Museo nazionale del Bardo

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Museo Nazionale di Tunisi
[[Immagine:{{{Immagine}}}|290px|Immagine del Museo Nazionale di Tunisi
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Tipologia Museo archeologico
Indirizzo Le Bardo-2000, Tunisi, Tunisia
Telefono
Fax
Posta elettronica [mailto: ]
Sito Musée National du Bardo
Trionfo di Nettuno

Il Museo Nazionale del Bardo, (المتحف الوطني بباردو), situato nella periferia occidentale di Tunisi, è un museo archeologico che contiene, fra le altre, la più ricca collezione di mosaici romani del mondo, tutti in perfetto stato di conservazione.

Situato nella fastosa residenza del bey, il sovrano, XIX secolo, circondata da un grande giardino ricco di essenze locali, si sviluppa su tre piani in un complesso di grande fascino, caratterizzato da una eccellente luminosità naturale che esalta i reperti esposti.

Giove

Indice

[modifica] Cenni storici

Oceano

Si tratta del più importante museo tunisino e allo stesso tempo del più antico museo del mondo arabo e dell'Africa, fu inaugurato il 7 maggio 1888.

Il suo nome originario era Museo Alaoui in onore del sovrano dell'epoca, Alì Bey III, 1882-1902, e prese il nome attuale nel 1956, dopo l'indipendenza della Tunisia, dalla località in cui si trova, Bardo,[1] nell'immediata periferia di Tunisi.

Il palazzo, che nel 1899 era stato ampliato con l'aggiunta del Piccolo Palazzo per ospitarvi le collezoni d'arte islamica, fu dichiarato nel settembre 1985 monumento storico.

[modifica] I dipartimenti

Venere tra le centauresse

L'organizzazione museale si sviluppa in sei dipartimenti che riflettono le tappe archeologiche del paese: il periodo preistorico, punico, romano, cristiano, arabo-islamico e quello relativo alla l'archeologia sottomarina.

L'esposizione dei reperti occupa 34 sale impegnandone i pavimenti, le pareti e, in alcune, i soffitti: solo sui pavimenti sono sistemati 2.115 metri quadrati di mosaici.[2]

Le sale hanno mantenuto nella nuova destinazione un'atmosfera calda e avvolgente che, specie per quanto riguarda i mosaici, fa sentire le opere esposte come se fossero state concepite e create per esse.

[modifica] Le collezioni

Tritone

La collezione più importante del museo è costituita dalla enorme quantità di mosaici romani del II-IV secolo, tutti di eccezionale fattura e conservazione, che in definitiva simbolizzano il museo stesso.

Le migliaia di metri quadrati di mosaici finiscono per oscurare le altre opere, alcune delle quali, specialmente tra le scultoree, di particolare bellezza, e distraggono il visitatore dai reperti punici e dalle sale arabo-islamiche, altrettanto importanti sotto l'aspetto storico.

[modifica] I mosaici

Ulisse e le sirene

I mosaici ricoprono tutte le pareti, creando un effetto affresco, e i pavimenti, che appaiono come il loro sito originario.

La policromia delle raffigurazioni si è mantenuta in uno stato eccezionale e la ricomposizione dei mosaici è avvenuta in maniera impeccabile.

Tra i mosaici esposti alcuni si evidenziano per la loro bellezza oltre che per la fantasiosa narrazione mentre altri richiamano personaggi noti.

Virgilio tra Clio e Melpomene

I soggetti prevalenti sono le storie mitologiche, le divinità, gli eroi, gli animali e le scene di vita quotidiana che immergono nell'atmosfera dell'epoca. In alcuni la prospettiva, usata in maniera sapiente, esalta la figura, mentre in altri, di particolare grandezza, l'azione si sviluppa in sequenze quasi cinematografiche.

Il Mosaico di Virgilio, a cui è intitolata una sala, raffigura il poeta seduto, con l'Eneide in mano, tra Clio[3] e Melpomene.[4] Si tratta di un mosaico molto bello e particolarmente interessante per la sua valenza storico-letteraria.

Un altro mosaico molto significativo, anche sotto l'aspetto letterario, è quello di Ulisse incatenato che ascolta le sirene, mentre di particolare bellezza sono i mosaici dei trionfi di Nettuno e quelli di Venere.

[modifica] Le statue

Venere ed Eros

Accanto ai mosaici, preponderanti sul resto dei reperti, sono esposte diverse statue raffiguranti divinità, eroi e personaggi mitologici, tutte di eccezionale fattura.

Una testa ciclopica di Giove, alta più di un metro, campeggia su un enorme salone il cui pavimento è ricoperto da un altrettanto enorme mosaico, del tutto integro. Un piede, anch'esso ciclopico, giace sotto la testa di Giove al cui gruppo scultoreo potrebbe appartenere facendone così intuire la grandezza colossale.

Diverse statue di Venere fanno da cornice agli onnipresenti mosaici mentre un Ercole ubriaco, in posa licenziosa, sembra osservare divertito. Sembrerebbe una figura futuristica relativa ai tempi in cui il vino costava pochi denari greci, e Bacco avrebbe fatto bere gli eroi e miti assieme al popolo.

[modifica] Reperti cristiani

Della collezione relativa all'epoca cristiana è un'originale vasca battesimale inserita nel pavimento della sala dei mosaici cristiani che ne tappezzano le pareti.

[modifica] Note

  1. ^ Bardo, (باردو), è una cittadina adiacente a Tunisi, nella parte occidentale, di circa 70.000 abitanti. Ospita l'omonimo museo nazionale archeologico.
  2. ^ Oltre alle opere esposte il museo ne possiede altre 100.000 nei propri depositi.
  3. ^ Clio, figlia di Zeus e Mnemosine, era la musa della storia. È raffigurata come una fanciulla incoronata d'alloro con una tromba nella destra e un libro, intitotlato Tucidide nella sinistra.
  4. ^ Melpomene, figlia di Zeus e Mnemosine come le altre muse, era originariamente la musa del canto e della musica, poi protettrice della tragedia. È raffigurata con la mazza di Ercole nella destra e la maschera tragica nella sinistra.

[modifica] Bibliografia

  • Zeineb Benzina Ben Abdallah. Catalogue des inscriptions latines paiennes du Musee du Bardo. Tunis, Institut national d'archeologie et d'art - Roma, Ecole francaise de Rome, 1986. ISBN 2728301190.
  • Fethi Bejaoui. I mosaici romani di Tunisia. Milano, Jaca Book, 1995. ISBN 8816601701.
  • Mahmoud Bouhleli. Tunisia, storia, societa e tradizioni, arte e cultura, religione. Bologna, Pendragon, 2000. ISBN 8883420527.
  • Giacomo Caputo. Tunisia, mosaici pavimentali antichi. Parigi. Unesco, 1962.
  • Aicha Ben Abed Ben Khader, David Soren. Carthage, a mosaic of ancient Tunisia. New York, The American museum of natural history, 1987.
  • Ben Lazreg e D. J. Mattingly. Leptiminus, a Roman port city in Tunisia. University of Michigan, 1992.
  • Giancarlo Pizzi. Tremila anni di storia in Tunisia. Milano, Jaca book, 1996. ISBN 881690061X.
  • Mohamed Yacoub. Musee du Bardo. Tunis, Institut National d'Archeologie et d'Arts, 1969.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Selezione essenziale dei reperti che trovi qui

Venere
Bacco
Ercole
Minia Procula
Saturno
Minerva
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