Musica arabo-andalusa

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La musica arabo-andalusa è un genere di musica nata nella Spagna islamica e fiorita fra il IX ed il XV secolo durante l'occupazione moresca dell'Andalusia. Essa viene oggi associata con la musica del Marocco (al-Âla), ma musiche dello stesso genere sono comuni in Algeria (Gharnâtî, e San'a), Tunisia e Libia (al-Maalûf).

Origini[modifica | modifica wikitesto]

La musica classica andalusa nacque nel Califfato di Cordova (Al-Andalus) nel IX secolo. Il musicista persiano Ziryâb che fu musicista di corte di Abd al-Rahman II a Cordova, è normalmente accreditato di esserne stato il capostipite. Successivamente, il poeta, compositore e filosofo Ibn Bajja di Saragozza sembra abbia fuso insieme la musica di Ziryab con la musica classica occidentale [1] dando vita ad un nuovo stile che si diffuse in Iberia ed in Nord Africa. La musica classica andalusa arrivò in Nord Africa attraverso secoli di interscambi culturali. Le dinastie degli Almoravidi, degli Almohadi e dei Merinidi furono presenti sia in Andalusia che in Marocco ed altri paesi del Nord Africa. Un massiccio reinsediamento di musulmani ed ebrei sefarditi provenienti da Cordova, Siviglia, Valencia e Granada, in seguito alla Reconquista, diffuse questa musica in tutto il Nord Africa.

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Una suite chiamata nûba costituisce la base di al-âla. Nonostante questa abbia avuto le sue origini in Andalusia, la moderna nûba probabilmente è una creazione del Nord Africa. Ogni nûba è dominata da un diverso modo musicale. Si dice vi fossero 24 nuba collegate a ciascuna ora del giorno, ma in Marocco sono sopravvissute soltanto undici nuba che racchiudono 25 modi andalusi. Ogni nuba è suddivisa in 5 parti chiamate 'mîzân, ad ognuna delle quali corrisponde un ritmo diverso. I ritmi si susseguono nel seguente ordine in un nuba completo:

  1. basît (6/4)
  2. qâ'im wa nusf (8/4)
  3. btâyhî (8/4)
  4. darj (4/4)
  5. quddâm (3/4 or 6/8)

Un intero nuba può durare sei o sette ore, anche se questo non accade al giorno d'oggi. Oggi in Marocco, normalmente viene eseguito un solo mîzân per ogni nuba eseguito.

Ogni mizan inizia con un preludio strumentale chiamato tûshiya, m'shaliya o bughya, seguito da una ventina di canzoni (sana'i) che costituiscono l'intero mizan.

Le orchestre classiche andaluse si sono diffuse attraverso il Marocco nelle città di Fez, Tetouan, Chefchaouen, Tangeri, Meknes, Rabat e Casablanca.

Strumenti musicali[modifica | modifica wikitesto]

Le orchestre di musica classica andalusa usano i seguenti strumenti musicali: oud (liuto), rebab (ribeca), darbouka, taarija (tamburello basco), qanún e kamenjah (violino). Più recentemente sono stati aggiunti altri strumenti come pianoforte, contrabbasso, violoncello, ed anche banjo, sassofoni e clarinetti, anche se l'impiego di questi ultimi non è molto frequente.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://users.ipfw.edu/jehle/DEISENBE/JHPcolumn/MUSIQUEA.htmdando

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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