Museo della ceramica (Caltagirone)
| Museo della Ceramica di Caltagirone | |
|---|---|
| Tipo | Arte, ceramica |
| Data fondazione | 1965 |
| Indirizzo | Via Roma - Giardino Pubblico, 95041 Caltagirone (CT), Italia |
| Direttore | Dott.ssa Cilia Platamone Enza |
| Sito | pagina web sul sito della Regione Siciliana |
Il Museo della ceramica di Caltagirone raccoglie reperti di ceramiche realizzati in Sicilia a partire dalla preistoria.
Il Museo espone una vasta raccolta di ceramiche, circa 2.500 reperti, che forniscono al visitatore un'ampia visione della storia dell'arte ceramica dal IV millennio a.C. all'età contemporanea[1]. È secondo solo al Museo di Faenza per quanto riguarda la documentazione dell'arte ceramica.
Indice |
[modifica] La sede
Il museo è ospitato in un originale edificio degli anni Cinquanta, in pietra calcarea, il cui ingresso è preceduto da un armonico portico ad arcate sostenute da pilastri e colonne. Nel 1965, venne inaugurato come sede museale, dopo interventi di restauro.
L'itinerario di accesso è in via Roma, l'antica strada regia Maria Carolina, aperta nel Settecento per creare un collegamento tra la parte vecchia della città e la zona nuova di Santa Maria del Gesù. Il percorso di via Roma, che fiancheggia il Giardino pubblico, è delimitato da una balaustra con raffinate e fantasiose decorazioni in maiolica che accompagnano il visitatore fino al cosiddetto Teatrino, una scalinata a terrazza decorata con mattonelle in ceramica del Settecento (ideata dall'architetto siracusano Natale Bonajuto); in cima ad essa si erge il Museo della Ceramica.
[modifica] La collezione del Museo
Il Museo s'articola in sette sezioni:
- Sala didattica: offre una panoramica della produzione ceramica dalla preistoria ai nostri giorni. Di rilievo un cratere del V secolo a.C., decorato a figure rosse, che raffigura la bottega di un vasaio al lavoro sotto protezione della dea Atena che fu ritrovato all'interno di una fornace attiva a Caltagirone in età greca.
- Ceramica preistorica, protostorica, sicula, siceliota, greca e bizantina. La sala espone molti manufatti dell'eneolitico provenienti da Sant'Ippolito, quali il vaso mistiforme e la fiaschetta, dalle contrade Angelo, Moschitta, Balchino e da località al di là del Salso. Inoltre è visibile la grande tomba del V secolo a.C. rinvenuta in via Escuriales ed il chiusino tombale in calcare con sfingi attergate e scena di danza funebre in rilievo, trovato nella necropoli di Monte San Mauro, del VI secolo a.C. Vi sono esposte inoltre ceramiche greche a figure nere e rosse, terrecotte ellenistiche e vetri romani della collezione Russo-Perez.
- Patio riservato ai modellini di forni medievali. Sono visibili le riproduzioni in scala di due delle quattro fornaci medievali rinvenute nel 1960 ad Agrigento ( modellini del prof. Antonino Ragona). La prima fornace è del periodo arabo, la seconda d'epoca angioino- aragonese.
- Ceramica medievale. Nella sala sono esposte ceramiche siculo-arabe dal X al XV secolo. Fra le più antiche quelle ben documentate rinvenute ad Ortigia, nell'area del Tempio d'Apollo, dove si trovavano fornaci per la produzione ceramica in età medievale. Da notare: una ciotola del X secolo, con invetriatura piombifera e decorazione dipinta in giallo, verde e bruno; ciotole in protomaiolica decorate in bruno e verde o in policromia del XIII secolo, ed un terzo gruppo decorato in bruno del XIV secolo; e poi brocche, anfore e boccali. Le brocchette sono dotate di un particolare filtro all'attacco del collo, forse per le impurità dell'acqua dei pozzi. Nei reperti a partire dal XV secolo l'invetriatura del rivestimento delle ceramiche diviene più brillante e corposa, assumendo le caratteristiche dello smalto. Da questo secolo vengono definite maioliche. Di tale periodo sono ciotole decorate in monocromia in blu con motivi fitomorfi, piatti decorati in blu e lustro con motivi floreali.
- Ceramica rinascimentale. Sono esposte maioliche per la mensa o per la conservazione dei cibi e decorate in blu, blu e verde o blu e giallo, prevalentemente di produzione di Caltagirone; coppe e ciotole con motivi vegetali e floreali e numerose maioliche del XVII secolo.
- Ceramica barocca. Si trovano anfore da sacrestia e acquasantiere con applicazioni plastiche, del XVII secolo con soggetti vegetali, animali e piccole figure di santi.
- Grande sala con panoramica di tutta la maiolica siciliana dal XVII al XIX secolo. Nelle vetrine pregevoli vasi, albarelli, bombole che raffigurano angeli, santi, stemmi e profili femminili. Pregevoli lucerne antropomorfe e maioliche con decorazioni in smalto blu turchino. Inoltre pavimenti maiolicati, grandi vasi ornamentali in maiolica e mattonelle segnaporta smaltate. Ed originali scaldamani in maiolica del XVII secolo a forma di pesce o di tartaruga. Infine, ceramiche d'autore, fra cui le terrecotte settecentesche di Giacomo Bongiovanni (1772-1859): la Natività, la Bottega del Ciabattino, lo Zampognaro e i Suonatori Ciechi. Il presepe di Giuseppe Vaccaro Bongiovanni ed il gruppo in terracotta raffigurante una lite fra nuora e suocera. Completano l'esposizione altri gruppi figurati di Giuseppe Vaccaro e di Giuseppe Failla, in particolare l'opera raffigurante San Giacomo Maggiore Apostolo.
Il Museo della Ceramica fornisce anche un servizio didattico di approfondimento, con l'uso di apparecchi audiovisivi e multimediali.
[modifica] Note
- ^ Brochure sulle opere del museo. URL consultato il 11-8-2010.
[modifica] Bibliografia
- Antonio Ragona, La maiolica siciliana, Sellerio Editore, Palermo, 1975.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
- Il Museo Regionale della Ceramica di Caltagirone
- Il museo nel sito del Comune di Caltagirone
- Brochure sulle opere del museo. URL consultato il 11-8-2010.