Museo del vino (Torgiano)

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Coordinate: 43°01′32.63″N 12°26′00.34″E / 43.02573°N 12.433428°E43.02573; 12.433428

Museo del vino (MUVIT)
Pittore di Phrynos, kylix attica a figure nere, metà sec. VI a.C., Museo del Vino Torgiano
Pittore di Phrynos, kylix attica a figure nere, metà sec. VI a.C., Museo del Vino Torgiano
Tipo Museo tematico
Data fondazione 1974
Fondatori Giorgio e Maria Grazia Lungarotti
Indirizzo c.so Vittorio Emanuele, 31 Torgiano, Italia
Direttore Maria Grazia Marchetti Lungarotti
Sito Sito ufficiale


Il Museo del Vino di Torgiano (MUVIT) è un museo privato specializzato. Ha sede a Torgiano, al centro di una affermata zona vitivinicola situata tra Perugia e Assisi e nota per il suo Rosso DOC e Torgiano rosso riserva DOCG.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fondato nel 1974 e ospitato nel seicentesco palazzo Graziani-Baglioni, negli ambienti un tempo destinati all'immagazzinamento delle derrate agricole, è considerato uno dei più importanti musei del settore in Italia [1].
L'ideazione e la realizzazione del Museo del Vino sono state di Maria Grazia Marchetti, storica dell'arte, moglie di Giorgio Lungarotti, uno dei patriarchi dell'enologia italiana[2]. È gestito, con il Museo dell'olivo e dell'olio, dalla Fondazione Lungarotti, istituto che si occupa della valorizzazione della cultura agricola italiana attraverso attività di ricerca, mostre, convegni, iniziative editoriali[3].

Sistemazione[modifica | modifica wikitesto]

Torchio vinario nel museo

In 20 sale sono esposti oltre 2.800 manufatti di archeologia, ceramica, grafica, editoria antiquaria e altre testimonianze di arti minori che documentano la centralità del vino nella cultura mediterranea, la sua cultura, la sua storia, il suo rapporto con l'alimentazione, la farmacia, il mito, a partire dal III millennio a.C. fino ai nostri giorni.

Il materiale è esposto per aree tematiche. La visita inizia con una carrellata sulle origini mediorientali della viticoltura, e sulla sua espansione nel bacino del Mediterraneo (I sala). Sono quindi presenti vari reperti archeologici, che vanno dall'età del bronzo all'età tardo-antica, tra i quali una kylix attribuita al Pittore di Phrynos, del gruppo dei Piccoli maestri[4].

Nelle sale successive (dalla II alla VIII) vengono illustrate le tecniche vitivinicole in voga nell'Umbria. Il ciclo annuale viticolo e le tecniche tradizionali di esecuzione sono documentati da una notevole serie di attrezzi ed arnesi da lavoro. Molto ricca è anche la parte che illustra le occasioni ed i luoghi del bere. Nel seminterrato del palazzo è ospitata una grande sala dedicata alla vinificazione, che accoglie grandi torchi, distillatori, un calderone, un'imbottigliatrice, olle di terracotta. Una saletta (VI) illustra le varie fasi di lavorazione del “Vino Santo”, vino passito che in Umbria accompagna per antica tradizione le ricorrenze festive del calendario familiare. Segue una sala (VII) in cui vengono ricordati i vari mestieri collegati alla viticoltura (bottai, bigonciari, fabbri, funari, cestari, ecc.), con una cospicua collezione di attrezzi. Dopo una sala dedicata alla regolamentazione del tempo di vendemmia, dell'uso e del commercio del vino (VIII), si passa a due locali dedicati specificamente all'artigianato e alla viticoltura a Torgiano (IX-X).

Nelle sale successive (XI-XV) l'attenzione si concentra su una vasta raccolta di antichi contenitori vinari in ceramica, originari delle più famose zone di produzione italiane. La classificazione tematica suddivide le ceramiche esposte nei tre settori del “vino come alimento” (misure, bottiglie, ecc.), del “vino come medicamento” (versatoi, albarelli, unguentari da farmacia, mortai, vasi farmaceutici), del “vino e il mito” (istoriati, tra i quali opere di Mastro Giorgio Andreoli[5], plastici, tra cui un notevole busto di Bacco attribuito a Girolamo Della Robbia, decori simbolici, legati in buona parte alla personalità enigmatica di Dionysos/Bacco).

In una sala successiva (XVI) è poi possibile ammirare un'importante collezione di ferri da cialda, utili alla preparazione di sottili biscotti che solitamente accompagnavano l'offerta di Vin Santo [6].

Segue una ricca collezione di incisioni e di disegni a tema dionisiaco (XVII), composta da circa 600 opere tra le quali compaiono incisioni di Mantegna, Carracci, Guttuso e Picasso. Dopo una sala dedicata agli ex libris in argomento (XVIII), la visita si conclude con l'esposizione di edizioni pregiate opere di narrativa e trattatistica sul vino e di almanacchi (XIX).

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1992 al Museo è stato assegnato a Parigi, nell'ambito del III Salon International des Musées, il “Prix de l'Excellence Regionale”.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Un articolo sul New York Times del 28/12/2010
  2. ^ Istituto enciclopedico Treccani, Dizionario Biografico degli Italiani
  3. ^ Amedeo Benedetti, Il Museo del Vino di Torgiano, in "Insegnare", Roma, CIDI, n. 10-11, ottobre-novembre 2006, p. 60
  4. ^ vd. BAPD, vaso 8217
  5. ^ Carola Fiocco, Gabriella Gherardi, Produzione istoriata della bottega di Maestro Giorgio da Gubbio. Un piatto del maestro del giudizio di Paride al Museo del vino di Torgiano, in "Faenza" Bollettino del Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza, Annata LXXI (1985), n. 4-6, pp. 297-302
  6. ^ Giovanni Ranieri Fascetti, I ferri da cialda: documenti del costume e del gusto fra rinascimento dei miti ed eucaristia profana, Gruppo culturale Rosellini, ETS, Pisa, 1997

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alessandra Uncini; curatela scientifica di Mario Torelli, Museo del vino di Torgiano. Materiali archeologici, Perugia, Electa Editori Umbri Associati, 1991
  • Carola Fiocco, Gabriella Gherardi; curatela scientifica di Gian Carlo Bojani, Museo del vino di Torgiano. Ceramiche, Perugia, Electa Editori Umbri Associati, 1991
  • Cristina Gnoni Mavarelli; curatela scientifica di Gianvittorio Dillon; filigrane a cura di Rossana Lanfiuti Baldi, Museo del vino di Torgiano. Incisioni, Perugia, Electa Editori Umbri Associati, 1994
  • Fondazione Lungarotti, Museo del Vino. Itinerario, Perugia, 1994
  • Monica Amari, I musei delle aziende. La cultura della tecnica tra arte e storia, Franco Angeli, Milano, 2001
  • Amedeo Benedetti, Il Museo del Vino di Torgiano, in "Insegnare", Roma, CIDI, n. 10-11, ottobre-novembre 2006, pagg. 60-61
  • Maria Grazia Marchetti Lungarotti, Mario Torelli (a cura di), Vino. Tra mito e cultura, Milano, Skira Editore, 2006
  • Madel Crasta, I musei del gusto: mappa della memoria enogastronomica, Carsa, Pescara, 2007
  • Ministero per i beni e le attività culturali, Il patrimonio museale antropologico. Itinerari nelle regioni italiane: riflessioni e prospettive, Gangemi, Roma, 2008

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]