Museo archeologico nazionale di Cividale del Friuli

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Coordinate: 46°05′36.6″N 13°25′54.84″E / 46.0935°N 13.4319°E46.0935; 13.4319

Museo Archeologico Nazionale di Cividale del Friuli
Il palazzo dei Provveditori Veneti, sede del museo
Il palazzo dei Provveditori Veneti, sede del museo
Tipo Archeologia
Indirizzo Piazza Duomo, 13
Sito Official website

Fondato nel  lontano 1817, il Museo ha sede dal 1990 nel cinquecentesco Palazzo dei Provveditori Veneti. La collezione del Museo racconta nelle sale del piano terra la storia della città, dal municipio di età romana fino al periodo della dominazione veneziana. Le tappe sono scandite dagli splendidi mosaici provenienti dalle domus, dalle lettere scolpite nelle iscrizioni pubbliche e dalle sculture provenienti dalle chiese e dai palazzi della Cividale medievale. Il piano nobile ospita la ricchissima sezione longobarda, una mirabile sequenza di oggetti provenienti dalle necropoli di Cividale e del suo ducato, che racconta il fascino e la particolarità della cultura dei longobardi e tramanda l’importanza del loro contributo nella formazione dell’Italia medievale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Venne fondato nel 1817 dal Conte Michele della Torre Valsassina[1], durante l'importante stagione di ricerche avviata grazie ai finanziamenti dell'imperatore austriaco Francesco I. Il museo, collocato in un ambiente dell'ex Collegio dei Padri Somaschi si rivelò ben presto troppo ristretto per ospitare adeguatamente una collezione che continuò ad arrichirsi per tutto il corso del XIX secolo, anche con rinvenimenti di primissimo livello come la scoperta della "tomba di Gisulfo". Dalla fine del '800 il museo trovò una nuova e più solenne sede nei locali di Palazzo de Nordis, dove, sotto la direzione di Alvise Zorzi venne riorganizzato sulla base di una sistematica attività che portò tra l'altro all'acquisizione dell'importantissima collezione libraria e archivistica proveniente dal Capitolo di Cividale. L'attività dello Zorzi si concretizzo anche nella redazione della prima guida esaustiva alla collezione[2]. Il museo e la sua collezione superarono le dure prove della prima guerra mondiale e continuarono un percoso di crescità per tutta la prima metà del XX secolo. Dal 1990 è ospitato presso il palazzo dei Provveditori Veneti, edificio attribuito a Andrea Palladio edificato tra il 1565 e il 1615 e dal 2001 è assegnato alla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia[3].

Percorso espositivo[modifica | modifica wikitesto]

Il percorso espositivo è articolato su due piani. Al pian terreno si trova la sezione lapidaria, con opere romane, paleobizantine, altomedievali e romaniche. Le tre sale dell'ala meridionale espongono frammenti di cibori, colonnine, plutei, capitelli, pilastrini, cornici, databili dal VI a IX secolo. I rilievi romanici sono ospitati nell'ultima sala al pian terreno, con raffigurazioni di animali tratte dai bestiari e pilastrini coevi, tutti rilaneti al periodo tra il XII e il XIII secolo. Nel cortile interno si trovano lapidi in ebraico, provenienti dal cimitero della "stretta giudaica" e stemmi di varie epoche.

Il vano scale ospita la collezione Cernazai, con iscrizioni sepolcrali latine e greche provenienti dalla Dalmazia, tra le quali spicca un rilievo con una rappresentazione di una porta.

Il primo piano, diviso in sette sale, ospita i pezzi più pregiati del museo con la collezione longobarda ordinata cronologicamente. I manufatti dell'antica Forum Iulii, primo insediamento longobardo della zona, aprono l'esposizione, e sono soprattutto oggetti prodotti altrove e importati, ritrovani nelle necropoli di San Giovanni e di Cella, risalenti al VI e VII secolo.

In una saletta più piccola è esposto il suggestivo Sarcofago del duca Gisulfo (metà del VII secolo), con relativo corredo, con la Croce. Si tratta di un manufatto romano di reimpiego, rinvenuto nel 1874 in piazza Paolo Diacono.

L'ultima sala mostra la produzione longobarda nel periodo di contatto col mondo carolingio: tra le opere la Pace del Duca Orso, due reliquiari argentei del tesoro del Duomo e la croce astile di Invillino.

Recentemente è stata aggiunta una nuova presentazione didattica, con tabelloni esplicativi al di sopra delle vetrine. Nel 2001 si è aggiunta una collezione numismatica longobarda da una collezione privata.

Bronzi di Zuglio[modifica | modifica wikitesto]

Attualmente sono esposte due iscrizioni, che dovevano far parte del rivestimento di una o di due statue erette in onore di Gaio Bebio Attico, che ricopri' importanti ruoli pubblici sotto il principato di Claudio (41-54). Sono inoltre presenti un clipeo bronzeo con figura di togato, sfortunatamente deteriorata, frammenti di altri due clipei ed una testa bronzea di un personaggio illustre di Iulium Carnicum, di incerta attribuzione cronologica.

Collezione di Aurei longobardi[modifica | modifica wikitesto]

A completamento dell'esposizione vi e' una importantissima collezione di monete d'oro, di proprietà della Fondazipne Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone. La collezione e' composta da 56 aurei, taluni rarissimi, ed e' considerata una delle principali al mondo di monete longobarde per numero e per importanza.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ E. Accornero, Michele della Torre: archeologo del XIX secolo in Archeologia Veneta, IV (1981), pp. 151-169.
  2. ^ Alvise Zorzi, Notizie guida e bibliografia de R.R. Museo Archeologico Archivio e Biblioteca già capitolari ed antico Archivio Comunale di Cividale del Friuli, Cividale, 1899.
  3. ^ Chiara De Santi, Il museo archeologico di Cividale del Friuli. Dalla fondazione agli sviluppi attuali. I parte in Forum Iulii. Annuario del Museo Nazionale di Cividale del Friuli, XXXVI (2012), pp. 93-122.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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