Museo d'Orsay

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Museo d'Orsay
MuseeOrsay 20070324.jpg
Tipo Pittura, scultura, architettura e fotografia
Indirizzo Rue de la Légion d'Honneur 1, 75343 Parigi, Francia
Sito musee-orsay.fr/it/accoglienza.html

Il Museo d'Orsay (Musée d'Orsay) si trova in Francia a Parigi, in Rue de la Légion d'Honneur 1.

Il museo, celebre per i numerosi capolavori dell'impressionismo e del post-impressionismo esposti al suo interno, è situato di fronte al Musée du Louvre, in una ex-stazione ferroviaria (la Gare d'Orsay), costruita in stile eclettico alla fine dell'Ottocento. Il progetto di ristrutturazione diede fama internazionale all'architetto italiana Gae Aulenti.

La storia[modifica | modifica sorgente]

L'edificio fu costruito dall'architetto Victor Laloux a partire dal 1898 dove in precedenza sorgevano una caserma di cavalleria e il vecchio Palazzo d'Orsay; i lavori furono terminati dopo soli due anni, perché la stazione fosse pronta per l'Esposizione Universale del 1900.

Nel 1939 le grandi linee ferroviarie furono spostate alla Gare d'Austerlitz e la stazione continuò a servire solo il traffico locale.

Negli anni successivi, lo stabile ebbe vari usi: nel 1945 fu destinato a sede di transito dei prigionieri di guerra e negli anni 1950 cessò completamente il servizio. Nel 1961 ne fu decisa la demolizione. I provvedimenti presi da Pompidou nell'ambito del progetto di rinnovamento della capitale prevedevano che al suo posto nascesse un grande parallelepipedo di cristallo (già molti anni prima era stata progettata al suo posto una piscina coperta con pavimento mobile, come sede di eventi sportivi); ma gli sforzi di molti cittadini illustri che si battevano per la sua salvaguardia fecero sì che la stazione venisse risparmiata dalla demolizione, e che venisse classificata monumento nazionale. Nel 1973 fu scelto come sede stabile della compagnia teatrale Renaud-Barrault e nel 1974 divenne sede della casa d'aste Drouot. Nel 1978, sotto la presidenza Giscard d'Estaing fu finalmente decisa la trasformazione in museo.

Il restauro venne affidato al gruppo ACT-Architecture, i cui componenti decisero di rispettare il più possibile la struttura e i materiali preesistenti. Al celebre architetto italiano Gae Aulenti venne invece affidata la disposizione degli spazi interni e la progettazione dei percorsi espositivi. A lei si deve la scelta della pietra calcarea chiara, che fornisce luminosità alle sale sfruttando al meglio la luce proveniente dalla volta in vetro e metallo, e nello stesso tempo rende unitario l'insieme.

Il percorso si articola su tre livelli, utilizzando la navata centrale (quella lungo la quale una volta correvano i binari) come tronco principale da cui si dipartono terrazze e passaggi.

A 86 anni dall'inaugurazione della stazione ferroviaria, il Museo D'Orsay venne aperto al pubblico il 1º dicembre 1986.

L'orologio posto sulla parete interna della sala principale

Le collezioni[modifica | modifica sorgente]

Il museo è famoso soprattutto per i quadri degli impressionisti (Claude Monet, Paul Cézanne, Edouard Manet, Pierre-Auguste Renoir, Edgar Degas, Alfred Sisley, Camille Pissarro, Berthe Morisot, Gustave Caillebotte, ecc.) e post-impressionisti (Paul Gauguin, Vincent Van Gogh, ecc.), ma contiene anche opere che partono dalla seconda metà del XIX secolo (Eugène Antoine Durenne, ecc.) e non espone esclusivamente dipinti, ma anche importanti lavori di architetti, scultori, fotografi e creatori d'arte decorativa ed industriale dal 1848 al 1914. Una galleria è interamente dedicata a Henri de Toulouse-Lautrec, un'altra a Gustave Courbet e ci sono anche sculture di Auguste Rodin.

Alcuni dipinti di Monet all'interno del museo

La direzione del museo ha scelto di esporre opere che si collocano tra due limiti storici: l'inizio della Seconda Repubblica (1848) e l'inizio della grande guerra (1914). In questo modo il museo d'Orsay va a colmare la lacuna esistente tra la collezione del Louvre e quella esposta al Museo Nazionale d'Arte Moderna, che si trova nel Centre Pompidou. Le opere provengono principalmente da tre fonti:

  • dal Louvre provengono i lavori degli artisti nati a partire dal 1820, o emergenti dal mondo dell'arte nel periodo della Seconda Repubblica; molti di questi lavori giacevano nei depositi del Louvre e non era possibile esporli per mancanza di spazio
  • dall'ex-museo del Jeu de Paume, attualmente una struttura per esposizioni d'arte contemporanea, che ha ceduto la sua ricchissima collezione di impressionisti, ormai troppo sacrificata nei suoi spazi espositivi, e che ha trovato nel musée d'Orsay una ben più idonea valorizzazione;
  • dal Museo Nazionale d'Arte Moderna, collocato appunto nel Beaubourg, che ha contribuito con le opere più recenti, e che rimane il punto di riferimento a Parigi per le testimonianze d'arte dal 1914 in poi.

Il limite del 1914 non è tassativo: le opere del cubismo sono ad esempio esposte al Beaubourg, mentre al museo d'Orsay sono collocate le ultime opere di Renoir o di Monet che, pur datate 1920 o 1930, appartengono ancora alla corrente impressionistica.

I criteri con cui sono esposte le opere sono principalmente due: un criterio cronologico, che si può seguire attraverso appositi percorsi, e un criterio monografico, per cui alcune sale sono dedicate a un singolo autore o a una corrente. Il visitatore, anche se non esperto, è pertanto in grado di collocare gli oggetti secondo i periodi e secondo gli stili di appartenenza.



Il lato nord del museo visto dal fiume Senna

Le opere maggiori[modifica | modifica sorgente]

Pierre Bonnard
Paul Cézanne
Natura morta di Cezanne
Giuseppe De Nittis
Edgar Degas
La classe de danse (Edgar Degas)
Autoritratto (Edgar Degas)
Paul Gauguin
Edouard Manet
Henri Matisse
Jean-François Millet
Le spigolatrici (Jean-François Millet)
Claude Monet
Il parlamento di Londra di Monet
Pierre-Auguste Renoir
Bal au moulin de la Galette (Pierre-Auguste Renoir)
Henri Rousseau
Georges-Pierre Seurat
Il circo di Seurat
Paul Signac
  • Palazzo dei Papi, Avignone, 1900
  • Port de La Rochelle, 1921
  • Femme lisant""
Vincent Van Gogh
Autoritratto di Van Gogh
James Abbott McNeill Whistler
Edward Burne-Jones

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