Museo di arte contemporanea (Roma)

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Coordinate: 41°54′47.75″N 12°30′11.09″E / 41.913264°N 12.503081°E41.913264; 12.503081

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MACRO - Museo di Arte Contemporanea di Roma
Macro Rome.jpg
Tipo Arte contemporanea
Indirizzo Via Nizza, Roma, Italia
Direttore Giovanna Alberta Campitelli
Sito museomacro.org

Il Museo di Arte Contemporanea di Roma (MACRO) è un istituto museale facente parte del sistema dei "Musei in Comune". Si trova nei pressi di Porta Pia, nel quartiere Nomentano di Roma realizzato dall'architetto francese Odile Decq.

Una sede secondaria, denominata MACRO Future, è situata in due padiglioni dell'ex mattatoio di Testaccio, vicino alla Piramide Cestia.

Istituito tra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX secolo con il nome di Galleria Comunale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma, il museo ha avuto sede in diversi edifici.

All'inizio del XXI secolo è stato destinato a Museo di Arte Contemporanea di Roma.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nel 1883 il Comune di Roma acquisì alcune opere d'arte all'Esposizione Internazionale di Belle Arti[1] con l'intento di costituire una Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea.[2]

Novecento[modifica | modifica sorgente]

Nel 1913 Auguste Rodin donò il bronzo Busto di signora alla città di Roma. Nel 1925, dopo altre acquisizioni, il Comune di Roma decise di costituire a Palazzo Caffarelli, in Campidoglio, una Galleria Comunale d'Arte Moderna e Contemporanea.[3]

Nel 1931 la collezione venne ulteriormente ampliata e intitolata a Benito Mussolini. Nel 1938 l'istituzione venne soppressa e la collezione fu trasferita alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna.

Nel 1949 la raccolta venne ricostituita. Molte delle opere depositate presso la Galleria Nazionale tornano alla Galleria Comunale, che riaprì al pubblico a Palazzo Braschi.

Nel 1963 buona parte della collezione fu trasferita a Palazzo delle Esposizioni, dove rimase fino al 1981, anno in cui l'edificio chiuse per restauri. Le opere vennero riportate nei depositi di Palazzo Braschi.

Nel 1989 il Comune di Roma assegnò l’ex Stabilimento della birra Peroni come sede della Galleria Comunale. Tra il 1991 e il 1994, la collezione, ormai in parte dispersa, venne riordinata e riunita, e nel 1995 la Galleria venne riaperta provvisoriamente nell’ex convento delle Carmelitane, esponendo 150 opere della raccolta.

Nel marzo 1996 iniziarono i lavori di ristrutturazione di una parte dell'ex Stabilimento Peroni destinati alla nuova sede della Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. Nel 1997 un padiglione del nuovo museo fu aperto al pubblico.[3]

Nel 1999 furono completati i lavori di ripristino dei primi due padiglioni assegnati alla Galleria.[4]

MACRO[modifica | modifica sorgente]

Ingresso del MACRO Future a Testaccio.

Il nuovo museo è stato inaugurato ufficialmente l'11 ottobre 2002 con il nome di MACRO, Museo di Arte Contemporanea di Roma, sotto la direzione di Danilo Eccher. Nello stesso anno, in due padiglioni dell'ex Mattatoio di Testaccio, è stata aperta un sede distaccata del museo chiamata MACRO Testaccio.[4]

Nel 2001, a seguito del concorso internazionale indetto dal Comune di Roma, l'architetto francese Odile Decq ricevette l'incarico per la realizzazione dell'ampliamento del museo.[5][4] I lavori furono avviati il 29 luglio 2004 e completati a maggio 2010.[6]

Il 5 dicembre 2010 il museo è stato riaperto al pubblico.[7]

Direzione[modifica | modifica sorgente]

Il MACRO è gestito dal Comune di Roma, affidato ai Musei in Comune;[4] i servizi museali sono curati da Zètema Progetto Cultura.[8]

Direttori[modifica | modifica sorgente]

  • Giovanna Bonasegale: ? - 2001
  • Danilo Eccher: 2001 - 2008
  • Luca Massimo Barbero: 2008 - 2011
  • Bartolomeo Pietromarchi 2011- oggi

Collezione[modifica | modifica sorgente]

La collezione del MACRO comprende circa 600 opere d'arte,[9] ed è costituita principalmente da opere della seconda metà del XX secolo di artisti italiani come Carla Accardi, Antonio Sanfilippo, Achille Perilli, Piero Dorazio, Leoncillo and Ettore Colla (Gruppo Forma 1); Mario Ceroli e Pino Pascali (Arte Povera); Tano Festa, Mario Schifano, Titina Maselli e Mimmo Rotella (Scuola di Piazza del Popolo).[10]

La raccolta comprende inoltre opere di artisti delle ultime generazioni come: Giovanni Albanese, Andrea Aquilanti, Gianni Asdrubali, Domenico Bianchi, Bruno Ceccobelli, Sarah Ciracì, Enzo Cucchi, Fabrice de Nola, Gianni Dessì, Daniele Galliano, Federico Guida, Felice Levini, Fabio Mauri, Luigi Ontani, Cristiano Pintaldi, Piero Pizzi Cannella, Gioacchino Pontrelli, Bernardo Siciliano, Sissi, Marco Tirelli.[11]

Collegamenti[modifica | modifica sorgente]

È raggiungibile dalla fermata V.le Regina Margherita/Nizza del tram Rete_tranviaria_di_Roma
È raggiungibile dalla fermata V.le Regina Margherita/Nizza del tram Rete_tranviaria_di_Roma

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Palazzo delle Esposizioni - Un secolo di mostre: 1883-1984. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  2. ^ Galleria comunale d'arte moderna e contemporanea di Roma su Archivi del Novecento. URL consultato l'11 febbraio 2011.
  3. ^ a b Storia della Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma. URL consultatto l'11 febbraio 2011.
  4. ^ a b c d MACRO - Portale dei Musei in Comune di Roma. URL consultato l11 febbraio 2011.
  5. ^ Progetto di ampliamento del MACRO. URL consultato l'11 febbraio 2011.
  6. ^ Danilo Maestosi. Macro, parla l'architetto francese Odile Decq: il mio spazio è movimento «Il Messaggero», 24 maggio 2010. URL consultato l'11 febbraio 2011.
  7. ^ Paola Pierotti. Con il nuovo Macro, Roma capitale dell'arte contemporanea «Il Sole 24 Ore», 3 dicembre 2010. URL consultato l'11 febbraio 2011.
  8. ^ Sistema Musei in Comune. URL consultato il 18 luglio 2013.
  9. ^ Dalla collezione MACRO. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  10. ^ MACRO-Museo d’arte contemporanea di Roma su Archivi del Novecento. URL consultato il 10 febbraio 2011.
  11. ^ Arnaldo Romani Brizzi, Ludovico Pratesi. Cantieri Romani. Roma, Gangemi Editore, 2001. ISBN 88-492-0151-6.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]