Mussolini ultimo atto

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Mussolini ultimo atto
Mussolini ultimo atto.png
Mussolini subito dopo l'arresto da parte dei partigiani
Titolo originale Mussolini ultimo atto
Lingua originale Italiano
Paese di produzione Italia
Anno 1974
Durata 135
Colore colore
Audio sonoro
Genere storico
Regia Carlo Lizzani
Sceneggiatura Carlo Lizzani e Fabio Pittorru
Produttore Enzo Peri
Fotografia Roberto Gerardi
Musiche Ennio Morricone
Scenografia Carlo Gervasi
Costumi Ugo Pericoli
Trucco Alberto De Rossi e Giannetto De Rossi
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
« Per cosa sarà ricordato Mussolini? Per colui che faceva arrivare i treni in orario. »
(Cardinale Schuster al suo segretario)

Mussolini ultimo atto è un film del 1974 diretto da Carlo Lizzani.

Trama[modifica | modifica sorgente]

La narrazione del film parte alcuni giorni prima della morte di Benito Mussolini, avvenuta il 28 aprile del 1945. In una Repubblica di Salò ormai in disfacimento, vengono rappresentati i pensieri, gli stati d'animo del duce in viaggio verso la morte: numerosi i flashback, in cui il dittatore italiano ricorda la sua gloria passata e il popolo osannante.

Mussolini, che si trova a Milano sotto la protezione dei tedeschi, rifiuta la resa ai partigiani del CLN Alta Italia che gli viene suggerita dal cardinale Schuster e decide di fuggire verso la Svizzera contando sull'aiuto degli anglo-americani che sono già penetrati nel Nord Italia. L'amante Claretta Petacci decide di seguirlo, così come i gerarchi che intendono arrendersi agli alleati, onde evitare la cattura e la fucilazione dai partigiani. Egli viaggia scortato da una colonna composta da soldati tedeschi e da SS ma, durante il tragitto, questa sarà fermata da un gruppo di partigiani che, in ossequio agli accordi intercorsi tra le autorità tedesche ed il CLN, lasceranno proseguire i tedeschi, a condizione che gli siano consegnati i gerarchi fascisti, cosa che avviene.

L'unica speranza di salvezza del Duce è il travestirsi da soldato tedesco, mescolato tra i soldati caricati sui camion ma, ad un secondo posto di blocco, a Dongo sul lago di Como, verrà riconosciuto e, dopo essere stato arrestato, verrà trasportato in varie ed improvvisate prigioni tra cui un casolare contadino in attesa di una decisione sulla sua sorte. Il CLN incaricherà di giustiziarlo Walter Audisio, noto con il nome di battaglia di Colonnello Valerio. Il mattino del 28 aprile 1945, verrà condotto a Giulino di Mezzegra ed ivi fucilato; insieme a lui morirà anche Claretta Petacci, che al primo sparo si era frapposta tra il proiettile e l'amante.

Il film termina con un'immagine sfocata che richiama ad un'alba pallida e caliginosa. Si susseguono disturbatissimi comunicati radiofonici che annunciano la morte del dittatore e la fine della guerra, fino ad udirsi l'Inno di Mameli, come un lento risveglio dal lungo incubo bellico.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • La trama si basa sulla versione ufficiale della fucilazione di Mussolini e della Petacci. Naturalmente esistono anche altre ipotesi diffuse nei decenni successivi, tra le quali quella che vuole il capo del Fascismo ucciso presso casa De Maria e non davanti all'ingresso di villa Belmonte[1].
  • Il 30 aprile 1974, durante la proiezione di questo film, un ordigno al plastico viene fatto esplodere presso un palazzo del centro di Savona: la prima delle cosiddette bombe di Savona.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Gli ultimi 5 secondi di Mussolini - Giorgio Pisanò - Edizioni Il Saggiatore

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]