[modifica | modifica sorgente]

La nave nel 1943 venne assegnata alla Forza Meridionale di base nell'isola di Paramushir in risposta alla rioccupazione statunitense dell'isola di Attu. Il 21 maggio 1943 prende parte alla OperazioneK, l'evacuazione dell'isola di Kiska, dopo che il comando dell'Esercito Imperiale conclude che l'isola di Attu è definitivamente persa[2].

Il 24 ottobre 1944 durante la battaglia del Golfo di Leyte, complessivamente, la Terza Flotta statunitense lanciò 259 sortite contro la Forza Centrale di attacco dell'ammiraglio Kurita nel Mare di Sibuyan; oltre alla Musashi,che venne attaccata e duramente colpita con un totale di 17 bombe e 19 siluri dagli aerei imbarcati statunitensi provenienti dalle portaerei USS Essex, USS Intrepid e USS Franklin[3] , affondando nonostante i tentativi di arenarla da parte del suo comandante, contrammiraglio Inoguchi Toshihira, con 1023 morti tra l'equipaggio[4], Anche l'incrociatore Myōkō venne gravemente danneggiato, colpito alle 10:29 da un siluro lanciato da un aerosilurante Avenger della USS Intrepid che mise fuori uso entrambe le eliche di destra, costringendolo alla velocità di 15 nodi[5]; la nave uscì di formazione, ma tutte le altre navi della forza di Kurita rimasero in grado di combattere e di avanzare[6], compreso il Tone colpito da una bomba[7].

Il Myōkō dopo la battaglia del Golfo di Leyte venne colpito da una salva di siluri lanciata dal sottomarino statunitense Bergall mentre in rotta per la baia di Cam Ranh, rimanendo immobile nell'acqua con i motori fuori uso e in preda alle fiamme[2]; con un solo motore funzionante venne trainato a Singapore dal cacciatorpediniere Ushio dopo che questo ebbe attaccato e danneggiato il sottomarino; a causa dell'impossibilità di rimorchiarlo in Giappone, non venne mai riparato e terminò la sua carriera come batteria galleggiante[2]. Durante l'operazione Struggle, la riconquista di Singapore, la nave e l'altro incrociatore presente, il Takao, con i loro cannoni da 203 mm costituivano una minaccia per le truppe avanzanti così come per il naviglio Alleato e quindi venne tentata una operazione speciale coi minisottomarini HMS XE3 e HMS XE1 per affondarli; il Myōkō non venne raggiunto dall'attaccante HMS XE1 mentre il Takao venne danneggiato ma non affondato dalla carica esplosiva posta sotto la carena dall'altro sottomarino[2]. Nel periodo dal 2 al 6 giugno venne trainato fuori dal porto di Singapore verso lo stretto di Malacca ed affondato al largo di Port Swettenham, Malaya (ora Port Klang, Malaysia) alle coordinate 03'05" N, 100'40" E vicino ai due sottomarini ex-tedeschi I-501 ed I-502, catturati dai giapponesi alla resa della Germania e ribattezzati con le sigle della Marina Imperiale. [2].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f Ian Sturton in Roger Chesneau (a cura di), All the World's Fighting Ships 1922-1946, Londra, Conway Maritime Press, 1980, pp. 188-189. ISBN 9780851771465.
  2. ^ a b c d e HIJMS MYOKO: Tabular Record of Movement. URL consultato l'8 marzo 2012.
  3. ^ Steinberg (1980), p. 51
  4. ^ Bob Hackett, Sander Kingsepp, Allyn Nevitt, Combined Fleet – tabular history of Musashi in Stories and Battle Histories of the IJN's Battleships. URL consultato l'8 marzo 2012.
  5. ^ Bob Hackett, Sander Kingsepp, HIJMS Myoko: Tabular Record of Movement in Stories and Battle Histories of the IJN's Cruiser Force. URL consultato il 7 marzo 2012.
  6. ^ (EN) Samuel Eliot Morison, Leyte, June 1944-January 1945, vol. 12 of History of United States Naval Operations in World War II, Champaign, Illinois, U.S.A., University of Illinois Press; Reprint edition, 1956 (reissue 2004). ISBN 0-252-07063-1.
  7. ^ Bob Hackett, Sander Kingsepp, HIJMS Tone: Tabular Record of Movement in Stories and Battle Histories of the IJN's Cruiser Force. URL consultato il 7 marzo 2012.

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