Museo nazionale ungherese

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Museo nazionale ungherese
La facciata del museo
La facciata del museo
Tipo artistico, storico, archeologico
Indirizzo Múzeum körút 14-16, Budapest
Sito http://www.hnm.hu/

Il Museo nazionale ungherese (in ungherese Magyar Nemzeti Múzeum) è situato a Budapest, in via Múzeum körút, ed è la più ricca fonte di arte e manufatti legati alla storia del Paese. Fondato nel 1802, il museo deve la sua esistenza al conte Ferenc Széchényi, che offrì la propria collezione di monete, libri e documenti alla nazione. La collezione d'arte e documenti, costantemente in espansione, è esposta in un edificio neoclassico costruito da Mihály Pollack.

Al primo piano vi sono il mantello dell'incoronazione e l'esposizione archeologica. Il secondo piano ospita i manofatti ungheresi dall'XI al XX secolo. Nel seminterrato è possibile visitare il lapidario romano.

Storia[modifica | modifica sorgente]

I giardini del Museo nazionale ungherese furono il luogo di un evento significativo della storia dell'Ungheria. Fu da questi giardini che, nel 1848, il poeta Sándor Petőfi lesse per la prima volta il poema poi diventato inno nazionale che scatenò la rivoluzione contro il governo asburgico. L'episodio storico si commemora ogni 15 marzo, quando il museo viene bardato con i colori nazionali e la scena storica ricostruita. Gli oggetti della vasta collezione del museo, opere d'arte, documenti storici e fotografie, illustrano questo ed altri eventi del ricco passato ungherese.

L'edificio[modifica | modifica sorgente]

Costruito tra il 1837 e il 1847 su progetto di Mihály Pollack, questo edificio neoclassico è uno dei migliori esempi architettonici dell'epoca. La facciata è preceduta da un portico monumentale, sormontato da un timpano, opera di Raffaele Ponti. La composizione rappresenta la Pannonia tra le personificazioni delle arti e delle scienze.

I giardini che circondano il museo sono abbelliti da numerose statue di personaggi importanti della storia della letteratura, della scienza e dell'arte. Un monumento in onore del poeta János Arany, autore della trilogia epica di Toldi, si trova davanti all'ingresso principale. È un'opera di Alajos Stróbl, realizzata in pietra calcarea e bronzo che risale al 1893. Gl'interni ospitano maestosi dipinti di Mór Than e Károly Lotz nello scalone principale.

Collezione[modifica | modifica sorgente]

Mantello dell'incoronazione[modifica | modifica sorgente]

Uno dei tesori ungheresi più importanti è il mantello dell'incoronazione, esposto a parte in una sala del museo. Tessuto in sena bizantina, originariamente era stato donato alla Chiesa da Santo Stefano nel 1031. La lunga veste fu rifoggiata nel XIII secolo. Oggi, in parte sbiadita, mostra ancora un disegno finemente ricamato con fili d'oro e perle. Le insegne reali, tra le quali vi sono uno scettro e una corona d'oro, sono state rinvenute dalle forze americane durante la seconda guerra mondiale e furono conservate prima a Fort Knox prima di essere riportate in Ungheria nel 1978. Nel 2000 le insegne reali furono trasferite nella Sala della cupola del Parlamento, dove possono essere ammirate.

Mostra archeologica[modifica | modifica sorgente]

La mostra archeologica fu aperta nel 2002 per celebrare i 200 anni della fondazione del museo. Delinea la storia ungherese compresa tra il 400 a.C. e l'800 d.C., dai primi insediamenti a Vértesszőlős fino alla fine del periodo alto-medievale, immediatamente precedente alla conquista ungherese della patria. L'eposizione mostra alcune delle più recenti ed importanti scoperte archeologiche e numerose ricostruzioni del passato.

