Museo campano

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca
Template-info.svg
Museo Provinciale Campano di Capua
[[File:{{{Immagine}}}|250px|]]
Tipo Archeologia, Arte e Storia
Data fondazione {{{Data di fondazione}}}
Data chiusura {{{Data di chiusura}}}
Fondatori {{{Fondatori}}}
Indirizzo via Roma,
presso Palazzo Antignano e
l'ex Monastero della Concezione
Capua (CE), Italia
Direttore Maria Luisa Nava
Visitatori {{{Visitatori}}} ([[{{{Anno visitatori}}}]])
Sito http://www.provincia.caserta.it/museocampano/
Sito web

Il Museo Campano (nome ufficiale completo: Museo Provinciale Campano di Capua), è il principale museo storico dell'antica Campania (poi di Terra di Lavoro e oggi compresa nella Provincia di Caserta), oltre che uno dei più importanti della Campania e d'Italia. Conserva la più importante collezione mondiale di Matres Matutae, dette anche Madri di Capua, provenienti dall'antica Capua.

Istituito con Decreto Reale il 21 agosto del 1869, fu aperto al pubblico il 31 maggio 1874, con sede nel centro storico di Capua in Palazzo Antignano (1450 - 1454), in seguito ampliata fino a comprendere l'adiacente settecentesco ex Monastero della Concezione. Il 9 settembre 1943, in piena seconda guerra mondiale, gli alleati anglo-americani bombardarono la cittadina, che riportò gravissimi danni ad abitazioni e monumenti, alcuni dei quali furono rasi al suolo; la stessa sede museale di palazzo Antignano subì danni notevoli alla struttura, mentre le opere furono messe al sicuro, prima dei bombardamenti, grazie all'iniziativa dell'allora direttore Luigi Garofano Venosta. Dal 1945 si procedette ai lavori di ricostruzione, durati fino al 1956, anno in cui avvenne riapertura.

Indice

[modifica] Palazzo Antignano

Gli Antignano furono importante famiglia campana nel XV secolo, in auge presso il Re di Napoli Alfonso I. Tra essi spiccò all'epoca la figura di Francesco, che decise di ricostruire ed ampliare il palazzo gentilizio di Capua: gli conferì un aspetto tardo gotico, ornandolo con un monumentale portale d'ingresso, un'imponente scalinata, entrambe di ispirazione catalano-moresca, e con finestre in stile rinascimentale. La ristrutturazione inglobò anche la chiesa longobarda di San Lorenzo ad Crucem, della quale sono visibili ancora alcuni elementi nel cortile d'ingresso.

[modifica] Elenco delle sale

[modifica] Stele, lapidi e sarcofagi

  • 1° CORTILE - stele funerarie di età romana repubblicana ed imperiale, capitelli e rilievi, disposti lungo le pareti, tra cui spicca la chiave di volta di un arco dell'Anfiteatro Campano con la protome del dio Volturno;
  • SALA I - ospita il Lapidario, con una ricca raccolta di epigrafi provenienti dal territorio della Campania Felix, catalogate e pubblicate da Theodor Mommsen nel X volume del Corpus Inscriptionum Latinarum.
  • 2° CORTILE e SALA II - sono esposte ancora stele funerarie e l'epigrafe dedicatoria della colonia di Capua (Julia Felix) all'imperatore Adriano, in occasione del restauro dell'Anfiteatro Campano promosso dallo stesso. L'epigrafe conserva tutt'oggi la storica integrazione proposta dal Mazzocchi nel '700.
  • SALE III e IV - sarcofagi di epoca imperiale e paleocristiana.

[modifica] Le Matres Matutae

Unica nel suo genere è la collezione delle Matres Matutae o Madri di Capua, conservate tra le sale V e IX del museo. Tutto ciò ebbe inizio nel 1845, quando in occasione di lavori agricoli privati, in località Petrara (oggi nel Comune di Curti), vennero ritrovate i resti di un altare pagano con iscrizioni in osco e statue in tufo; questo primo scavo fu seguita, dopo diversi anni, da una successiva spedizione archeologica (1873 - 1887), dalla quale tornarono alla luce altre innumerevoli statue tufacee. Tutte queste statue, di varie dimensioni, raffigurano delle donne sedute, con uno o più neonati tra le braccia, tra le quali spicca una che invece di avere figli, regge una melagrana (simbolo di fecondità) nella mano destra, e una colomba (simbolo di pace) nella sinistra, essa era la rappresentazione di Mater Matuta, divinità italica dell'aurora e delle nascite, quindi le altre madri erano l'"ex voto". Le statue sono state scolpite in varie epoche dal VI al I secolo a.C., e documentano il fatto che gli antichi campani ebbero un complesso culto della genesi e della maternità, onorando le nascite come eventi sacri.

