Museo della civiltà romana
Coordinate: 41°49′53.26″N 12°28′39.96″E / 41.8314611°N 12.4777667°E
| Museo della Civiltà Romana | |
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Vista del colonnato di fondo del Museo |
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| Tipo | museo archeologico |
| Indirizzo | P. Giovanni Agnelli 10 00144 Roma |
| Sito | Museociviltàromana.it |
Il Museo della Civiltà Romana si trova a Roma nel quartiere EUR, fa parte del sistema dei "Musei in comune" del comune di Roma e documenta vari aspetti degli usi e costumi nonché della civiltà degli antichi romani.
Indice |
[modifica] La struttura architettonica
Nella progettazione iniziale (1939) l'edificio che oggi ospita il museo (architetti Pietro Aschieri, Cesare Pascoletti, Gino Peressutti, Domenico Bernardini) doveva essere dedicato alla celebrazione delle vittorie fasciste per l'esposizione universale del 1942. L'opera era stata commissionata dalla FIAT[1], all'epoca ancora governata dal senatore Agnelli, che ne era anche proprietaria.
L'edificio era destinato ad accogliere la grande quantità di materiale che doveva essere esposta nel Palazzo delle esposizioni di Via Nazionale. Dopo l'Expo del 1942 tale esposizione doveva diventare permanente e l'edificio doveva diventare così un museo.[1]
Interrotti i lavori per la guerra, la struttura fu completata solo nel 1952 destinandola a Museo della civiltà romana[2], completato nel 1952 ed inaugurata nel 1955[1], donata dalla FIAT all'Ente EUR e affidata per la gestione, in comodato d'uso, al Comune di Roma[3]. Per memoria di questa vicenda, la piazza antistante è intitolata a Giovanni Agnelli.
I due corpi di fabbrica laterali sono collegati da un colonnato scenografico rialzato e aperto verso la zona verde delle Tre fontane costituito da un bugnato in peperino e di colonne in travertino[1]. Nella galleria sottostante al colonnato è esposto attualmente il calco della Colonna Traiana.
[modifica] La struttura museale
Il museo presenta una fisionomia del tutto particolare nel vasto panorama delle istituzioni museali di Roma. Il materiale esposto, infatti, è costituito da calchi, riproduzioni e plastici ricostruttivi di complessi architettonici e monumenti dell’Impero Romano.
[modifica] Storia dei materiali
Il materiale esposto proviene tra l'altro, in gran parte, da due storiche occasioni espositive: la più antica fu la Mostra archeologica organizzata da Rodolfo Lanciani nel 1911 alle Terme di Diocleziano, in occasione del primo cinquantenario dell'Unità d'Italia, e dedicata soprattutto ad illustrare la civiltà romana nelle provincie. Questi materiali non vennero dispersi, ma collocati nella sede dell'antico pastificio Pantanella alla Bocca della Verità, residuo degli stabilimenti industriali che occupavano l'area del Circo Massimo fino agli anni 1911-trenta, ricostruito nel 1929 come sede del Museo dell'Impero romano.
La seconda fu la Mostra augustea della romanità, organizzata dal governo nel 1937 al Palazzo delle Esposizioni per celebrare retoricamente il bimillenario della nascita di Augusto e sostanzialmente il colonialismo fascista, che aveva appena proclamato l'impero, nel 1936[4]. Risale a questa occasione la costruzione del plastico della Roma costantiniana.
[modifica] Allestimento attuale
Il museo è attualmente suddiviso in 59 sezioni, occupa una superficie di 12.000 metri quadrati ed è ordinato in sale di un’altezza media di 10 metri, tale da consentire la ricostruzione in scala 1:1 di facciate di monumenti. Le prime 15 sale offrono una sintesi storica di Roma dalle origini al VI secolo d.C.; le rimanenti documentano vari aspetti della civiltà romana e la sua cultura materiale. Il museo ha dunque un grande valore documentario e didattico.
Tra i pezzi di maggiore interesse ricordiamo il grande plastico di Roma antica ai tempi di Costantino I (IV secolo d.C.). Il modello (al quale è dedicata una sala intera) è in scala 1:250. La ricostruzione, realizzata dall’architetto Italo Gismondi, risponde a rigorosi criteri scientifici, avendo come base la Forma Urbis Severiana, una carta marmorea risalente al III secolo d.C., e la Forma Urbis Romae dell'archeologo Rodolfo Lanciani[5]. Il modello inoltre continua ad essere aggiornato e modificato alla luce di nuove scoperte.[6]
Di grande interesse sono anche i calchi dei rilievi della Colonna Traiana ( 113 d.C.). La riproduzione della colonna eretta da Apollodoro di Damasco per celebrare le vittorie riportate dall’imperatore Traiano sui Daci, 101-102 e del 105 e 106 d.C., è una delle tre copie fatte realizzare da Napoleone III nel 1861. Questa copia venne donata dal Bonaparte a papa Pio IX e successivamente concessa in deposito perpetuo al Museo della Civiltà romana da Pio XII. L’attuale esposizione orizzontale delle scene, che si sviluppano per circa 200 metri, consente una visione ravvicinata di tutti i rilievi. Anche di grande interesse sono i calchi dei rilievi della Colonna di Giove e del grande fregio di Traiano (alto 3 metri e lungo oltre 18 metri), ricomposto nella sua originaria unità per la "Mostra Augustea della Romanità" (inaugurata il 23 settembre del 1937 presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma), sulla base dei rilievi dell'arco di Costantino dove attualmente si trova (diviso in 4 blocchi: due nel passaggio del fornice centrale e due in alto sull'attico.[7]
[modifica] Note
- ^ a b c d Autori Vari, Palazzo del Museo della Civiltà Romana in EUR guida degli istituti culturali, pag. 56-57, Leonardo arte, Milano (1995), ISBN 88-7813-545-3
- ^ Dal 2004 sono stati riallocati nella sede del Museo della civiltà romana il Planetario (proveniente dalla Sala ottagona delle Terme di Diocleziano) e il Museo astronomico di Roma.
- ^ Le caratteristiche architettoniche dell'immobile (soffitti altissimi, volumetrie assai scenografiche ma di difficile gestione e di pessima tenuta termica) ne rendono la gestione assai costosa. Sono stati necessari ripetuti interventi di risanamento, tra cui la lunga disinfestazione dalle termiti, la cui invasione mandò in malora molti originali allestimenti in legno delle collezioni ed ha procurato danni allo stesso plastico della Roma imperiale.
- ^ Per l'imperialismo italiano si veda la voce Colonialismo italiano.
- ^ Iniziato nel 1933, il plastico comprendeva originariamente soltanto il centro monumentale di Roma. L'ampliamento all'intera cinta aureliana fu realizzato per l'inaugurazione del Museo nel 1955.
- ^ Sonia Gallico, Roma e la Città del Vaticano, ATS Italia Editrice, 2007.pag. 285.
- ^ Ranuccio Bianchi Bandinelli, Il maestro delle imprese di Traiano, Roma 2003, p. 48.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
Commons contiene file multimediali su Museo della civiltà romana
[modifica] Collegamenti esterni
- Sito ufficiale del Museo della Civiltà Romana
- A passeggio con G.Chaillet, tra segni e disegni, nella Roma dei Cesari, da Visum, sulla mostra di Chaillet tenutasi dal 4 novembre 2008 al primo marzo 2009.
- Ricostruzione tecnico scientifica degli arredi della Biblioteca dell'Imperatore Adriano