Musica afro

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La musica afro è un genere musicale che mescola diverse sonorità grazie soprattutto ad un lavoro di DJing

[modifica] Origine della parola: "Musica afro"

La musica afro nasce in Italia negli anni 1970, un periodo molto florido per la musica ballabile, in cui le discoteche iniziavano a diventare la moda, sospinte anche grazie al modello americano della "saturday night fever". Nei locali, a differenza di un certo attuale monotematismo, si suonava un crossover di disco, funk, soul, reggae/dancehall e world music, mescolate da Disc Jockey poi dimostratisi molto capaci nell'arte di sperimentare il mix di generi, e questo contribuì alla nascita definitiva del genere afro.

Negli anni settanta non esisteva la discoteca. Nelle "sale da ballo" regnava la musica dal vivo. Successivamente, si iniziarono a ballare i dischi, in alternativa o come pausa musicale delle orchestre. Ecco esordire i primi dee-jay. Dovevano mettere i dischi, semplicemente uno dopo l'altro. I dischi erano tutti 45 giri di rock, funk & soul. Il mestiere del DJ era ancora tutto da inventare. Nel 1970, il Dj Daniele Baldelli suonava della musica che si poteva forse dividere in due grandi tipi: la musica Bianca, di provenienza europea, e la musica Nera di provenienza americana. Si parla sempre di 45 giri e si mescolavano dei dischi europei, che erano quasi sempre canzonette allegre e commerciali, con dischi americani soul, rhythm & blues e funky di artisti quali: Arthur Conley, Joe Tex, Wilson Pickett, James Brown, Rufus Thomas, Lyn Collins, ecc. Un altro particolare delle serate in discoteca negli anni 70 era che la musica veloce che si ballava come "shake" veniva alternata da lenti. La proporzione era di 5 shake e 5 lenti, poi, col passare degli anni, trenta minuti di shake e 3 lenti. Nel 1977-78 approda alla Baia degli Angeli (insieme ad un altro dj, Claudio Rispoli, in arte Mozart). Era il periodo della disco-music e del philadelphia sound. Viene quindi notato e ingaggiato per essere il dj resident del COSMIC che viene inaugurato nellíaprile 1979. Ed e' qui che nasce quel fenomeno incredibile che veniva chiamato "AFRO" e poi piu' recentemente "COSMIC SOUND". L'"africanismo" Daniele Baldelli, lo esprimeva quando suonava il Bolero di Ravel sovrapponendolo ad un brano degli Africa Djole', oppure un pezzo sperimentale di Steve Reich sul quale mixava un "canto Malinke" della Nuova Guinea, mixando i T-Connection con Moebious e Rodelius, scoprendo nell'album Izitso l'unico brano ipnotico-tribale di Cat Steven, estraendo l'Africa nei Depeche Mode suonandoli a 33 giri o viceversa facendo diventare musica una voce reggae suonata a 45 giri, mixando una ventina di brani africani su uno stesso pattern di batteria elettronica o suonando insieme una batucada con Kraftwerk, usando gli effetti elettronici di un sintetizzatore per sovrapporli a brani di Miram Makeba, Jorge Ben o Fela Kuti o ancora ascoltando le melodie indiane di Hofra Haza o Sheila Chandra con le sonorita' elettroniche della Sky Record tedesca. Armato dei suoi piatti Technics SP-15, batteria elettronica Korg, sintetizzatore Yamaha, i primi rudimentali campionatori e l'inseparabile equalizzatore Teac, Daniele Baldelli inizia una sperimentazione totale mescolando insieme funky, reggae, jazz, fusion, brasil, dub, etno, tribale. Il tutto abbondantemente accompagnato da musica elettronica e da una predilezione maniacale per il "mixaggio": tutto questo lo ha reso sicuramente un indiscusso caposcuola.

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