Musica del Marocco

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La Musica Marocchina è diversa a seconda della regione del paese.

Musica arabo-andalusa[modifica | modifica wikitesto]

In Marocco è di casa la Musica arabo-andalusa, presente in tutto il Nord Africa. Se ne trovano tracce all'epoca dei Mori a Cordova, e la paternità è riconosciuta al persiano Ziryāb. Ziryāb è l'inventore della Nuba, la suite alla base dell'al-âla, la forma primaria dell'odierna Musica arabo-andalusa, insieme al Gharnati e Malhun.

In origine, esistevano ventiquattro nuba, una per ogni ora del giorno, ma solamente quattro nuba sono arrivate a noi interamente, più altre sette solo in forma parziale. Una nuba completa può durare dalle sei alle sette ore e può essere divisa in cinque parti chiamate "mizan", ognuna con una propria corrispondenza ritmica. Le forme ritmiche che compongono una nuba sono, nell'ordine, le seguenti:

  1. basît (6/4)
  2. qaum wa nusf (8/4)
  3. darj (4/4)
  4. btâyhi (8/4)
  5. quddâm (3/4 or 6/8)

Ogni mizan inizia con un preludio strumentale chiamato "tuashia", "m'shaliya" o "bughya", seguito da una ventina di canzoni ("sana'a") che compongono ogni mizan.

Le scuole di musica arabo-andalusa si sono sviluppate per tutto il Marocco, in seguito alla loro sparizione dalla Spagna dovuta all'espulsione dei Mori ed Ebrei dal paese. La scuola di Valencia si trova ora a Fez, mentre quella di Granada ha ora sede a Tetouan e Chefchaouen. Anche le città di Tangeri e Meknes hanno delle proprie orchestre.

Gli Ebrei in Marocco hanno svolto un ruolo importante nel tramandare questa tradizione orale. Infatti, l'ultimo rabbino David Bouzaglo, era conosciuto per il fatto di avere una sorta di conservatorio a Casablanca dove ad alcuni musicisti arabi ed ebrei veniva insegnato l'al.Ala.

La musica arabo-andalusa utilizza strumenti quali: oud, rebab, darbouka, taarija, qanų́n e kamenjah. Altri strumenti sono stati poi introdotti come il pianoforte, il banjo e il clarinetto anche se nessuno di questi con continuità.

Le orchestre di musica arabo-andalusa sono diffuse per tutto il paese ed in particolare nelle città di Fez, Tetouan, Tangeri, Meknes, Rabat e Casablanca.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Muddyman, Dave. "A Basic Expression of Life". 2000. In Broughton, Simon and Ellingham, Mark with McConnachie, James and Duane, Orla (Ed.), World Music, Vol. 1: Africa, Europe and the Middle East, pp 567-578. Rough Guides Ltd, Penguin Books. ISBN 1-85828-636-0
  • Chants et Danses Berbères (Moyen Atlas - Foire au Mouton de Timhadit) par Alexis Chottin 16 juin 1935 in Revue de musicologie, T. 17e, No. 58e (1936), pp. 65-69
  • Olsen, Myriam ; Lortat-Jacob, Bernard, pref. Musiques de l'Atlas, Arles : Actes Sud : Cité de la musique, 1997 .
  • Guettat, Mahmoud, La musique classique du Maghreb, Paris : Sindbad, 1980 . (La bibliothèque arabe).
  • Aydoun, Ahmed, Musiques du Maroc, Casablanca : Editions EDDIF, 1994.
  • Mohamed Belghazi (dir.), Instruments des musiques populaires et de confréries du Maroc. Fragments de musées, Aix-en-Provence : Edisud, La croisée des chemins, 1998.
  • Catherine Homo-Lechner et Christian Rault, Instruments de musique du Maroc et d'al-Andalus, Fondation Royaumont / CERIMM, 1999.

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