Oggetti dall'XI al XVII secolo[modifica | modifica sorgente]

L'esposizione comincia a partire dall'era degli Árpád e mostra uno degli oggetti più preziosi del museo, la corona di Costantino XI, decorata con smalto. In questa sezione si trovano anche le decorazioni funerarie di Béla III, vasi sacri romanici, armi e monete. Il dominio degli Angioini coincide con la nascita dello stil egotico, che è qui rappresentato da alcune opere in oro. Le due sale successive riguardano il regno di Sigismondo di Lussemburgo e le imprese di János Hunyadi. Sono esposte copie dei ritratti del re Sigismondo di Albrecht Dürer e una sella cerimoniale sontuosamente decorata. Si trovano anche diversi pezzi in platino e oro, manoscritti miniati e documenti. Anche la vita contadina di questo periodo viene illustrata, così come la storia della corte reale.

Il regno di Mattia Corvino e della dinastia degli Jagelloni segna il declino del periodo gotico e la nascita del Rinascimento. Le opere di questo periodo comprendono una sfera in vetro del XV secolo del re Mattia, banchi gotici di una chiesa di Bártfa, armature e armi, insieme a un abito del XVI secolo appartenente alla regina Maria d'Asburgo. Seguono delle sculture e dei manufatti del XVI e XVII secolo. C'è una mostra sugli oggetti sopravvissuti all'occupazione turca, che sono soprattutto utensili di vita quotidiana e armi.

Una sala a parte è consacrata al ducato di Transilvania e all'importante ruolo storico che giocò. Sono qui esposti vasi e gioielli lavorati in oro, abiti del XVII secolo e ceramiche originali prodotte dal popolo di Haban, che si stabilì nel ducato in questo periodo. Quest'ultima sezione termina nel 1686, al tempo della liberazione di Buda da parte dell'esercito cristiano dopo l'occupazione turca. In questa parte del museo si trovano anche i ritratti degli ungheresi illustri dell'epoca, e un'interessante esposizione di gioielli del XVII secolo.

Oggetti del XVIII e XIX secolo[modifica | modifica sorgente]

Questa parte del museo riguarda il periodo del dominio asburgico, segnato da grandi lotte civili. La mostra comincia con oggetti relativi all'insurrezione di Rákóczi del 1703-11. Espone armi e anche mobili del palazzo di Ferenc II Rákóczi. La sala successiva è dedicata all'arte e alla cultura ungherese del XVIII secolo. Le altre sale mostrano la storia ungherese della prima metà del XIX secolo. Raccolgono opere, tra cui ritratti e dipinti storici come la Deposizione della pietra angolare del ponte delle Catene, importanti documenti e memorie dell'epoca.

La sezione centrale, dedicata alla rivoluzione del 1848-9, mostra la macchina di stampa con cui furono stampati volantini con le 12 rivendicazioni dell'Ungheria nella lotta per l'indipendenza dall'Austria. Le esposizioni della seconda metà del XIX secolo comprendono oggetti massonici, decorazioni ufficiali, monete e manoscritti storici. Sono esposti anche oggetti relativi all'incoronazione di Francesco Giuseppe del 1867 e alle celebrazioni del Millennio del 1896.

Oggetti del XX secolo[modifica | modifica sorgente]

A riflettere lo sviluppo tecnico del secolo, la recente storia ungherese è presentata con stile documentaristico. Gli eventi sono illustrati attraverso documenti e fotografie. Si possono trovare oggetti relativi alla prima guerra mondiale, all'epoca della rivoluzione tra le guerre e drammatici documenti della seconda guerra mondiale. La storia ungherese del dopoguerra è presentata soprattutto in prospettiva politica. Sono evidenziati eposodi significativi, come la rivoluzione del 1956 e le vicende del 1989, preludio alla fine al comunismo nell'Europa centrale.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Barbara Olszańska, Tadeusz Olszański, Budapest, Mondadori, Milano, 2011. ISBN 9788837077556

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]