Museo d'arte moderna di Bologna

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Museo d'Arte Moderna di Bologna
MAMbo.jpg
Tipo Arte
Data fondazione 5 maggio 2007
Indirizzo Via Don Minzoni 14, Bologna, Italia
Direttore Gianfranco Maraniello
Visitatori 93 942[1] (2008)
Sito [1]

Il Museo d'Arte Moderna di Bologna (abrrv. MAMbo) è uno dei principali musei italiani di arte moderna e contemporanea. È sede dell'Istituzione Bologna Musei, orientata alla ricerca artistica contemporanea. Ospita sia collezioni permanenti che mostre temporanee. All'interno si trovano una biblioteca, una libreria e un bar/ristorante.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il Museo d'Arte Moderna di Bologna cominciò a esistere come entità indipendente nella seconda metà degli anni Novanta, quando la collezione della Galleria d'Arte Moderna di Bologna divenne così ampia da necessitare di nuovi spazi per le collezioni e le mostre di arte contemporanea.

Lorenzo Sassoli de Bianchi, noto per la sua reputazione di collezionista d'arte e di innovatore, fu nominato presidente della GAM nel 1995 nominando quale primo Direttore dell'Istituzione GAM, Danilo Eccher. Nel 2009 la carica venne confermata per altri 5 anni. Sassoli de Bianchi formulò un programma che riposizionerà il museo in un preciso ruolo culturale, non solo a Bologna ma in Italia. Questo progetto doterà il museo di una nuova sede (l'ex Forno del Pane, nel centro di Bologna), di una nuova identità e di un nuovo nome: MAMbo. Tuttavia, l'effetto più importante fu di restringere l'attenzione del museo all'arte sperimentale in particolare, una caratteristica rara in Italia.

Nel supportare questa attenzione all'arte sperimentale, nel 2005 il Comune nominò Gianfranco Maraniello, un giovane critico d'arte, direttore del museo.
Il museo acquisì anche una nuova missione: non più uno spazio espositivo ma un crocevia sperimentale, informativo e sociale per giovani artisti contemporanei, fornendo un contesto regionale nazionale e internazionale, quest'ultimo grazie all'International Contemporary Art Network.

Nel 2008 il MAMbo si è assestato come l'ottavo museo civico italiano più visitato e nel 2009 è stato in assoluto il più visitato della città di Bologna, superando il Museo Civico Archeologico[1], mentre nel triennio successivo registra una fase di progressivo calo degli ingressi, che ha portato nel 2012 ad un dimezzamento delle presenze, per un totale di poco più di 60.000 visitatori. È la sede dell'Istituzione Bologna Musei, di cui fanno parte anche Villa delle Rose, il Museo per la Memoria di Ustica, il Museo Morandi e la Casa Morandi.

Edificio[modifica | modifica sorgente]

La sede del MAMbo nell'ex Forno del Pane

Il museo si colloca nel cuore del distretto culturale della Manifattura delle Arti, nel quartiere Porto di Bologna.

L'edificio che lo ospita è l'ex Forno del Pane, costruito nel 1915 dal sindaco Francesco Zanardi e successivamente ampliato nel 1928-'29.

Il progetto di recupero e di trasformazione nella nuova sede del MAMbo prende avvio nella seconda metà degli anni Novanta e segue diverse fasi - demolizione, recupero e consolidamento strutturale, nuova costruzione degli spazi interni - avendo sempre cura di rispettare e valorizzare le caratteristiche architettoniche preesistenti. L'intervento, in origine inserito nel master plan ideato da Aldo Rossi, è stato realizzato dal Comune di Bologna tramite la società Finanziaria Bologna Metropolitana, con la collaborazione dello Studio Arassociati di Milano. Al termine della ristrutturazione, il MAMbo con i suoi 9.500 m² diviene uno dei musei italiani più importanti dedicati al contemporaneo.

Collezione permanente[modifica | modifica sorgente]

La collezione del MAMbo, inaugurata nel marzo 2008, ospita opere di artisti contemporanei, partendo da chi ha segnato la storia dello SpazioGAM, fino a una raccolta dell'arte dei giorni nostri, fra cui troviamo: Renato Guttuso, Marina Abramović, Ugo Attardi, Giuseppe Penone, Vanessa Beecroft, Maurizio Cattelan, Lucio Fontana, Leoncillo, Mario Merz, Zoran Mušič, Luigi Ontani, Gina Pane, Concetto Pozzati, Mimmo Rotella, Mario Schifano, Antoni Tàpies, ecc.[2]

Le opere della Collezione del MAMbo si possono visitare attraverso un percorso suddiviso in nove sezioni:

  • Arte e ideologia
  • 1977 - Arte e Azione
  • 1968 . 1 Nuove Prospettive
  • 1968 . 2 Arte Povera
  • Forma 1
  • L'Informale
  • Arcangeli: L'ultimo Naturalismo
  • Focus on Contemporary Italian Art
  • Nuove acquisizioni

Opere[modifica | modifica sorgente]

Alcune fra le opere più note raccolte nella collezione permanente del MAMbo sono:

Strutture e servizi[modifica | modifica sorgente]

Nel museo sono presenti una biblioteca, una postazione Internet, una sala per conferenze, un bookshop, un bar, un ristorante, una libreria e un Dipartimento educativo.

Fra i servizi principali si ricordano i laboratori e i progetti didattici, le visite guidate, le visite presso gli studi degli artisti, i corsi di aggiornamento e formazione per insegnanti, ed infine alcuni giochi creativi per bambini.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Mambo, l'sos di Sassoli - Repubblica.it » Ricerca
  2. ^ La collezione permanente MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna Bologna

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]