Museo civico Giovanni Fattori

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Coordinate: 43°32′07.62″N 10°18′19.58″E / 43.53545°N 10.305439°E43.53545; 10.305439

Museo civico Giovanni Fattori
Veduta della Villa Mimbelli, sede del museo
Veduta della Villa Mimbelli, sede del museo
Tipo Arte
Indirizzo Via S. Jacopo in Acquaviva Livorno, 57100 Livorno, Italia
Sito Sito ufficiale

Il Museo civico Giovanni Fattori è una struttura museale di Livorno; ha sede nella suggestiva cornice di Villa Mimbelli ed è stato inaugurato nel 1994 alla presenza dell'allora Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro.

Il museo ospita una ricca raccolta di dipinti di Giovanni Fattori e di altri macchiaioli e postmacchiaioli; sono presenti anche opere di altre epoche, come una Crocefissione di Neri di Bicci (XV secolo).

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini del museo risalgono al 1877, quando l'amministrazione comunale istituì una pinacoteca dove furono raccolti dipinti di artisti quali Giovanni Fattori, Enrico Pollastrini e Cesare Bartolena.[1] Successivamente furono acquisite opere di Raffaello Gambogi, Silvestro Lega, Guglielmo Micheli, Adolfo Tommasi, Enrico Banti ed altri.

Tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento la collezione si arricchì di reperti archeologici e di una raccolta numismatica donati nel 1893 da Enrico Chiellini (assieme al dipinto Volontari livornesi di Bartolena), mentre alla morte di Fattori (1908) furono acquistati 250 disegni e 150 acqueforti dello stesso maestro.

Nel 1896 fu inaugurata la nuova e più ampia sede in piazza Guerrazzi. All'inizio degli anni trenta del XX secolo, il museo fu intitolato a Giovanni Fattori.

Tra le opere ospitate, oltre a quelle citate, vi erano vari bozzetti in gesso di Temistocle Guerrazzi e Bertel Thorvaldsen, un bassorilievo di François Duquesnoy, dipinti di scuola fiamminga del XVII secolo, diversi dipinti della Madonna col bambino risalenti ai secoli XV e XVI, tre mascheroni in bronzo di Pietro Tacca, una collezione di indumenti ufficiali dei gonfalonieri e priori della città, ricordi del generale Enrico Cialdini, di Giuseppe Garibaldi e del Guerrazzi, ritratti di illustri livornesi, oltre ad una ricca sezione archeologica con reperti provenienti dal territorio livornese, tra i quali si ricordano alcune tombe dell'età del ferro e sette urne villanoviane reperite a Quercianella, fibule, anelli, lancie, morsi da cavallo in argento e bronzo, oggettistica reperita negli scavi della necropoli dei Lupi con monete di rame del IV e V secolo, vasi romani reperiti tra Ardenza e Quercianella ecc. Vi erano pure modelli d'architettura eseguiti da Arturo Conti e Giovanni Puntoni.[2]

Durante la guerra la raccolta fu trasferita fuori dalla città. Al termine del conflitto una parte della raccolta fu collocata al secondo piano della Villa Fabbricotti ed il resto fu dislocato nei vari uffici e magazzini comunali. Al contempo la collezione si arricchì di opere di artisti come Plinio Nomellini, Guglielmo Micheli, Serafino De Tivoli, Oscar Ghiglia, Ulvi Liegi; in particolare, fu acquistato un cartone attribuito ad Amedeo Modigliani.

Nel 1994 il museo, composto da solo una parte della collezione, fu trasferito nella Villa Mimbelli.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Pian terreno[modifica | modifica sorgente]

Il piano terreno di Villa Mimbelli ospita la biglietteria e alcuni locali adibiti alla presentazione di eventi culturali.

Primo piano[modifica | modifica sorgente]

Mediante una scala monumentale, ornata con putti ispirati all'opera di Luca della Robbia, si accede al primo piano, dove si aprono le varie sale:

Secondo piano[modifica | modifica sorgente]

Il secondo piano della villa ospita le opere di Giovanni Fattori e di altri artisti:

Ex granai[modifica | modifica sorgente]

Negli adiacenti granai della villa si tengono invece esposizioni temporanee, tra le quali occorre segnalare una grande mostra allestita tra il 22 aprile ed il 6 luglio 2008, nel centenario della morte di Fattori, dal titolo Giovanni Fattori tra epopea e mito.

Galleria d'immagini[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Museo Civico Giovanni Fattori, Storia del museo. URL consultato il 29-12-2012.
  2. ^ G. Piombanti, Guida storica ed artistica della città e dei dintorni di Livorno, Livorno 1903, p. 270.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]