  • SALA V - gli unici e pochi elementi strutturali del Tempio della Mater Matuta rinvenuti;
  • SALE VI-IX - collezione delle Matres Matutae, disposte secondo criteri estetici.

[modifica] Sala X

Mosaici tra i quali un "coro sacro" proveniente dal Tempio di Diana Tifatina (Sant'Angelo in Formis), di epoca Costantiniana (III secolo).

[modifica] Sala Uccella-Martucci

Raccoglie documenti e oggetti relativi al compositore capuano Giuseppe Martucci (1856 - 1909) e opere dello scultore Raffaele Uccella (Santa Maria Capua Vetere 1884 - 1920).

[modifica] Collezione di vasellame

Vi è anche una collezione di vasi di ogni genere ed epoca, provenienti da zone differenti di sviluppo della cultura osco-campana e delle altre culture ivi attive nei secoli.

[modifica] Oggetti metallici

[modifica] Le terrecotte

Altra collezione celebre del museo, è rappresentata dalla raccolta di terrecotte, di cui la maggior parte del VI-V secolo a.C., epoca della cultura italiota campana.

  • SALA XVI - statue votive di notevoli dimensioni provenienti dai santuari dell'antica Capua;
  • SALA XVII - teste e busti ex voto;
  • SALA XVIII - figure umane di diverse dimensioni e soggetti;
  • SALA XIX - terrecotte di soggetti non umani, manufatti di pietra neolitici ed eneolitici, statuine egizie ed oggetti in osso e avorio;
  • SALE XXII e XXIII - terrecotte architettoniche, come antefisse, tegole semicilindriche ornamentali, ed antepagmente, lastre rettangolari ornamentali utili a protezione delle travi.

[modifica] Reparto medievale

Area dedicata alla collezione di oggetti della Capua longobarda, capitale del Principato autonomo.

  • SALA XXIV - elementi architettonici prodotti tra il X ed il XIII secolo;
  • SALA XXV - marmi preromani riutilizzati come materiale di costruzione nel periodo longobardo;
  • SALA XXVI - sculture dell'epoca di Federico II di Svevia, tra le quali i resti della monumentale Porta Roma in Capua (1234-1240);
  • SALA XXVII - sculture rinascimentali, tra cui spicca la pietra tombale di Rinaldo Fieramosca, padre di Ettore.

[modifica] Pinacoteca

  • SALA XXVIII - opere pittoriche prodotte in un arco di sei secoli (XIII - XVIII secolo), più due sculture policrome: un Crocifisso del XIII secolo e un'Annunciata del XVI secolo;
  • SALA XXIX - auditorium del museo con stemmi delle famiglie capuane ed iscrizioni in marmo;
  • SALA XXX - iscrizioni di epoca longobarda, angioina ed aragonese;
  • SALA XXXI - sculture dei secoli XVI, XVII e XVIII;
  • SALA XXXII - stemmi capuani e di dinastie del Regno delle Due Sicilie

[modifica] Biblioteca

A completare il museo, è stata allestita un'area dedicata a biblioteca, con raccolte di documenti, stampe e manoscritti provenienti dalla Campania Felix (Terra di Lavoro), tipografie dal cinquecento al XIX secolo, un'emeroteca del quotidiano "Il Mattino" (dal 1848), una sala topografica della zona, un archivio storico capuano (dal XV al XIX secolo), la Sala Marzano, con documenti storico-politici donati dal Sen. Giuseppe Marzano, le Sale Ferdinando Palasciano, con testi di medicina appartenuti al medico capuano, ed una biblioteca di storia moderna e contemporanea.

[modifica] Bibliografia

  • P. Argenziano (ed.), Il Museo Campano di Capua nel 130º anno della fondazione, Maddaloni 2004.
  • Il Museo Provinciale Campano di Capua nel centenario della fondazione, Caserta 1974.
  • L. Tosti, Per la inaugurazione del museo campano nel giorno 31 maggio 1874, De Angelis, Napoli 1874.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali
Namespace

Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti