Museo olimpico

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Musée Olympique
Musee olympique.jpg
Tipo Sport
Indirizzo Quai d'Ouchy, 1,
Losanna
Sito http://www.museum.olympic.org/]
Losanna: Il Museo Olimpico visto dal lago

Il Musée Olympique (“Museo Olimpico”) è un museo di Losanna (sede del Comitato Olimpico Internazionale) dedicato alla storia dei Giochi Olimpici antichi e moderni (sia estivi che invernali), aperto il 23 giugno 1993 per volere dell’allora presidente del Comitato Olimpico Internazionale Juan Antonio Samaranch.

Il museo accoglie mediamente 200.000 visitatori l’anno[1] ed è stato eletto “museo europeo dell’anno” nel 1995[2].

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

La storia dei Giochi Olimpici è illustrata attraverso foto e filmati d’epoca, medaglie originali (donate dagli atleti), francobolli e cimeli vari.[3].

Il museo è circondato da un parco, dove sono esposte varie sculture a tema sportivo, opere di vari autori, quali: Fernando Botero (Jeune Fille a la Balle), August Rodin (The American Athlete), Niki de Saint Phalle (Les Footballeurs), Jean Tinguely, Lucien Wercollier (Altius). Nel museo si trova anche una biblioteca ed un ristorante, con vista sul Lago Lemano.[3].

Storia[modifica | modifica sorgente]

Voluto da Juan Antonio Samaranch, il museo aprì i battenti il 23 giugno 1993: all’inaugurazione, spettò alla pattinatrice tedesca Katarina Witt accendere il fuoco olimpico, che arde tuttora.

Nel 1995, il museo venne eletto dal Consiglio Europeo museo europeo dell’anno e ricevette per l’occasione in dono per un anno la scultura di Henry Moore The Egg.

Nel 2001, il museo registrò il maggior numero di visitatori, che furono 211.360.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ www.macaudailytimesnews.com
  2. ^ http://www.accessmylibrary.com/coms2/summary_0286-26016244_ITM; Adriana Czupryn – Małgorzata Omilanowska – Ulrich Schwendimann, Svizzera, Dorling Kindersley, London 2005 – Mondadori Electa, Milano, 2005, p. 117
  3. ^ a b cfr. p. es. Adriana Czupryn – Małgorzata Omilanowska – Ulrich Schwendimann, op. cit., p. 117

Coordinate: 46°30′31″N 6°38′02″E / 46.508611°N 6.633889°E46.508611; 6.633889